ennio4531
10 maggio 2011 19:40
Sarebbe opportuno che il rapporto sulla sicurezza fosse esteso anche alle dighe che in Svizzera sono almeno 40 di cui alcune, come quella del Lago di Klöntaler, costruite nel 1910 .
In caso di terremoti di magnitudo 7 , mi piacerebbe sapere quante dighe saprebbero resistere e quanti spezzoni di montagna cadrebbero nel lago con l'effetto Vaiont .
Cepu
11 maggio 2011 10:45
Per chi ha interesse, riporto il link del rapporto: http://www.ensi.ch/fileadmin/deutsch/files/CS_ENSI_2011-05-05_it.pdf
Da un'intervista al primo ministro tedesco:
D) Passiamo all'atomo. La reazione tedesca al caso Fukushima è sembrata eccessiva a molti altri Paesi, è d'accordo o no?
R) "Da noi Fukushima ha fatto cambiare idea a tutti sul concetto di rischio residuo dell'atomo civile. Ho cambiato idea anch'io, e non la cambierò di nuovo. Fukushima ha accelerato un ampio, profondo dibattito sul nucleare da tempo in atto nella nostra società. Abbiamo un consenso bipartisan sul no alla costruzione di nuove centrali. Ora abbiamo deciso di accelerare l'uscita, di cercare un consenso su come, tenendo conto delle necessità energetiche, aprire al più presto l'era delle rinnovabili. L'atomo civile è una tecnologia di transizione. Dalle rinnovabili possiamo avere anche nuove opportunità per tecnologia e posti di lavoro".
Caro Ennio, la cresciuta sensibilità dei governi in merito, è dovuta alle conseguenze terrificanti di un disastro atomico sempre in agguato a fronte di una catastrofe naturale importante o attacco terroristico.
In una catastrofe naturale, si soccorre, si ricostruisce. Dove sfugge l'atomo resta il deserto.