Piero
12 luglio 2007 00:00
1) "valutare l'opportunita'"
2) "di elaborare strategie"
3) "per attrarre capitali"
4) "per il potenziamento"
5) "anche attraverso agevolazioni"
Apprezzo l'On. Poretti, ma credo che convenga con me: lo strumento dell'emendamento è una semplice "dichiarazione d'intenti", una "promessa" in 5 punti burocratici.
Un CdA avrebbe approvato un piano di finanziamento, il Parlamento approva le promesse.
Mi sembra di assistere al Consiglio Comunale del mio paese, dove i consiglieri si scannano per approvare OdG che "impegnino la Giunta a rappresentare alla Provincia, alla Regione, al Governo che questo Consiglio ritiene opportuno ***"
(al posto dei *** mettete quello che vi pare: fantasiose teorie di politica estera, soluzioni alla fame nel mondo, solidarietà agli Aborigeni, ecc.)
Paolo 1
12 luglio 2007 00:00
No, niente investimenti privati nelle universita', perche' dopo le universita' si troverebbero a dipendere da chi le finanzia, e non potrebbero piu' fare una ricerca scientifica indipendente e oggettiva, e, come avviene gia' negli USA, nessuna universita' finanziata dalla Monsanto o compari farebbe e pubblicherebbe ricerche sugli OGM che potrebbero indisporre i loro finanziatori e padroni, e piuttosto licenzierebbero quegli scienziati e insegnanti che non si allineino (ci sono sttai articoli in merito sul Diariodellasettimana).
D'altra parte gia' adesso puo' capitare nelle universita' italiane che un docente che abbia anche un posto in un'azienda privata sconsigli gli studenti di scrivere cose che potrebbero non piacere a quella certa azienda, quindi siamo andati gia' troppo oltre, sia con la non esclusivita' del rapporto di lavoro, come nell'esempio citato, sia con gli incarichi di ricerca applicata e di collaborazione affidati, a pagamento, da privati a universita'.
Pensate veramente che un'universita' gestita come un'azienda andrebbe a fare ricerche o rivelare dati che le farebbero perdere delle commesse?
Paolo
Rino
12 luglio 2007 00:00
Vi racconto un piccolo episiodo personale attinente al discorso:
Un paio di mesi fa sono venuto a conoscenza di 20 master gratuiti (finanziati dalla mia regione)che si terranno a breve (?) nell'università dove mi sono laureato. Visto che uno di questi è di mio interesse ed essendo io un libero professionista (quindi mi posso gestire il mio tempo) ho deciso di contattare un mio ex professore (persona di riferimento per quel master) per avere informazioni.
Premetto che è un master della durata di circa 6 mesi (forse meno) che si tiene solo in università con stage finale in azende convenzionate.
Il prof mi ha inviato il programma preliminare, ma, mi ha inviato la stessa copia che è stata inviata alla regione per approvazione; c'era anche il costo del master.......110.000 €
per neanche 6 mesi di lezione a mezza giornata!!!!!
Morale: finanziare la ricerca, in Italia, significa ingrassare le università con conseguente arricchimento dei soliti noti e pochi, se non nulli, vantaggi per le persone comuni...