mik
13 giugno 2007 00:00
da: mik
Data: 13 Giugno 2007
Se può servire per il dibattito vi riporto la mia recente esperienza.
Ho acquistato da un privato casa del valore di euro 100.000, con le agevolazioni prima casa.
Parcella notaio per rogito: 1.400 euro più Iva, il resto di oltre 3.000 euro sono state tasse e imposte per l'acquisto.
Parcella avvocato per preliminare: euro 2.000 - senza fattura.
Parcella agenzia mediazione: 4.000 senza fattura.
Non capisco dove si voglia arrivare con la recente proposta di liberalizzazione e dove sta il vantaggio per noi poveri consumatori: personalmente ho la sensazione che forse dovrò pagare l'avvocato, se l'autentica me la fa lui o il geometra se l'autentica me la faccio in comune, più di quello che ora pago al notaio !!! e forse con meno garanzie ??.
Chi può darmi una spiegazione ??
Grazie Michele
matteo fasano
13 giugno 2007 00:00
Io faccio il notaio da 18 anni,non ho mai succhiato soldi a nessuno.
Per diventare notaio ho dovuto studiare 30 anni della mia vita, ho dovuto fare un concorso difficile,selettivo,giustamente selettivo visto che lo Stato affida ai notai la tutela della fede pubblica,dove non ci sono raccomandazioni:sono figlio di un umile bottegaio ed il 90% dei miei colleghi non è figlio di notaio.
Il mio lavoro consiste nel dare certezza, sicurezza e legalità agli atti che stipulo, assicurando pari,imparziale tutela a tutte le parti,siano essi ricchi imprenditori,banche,anziani pensionati o giovani coppie.Nel mio lavoro lo stato mi controlla,ogni 4 mesi se ho correttamente percepito le tasse per suo conto,ogni due anni con l'ispezione di tutti i miei atti, per controllare se sono completamente soddisfatti i requisiti di legalità;se sbaglio pago di tasca mia.Sono economico, per la redazione di un atto di compravendita la tariffa notarile, prevista dalla legge, prevede un onorario che va dalla metà ad un quinto dell'onorario dell'avvocato (solo gli sprovveduti pensano che il notaio si metta in tasca i soldi che gli date, solo l'imposta di registro,una delle tante che colpiscono una vendita immobiliare, può raggiungere il 18% del prezzo),
e tutelo entrambe le parti,non una sola,come fanno per professione gli avvocati.Di questo se ne stanno accorgendo anche in U.S.A.,dove le controversie immobiliari superano il 30%,da noi sono allo 0,0029%, per cui molti stati,in primis la Florida,stanno orientando il loro ordinamento giuridico nella direzione del nostro.
Per chiarezza.
Notaio Matteo Fasano - Salerno.
antonio
13 giugno 2007 00:00
Mi sembra che tutte queste liberalizzazioni in realtà come al solito siano una gigantesca presa per il sedere della povera gente.
Francamente a me che sono uno stipendiato con 950 euro al mese non frega proprio nulla di risparmiare pochi centesimi sull'aspirina o di risparmiare le spese notarili perchè non avrò mai la possibilità di comprare una casa.
A bersani del consumatore povero non interessa proprio nulla.
Come mi ha fatto notare un mio amico si tratta di grandi manovre volte solo a favorire la grandi imprese e le grandi catene di distribuzione (in particolare le coop) alle quali attribuire un nuovo mercato di milioni di euro...
... altro che 10 centesimi dell'aspirina.
Dito nell'occhio sempre della povera gente, i miliardari barbieri, gli addetti alle pompe di benzina, i taxisti.
QUELLO CHE è PAZZESCO è CHE UN GOVERNO CHE ASSERISCE DI ESSERE DI SINISTRA TUTELI GLI INTERESSI DELLE GRANDI INDUSTRIE SPACCIANDO I PROVVEDIMENTI IN FAVORE DELLA POVERA GENTE.
PURA DEMAGOGIA.
Se il governo liberalizzasse veramente tutto e quindi anche gli importi degli stipedi, io sarei rovinato considerato che il mio lavoro sottopagato lo può svolgere chiunque e di persone che sarebbero disposte a farlo per molto meno ce ne sono centinaia.
NON SAREBBE UN DITO NELL'OCCHIO DELLA GRANDE IMPRESA MA UNA TRAVE NEL SEDERE...
...QUELLO MIO E DI TANTA ALTRA POVERA GENTE.
disilluso
13 giugno 2007 00:00
"Il trasposrto pubblico innovativo, che il Governo aveva presentato come fattibile dalle aziende del trasporto pubblico locale, grazie allo sciopero di un giorno dei taxisti, è stato modificato dal medesimo Governo a favore esclusivamente di questi ultimi".
??
Per chiarire volevo semplicemente dire al sig. Donvito, che il motivo per cui è stato cambiato non è perchè i taxisti hanno fatto un giorno di sciopero (figuriamoci!), ma perchè probabilmente si configurava una situazione di concorrenza sleale. Infatti le aziende di traporto pubblico locale, potendo usufruire di sovvenzioni, avrebbero potuto praticare prezzi più bassi offrendo di fatto un servizio parallelo al taxi. Immagini Lei se lo stato decidesse di fare il suo stesso lavoro, praticando super sconti grazie a soldi pubblici; Lei che direbbe?
Io, piuttosto, mi sono posto un'altra domanda: Come è stato possibile che il provvedimento in questione sia stato proposto da esponenti di governo?
Forse non si sono resi conto che si andava a creare un situazione di concorrenza potenzialmente sleale?
Saluti.
Annamaria
13 giugno 2007 00:00
Veramente non capisco cosa guadagnerei io consumatrice se anziché il notaio, mi autenticasse la firma un avvocato o un altro incaricato.
per la verità, tutte le volte (poche) che ho frequentato uno studio notarile, mi sono sempre trovata bene, al contrario che nel rapporto con altri professionisti.
Ho pagato anche somme ingenti, ma in esse erano comprese le tasse e ben poco riguardava l'onorario netto. E in ogni caso mi sono sentita ben tutelata nel compiere lr operazioni economiche più importanti della mia vita, come l'acquisto della casa dove felicemente - grazie anche ai consigli del notaio - vivo con la mia famiglia.
Cordialmente
Annamaria
pier luigi fausti
13 giugno 2007 00:00
buona sera, sono il notaio pier luigi fausti. leggo: "I notai continueranno a succhiarci soldi per l'acquisto di immobili". lasciatemi fare solo un esempio. vendita di prima casa a favore di privato con sistema di prezzo/valore: prezzo 200.000 euro, valore catastale 100.000 euro.
costo del mediatore per venditore (3%) euro 6.000;costo del mediatore per acquirente(3%) euro 6.000; tasse euro 3.600 circa. costo del notaio (costi indicativi reperibili sul sito ufficiale): da euro 1420 (pari allo 0,71% del valore della casa) a euro 2100 (pari allo 1,05% del valore della casa). Tutto l'onorario del notaio è fiscalmente dichiarato. il notaio garantisce ed è responsabile della sicurezza della transazione (civile, fiscale , uebanistica ecc.). ma siete proprio sicuri che sia quello notarile il costo da tagliare?
cari saluti a tutti.
Alice
14 giugno 2007 00:00
Se posso...
Non credo che tutti i NOTAI ad oggi siano stati degli stinchi di santo...sicuramente ci sono ancora quelli onesti, ma si contano veramente sulla punta delle dita.
Non so fino a che punto fatturino tutto o invece facciano la cresta sui cosidetti importi ex art.30, per lo Stato mai percepiti, per il cliente sempre necessari.
Anche i passaggi auto erano una bella fonte in nero non sempre da dichiarare per intero.
Bastava avere due o tre concessionari GROSSI per avere una buona fonte di reddito invisibile.
E' vero gli onorari notarili coprono una piccola parte delle parcelle totali, ma questo non vale per tutti gli atti.
Vogliamo essere onesti e dichiarare quanto è il GUADAGNO netto per un atto di mutuo a fronte delle spese effettive sostenute per le visure, la registrazione (costo 0) e l'iscrizione ipotecaria?.
E' facile buttarla sulla tutela del consumatore a garanzia della certezza giuridica, ma comunque le spese le facciamo sempre noi.
E' perchè se siete tutti così onesti, ci sono delle differenze abbissali fra questo o quel preventivo di questo o di quel notaio (naturalmente per lo stesso atto). Una differenza di 1.000 o più per un cittadino che è preso dalla gola, fa una bella differenza.
Alla fine l'atto che ne viene fuori non è un atto di serie B ma è pur sempre un atto! E non credo che il Notaio che scende di 1.000 lavori per la gloria.
Avete, a parer mio, esagerato nella certezza di essere una casta inattaccabile, ora invece, qualcuno si è accorto di voi e del VS potere talmente grande da riuscire ad influenzare questa o quella classe politica con semplici ammiccanti telefonate segrete.
Forse gli avvocati non saranno in grado di tenervi testa fin da subito, ma credo che le capacità intellettive di questo o di quell'uomo "di legge" non debbano essere rapportate alla categoria cui appartengono.
Se infine gli avvocati secondo voi non pagano le tasse, non credo che spetti alla vostra lobby l'azione punitiva, ma agli organi competenti.
Non è annegando gli altri che riuscirete a rimanere a galla....
Cordialità
sabino lombardo
14 giugno 2007 00:00
Buongiorno.
Sono notaio da 25 anni e vorrei invitare tutti ad alcune riflessioni.
- se doveste essere accusati di omicidio, vi rivolgereste ad un avvocato penalista o divorzista?
- dovendo farvi costruire la casa, vi rivolgereste ad un ingegnere aereospaziale o ad un ingegnere edile?
- dovendo farvi operare di tonsille,
andreste da un cardiochirurgo o da un otorinolaringoiatra.
Gli avvocati sono sicuramente bravissimi e, nelle loro specifiche materie, non hanno sicuramente nulla da imparare dai notai.
Il problema è che quando si parla di avvocati, come di quasi tutti i liberi professionisti, non si dice nulla, medici, ingegneri, avvocati sono termini generici.
Per quanto riguarda gli avvocati, per esempio, ci sono i penalisti, i civilisti, i matrimonialisti, gli amministrativisti, gli internazionalisti, i marittimi, delle assicurazioni, degli infortuni sul lavoro, degli infortuni stradali, e via dicendo.
Ognuno è specializzato nel suo campo, e degli altri ha solo i ricordi di quanto ha studiato all'università.
Volendo attribuire la preparazione e lo studio di un atto di vendita immobiliare, non l'autentica delle firme che è un fatto puramente materiale, agli avvocati, occorrerebbe innanzi tutto dire a quali avvocati questo potere va dato. Certamente non ai penalisti o ai matrimonialisti.
Gli unici che potrebbero avere una qualche competenza sono i civilisti.
Ma il diritto civile, a sua volta, ha moltissimi rami, uno dei quali è la contrattualistica.
In questo campo però, il professionista massimamente specializzato è il notaio, il quale da sempre si occupa di tale ramo del diritto, e fra l'altro, non è, come l'avvocato, un professionista di parte ma è un giudice fra le parti.
Pensate quanti avvocati, se dovesse passare la liberalizzazione, incomincerebbero a fare contratti avendo fino a quel momento trattato solo divorzi o incidenti stradali.
Pensate che festa per le grandi agenzie immobiliari ed i costruttori (Tecnocasa, Gabetti, eccetera) che assumerebbero giovani avvocati disoccupati e, a mille euro al mese, gli farebbero autenticare contratti di vendita imponendo loro, pena il licenziamento, di tacere al cliente l'esistenza di vizi, di irregolarità urbanistiche, di ipoteche, pignoramenti, mancate denuncie di successione, attestazioni energetiche, mancanza di abitabilità, inconguenze nelle risultanze catastali, divieti di vendita, prelazioni, patti successori, vincoli matrimoniali, eccetera.
Certo sarebbe comodo e veloce: avvocato che autentica presso l'agenzia, tempo di stipula 5 minuti, nessun problema.
Non più di un anno, e la proprietà immobiliare sarebbe al collasso.
Sarebbe come se andaste da un notaio per farvi difendere in una causa di omicidio: dovreste solo ringraziare che non esiste la pena di morte perchè non ve la leverebbe nessuno.
Altra cosa sulla quale vi invito a riflettere e la incongruenza del limite di 100.000 euro catastali.
O l'avvocato è capace di stipulare contratti, ed allora li faccia tutti, o non lo è, ed allora non ne faccia nessuno, perchè per una famiglia normale l'acquisto di un immobile del valore catastale di 100.000 euro, cui corrisponde un prezzo reale di circa 250.000, rappresenta l'investimento di tutti i suoi risparmi ai quali deve anche aggiugere il 90% delle volte i proventi di un mutuo.
Cosa rappresentano i 100.000 euro? un valore basso per il quale si può anche rinunciare alla sicurezza in nome delle liberalizzazioni (più realmente, diciamoci la verità, per una manciata di voti)? Lo sarà certamente per Bersani, ma non per chi ha sudato una vita per metterli da parte.
Da ultimo dove è il risparmio per il consumatore?
L'avvocato si farà ben pagare, o meglio, gli avvocati perchè nessun compratore andrebbe dall'avvocato del venditore o viceversa.
E ancora, non me ne vogliano gli avvocati, ma loro dovrebbero rivolgersi ad un notaio perchè, ripeto, per quanto bravissimi, non hanno la competenza specifica.
E ancora.
Chi cura dopo l'atto la registrazione, la trascrizione, la voltura catastale, il riallineamento mappe, la lquidazione delle imposte dovute, l'antiterrorismo, la comunicazione ai comuni?
Mi scuso per la prolissità, ma effettivamente gli attacchi che quasi quotidianamente ci vengono portati sono strumentali. Vi è qualche potere forte (banche, mediatori, grossi costruttori, faccendieri di ogni tipo) che vorrebbe venisse a crollare il controllo di legalità sugli immobili, che rappresentano un giro di affari vertiginoso, e che trovano nel notaio un ostacolo alle loro attività.
Se questi argomenti interessano realmente e aveste piacere di ulteriori informazioni su quella che è l'attività notarile, sono a vostra disposizione, gratuitamente, al mio indirizzo email
sabino,
[email protected]
grazie per l'ospitalità
bruno cesarini
14 giugno 2007 00:00
in relazione agli interventi relativi alla mancata liberalizzazione delle "autentiche" sulle compravendite immobiliari è opportuno leggere quanto articolino del Consiglio Nazionale del Notariato.
SICUREZZA GIURIDICA: I NUMERI
La principale funzione dell’attività notarile è esemplificata da una famosa dichiarazione del noto giurista Francesco Carnelutti: "Tanto più notaio, tanto meno giudice".
L’intervento notarile svolge una funzione di giustizia preventiva che con-tribuisce al contenimento del contenzioso, in un paese, come l’Italia, in cui c’è una forte vocazione alla litigiosità.
Si può fare l’esempio delle transazioni immobiliari, uno dei principali am-biti di attività del notaio, che tocca la vita di tutti i cittadini: il contenzioso su questi atti riguarda annualmente circa 50 casi su oltre 1.700.000, pari allo 0,0029% delle transazioni.
Per avere un riferimento di quanto incida l’effetto preventivo dell’attività notarile basta pensare che invece, il peso economico del contenzioso civile nel nostro Paese si aggira intorno all'1,7% del PIL (dati del rapporto Tillin-ghast relativi al 2005).
In considerazione del fatto che per i cittadini più deboli spesso andare in giudizio non è una scelta percorribile – data la durata e quindi i costi di cui si devono fare carico - è evidente che la sicurezza “a priori” garantita dall’intervento notarile protegge proprio i più deboli (mentre quella a po-steriori è un lusso riservato a chi ha più mezzi).
I rarissimi sinistri vengono interamente risarciti dall’assicurazione obbli-gatoria della categoria; i casi che non sono coperti dalla polizza RC ven-gono rimborsati da uno speciale fondo di garanzia costituito dalla catego-ria.
Va specificato che l'assicurazione dei notai risarcisce l'intero valore effetti-vo dell’immobile (ad esempio di una casa che fosse risultata ipotecata) a differenza delle title insurance dei paesi anglo-americani che, invece, ri-sarciscono solo il massimale assicurato, che nella maggioranza dei casi corrisponde alla somma prestata dalla banca al tempo dell’acquisto della casa.
Poniamo l’esempio di una casa che viene acquistata nel 2000 per un prez-zo dichiarato di 150.000 euro ed assicurata per la stessa somma, corri-spondente al mutuo; se, ad esempio nel 2004, quando la casa ha un va-lore di mercato di 220.000 euro, si scopre che c'era un'ipoteca, di cui nella vendita non ci si era accorti, l’assicurazione risarcisce solo i 150.000 euro originari.
In termini di analisi economia le title insurance sono una soluzione ineffi-ciente per il consumatore, perché non solo non garantiscono i diritti di proprietà ma nemmeno in via di risarcimento, il danno subito.
Tornando ai notai la responsabilità disciplinare poi può comportare la so-spensione o nei casi più gravi la destituzione.
L’attività del notaio è soggetta a stringenti controlli da parte dei consigli notarili, del Ministero della Giustizia (che ogni due anni sottopone a ispe-zione tutti gli atti dei notai attraverso i Conservatori degli Archivi Notarili) e delle Procure della Repubblica.
Inoltre, nel campo degli atti immobiliari, il notaio riscuote e versa allo Stato le imposte, senza alcun aggio.
Il notaio è responsabile personalmente e direttamente delle imposte con-nesse all’atto, anche quando il cliente non gliele abbia versate.
In questo modo nel 2005 i notai hanno incassato per lo Stato e versato all’Erario immediatamente e direttamente circa cinque miliardi di euro (10.000 miliardi delle vecchie lire, pari allo 0,35 % del PIL ).
Il valore economico dell’affidabilità dei registri pubblici L'affidabilità dei Registri Pubblici – ed in particolare la sicurezza delle situazioni proprieta-rie immobiliari e della loro circolazione – è sempre più un valore economi-co fondamentale, sia sotto il profilo soggettivo del cittadino acquirente, sia dal punto di vista oggettivo del mercato creditizio, che vede nella garanzia immobiliare il più importante dei "collateral" che inducono all'investimento ed al finanziamento di nuove attività produttive.
Dall’altro lato, gli immobili assumono un ruolo crescente – nell’economia sempre più globalizzata – quali strumenti di garanzia al fine dell’ottenimento del credito.
Gli stessi economisti incaricati dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale, tra cui in particolare Hernando De Soto, hanno sostenuto che la causa della povertà delle economie in sviluppo o in transizione (Africa, Oriente, Europa dell'Est) non sta nella mancanza di risorse "fon-diarie", bensì nella mancanza o inaffidabilità di "Registri immobiliari pub-blici" la cui attendibilità sia in qualche modo garantita dallo Stato.
I danni derivanti dall’inaffidabilità dei pubblici registri: le frodi informati-che dilaganti nel mondo di common law
Nei Paesi di common law (di diritto anglo-americano) l’affidabilità dei Re-gistri Pubblici, che in Italia è garantita dal controllo del notaio, con le re-sponsabilità e le garanzie connesse, è al centro di una dilagante ondata di frodi e danni economici causati da dati inattendibili, falsificati e fraudo-lentemente inseriti nei Registri o presentati agli operatori, spesso via in-ternet.
Un ruolo fondamentale viene giocato proprio dal massiccio impiego delle nuove tecnologie che, da strumento di efficienza all’interno di una strut-tura rigorosa di controlli preventivi, si rivelano un vero e proprio cavallo di Troia per frodi e falle nel sistema.
Un caso di particolare rilevanza è quello delle TITLE FRAUD (falsificazioni dei certificati di proprietà immobiliare), fenomeno particolarmente diffuso in Canada, dove sin dal 1999 è in funzione un sistema di pubblicità immo-biliare elettronico (praticamente identico a quello che si sta cercando di attuare in Inghilterra) con accesso aperto a più soggetti (anche privati) ed attuato con modalità elettroniche.
La title fraud consiste nel vero e proprio "furto" della proprietà immobi-liare ad inconsapevoli proprietari, con iscrizione nei Registri immobiliari di certificati di proprietà falsificati. Il frodatore può così ottenere dalla banca l’erogazione di un mutuo che viene garantito con l’iscrizione dell’ipoteca a carico dei beni appartenenti all’inconsapevole proprietario frodato.
Il risultato è che il vecchio proprietario da un punto di vista formale perde la casa a favore della banca che può vantare una ipoteca.
Il fenomeno – disastroso per i consumatori ma anche per il sistema ban-cario ed assicurativo
-ha provocato un tale allarme da portare, nel 2006, alla emanazione di una legge apposita per cercare di arginare il fenomeno (Bill 152). I danni provocati dalla title fraud sono stati stimati, nel 2005, in oltre 1,5 miliardi di dollari. Questo ha comportato l’aumento dei risarcimenti, per questo ti-po di danni, dal 6% del totale delle somme risarcite, nel 2000, al 33,3% nel 2005. Fino al 2006, essendoci la responsabilità diretta del Registro Immobiliare per questo tipo di danni, le assicurazioni si sono potute “rivalere” sul Fondo Pubblico istituito per risarcire i danneggiati, con con-seguente aggravio dei costi a carico della collettività. Dato che, proprio per questo motivo, il Bill 152 esclude la possibilità di rivalsa sul Fondo Pubblico, è prevedibile un nuovo inevitabile rialzo dei premi assicurativi e, se il fenomeno dovesse continuare o peggiorare, il rifiuto assicurativo per gli immobili.
Altri fenomeni di frodi (con danni gravissimi per i consumatori) derivanti da una scarsa affidabilità dei registri pubblici sono:
ID theft (furti di identità), in pratica una varietà di frodi realizzate con la falsificazione dei dati di persone, facilitati dall’accesso telematico senza controlli preventivi. Secondo un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) del 2003 ha danneggiato il 4.6% dei consumatori americani sopra i 18 anni (pari a 9,91 milioni di persone), con perdite per 52,5 miliardi di dollari (di cui 47,6 miliardi di perdite per le imprese e 5 miliardi di dollari per i privati). In Canada, il Canadian Council of Better Business Bureaus (CCBBB) ha stimato perdite per i consumatori, banche ed altri operatori nell’ordine di 2,5 miliardi di dollari canadesi nel 2002; in Inghilterra il Go-verno ha stimato i danni provocati nel 2005 da ID theft in 1,7 miliardi di sterline, corrispondenti a circa 2,38 miliardi di euro, e la situazione è tal-mente grave che il governo ha creato un sito dedicato alla lotta alle frodi che coinvolgono il furto di identità.
Real estate fraud (frodi immobiliari) che, attraverso diversi schemi, hanno provocato danni enormi e che hanno come caratteristica comune la falsifi-cazione di documenti ed identità e la collaborazione di soggetti della pro-cedura transattiva (agenti immobiliari ecc…).
I soggetti protagonisti delle transazioni immobiliari indicano che, in Cana-da, il valore medio di un caso di frode immobiliare si aggira sui 300.000 dollari e la stima della “Quebec Association of Real Estate Agents and Bro-kers” è che il fenomeno ammonti a circa 1,5 miliardi di dollari l’anno. In Usa la questione è seguita con attenzione anche dall’Internal Revenue Service (il servizio di riscossione delle imposte sui redditi), perché implica notevoli riflessi anche fiscali in termini di perdite di gettito e riciclaggio. Al riguardo è stato presentato nel marzo 2007 un Rapporto “Real Estate Fraud: Facts, Figures and Closed Cases” dall’IRS Criminal Investigation.
Il fenomeno è in costante aumento in tutto il mondo anglo-americano, e si distingue in due fattispecie:
Mortgage fraud (frodi ipotecarie), fenomeno così grave, preoccupante ed in espansione
che il Federal Bureau of Investigation (FBI) da tempo lo sta monitorando e sta attivamente cooperando con molte istituzioni pubbliche e private per contrastarne la diffusione. La frode ipotecaria viene messa in relazione, oltre che con la più estesa possibilità di falsificazione offerta dalle tecnolo-gie informatiche, con il crescente affidamento delle istituzioni finanziarie
e non finanziarie su soggetti terzi intermediari non qualificati. Questo fe-nomeno ha creato molte opportunità per frodi organizzate fra i vari sog-getti coinvolti, soprattutto nel settore dei mutui. È evidente quindi l’importanza che riveste l’attendibilità dei soggetti che forniscono dati rile-vanti, dato che le ricadute in termini di perdite del sistema sono sempre
più elevate, soprattutto laddove si tratta di immobili, il cui valore medio è, come detto, di centinaia di migliaia di euro o di dollari. Su questo proble-ma l’FBI collabora, già da tempo, tra gli altri, con la National Notary Asso-ciation, proprio per “...combattere il problema delle frodi ipotecarie”.
Title fraud (falsificazioni dei certificati di proprietà immobiliare) di cui si è parlato. Car title fraud (frodi con falsificazione dei titoli di proprietà degli autoveicoli): nel marzo 2006 Rachel Weintraub, Direttore della Sicurezza dei prodotti della Consumer Federation of America, con oltre 50.000.000 di associati, ha reso al Congresso degli Stati Uniti una testimonianza circa la gravità dei danni subiti dai consumatori a causa del crescente fenomeno della falsificazione dei titoli di proprietà delle auto, quantificati in 11,3 mi-liardi di dollari l’anno.
Corporate fraud (frodi societarie): la c.d. corporate fraud è quella attuata tramite un utilizzo fraudolento delle modalità operative delle società, ac-compagnato dalla mancanza di adeguati controlli contabili e finanziari. In forte crescita il fenomeno di retrodatazione delle stock option (opzioni di acquisto delle azioni da parte dei manager), in modo da aumentarne il valore nel momento della vendita. In Italia il fenomeno della retrodatazio-ne si è arginato attraverso l’introduzione, nel 1993, della Legge Mancino, che ha preteso la garanzia dell’intervento notarile per i trasferimenti di partecipazioni societarie, proprio per la sua funzione di controllo di legali-tà. Il Federal Bureau of Investigation ha indicato la corporate fraud nel suo rapporto annuale sui “white-collar crimes” come principale priorità della Sezione Crimini Finanziari. Nel corso del 2006, sono stati 490 i casi di corporate fraud su cui l’FBI ha investigato: per dare una idea della di-mensione economica del fenomeno, soli 19 casi coinvolgono perdite per gli investitori di oltre 1 miliardo di dollari.
Sembra utile ricordare che i costi del contenzioso negli USA sono i più ele-vati al mondo, pari al 2,3% circa del Pil.
Consiglio Nazionale del Notariato
farmacista
14 giugno 2007 00:00
Io sono profondamente sdegnata dall'odio sociale che questa sinistra riformista sta generando nei confronti delle libere professioni. Sono una farmacista di 30 anni e sono molto preoccupata, nn tanto per le sorti delle farmacie ( alla fine faremo di necessità
virtù, dando sfogo alle nostre capacità imprenditoriali rimaste finora soffocate) ma del servizio farmaceutico. Queste liberalizzazioni distruggeranno il nostro servizio farmaceutico...nn esiste che ci siano farmacie ( quelle attuali) strettamente vincolate al territorio e altre ( quelle che si verrebbero a creare) libere di impiantarsi dove meglio credono...questo porterà ad una deregolamentazione selvaggia e alla scomparsa delle oltre 6000 farmacie rurali che ci sono in italia...pensate forse che la grande distribuzione o queste "nuove farmacie" avranno alcun interesse ad impiantare la loro attività in piccole realtà rurali dove vivono poche anime? e in tutto questo, visto che si occultano i veri grandi interessi dietro quello del consumatore, che vantaggio ne trarrebbe il consumatore ,a parte il serio rischio di vedere scomparire la farmacia sotto casa e rimanere senza assistenza farmaceutica? Le sedi farmaceutiche si vincono per concorso ed è così proprio per assicurare un servizio di prima necessità su tutto il territorio nazionale senza alcuna discriminazione...pensateci.
ml
14 giugno 2007 00:00
sicuramente si può migliorare....
ma mi spiace che per cattiva (e voluta )informazione e per inerzia o ignoranza (nel vero senso del termine) di noi cittadini, saremo ancora noi a pagare queste liberazioni presunte, mal formulate, mal coordinate con tutti gli istituti interessati, partorite alla velocità della luce senza alcun confronto con soggetti competenti; questo perchè ci si focalizza sul motto "pagare di meno" ma domandiamoci e verifichiamo se veramente è tutto così "a gratis" oppure se in realtà avremo spendite di tempo e danaro uguali se non superiori, nonchè inaffidabilità di quanto fatto e mancanza di responsabilità per chi ci assiste....
semplice impiegata (laureata in legge) che frequenta notai, commercialisti, avvocati e C.....è meglio che ognuno continui a fare il lavoro per cui ha studiato e si è preparato..e lo faccia meglio che può....sui costi si può ragionare ma sulla qualità e le responsabilità connesse non si può trattare. saluti.
Raffaella
14 giugno 2007 00:00
Ho una spiacevole sensazione.
Ho recentemente acquistato l'auto usata del mio fidanzato e pertanto ci siamo rivolti ad un'agenzia per le pratiche necessarie.
Stupita dal costo del passaggio (ma non si risparmiano 500,00 euro senza la firma del notaio?) che mi è parso eccessivo rispetto al valore della vettura (si tratta di una non recente Saxo) ho chiesto spiegazioni al titolare dell'agenzia dal quale ho saputo che il costo dell'autentica del notaio era (e forse ancora è) di circa 25 euro oltre ad IVA e che l'importo dovuto per il passaggio di proprietà dell'auto è per la sua maggior parte composto da imposte varie a cui va aggiunto il compenso dell'agenzia e che pertanto nulla è cambiato.
Mi pare di aver letto che un politico, forse un esponente di governo, si è vantato che l'abolizione dell'autentica notarile per i passaggi delle auto ha comportato un risparmio per il cittadino/consumatore di circa 70 milioni di euro. Ma quante auto sono state vendute in Italia in meno di un anno? Quanti 25 euro (oltre IVA) ci sono in 70 milioni di euro?
Se ci hanno mentito su 25 euro, forse non è tutto oro quel che luccica nelle "lenzuolate".
L'accanimento contro le solite categorie, siano avvocati, taxisti, farmacisti o notai, mi da una spiacevole sensazione ..... che si intenda giocare alla liberalizzazione sulla pelle di noi consumatori per fare la pelle alle categorie che ai veri poteri sono scomode.
Riflettiamo
cittadino
14 giugno 2007 00:00
SIAMO SICURI CHE LIBERALIZZARE VUOL SEMPRE DIRE VANTAGGIO PER IL CITTADINO-CONSUMATORE?!?
Riporto un articolo da poco pubblicato dal prof. Ugo Mattei, docente all'Università di Torino e all'University of California. MEDITIAMO, MEDITIAMO... e non cadiamo vittima dei facili slogan!
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Le domande che dobbiamo porci di fronte a un tentativo di riforma che attacca aspetti profondi della nostra cultura giuridica sono due:
a) che cosa non ci piace e vogliamo cambiare? – b) a chi giova il cambiamento?
a) Non ci piace che i notai, mandarini del diritto, guadagnino troppo grazie al loro monopolio. Dobbiamo però considerare che il notaio nel mondo romanista non è un semplice professionista privato. Il notariato è un’organizzazione professionale mista con forti tratti di pubblico. In ogni sistema giuridico l’organizzazione professionale stinge su molti aspetti del diritto sostanziale (diritti di proprietà) e processuale (accesso alla giustizia), sicché qualunque riforma in questo settore va condotta con cautela estrema e assoluta provvedutezza tecnica. Nella contrapposizione portante in occidente, quella fra common law angloamericano e sistemi c.d. romanisti, cui si iscrive anche il nostro diritto, il notariato svolge da secoli un ruolo chiave. Esso rimedia efficacemente, secondo la massima meglio prevenire (ex ante) che curare (ex post) la tradizionale debolezza del giudiziario continentale. Nello svolgimento di questa funzione di prevenzione della lite e di delimitazione certa dei diritti proprietari il notariato raggiunge i contesti più marginali e periferici: esso è presente dal Mali al Perù. Sorprende perciò che un argomento tanto peregrino quanto l’assenza del notaio nel mondo angloamericano, dove le corti giudiziarie hanno ben altra efficacia e prestigio e ben diversi poteri, possa essere avanzato in sede politica e giornalistica a sostegno di significative riduzioni del monopolio professionale. Occorrerebbe che ci si rendesse conto che questo monopolio è in gran parte giustificato dalla funzione pubblica del notaio e dal fatto che questo tipo di funzione, se svolta male, finisce per travolgere un bene pubblico essenziale per la legalità quale la certezza del diritto. D’altra parte, se è vero che i notai guadagnano molto (proprio come giudici e avvocati nel mondo angloamericano), è pur anche vero che esiste una buona ragione istituzionale perché ciò avvenga. Il notaio deve essere incorruttibile, deve mantenere prestigio sociale e deve perciò avere molto, moltissimo da perdere qualora si faccia corrompere. Le indubbie difficoltà dell’accesso alla professione e l’utilità attesa di lungo periodo dallo svolgimento della stessa svolgono nella tradizione romanista questa funzione di “assicurazione sociale” contro la corruzione. Proprio come per i giudici di common law.
b) Il notariato, composto da circa 5000 giuristi ha saputo organizzare un servizio pubblico, forse caro ma uniforme e di qualità, da Bolzano a Capo Passero. Ovunque sul territorio ci si può rivolgere ad un notaio, a differenza che a un medico o a un avvocato, senza preoccupazione particolare di essere finiti nelle mani di un incapace, pagando più o meno la stessa tariffa. L’assenza della necessità di scegliere contribuisce alla pace dello spirito, un po’ come quando un tempo, in regime di monopolio, non eravamo costretti a lavorare per gli oligopoli telecom scegliendo il piano “più vantaggioso” per non sentirci gonzi. Perché si vuole togliere oggi questa pace di spirito a chi comprando un immobile da 100.000 Euro in molti casi sta conducendo l’operazione economica più importante della sua vita? In mancanza di monopolio del notaio, come avvenuto in Inghilterra quando il modello Tatcher, seguito da Bersani, ha sottratto ai solicitors il monopolio del trasferimento immobiliare, ne approfittano gli oligopoli di banche e compagnie di assicurazione, veri nemici della legalità e dei controlli pubblici, che già pregustano il ricco mercato della “title insurance” che si apre di fronte a loro. Consegnare il controllo della legalità a questi soggetti è però come consegnare alla volpe il controllo del pollaio, perché nella migliore delle ipotesi sarà la cultura attuariale a sostituire quella giuridica, incentivando trasferimenti con un titolo di proprietà spurio quando l’accertamento sia troppo costoso per la banca o l’assicurazione. Il che significa per chi compra la casa (o l’automobile) che se cinque anni dopo salterà fuori il “vero” proprietario egli dovrà contentarsi di un risarcimento calcolato al momento dell’acquisto: con cui, dato l’andamento del mercato immobiliare, non si comprerà certo una casa uguale...
Del resto la battaglia contro il notariato è globale e viene condotta proprio in nome del libero mercato neoliberista e sulle ali dell’americanizzazione del diritto dagli oligopoli transnazionali che godono per il crollo di un controllo professionale approfondito ex ante che in qualche modo ne limita la spregiudicatezza affaristica. Il che, in mancanza di un sistema efficace di Corti e con l’accesso alla giustizia civile che ci ritroviamo, significa crollo della legalità. Ne vale la pena?
Marco
14 giugno 2007 00:00
Scusate, sono impiegato in uno studio notarile da circa 3 anni e devo esprimere una mia opinione sulle recenti liberalizzazioni: in tutta sincerità devo dire che prima di cominciare a fare questo lavoro (pur avendo una cultura universitaria) non sapevo quasi nulla dell'attività notarile e nei pochi casi in cui mi sono recato dal notaio ho avuto la stessa impressione "comune" cioé: "per una semplice firma guadagna un sacco di soldi!!". Ebbene devo dire che questa impressione era dettata dalla mia ignoranza riguardo tutta l'attività che c'é prima e dopo quella firma, che attraverso il mio lavoro ho imparato a capire. Con questo voglio dire che capisco e comprendo tutti coloro che hanno un idea "distorta" della funzione notarile, per l'appunto dettata dalla mancata conoscenza della stessa, ma invito perciò a cercare di capire e conoscere l'attività del notaio, prima di esprimere un giudizio al riguardo. Soltanto così si può esprimere un giudizio "proprio" e non influenzato da diversi fattori (vedi titoli sui giornali e falsi scoop televisivi). Le considerazioni sui costi sopra fatte dal Notaio Fausti vi posso assicurare che sono assolutamente vere, non c'é nessuna demagogia o interesse di parte, sono dati certi sui cui bisognerebbe riflettere!!
Saluti a tutti
Francesco Fimiani
14 giugno 2007 00:00
sono notaio da trent'anni e lo sono divenuto a 34 anni dopo aver superato, all'epoca, l'esame di procuratore legale, aver maturato l'anzianità per essere iscritto all'albo degli avvocati e l'abilitazione all'insegnamento di diritto.
Mi chiedo, ma non sono riuscito a darmi una risposta che vorrei dai consumatori:
- che vantaggio avrebbero i consumatori a potersi rivolgere ad un'avvocato o ad un pubblico dipendente per farsi autenticare le firme in calce ad un contratto di compravendita?
- il contratto chi lo predisporrebbe?
- tutti gli incombenti, precedenti e posteriori alla firma (visure cataslai, ipotecarie, dei titoli di provenienza, copie degli atti, trasmissione telematica per la registrazione, voltura, trascrizione da chi verrebbero effettuati)?
- non credo che un normale cittadino sarebbe in condizione di svolgere tutte queste attività da solo, per cui in ogni caso, sarebbe costretto a rivolgersi ad uno o più professionisti o agenzie che non credo lo farebbe gratuitamente;
- se semplificazione significa anche guadagno di tempo, mi sapete indicare quanti giorni impiegherebbe un normale cittadino a svolgere tutte queste attività.
Grazie
MASSIMO
14 giugno 2007 00:00
FALSO:
Oggi nell'atto notarile DEVONO essere indicato il prezzo di vendita e i mezzi attraverso cui questo è stato pagato.
L'amministrazione finanziaria per di più oggi può fare accertamenti incrociati sui conti correnti così da DISINCENTIVARE anche l'imprenditore edile meno cauto.
PARCELLA:
il Notaio è caro?
bhè suppongo che il giudizio verso l'onorario del suddetto debba tenere conto invece di quanto richiesto dagli agenti immobiliri che è anche 10/20 volte superiore.
NUMERO CHIUSO:
con esso solo i MIGLIORI diventano notai (vista la difficoltà ed IMPORTANZA della professione ad ogni concorso bi/triennale su 7/8.000 candidati passano meno di 200), e ricordo che laddove il notaio sbagli PAGA DI TASCA PROPRIA o a mezzo di un fondo appositamente costituito.
DICHIARA 500.000 Eu?
vero, ma non tutti.
ti ricordo inoltre che REDDITO DICHIARATO è ben diverso da REDDITO REALE...e si da il caso che i Notai dichiarino pressochè tutto visti i controlli a cui sono soggetti.
le altre categoria dichiarano meno? ma se in italia ogni anno si evadono miliardi di eu di imposte...SECONDO TE DA COSA DIPENDE???
Nessuno dichiara il vero come i notai.
UN MINIMO DI OBBIETTIVITA' E DI CONOSCENZA SAREBBE OPPORTUNA PER EVITAR DI SOSTENERE IDEE FOLLI...O LUOGHI COMUNI
PRECISO che io NON sono notaio, ma per motivi lavorativi vi collaboro molto spesso e ne sono ben contento.
Dovessi fare lo stesso con avvocati, commercialisti o peggio ancora funzionari pubblici mi metterei le mani nei capelli.
Giacomo
14 giugno 2007 00:00
Incompresibile tale accanimeto verso i notai.
Ho sentito in questi anni molte voci in merito alla categoria, le quali si son rivelate tutte fasulle nel momento in cui ho avuto modo di conoscerne un notaio e diventarne caro amico.
Sono persone per bene, rispettose della legalità, grandi studiosi, ben preparate ed in grado di garantire noi consumatori come nessun altro.
Conosco bene gli avvocati e mai mi fiderei a far a loro autenticare un atto di vendita di una casa.
La casa è l'investimento + importante della vita VOGLIO ESSERE IL + TRANQUILLO POSSIBILE ed inoltre chi mi assicura che il mutuo con la banca sia regolare al 100% se non il Notaio???
Gianluca
14 giugno 2007 00:00
Non sono Notaio ma trovo questa pseudo liberalizzazione la cosa più pericolosa che un governo poteva proporre... Il Notaio ha la duplice funzione di libero professionista e di pubblico ufficiale. Come libero prof percepisce un compenso per la compravendita, quindi un compenso per due parti in causa (venditore e acquirente). Come pubblico ufficiale DEVE garantire entrambe le parti. Un Avv. è SOLO un libero prof. incaricato da UNA delle parti e quindi DEVE garantire quella. Questo vuol dire che io acquirente avrò un Avv. e tu compratore ne avrai un altro. E mi volete far credere che due liberi prof. costino meno di uno solo? Specialmente quando la categoria interessata dichiara mediamente meno di un operaio? Ma andiamo... Io ho acquistato una casa qualche anno fa a Bologna e ho speso 1200 euro di onorario notarile e 6300 di tasse! Cosa pensate che mi abbiano pesato di più? Il governo vuol venirci incontro? Che tolga l'ICI e le tasse sulla prima casa! Vuole attaccare i privilegi dei Notai? Che gli tolga il numero chiuso, ma che non si sogni nemmeno di facilitare il superamento del concorso notarile o di eliminarne la figura professionale che ad oggi è l'UNICA garanzia che abbiamo in una compravendita! Il libero mercato si fa con la libera concorrenza, non con il massacro delle professioni! O per caso si voleva in realtà affidare le compravendite a nuovi uffici gestiti da mega finanziarie? O affidare i mutui direttamente alle banche, così decidono loro le clausule e noi stiamo zitti sempre e comunque? Chiamiamo le cose col loro nome a questo punto...
matteo fasano
14 giugno 2007 00:00
E' paradossale che si addossi ai notai la responsabilità dell'evasione fiscale perpetrata con la sottodichiarazione del prezzo nelle compravendite, sia perché con essa si riduce l'onorario e quindi non vi avrebbe alcun interesse materiale, e poi perché vi è addirittura una legge dello Stato che inibisce l'accertamento di valore da parte dell'Ag.delle entrate se si dichiara il valore minimo catastale in atto.Faccio presente che i notai da sempre si battono affinché venga emanata una norma che faccia emergere,con limitati costi per i contribuenti,il reale valore delle compravendite, pur a fronte di una riduzione degli onorari notarili per la differenza,richiesta solo in parte recentemente accolta dal legislatore.
Per quanto riguarda il nero dei notai è mai come oggi argomento demagogico in quanto,oltre al repertorio degli atti che documenta analiticamente l'attività notarile,la possibilità attuale di detrarre le spese notarili da parte dei contribuenti fa sì che tutti chiedano la fattura al notaio.
3000 euro possono essere chiesti solo per atti di particolare importanza;tale importo,dedotti gli oneri fiscali e contributivi, si riduce di quasi tre quinti.
Il numero chiuso è una garanzia per il cittadino in considerazione del ruolo di Pubblico Ufficiale del notaio, faccio presente che il Consiglio Nazionale del Notariato, con documenti ufficiali, continuamente sollecitia il Ministero della Giustizia, unico organo deputato a determinare il numero dei notai, ad espletare con regolarità il concorso al fine di coprire le centinaia di posti attualmente vacanti e si è reso sempre disponibile a dare il proprio contributo e la propria disponibilità per l'aumento delle sedi, laddove le condizioni socio-economiche lo richiedano.
La concorrenza tra i notai esiste già.
Parlare di categoria senza rischi imprenditoriali significa non conoscere approfonditamente la realtà notarile, dico questo senza alcun spirito polemico ma solo perché molto spesso vengono fatte affermazioni sul notariato senza una puntuale cognizione di causa:il notaio è forse l'unico professionista inequivocabilmente responsabile del suo operato, con prestazioone che non è di mezzi, ma di risultato, sistematicamente ribadita dalla giurisprudenza nei casi in cui si dibatteva della responsabilità professionale del notaio,inoltre quest'ultimo, a causa degli onerosissimi adempimenti che lo Stato gli ha delegato,è costretto a dotarsi di organizzazione professionale estremamente costosa, il cui costo cede,esclusivamente,in capo al notaio.
Infine si parla dei redditi:innanzitutto la media è una media, ma a fronte di notai che dichiarano cifre prossime o superiori al milione di euro ci sono notai che dichiarano meno di altri professionisti e notai che,per mantenere lo studio aperto,nel luogo che gli ha assegnato lo Stato,hanno bisogno dell'assegno di sussistenza. Pertanto non si può colpevolizzare una categoria professionale per il fatto che alcuni suoi esponenti guadagnano tantissimo e tutti sono fedeli contribuenti;anche relativamente alle sedi molto remunerative vi è in corso l'attuale opera del CNN per sollecitare un aumento di posti in quei territori,in modo da assicurare una più equa dsitribuzione del reddito e,ancora più impotrtante,la massima qualità professionale,non scalfita da una quantità incompatibile con gli standard che un notaio DEVE assicurare.
Credo che quanto da me riferito non possa considerarsi "teoria".
Credetemi,anche i notai sono consapevoli che alcune cose vanno cambiate,ma sono ancora più consapevoli che,nell'opinione pubblica, vi sia una disinformazione che non fa cogliere il valore oggettivo del notariato:tutela della legalità,certezza del diritto,sicurezza della circolazione dei beni,economicità della prestazione.
Questo,ripeto,lo stanno comprendendo anche gli altri paesi, e parliamo degli U.S.A., che stanno guardando con sempre maggior interesse al notariato latino,collassati da costi sociali immani per le controversie immobiliari e societarie, mentre paesi come la Cina e la ex Unione Sovietica hanno già scelto, per il loro ordinamento, il notariato latino.
Per altre informazioni Vi invito a rivolgerVi direttamente ad un notaio, troverete una persona abituata ad ascoltare la gente ed a risolvere le sue problematiche.
Cordialità.
Notaio Matteo Fasano - Salerno.
cittadino
14 giugno 2007 00:00
La teoria è tutta bella, peccato che per diversi anni (e lo si fa ancora) i notai hanno avallato falsi in atto pubblico, accettando dichiarazioni di compravendita con valori molto inferiori al mercato, con corresponsione di nero che avveniva mentre il notaio andava a fare le fotocopie o consegnare un documento alla segretaria...
Per non parlare dei notai che prendono ancora soldi in nero (non tutti, ovviamente, ma qualcosa sì).
Per non parlare che per compravendita + mutuo si spende solo di parcelle oltre 3000 euro per poche ore di lavoro.
Il concorso sarà pure difficile e selettivo.. ma perchè deve esistere il numero chiuso?
Forse l'apertura del mercato ha fatto in modo che gli ingegneri progettino solo ponti che crollano?
Perchè non mettere in concorrenza anche i notai? Perchè si accetta che esista una categoria che senza alcun rischio imprenditoriale, ma solo per la chiusura del mercato, dichiara tranquillamente 500.000 euro annui?
Maria Paola
14 giugno 2007 00:00
siamo sicuri che quelle sbandierate dal governo non siano liberalizzazioni false e bugiarde? Quanto favoriranno noi consumatori, al di là degli apparenti risparmi economici? In settori delicati come quello dei servizi pubblici dei farmacisti e dei notai, l'apertura indiscriminata all'esercizio di simili attività non rischia di essere un boomerang? Non è meglio acquistare una medicina da qualcuno che ti possa spiegare a cosa serve realmente piuttosto che da un banconista del supermarket? e se dovessi compiere l'atto della tua vita comprando con tutti i risparmi e con un mutuo la tua casa, preferiresti essere assistito da un notaio che ha esperienza collaudata nel settore immobiliare, oppure da un impiegato comunale normalmente assenteista? E come mai questo governo si è piegato ai poteri forti, assecondando le banche con la reintroduzione con le commissioni di massimo scoperto?
Maria Paola
Antonio Frattasio
14 giugno 2007 00:00
Lenzuola e tovaglie
Il ministro Bersani se è mai possibile ci ha ancora una volta sorpreso perché agli industriali ha chiaramente affermato che la Sinistra, diciamo quella sua, deve avere come scopo i diritti dei consumatori. La svolta ideologica è a dir poco epocale. Già nei decreti, chiamati lenzuolate , si era capito. Ma andiamo con ordine. Chi come me ha percorso i difficili anni del 68 sa che, oltre alle letture di base, i ricordi più struggenti ci pervengono dal cd. libretto rosso, ma soprattutto da Marcuse. Ora senza ripercorre la filosofia dell’autore ciò che coglievamo come imminente pericolo per la società era appunto il formarsi di un Ordine politico che operasse mediante la manipolazioni dei bisogni da parte di interessi costituiti del Capitalismo. Il Bersani con la sua affermazione ha garantito di introitare l’universo dei bisogni e delle idee del popolo della “ sinistra” agli interessi all’élites dominati: l’Alta Finanza Italiana ed Internazionale. Il consumatore è infatti il soggetto che si riconosce nelle sue merci, trova la sua anima nell’auto, nel giradischi, nelle vacanze. Il suo pensiero è promosso dagli opinion leaders, popolato da ipotesi autovalidantisi, ripetute incessantemente da fonti monopolizzate, diventando perciò dettati ipnotici. Così il Bersani vuole condurre ciò che resta dell’opposizione di sinistra nel sistema integrato del neo-capitalismo e nel suo universo dei valori. Esiste però una novità. Infatti , secondo la mia opinione, le Multinazionali, l’Alta finanza Internazionale hanno scoperto che un certo livello di basso terrore prodotto da una illegalità di base fa aumentare i profitti in modo smisurato. Ecco perchè
nell’ambito delle cd. liberalizzazioni hanno deciso di alzare il tiro ed hanno programmato anche di distruggere il Notariato. Esso rappresenta un fondamentale pilastro della certezza giuridica nel nostro paese come il professore on. Diliberto ha riconosciuto in un suo recentissimo articolo intitolato appunto : Regole di mercato e funzione notarile. Infatti la sua distruzione provocherà uno stato di illegalità diffuso nel settore economico. Eliminando il magistero notarile, si elimina l’alto grado di sicurezza contrattuale e si aumenta a dismisura il contenzioso e di fatto si paralizza il nostro sistema giudiziario già oramai al collasso; si annulla il gettito di imposte complicate ed versate ora con certezza e tempestività, ed inoltre si impedisce una rappresentazione esatta della distribuzione della ricchezza. Per fare un esempio con i numeri, che non posso essere negati , con la sparizione dell’autentica notarile dagli autoveicoli, il ministro Bersani ha vantato un risparmio annuo di 70 milioni di euri. Orbene anche la rivista 4 Ruote ha dovuto riconoscere invece che non si è avuto alcun risparmio da parte del consumatore. La sua sostituzione con un visto privo di garanzia per l'acquirente, non solo non gli ha prodotto alcun risparmio, infatti i costi dell'autentica notarile: 40 euro di cui 30 di imposte e 10 di onorario sono stati subito assorbiti nelle altre pratiche. Si sono però aggiunti degli effetti collaterali: in primis lo Stato non ha introitato subito i ¾ di tale somma, poi sul resto si pagheranno le imposte dirette? Bella domanda e nessuna risposta. E siamo solo all’inizio. E già si è notato un aumento dei furti. Questa crescente insicurezza nelle vendite dell'usato ( e quindi il suo deprezzamento ) sta già avendo come effetto l'aumento degli acquisti di auto nuove e quello che sta per seguire, ecco il grandissimo affare, i premi delle assicurazioni sui furti. Non si tratta di lenzuola ma di tovaglia, alla cui tavola si sono seduti le case automobilistiche, ( lo sentite Montezemolo) , le assicurazioni ( di tutti i colori ) e la criminalità che ha un ostacolo in meno per i suoi affari. Ora i cittadini italiani debbono prendere coscienza che la legalità non è un optional. Con il principio del divide ed impera spingono le professioni contro il controllo di legalità. E’ noto che molte categorie professionali sono allettate dalla speranza di limitare i danni dell’aumento vertiginoso ed esponenziale dei loro iscritti acquisendo delle “ esclusive”, paradossalmente inserite nelle liberalizzazioni, sostituendosi ai controlli notarili, ma mi chiedo, oltre a mille altre considerazioni quale la competenza specifica, l’economicità della prestazione professionale, le garanzie del Notariato, è mai possibile far credere che una parte possa svolgere anche le funzioni di giudice o controllore di se stesso? Ecco perché signor Ministro Bersani siamo con il professor on. Diliberto e non con lei né con la sua visione di trasformarci tutti in un'unica dimensione: quello di consumatori di noi stessi. Antonio Frattasio
alice
15 giugno 2007 00:00
A me sembra che i Notai si siano fatti mortali e siano scesi in terra in questo blog solo perchè hanno il terreno che trema sotto i loro piedi e quindi visto l'attuale volta faccia politico e le incertezze future in parlamento, non hanno che da giocarsi l'ultima carta che è quella di abbindolare il consumatore con le loro teorie.
In pratica, invece, quando ad esempio il notaio (o chi per lui predispone) sbaglia un subalterno in un atto ed il cittadino chiede
lumi e correzioni, difficilmente scende a compromessi e si accolla i costi perchè alla fine è sempre colpa del cliente che non ha prestato la necessaria attenzione alla lettura del rogito.
I notai dichiarano tutto nei loro fatturati solo da quando il governo li ha costretti a pagarsi obbligatoriamente in assegni al di sopra di un certo importo (1.000) prima erano rose e fiori e non dimentichiamoci che c'è una bella differenza fra onorario repertoriale (che è quello che state ufficializzando) ed onorario effettivamente percepito (da tariffa distrettuale)!!!
Insomma senza continuare in esempi spiccioli, nessuno nega che per arrivare a fare il notaio ci siano anni ed anni di duro studio ed "apprendistato", ma sinceramente quello che ho sempre visto nel corso del tempo, negli occhi di ciascun praticante notaio, non era tanto la sete di conoscenza e l'amore per la certezza giuridica bensì il $dollaro$ di Paperon de Paperoni.
Ben venga se questi soldi vengono guadagnati onestamente facendo il proprio lavoro in prima persona, sapendo usare il pc, conoscendo direttamente le procedure meccanizzate e quelle telematiche sapendole mettere in pratica, leggendo gli atti direttamente e non facendoli leggere per "delega", dando una giusta retribuzione rapportata alle grosse responsabilità ai propri impiegati senza necessariamente usarli come capro espiatorio in momenti di bufera come questo spingendoli in piazza al proprio posto per poter rimanere "pubblici ufficiali puliti e dignitosi" ect, ect.
Bersani avrà anche le sue colpe peccando di superficialità ma chi è senza peccato...scagli la prima pietra...mentre chi ha gli scheletri negli armadi si ritiri in buon ordine ed aspetti serenamente che passi il nubifragio!
anonimo
15 giugno 2007 00:00
Cara ADUC, tu che decanti tanto l'america e ti nascondi dietro gli interessi dei consumatori , perchè nn la racconti tutta la favola sui prezzi dei medicinali negli USA? Sarà anche vero che i farmaci da banco costano molto meno che in italia, ma perchè nn dici anche quanto in più costano quelli con obbligo di prescrizione a carico dei cittadini? Tanto per
dare un idea ai vostri utenti, qualche anno fa ho pagato in america un semplice collirio antibiotico che in italia costa nn più di 7 euro, la bellezza di 70$...altro che dito in un occhio, questa è una bella trave nel culo!!!!
Privato sottufficiale
15 giugno 2007 00:00
Per il notaio Sabino Lombardo.
Ammesso che il suo discorso sulla specializzazione sia corretto in tutte le sue sfaccettature, che cosa impedisce all'avvocato civilista (o a qualunque altro avvocato) di curare in particolare la sua preparazione nella materia contrattualistica?
Basterebbe istituire una abilitazione ad hoc.
sabino lombardo
15 giugno 2007 00:00
Intervengo ancora per parlare della liberalizzazione dei passaggi di proprietà delle auto, prendendo lo spunto da un intervento pubblicato su questo sito.
L'onorario notarile per tale tipo di atto era, ed è tutt'ora, di circa 25/30 euro, a seconda della cilindrata.
Tutto il resto era, e sono tutt'ora, tasse da pagare allo stato, che arrivano fino ad 800 euro a seconda della potenza dell'auto.
Non chiedo di essere creduto sulla parola, fate una telefonata al PRA
A fronte di un compenso di euro 25,00 io provvedevo:
- a controllare sul sito "poliziadistato.it" che la targa della macchina non fosse fra quelle rubate;
- a controllare i poteri di firma di chi vendeva (amministratore di società, curatore del fallimento, eredi dell'originario proprietario ecc);
- ad autenticare la firma ed a repertoriare l'atto;
- a compilare il modulo antiriciclaggio, per vendite di prezzo superiore a 12.500 euro;
- a rilasciare certificazioni in caso di contestazioni per mancata trascrizione al PRA.
La liberalizzazione ha lasciato inalterati i costi, anzi amici mi dicono che le agenzie prendono di più dei 25 euro che prendevo io, ed ha abolito ogni forma di controllo.
Tuttavia l'aspetto peggiore, che probabilmente sarà capitato già a molti, è il seguente.
Per il codice civile fino a quando l'atto di vendita non è trascritto al PRA, il venditore è sempre responsabile della macchina, sia per i danni da essa causati sia per le multe contestate.
Ad esempio, se il compratore posteggia in divieto di sosta ed il vigile gli eleva una contravvenzione, la multa verrà notificata a chi risulta esserne l'intestatario al PRA.
Siccome il vero costo del passaggio di proprietà è quello che si paga al PRA, molti compratori non eseguono la voltura e continuano a girare con la macchina intestata al venditore.
Se vengono fermati dimostrano di esserne proprietari, e di non averla rubata, esibendo l'atto di vendita e dicendo che la voltura è in corso.
In tale modo il pagamento di qualsiasi multa o danno viene chiesto al venditore.
Per sopperire a questa situazione, il notaio poteva rilasciare certificazioni, aventi valore di atto pubblico (per capirci sentenza passata in giudicato) attestanti l'avvenuto passaggio di proprietà, la data della vendita, ed i dati del compratore.
Esibendo tale certificazione ai competenti organi, il venditore era esente da ogni responsabilità.
Tale certificazione non può essere oggi rilasciata dalle agenzie perchè non hanno il "repertorio", atto pubblico in cui vengono trascritti e conservati, per sempre, tutti gli atti notarili, prima dal notaio che li ha ricevuti e poi, alla sua morte o pensionamente, dall'archivo notarile di competenza, organo del Ministero di Grazia e Giustizia.
Che mi crediate o no, io sono ben contento che Bersani abbia deciso l'abolizione dell'autentica notarile, in quanto era una attività ad altissimo rischio.
Pensate solo al numero di macchine rubate ogni anno, che entrano nel circuito dell'usato nei modi più impensati.
Ho invece dei dubbi che tale abolizione abbia portato vantaggi ai consumatori.
La vera riforma, insistentemente chiesta dal Consiglio Nazionale del Notariato, era di considerare gli autoveicoli come normali beni mobili (oggi sono beni mobili registrati).
Naturalmente Bersani se ne è ben guardato, visto che la registrazione produce per l'erario un gettito rilevantissimo.
Tuttavia, per gettare fumo negli occhi, ha sbandierato, ben sapendo che non era vero, che la sua liberalizzazione avrebbe portato per i consumatori un risparmio di circa 500 euro per ogni compravendita di autoveicolo.
Non mi sembrano cose serie.
Se Bersani vuole abolire i notai, lo faccia, chiediamo solo che non racconti vere e proprie barzellette.
Prima che mi venga contestato, preciso che l'attività di vendita di autoveicoli, pur non piacendomi affatto, la svolgevo perchè è quella rifiutata dagli studi più importanti e permetteva ai notai di fresca nomina di cominciare a farsi conoscere dal pubblico.
Entrato in quel giro era difficile uscirne, perchè si creavano con le agenzie rapporti di amicizia ed era poco corretto dire ad un certo punto "ormai non ho più bisogno di te vai da una altra parte".
sabino lombardo
disilluso
15 giugno 2007 00:00
X FARMACISTA
Ha regione a sdegnarsi dell'odio generato verso le libere professioni. E' il frutto di una campagna denigratoria messa in atto dall'attuale governo ai danni di queste categorie, grazie al detrminante contributo di una larga fetta di informazione che informa sotto dettatura.
Hanno creato dei demoni per poi dimostrare , combattendoli, di essere buoni e bravi.
Per vedere l'efficacia di tale piano, basta vedere come alcune associazioni dei consumatori si muovono nei confronti di queste categorie, lasciando indenni altre categorie (ben più determinanti dal punto di vista dei soldi dei cittadini consumatori) come ad esempio i pubblici dipendenti, i politici, i manager delle grandi aziende a capitale pubblico etc.etc.
Per quello che vale, ha la mia solidarietà.
ml
15 giugno 2007 00:00
visto se ne fa solo una questione di soldi, poichè mi sembra di percepire che di competenza e responsabilità non gli e ne frega niente a nessuno, mi spiegate come mai per un atto di cv un notaio che è sostituto di imposta prende meno, ho visto anche la metà (n.b. comprese le tasse da girare al sig. stato) che un mediatore percepisce (udite udite dalla sola parte acquirente...perchè ovviamente lui il mediatore i soldi li prende da entrambe le parti e n.b. mica vi fa acquistare la casa...ma vi ha solo messo in contatto e fatti vostri se poi la casa per tanti motivi non l'acquistate...) vi sembra normale questo????? per non parlare dei mediatori creditizi..................se vogliamo mettere in discussione l'intero sistema facciamolo...questo si nell'interesse del consumatore...mentre per adesso mi pare nebuloso l'interesse di chi si stia tutelando....
Franco
15 giugno 2007 00:00
Un paio d'anni fa ho acquistato casa da un'impresa, la quale aveva fatto predisporre un contratto preliminare da un suo avvocato. Prima di firmarlo ho avuto la buona idea di farlo leggere ad un notaio, grazie al quale ho potuto togliere dal contratto un sacco di clausole che definire "capestro" è poco.
Adesso, con questa bella pensata di dare anche agli avvocati il potere di autenticare i passaggi di proprietà, mi chiedo: quante imprese si doteranno del proprio avvocato "di fiducia" e faranno firmare agli sprovveduti acquirenti, senza il controllo imparziale del notaio, dei contratti "capestro"? Il tutto - magari - con lo specchietto per le allodole del risparmio sulle spese dell'autentica!
Io credo che i nostri politici dovrebbero riflettere bene sulle conseguenze negative che certe proposte, se attuate (e speriamo che non lo siano), porterebbero a carico dei cittadini più indifesi.
marina lamonarca
15 giugno 2007 00:00
credo che sia giunto il momento di fare sentire la nostra voce con una grande manifestazione di piazza questa volta a SOSTEGNo del governo. Non si può manifestare sempre e solo contro ma anche per sostenere il governo quando sta cercando di dare una scossa al nostro paese addormentato e imbalsamato. Dobbiamo sostenere il governo affinchè vada avanti con le liberalizzazioni contro le caste dei notai, benzina, farmacisti e quant'altro. Se i notai (o megli i loro dipendenti) così come le altre categorie sono scese in piazza contro le liberalizzazioni, i milioni di cittadini che invece ne trarrebbero un grande vantaggio DEVONO farsi sentire. Solo così i nostri governanti si decideranno a fare ciò che era nel programma elettorale e che oggi non si riesec a fare perchè troppe sono le resistenze delle miriadi di "caste" in cui è suddiviso il nostro paese di cui la "casta dei politici" di cui si parla tanto in questi giorni non è altro che lo specchio di una realtà troppo diffusa che sfinirà per soffocare il nostro bel paese. Organizziamo quindi una grande manifestazione a sostegno del governo per le liberalizzazioni e non cediamo al ricatto delle varie categorie. Io ci sono