fabrizio7338
01 febbraio 2011 17:22
Dio ha detto non uccidere , non ha detto non ti drogare !!!!!!!!
shugar
01 febbraio 2011 19:52
Mah...la pena di morte ci vorrebbe, scrivo ci vorrebbe per chi spara sulla folla inerme e tiene un paese in ostaggio...
sugar magnolia
02 febbraio 2011 09:51
neanche una parola sugll'esercito dello Zio Sam che di fatto consente in Afghanistan la maggior produzione di papavero da oppio del mondo (circa il 90 % della produzione mondiale), dove basi aeree segrete consentono il trasporto dell'oppio raffinato al primo livello verso i paesei cghe si occupano delle raffinazioni successive ??
la produzione mondiale di oppio e' sotto controllo indiretto della CIA che lo usa cvome politica.....non so bene perche', ma non c'e nessun dubbio che la CIA lasci fare i Talebani......solita doppiezza USA, da una parte combattiamo "per esportare la democrazia" (nulla di piu' ipocrita) e dall'altra traffichiamo a piu' non posso !!!
sugar magnolia
02 febbraio 2011 09:54
Il ciclo di produzione dell'eroina è molto complesso poiché necessita di sedici operazioni di trasformazione. E' possibile quantificare questo processo stimando che 500.000 fiori di papavero producono circa 10 kg di oppio, da cui si ricava 1 kg di eroina. Ciò porta a stimare grosso modo la produzione potenziale di eroina pura in 370 tonnellate all'anno. A queste cifre occorre aggiungere le produzioni dei paesi dell'est - il Kazakistan, il Turkmenistan e l'Uzbekistan, produttori tradizionali di papavero da oppio, e l'Ucraina - che appaiono come nuove sorgenti di approvvigionamento, e inoltre l'India, dove una quota delle culture lecite per l'industria farmaceutica viene deviata sul mercato illecito.
Nonostante la complessità del processo di produzione, l'eroina resta una sostanza il cui commercio è molto redditizio, poiché il prezzo di 10 kg di oppio varia tra i 1000 e i 1.500 dollari e l'eroina ottenuta viene venduta al dettaglio a un prezzo tra i 20.000 e 260.000 dollari al chilogrammo
La storia del traffico di droga nell'Asia centrale è intimamente collegata alle operazioni coperte della CIA. Prima della guerra in Afghanistan, la produzione di oppio in Afghanistan e Pakistan era diretta a piccoli mercati regionali. Non vi era produzione locale di eroina. A questo proposito, lo studio di Alfred McCoy conferma che entro due anni dal furioso attacco dell'operazione della CIA in Afghanistan, "la zona di confine Pakistan-Afghanistan divenne il principale produttore di eroina al mondo, fornendo il 60% della domanda USA. In Pakistan, la popolazione tossicodipendente passò da quasi zero nel 1979...a 1.200.000 persone nel 1985 - una crescita molto più rapida che in qualunque altro paese... Ancora una volta, la CIA controllava questo traffico di eroina. Mentre conquistavano territori all'interno dell'Afghanistan, i guerriglieri mujaheddin ordinavano ai contadini di piantare oppio come tassa rivoluzionaria. Al di là del confine, in Pakistan, i leader afghani e i gruppi locali sotto la protezione dell'Intelligence pakistana gestivano centinaia di laboratori di eroina. Durante questo decennio di narcotraffico alla luce del giorno, l'americana DEA (Drug Enforcement Agency) a Islamabad evitò di pretendere grosse confische o arresti...I funzionari USA avevano rifiutato di indagare su accuse di traffico di eroina da parte dei sui alleati afghani "perché la politica sui narcotici USA in Afghanistan è subordinata alla guerra contro l'influenza sovietica nell'area". Nel 1995 l'ex direttore dell'operazione afghana della CIA, Charles Cogan, ha ammesso che la CIA aveva effettivamente sacrificato la guerra alla droga per combattere la Guerra Fredda. "La nostra missione principale era arrecare il maggior danno possibile ai sovietici. Non avevamo le risorse o il tempo per dedicarci a un'indagine sul narcotraffico...Non penso che dobbiamo scusarci per questo. Ogni situazione ha la sua ricaduta...Si, c'è stata una ricaduta in termini di droga. Ma l'obiettivo principale è stato realizzato. I sovietici hanno lasciato l'Afhganistan".
Finita la Guerra Fredda, la regione dell'Asia centrale è strategica non solo per le sue grandi riserve petrolifere. Essa produce anche tre quarti dell'oppio mondiale, che rappresentano introiti di molti miliardi di dollari per i cartelli d'affari, le istituzioni finanziarie, le agenzie di spionaggio e il crimine organizzato. Il ricavato annuale del traffico del Golden Crescent (tra 100 e 200 miliardi di dollari) costituisce circa un terzo del mercato annuale mondiale dei narcotici, che le Nazioni Unite stimano dell'ordine di 500 miliardi di dollari.
Con la disintegrazione dell'Unione Sovietica, nella produzione dell'oppio si è verificata una nuova ondata. Potenti cartelli d'affari nell'ex Unione Sovietica alleati con il crimine organizzato sono in competizione per il controllo strategico sulle rotte dell'eroina. L'estesa rete di intelligence militare dell'ISI non è stata smantellata dopo la Guerra Fredda. La CIA ha continuato a sostenere la jihad islamica fuori del Pakistan.
Nuove iniziative segrete sono state avviate in Asia centrale, nel Caucaso e nei Balcani.
sugar magnolia
02 febbraio 2011 10:12
LEGGETEVI QUESTA STORIA ..... VIVA GLI USA
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É qui che si chiude il cerchio della nostra storia. Nella prima parte abbiamo rivelato il contenuto di un affidavit firmato dal colonnello Edward P. Cutolo in merito al suo coinvolgimento in un traffico di cocaina, sanzionato da militari statunitensi, da Bogotà in Colombia a Panama. All’epoca l’ufficiale comandante anziano delle Forze Speciali statunitensi dell’intera regione del Comando Meridionale era il tenente colonnello James “Bo” Gritz.
Bo Gritz fu uno di quelli che si buttarono discretamente ad indagare sulla morte di Cutolo e quella di altri ufficiali, ed è anche stato per lungo tempo un promotore a favore dei Dispersi in Azione/Prigionieri di Guerra statunitensi (MIA/POWs) dall’epoca del Vietnam.
Gritz venne informato da Ross Perot che tre prigionieri di guerra americani erano detenuti da Khun Sa e che il signorotto aveva acconsentito a consegnarli. Tramite contatti ad alto livello col governo cinese, Perot prese accordi per ottenere accesso al quartier generale di Khun Sa, sulle sperdute colline di Shanland. Ma Gritz, sapendo di poter entrare ed uscire molto più velocemente utilizzando la sua rete di contatti nella regione, partì nel novembre del 1986 con alcuni sceltissimi ex-componenti delle Forze Speciali.
Per Gritz e compagni ci vollero tre giorni di negoziati per accedere al remoto e selvaggio territorio di Shanland. Alla fine Gritz si incontrò con un perplesso Khun Sa il quale gli disse che non c’era mai stato alcun prigioniero di guerra statunitense. Comunque, nel corso della loro conversazione Gritz chiese perché Khun Sa fosse così pesantemente coinvolto con l’oppio, sottolineando quanti problemi questo avesse causato in America. La risposta fu sconvolgente.
Khun Sa affermò che l’intera fornitura di oppio - circa 900 tonnellate l’anno, all’epoca - veniva acquistata dal governo statunitense. Il signorotto affermò poi di voler cambiare la produzione in quanto lui odiava l’oppio, e se Gritz avesse ottenuto che gli Stati Uniti fornissero appena un decimo di quello che spendevano per la Guerra alla Droga nella regione, lui avrebbe cambiato la produzione in altre coltivazioni.
Uno sbigottito Gritz riportò il suggerimento al governo statunitense e rimase ancor più stupefatto nel sapere che l’offerta venne rifiutata. L’ex colonnello dei Berretti Verdi venne inoltre avvertito che sarebbe stato oggetto di sporchi trucchi se non avesse abbandonato l’argomento dell’oppio. Ignorando queste minacce, cinque mesi dopo Gritz ritornò in Birmania, nel maggio 1987, per un secondo incontro con Khun Sa. Stavolta si portò una telecamera e chiese a Khun Sa di fare i nomi dei responsabili di fronte ad essa.
Khun Sa diede istruzioni al suo segretario di leggere i nomi dal suo diario, ma si accordò affinché i nomi che rivelava fossero quelli vecchi, e non quelli di coloro con i quali era in affari in quel momento. L’ufficiale governativo statunitense responsabile dell’acquisto dell’oppio era Richard Armitage, un ufficiale dell’amministrazione ben conosciuto e di alto livello. Armitage stava lavorando, lesse il segretario, con un individuo di nome Santos Trafficante che agiva in qualità di “gestore del traffico” di Armitage. Gritz era ben consapevole di chi fosse Trafficante: il leggendario “Boss” della mafia della Florida.
Nel corso di una conferenza nel 1991, Gritz illustrò l’aspetto economico del movimento di eroina di Khun Sa verso gli Stati Uniti. Al signorotto venivano pagati 300.000 dollari a tonnellata dal governo statunitense, ma il prodotto veniva venduto sulla strada per un milione di dollari a libbra (circa mezzo chilo, ndt). “Nessuno lo vuole lontano dagli affari”, osservò ironicamente Gritz.
Gritz disse che al suo ritorno in America nel 1987 cercò di far prendere nota a qualcuno nell’amministrazione, compreso il vicepresidente George Bush, delle sue informazioni. I suoi approcci vennero nuovamente energicamente respinti.
Come gesto di buona volontà verso il governo degli Stati Uniti, Khun Sa scrisse a George Bush una lettera, datata 15 marzo 1988, nella quale gli offriva, assolutamente gratis, una tonnellata di “eroina asiatica No.4 purissima”. Questo era il sistema del signorotto di offrire un incentivo affinché gli Stati Uniti giungessero ad un accordo volto a convertire la produzione da oppio ad un’altra coltivazione. Bush non rispose alla lettera, e la risposta del Dipartimento di Stato fu “non interessa”.
Disgustato, Gritz iniziò attivamente a partecipare ad una campagna per avvertire gli americani di cosa stesse facendo il loro governo a loro nome. Questo alla fine sfociò nella sua chiamata in giudizio con l’accusa di aver usato un passaporto falso durante una delle sue visite in Birmania. Dichiarandosi colpevole dell’accusa, ma spiegando che si trattava della normale procedura nel mondo delle “operazioni nere”, venne riconosciuto innocente dalla giuria.
Da allora, Gritz è diventato un esplicito critico dei successivi governi e le loro finzioni politiche segrete, e di conseguenza ha sofferto nelle mani dei media disgraziatamente prevenuti.
Malgrado ciò, la storia principale di Gritz non è stata abbandonata. Da dietro le quinte altri hanno raccolto l’appello. Sono iniziate discrete e scrupolose indagini sulle attività nascoste di Richard Armitage.