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farmapic5777 04 agosto 2010 08:34
Trovo assolutamente incredibili queste dichiarazioni da parte della senatrice Bianchi che, da medico, dovrebbe essere a conoscenza della assoluta mancanza di fondamento scientifico della conservazione autologa del sangue cordonale che risponde solo a logiche affaristiche e di guadagno. Tutto il mondo scientifico indipendente, Comitati di Bioetica nazionali e internazionali, compreso quello della comunità europea, illustri associazioni mediche hanno dichiarato in più occasioni che l'utilizzo del sangue cordonale per uso autologo non è indicata soprattutto per la cura di patologie ematologiche come quelle nominate dalla senatrice. La conservazione personale per uso tra consanguinei non è motivata dato che il fratello può sempre donare il sangue midollare. La pratica della conservazione per uso autologo non fa altro che sottrarre chance di sopravvivenza ai bambini che oggi sono malati e in cerca di un donatore. Ricordi la senatrice che per ogni 40 sacche sottratte all'uso pubblico, solidale, un bambino, ed ora anche gli adulti, non trova un donatore e va incontro al suo destino. Dichiarare che questa pratica, quella della conservazione autologa, sollevi da problemi etici significa possedere la sensibilità di un sasso soprattutto nei confronti delle famiglie dei bambini in cerca di un donatore.
Si impegni la senatrice piuttosto a far sì che in oogni punto nascita in Italia sia possibile donare la propria sacca sempre e a qualsiasi ora o non ne è capace. Il fabbisogno nel nostro paese è stimato in 90.000 sacche. Oggi ne conserviamo 30.000 e con circa 500.000 parti all'anno e con l'aiuto responsabile di tutte le forze politiche l'obiettivo sarebbe veramente facile da raggiungere.
Un'ultima puntualizzazione. Le sacche donate in Italia e quelle esportate sono state in numero circa pari nel 2009: tra quelle donate solo un terzo ha soddisfatto i requisiti di qualità ed è stata congelata, mentre quelle esportate sono state congelate tutte. Direi che c'è da rifletterci.
Massimiliano du Ban
Presidente dell'Associazione Genitori Malati Emopatici Neoplastici del Friuli Venezia Giulia.
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