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GiovanniSerpelloni 10 settembre 2011 19:57
NON È IL PROIBIZIONISMO A DAR SOLDI ALLA MAFIA MA CHI COMPRA E CONSUMA DROGA.
Spesso si leggono slogan antiproibizionisti che accusano chi non vuole legalizzare e liberalizzare il consumo di droghe, di sostenere e promuovere i guadagni delle organizzazioni criminali quali la mafia, la camorra o la 'ndrangheta. Questo è anche affermato da Vasco Rossi nelle sue reprensibili esternazioni.
È necessario contestare questo sillogismo in quanto  demagogico ed  irrazionale  ed utilizzato strumentalmente solo per giustificare la legalizzazione delle droghe.
Nel rigettare questa grave accusa del "supportare le mafie" attraverso il proibizionismo, va considerato una cosa molto banale ma altrettanto vera e cioè che queste organizzazioni sono concretamente ed ampiamente supportate esclusivamente da tutte quelle persone che comprano droga dai loro spacciatori fornendo loro direttamente quel denaro che alimenta proprio le organizzazioni criminali. Questa è la semplice e lapalissiana realtà se si vuol vedere ma che da parte di alcuni non si vuole riconoscere. Chi compra droga finanzia le mafie!
I giovani sopratutto devono sapere che ogni singola dose acquistata finanzia la  criminalità e il terrorismo.  Ma chi dà quindi concretamente i soldi a questi criminali? Di chi è questa responsabilità? Sono proprio gli acquirenti diretti che acquistano le sostanze ad alimentare le mafie e non chi asserisce che è meglio non drogarsi e sanziona con leggi il consumo e punisce con la galera lo spaccio. Non c’è nessuno che  costringe i consumatori a comperare la cannabis e i suoi derivati, è solo una loro precisa e consapevole scelta per soddisfare  proprie aspettative di piacere, non certo per bisogni primari indifferibili.
Deve essere chiaro agli occhi di tutti che chi acquista anche una piccola dose di cannabis e derivati,  o di qualsiasi altra droga, per il proprio piacere personale finanzia la violenza e il mal affare delle organizzazioni criminali e del terrorismo. I soldi che vengono messi in mano ad uno spacciatore sono esclusivamente sotto la responsabilità di chi glieli dà. Non c’è nessuna giustificazione né morale, nè sociale, né legislativa che può assolvere o giustificare tale gesto individuale. La cannabis è una sostanza sicuramente tossica (o vogliamo discutere anche su questa evidenza scientifica?) ed è per questo che è illegale e ne viene vietato l'utilizzo e la diffusione, al pari di tante altre sostanze tossiche (e non necessariamente droghe) anche solo sospettate di essere dannose per la salute. Pertanto, chi la acquista sa scientemente che cosa sta facendo e non può scaricare la sua coscienza su responsabilità dello Stato che secondo alcuni movimenti dovrebbe renderle di libero e piu facile accesso, creando anche un reddito per lo stato sulla pelle dei cittadini.
Ben diversa è la situazione di chi, invece, è dipendente da cocaina o eroina e che può comunque fruire, in alternativa all’acquisto di droga dagli spacciatori, di valide offerte terapeutiche sicuramente efficaci e totalmente gratuite presso i servizi sanitari di tutte le Regioni.
Per tutto ciò, finanziare le mafie anche attraverso il piccolo acquisto di droga costituisce un atto moralmente inaccettabile e socialmente biasimabile. La prima responsabilità da invocare quindi è quella individuale e non delle leggi che regolamentano l'accesso a tali droghe.
Lo Stato non può proprio pensare di far aumentare la disponibilità e l'accesso di una sostanza tossica, pericolosa per la salute e in grado di compromettere fortemente il normale sviluppo neuropsichico e sociale degli adolescenti, quale è la cannabis, a scapito quindi della salute collettiva dei cittadini, nel tentativo del tutto illusorio di controllare i flussi dei finanziamenti che vengono generati dai consumatori a favore delle organizzazioni criminali. La legalizzazione porterebbe so ad un aumento dei consumi cosi come ampiamente dimostrato per l'alcol e il tabacco. La sanità pubblica e la società non può pagare un così alto prezzo e ci sono altri modi molto più efficaci per controllare tale fenomeno e il flusso di denaro conseguente, primo tra tutti la consapevolezza che deve avere ciascun individuo di buona coscienza di non acquistare né consumare droga foraggiando cosi le mafie.
Per ogni spinello acquistato e fumato, la mafia, la 'ndrangheta e la camorra ringraziano. Si, è vero, ma ringraziano proprio chi l'acquista, minorenne o maggiorenne che sia.
Acquistare cannabis dai criminali e fumarla per il proprio piacere, esponendo scientemente la propria salute e quella di terzi a rischi sanitari e sociali è un comportamento individuale socialmente inaccettabile e biasimabile.
La droga non è un bene primario e drogarsi non può essere in alcun modo considerato un diritto individuale. E’ demagogico ed ipocrita scaricare sullo Stato responsabilità, quali il comportamento di acquisto, che sono soprattutto del singolo e, per fortuna, solo di una piccola minoranza di cittadini italiani. La stragrande maggioranza dei cittadini italiani per fortuna non usa droghe e non pensa che legalizzare tale uso sia serio, soprattutto per uno stato che deve proteggere la salute dei suoi cittadini ed educare i propri giovani a valori e stili di vita sani e nel rispetto della legalità.
Giovanni Serpelloni
Capo Dipartimento Politiche Antidroga
Presidenza del Consiglio Dei Ministri
GiovanniSerpelloni 10 settembre 2011 19:57
NON È IL PROIBIZIONISMO A DAR SOLDI ALLA MAFIA MA CHI COMPRA E CONSUMA DROGA.
Spesso si leggono slogan antiproibizionisti che accusano chi non vuole legalizzare e liberalizzare il consumo di droghe, di sostenere e promuovere i guadagni delle organizzazioni criminali quali la mafia, la camorra o la 'ndrangheta. Questo è anche affermato da Vasco Rossi nelle sue reprensibili esternazioni.
È necessario contestare questo sillogismo in quanto  demagogico ed  irrazionale  ed utilizzato strumentalmente solo per giustificare la legalizzazione delle droghe.
Nel rigettare questa grave accusa del "supportare le mafie" attraverso il proibizionismo, va considerato una cosa molto banale ma altrettanto vera e cioè che queste organizzazioni sono concretamente ed ampiamente supportate esclusivamente da tutte quelle persone che comprano droga dai loro spacciatori fornendo loro direttamente quel denaro che alimenta proprio le organizzazioni criminali. Questa è la semplice e lapalissiana realtà se si vuol vedere ma che da parte di alcuni non si vuole riconoscere. Chi compra droga finanzia le mafie!
I giovani sopratutto devono sapere che ogni singola dose acquistata finanzia la  criminalità e il terrorismo.  Ma chi dà quindi concretamente i soldi a questi criminali? Di chi è questa responsabilità? Sono proprio gli acquirenti diretti che acquistano le sostanze ad alimentare le mafie e non chi asserisce che è meglio non drogarsi e sanziona con leggi il consumo e punisce con la galera lo spaccio. Non c’è nessuno che  costringe i consumatori a comperare la cannabis e i suoi derivati, è solo una loro precisa e consapevole scelta per soddisfare  proprie aspettative di piacere, non certo per bisogni primari indifferibili.
Deve essere chiaro agli occhi di tutti che chi acquista anche una piccola dose di cannabis e derivati,  o di qualsiasi altra droga, per il proprio piacere personale finanzia la violenza e il mal affare delle organizzazioni criminali e del terrorismo. I soldi che vengono messi in mano ad uno spacciatore sono esclusivamente sotto la responsabilità di chi glieli dà. Non c’è nessuna giustificazione né morale, nè sociale, né legislativa che può assolvere o giustificare tale gesto individuale. La cannabis è una sostanza sicuramente tossica (o vogliamo discutere anche su questa evidenza scientifica?) ed è per questo che è illegale e ne viene vietato l'utilizzo e la diffusione, al pari di tante altre sostanze tossiche (e non necessariamente droghe) anche solo sospettate di essere dannose per la salute. Pertanto, chi la acquista sa scientemente che cosa sta facendo e non può scaricare la sua coscienza su responsabilità dello Stato che secondo alcuni movimenti dovrebbe renderle di libero e piu facile accesso, creando anche un reddito per lo stato sulla pelle dei cittadini.
Ben diversa è la situazione di chi, invece, è dipendente da cocaina o eroina e che può comunque fruire, in alternativa all’acquisto di droga dagli spacciatori, di valide offerte terapeutiche sicuramente efficaci e totalmente gratuite presso i servizi sanitari di tutte le Regioni.
Per tutto ciò, finanziare le mafie anche attraverso il piccolo acquisto di droga costituisce un atto moralmente inaccettabile e socialmente biasimabile. La prima responsabilità da invocare quindi è quella individuale e non delle leggi che regolamentano l'accesso a tali droghe.
Lo Stato non può proprio pensare di far aumentare la disponibilità e l'accesso di una sostanza tossica, pericolosa per la salute e in grado di compromettere fortemente il normale sviluppo neuropsichico e sociale degli adolescenti, quale è la cannabis, a scapito quindi della salute collettiva dei cittadini, nel tentativo del tutto illusorio di controllare i flussi dei finanziamenti che vengono generati dai consumatori a favore delle organizzazioni criminali. La legalizzazione porterebbe so ad un aumento dei consumi cosi come ampiamente dimostrato per l'alcol e il tabacco. La sanità pubblica e la società non può pagare un così alto prezzo e ci sono altri modi molto più efficaci per controllare tale fenomeno e il flusso di denaro conseguente, primo tra tutti la consapevolezza che deve avere ciascun individuo di buona coscienza di non acquistare né consumare droga foraggiando cosi le mafie.
Per ogni spinello acquistato e fumato, la mafia, la 'ndrangheta e la camorra ringraziano. Si, è vero, ma ringraziano proprio chi l'acquista, minorenne o maggiorenne che sia.
Acquistare cannabis dai criminali e fumarla per il proprio piacere, esponendo scientemente la propria salute e quella di terzi a rischi sanitari e sociali è un comportamento individuale socialmente inaccettabile e biasimabile.
La droga non è un bene primario e drogarsi non può essere in alcun modo considerato un diritto individuale. E’ demagogico ed ipocrita scaricare sullo Stato responsabilità, quali il comportamento di acquisto, che sono soprattutto del singolo e, per fortuna, solo di una piccola minoranza di cittadini italiani. La stragrande maggioranza dei cittadini italiani per fortuna non usa droghe e non pensa che legalizzare tale uso sia serio, soprattutto per uno stato che deve proteggere la salute dei suoi cittadini ed educare i propri giovani a valori e stili di vita sani e nel rispetto della legalità.
Giovanni Serpelloni
Capo Dipartimento Politiche Antidroga
Presidenza del Consiglio Dei Ministri
pettine 12 settembre 2011 09:41
serpelloni, vero o finto che tu sia, non crederai mica che ci beviamo le tue stronzate?
un governo che vuole combattere lo spaccio di stupefacenti avrebbe come minimo tassato la canapa che è innocua e fa soltanto del bene nella sua forma naturale e pura.
voi invece continuate a difendere il monopolio dei mafiosi, ovvio che la gente creda che siate al loro soldo.
è palese.
blacksuede 12 settembre 2011 16:50
Basta col termine DROGA, è generico, più corretto usare: sostanze stupefacenti. Se andate su wikipedia e altri siti e cercate: DROGA, leggerete che è droga qualsiasi principio attivo di qualsiasi pianta, caffeina, nicotina, acido acetilsalicilico, essenze erboristiche disintossicanti, dimagranti, anticellulite, calmanti per la tosse, cioccolata(teobromina) etc. etc. Che portano, nella maggioranza dei casi, dipendenza, assuefazione, che sono idrosolubili e hanno un dosaggio mortale (la canapa sembra che, nonostante sia estratto e quindi droga, non rientri nei casi su citati). Ci accorgeremo che siamo tutti drogati. Siamo tutti vittime, io della nicotina, qualcuno dell'alcol, altri del gioco legale o benzodiazepine, anche della inutile tv o della tastiera dalla quale scrivo, ma nessuna associazione piagnisteistica, vittimistica e pedante spende una fiatata di vocale articolata a rompere i cogl. di come in fondo questa vita è tutta così, un legame inconscio o voluto con qualcosa, fisico, psicologico o morale e che, prendere o lasciare, la vita è uno spazio personale di ricerca della e nella propria sfera, dove si sconfina solo per una richiesta altrui e mai per iniziativa personale e dove il percorso di vita non può essere ostacolato da idee, azioni e violenze altrui, mascherate in politica, fede e buoni intenti o semplicemente per interessi personali.
gustavo 13 settembre 2011 09:00
Serpelloni:
anche uno studente di economia al primo anno sa che combattere l'offerta è una assurdità, un assoluto fallimento finchè c'è domanda (e ci sarà sempre!).
È un pò come la prostituzione, che si pretende di combattere in Italia. Qua in Svizzera invece è legale. Il risultato è che non si batte per strada, non ci sono papponi ne mafie delincuenti, c'è sicurezza e igiene, e si pagano le tasse come qualsiai altra attività.
Tutto grazie a legalizzare qualcosa che è inutile vietare perchè ci sarà sempre. Come gli stupefacenti.
IVAN. 13 settembre 2011 10:02
.
[Lui copiaincolla?... No problem; copioincollo anch'io.]
SERPELLONI: INCOMPETENZA O MALAFEDE?
*****
Questo utente che si nicka “Giovanni Serpelloni” non poteva fare un'uscita più infelice.
Infatti quello descritto dal suo post (10 settembre 2011 19:57) è un mondo immaginario, in cui la pioggia cade verso l'alto e la luna è una grossa arancia. Un'accozzaglia di proclami arbitrari completamente avulsi dal Mondo Reale.
E il DPA sarebbe in mano a...questa gente qui?!
Mi chiedo come sia possibile cercare un qualsivoglia Dialogo con questi sedicenti “esperti” che sul fenomeno-droga dimostrano di capirne meno di un qualunque contadinotto analfabeta.
Qui si tratta di INCOMPETENZA oppure di MALAFEDE (una delle due; non ci si scappa).
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Anche stavolta, infatti, l'ineffabile “Serpelloni” ha sciorinato il solito campionario di luoghi comuni della propaganda proibizionista, il cui succo si riassume nella frase:
«CHI COMPRA DROGA FINANZIA LE MAFIE!»
Ma che genio. E ci credo che i proventi della droga finiscono alle mafie: la droga è prodotta e commercializzata SOLTANTO DA ESSE!!
E anche se un Consumatore volesse prodursela IN PROPRIO per NON “finanziare le mafie”, grazie alla politica proibizionista rischierebbe MOLTO DI PIÙ rispetto al comprarla da uno spacciatore clandestino.
Quindi mr. “Serpelloni” si contraddice da solo fin dal titolo del suo goffo commento.
Ma questo “Serpelloni” è almeno consapevole di COSA si intenda con la parola “LEGALIZZAZIONE”?
Ed è consapevole dei vantaggi che una SENSATA Legalizzazione porterebbe a livello sociale, economico e salutistico?
Da quello che ha scritto, mi sembra proprio di NO.
Anzi; sembra uno che ignora persino le terminologie di base della propria professione.
Ma stia tranquillo, caro “capo del Dipartimento Politiche Antidroga”; questo non è uno dei soliti dibattiti senza contraddittorio che inscenate a tavolino, quindi possiamo anche offrirle volentieri qualche lezioncina sull'ABC del suo mestiere. Gratis.
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• LEGALIZZAZIONE
*****
In primis, distinguiamo la parola “Legalizzazione” da “Liberalizzazione”.
E senza “libere interpretazioni” del termine: quando si parla di “Legalizzazione”, bisogna intendere SOLO la Produzione e la Commercializzazione di sostanze stupefacenti sotto controllo STATALE, le quali potranno essere messe a disposizione SOLTANTO dei tossicodipendenti “abituali”, e RIGOROSAMENTE previo regolare certificato medico.
...e PUNTO! Nessun altro significato “personale” deve essere affibbiato al termine “Legalizzazione”.
Lo scopo primario della Legalizzazione è di TOGLIERE ALLA MALAVITA IL MONOPOLIO DELLA PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DELLE SOSTANZE STUPEFACENTI.
(E collateralmente, la Legalizzazione porterebbe a maggiori controlli sulla QUALITÀ delle sostanze prodotte, evitando così centinaia di decessi per overdose.)
Vediamo quindi un'elenco delle possibili modalità applicative di una corretta Legalizzazione, e dei suoi relativi effetti:
1) LA DROGA VIENE PRODOTTA E COMMERCIALIZZATA DALLO STATO.
- Maggiori controlli della QUALITÀ, con conseguente riduzione del rischio di overdose;
- Riduzione del numero di tossicodipendenti a carico di strutture sanitarie statali.
2) LE SOSTANZE POTRANNO ESSERE MESSE A DISPOSIZIONE SOLO DEI TOSSICODIPENDENTI ABITUDINARI.
- Nessuna istigazione ad iniziare ad usarle per il semplice fatto che siano legali, quindi.
3) LE SOSTANZE VERRANNO COMMERCIALIZZATE AD UN PREZZO NOTEVOLMENTE RIDOTTO.
- Lo Stato recupera ampiamente i costi di fabbricazione;
- Viene immediatamente stroncata la concorrenza del mercato criminale;
- La malavita perde la sua principale fonte di introiti;
- Verrebbe a diminuire quella miriade di piccoli reati che molti tossicodipendenti sono costretti a commettere giornalmente per racimolare il costo di una dose (attualmente gonfiatissimo).
4) DEPENALIZZAZIONE DEL REATO DI POSSESSO DI DROGHE PER MERO USO PERSONALE.
- Svuotamento delle carceri da molti detenuti fondamentalmente innocui per la società;
- Alleggerimento delle costrizioni penali per rei non pericolosi per terzi.
5) REINTRODUZIONE DELLE TABELLE DISTINTIVE TRA DROGHE “LEGGERE” e “PESANTI”.
- Comminazione di pene eque e proporzionali alla pericolosità sociale della specifica sostanza.
- Declassazione dei reati per consumo di certi tipi di sostanze leggere fondamentalmente innocue (Cannabis, Hashish).
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Vede, caro Giovanni? Queste sono “ARGOMENTAZIONI”.
I suoi, invece, sono semplici “PROCLAMI”.
Capisce la differenza?...Bene; allora non cerchi di rifilare le sue baggianate di propaganda da queste parti.
Rimane ancora il dubbio se la sua sia semplice INCOMPETENZA oppure MALAFEDE;
ma in entrambi i casi, non sono “virtù” con cui può sperare di reggere un confronto sul piano della Logica e del Raziocinio.
Saluti.
.
Cepu 13 settembre 2011 14:12
Aggiungo il parere di un magistrato di esperienza:
http://www.aduc.it/notizia/proibizionismo+droghe+procuratore+macri+risponde_123843.php
Vittime_della_droga 15 settembre 2011 17:16
Legalità, trasparenza, ecc. ecc…
Vogliamo parlare del supporto che ADUC da a chi ha diversi incarichi istituzionali…
Nel suo curriculum online su www.radicali.it lo Staderini non dice che ha lavorato l’Autorità Garante per le Comunicazioni e che dietro a lui e a quello che fa in tale sede ISTITUZIONALE, c'è sempre Marco Pannella!
Questo è un vero scandalo!!!
http://www.radicali.it/mario-staderini
SMGL 15 settembre 2011 21:32
@Vittime_della_droga
A parte il fatto che non c'entra niente con la discussione, ma di quale scandalo parla?
Piuttosto sarebbe più lecito chiedersi cosa c'è dietro questa nuova ondata moralista-proibizionista...
pettine 17 settembre 2011 11:49
@smgl
chissà cosa ci sarà mai dietro..
i PORCI vedono il loro giocattolino sgretolarsi e tremano al pensiero di perdere tutto il DENARO SPORCO che intascano...
anarkeo 18 settembre 2011 18:50
Nuoce alla salute dice Serpe.. ma è falso, tante cose nuociono alla salute, e non sono proibite anzi, la cannabis si mangia e se la mangi non fa male ai bronchi, comunque fa meno male del tabacco
felixone 21 settembre 2011 18:58
mi rivolgo a Pannella, e spero che legga
quando lei faceva la campagna antiproibizionista, le leggi erano meno violente e anche le forze dell'ordine erano meno violente;
molti pensavano" legale o no, la trovi ovunque e di buona qualità, quindi perchè lottare??"
oggi con l'aumentare della violenza sui consumatori di cannabis, c'è chi vuole lottare.
ma se prima lottava lei e il popolo no
oggi una parte di popolo inizia a lottare ma non c'è più nessun politico disposto a spalleggiarli e a fare in modo che la lotta sia sentita e che venga detto anche attraverso i mass media.
ultimamente si è dedicato ai poveri carcerati che ormai vivono in una fossa comune che pian piano darà o la morte o il ritorno all'esterno del carcere ma per sempre da carcerato grazie al sistema adottato dalla nostra società.
legalizzare o regolamentare il mercato delle sostanze stupefacenti, porterebbe ad una riduzione dei reati, e non credo di poter immaginare di quale entità sia questa riduzione; toglierebbe denaro alla malavita; diminuirebbe le corruzioni politiche; diminuirebbe il potere di inserire sempre nuovi membri nelle cosche della malavita; porterebbe ad una conoscenza popolare delle sostanze sempre più approfondita.
e risolverebbe anche qualche altro problema ma preferisco non dilungarmi troppo.
non si potrebbe avere un modo per rendere il popolo consapevole di tutti i motivi per i quali sarebbe meglio non essere così proibizionionisti quanto il DPA??
la ringrazio comunque
saluti
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