Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
blacksuede 09 settembre 2011 22:30
Dopo la rete nazionale di osservatori, adesso quella regionale. Poi faranno una rete di guardiani provinciali a cui seguiranno una rete di vedette comunale alle cui dipendenze ci sarà una rete di sentinelle di quartiere con i piantoni condominiali. I condomini, invece, come figura, avranno all'interno delle famiglie, indipendenti e autonomi con licenza speciale dalle altre reti, una spia. Si sta studiando una nuova figura per le famiglie mononucleo.
Nick 10 settembre 2011 04:16
Altre poltrone fatte per scaldare il culo a sempre più nuovi parassiti... Contribuenti, ribellatevi!!!
shugar 10 settembre 2011 09:11
APD, cricca di raccomandati ed inetti, il tempo politico e della Vostra agenzia sta' per scadere,
shugar 10 settembre 2011 09:16
Dimenticavo, oh a state sbagliando, voi volete fare dell'Italia cio' che fece Bismarck per la Germania, invece siete un manipolo di omofobi, puttanieri come quel Sacconi che voleva fare dell'etica la sua battaglia di cavallo, misero e Vostro capo tribu' a uga a uga..., l'italiano e' troppo diverso, omologate la Vostra minchia, il tempo sta' per scadere
stenic 11 settembre 2011 11:47
ma che cavolo osservano ? non vedono altro che i soldi che gli tirano dietro per mantenere questo sistema così come è gli farei fare ben altro a questi fannulloni inutili detto anche da un loro ministro
Vittime_della_droga 12 settembre 2011 15:24
Lettera aperta dell’AIFVS 10/9/2011
Droga: abbandonare la polemica e guardare in faccia la realtà
Al Sottosegr. Giovanardi: non abbassare la guardia su prevenzione e formazione
Al cantante Vasco: nelle tue comunicazioni superficiali non ci casco
Ho letto sulle agenzie di stampa la polemica sulla droga tra il Sottosegretario Giovanardi e Vasco Rossi ad iniziare dal servizio del Tg 1 dell’8 agosto, ed anch’io ho ascoltato con disappunto tale servizio su Vasco, i cui versi esprimono desideri che non si trasformano in un impegno di crescita umana, che richiederebbe sforzo ed approfondimento, e un’idea di libertà che è convulso bisogno di provare, incapace di interagire con ciò che alla libertà dà senso: il concetto del limite.
Basta riferirci alle espressioni martellanti “Voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l’ha” e così di seguito, martellando sempre sulla mancanza di senso.
Vasco si è confrontato con il pensiero di studiosi che hanno dato un senso alla vita? o forse pensa che la sua individualistica esperienza faccia testo, tanto da diffonderla ai giovani, che hanno bisogno di punti di riferimento e trovano invece nel loro percorso cattivi maestri? O da sentirsi in grado di bacchettare come “irresponsabile” il Sottosegretario Giovanardi che ha la delega alle politiche delle tossicodipendenze, senza essere documentato sul lavoro fatto?
Vasco Rossi ha pensato che le cure di cui gode oggi sono frutto del lavoro di ricercatori per i quali la passione per la vita ha avuto un senso?
Ma c’è dell’altro nei suoi testi: “noi siamo i soliti, fatti così” (che vuol dire?) “…quelli delle illusioni, delle passioni”.
Mi chiedo che cosa lui ha prodotto con queste passioni! Comunicare ai giovani le sue ambiguità, e così abbassare il livello della dignità umana, delle aspirazioni! Produce proprio questo quando lancia il messaggio “noi siamo gli inutili, fatti così”. Avvertiamo il senso della massificazione, l’uccisione dello slancio personale. Se siamo veramente inutili possiamo anche ammazzarci ed ammazzare, e non sentire neanche rimorso per l’azione compiuta, come abbiamo riscontrato in tanti casi di incidenti stradali. Complimenti! Oggi Velia Ronci vive in coma vegetativo irreversibile, ridotta così da un drogato alla guida. “Siamo liberi di sognare, di non ritornare, abbiamo frequentato pericolose abitudini… siamo ritornati sani e salvi senza complicazioni”.
Vasco ha confezionato tale messaggio a ragion veduta, per sollecitare i giovani a spingere senza paura l’acceleratore sulle pericolose abitudini, tanto torneranno sani e salvi, come lui che si deve curare?
E cosa di buono vuole comunicare ai giovani che affollano i suoi concerti quando canta “voglio una vita maleducata, che se ne frega di tutto sì”? E poi a martellare sulla vita “spericolata, come quelle dei film… esagerata… piena di guai… ognuno perso dentro i cazzi suoi”.
Sono veramente sconcertata dalla mancanza di senso di responsabilità sociale nella comunicazione in personaggi che hanno un ruolo di trascinamento dei giovani, amplificato dalla musica e dalla potenza delle immagini.
Mi pare che Vasco Rossi non sia più un ragazzino, è tempo della resa dei conti, della verità, è il tempo di aiutare i giovani a capire che la passione per la vita è frutto della nostra intelligenza, del nostro cuore, del nostro saper andare oltre noi stessi verso traguardi di miglioramento umano, perché non l’egoismo, lo sballo o la droga, ma l’incremento dell’arte, della scienza, della solidarietà, diano senso a questa nostra passeggiata terrena.
È il momento della resa dei conti per noi adulti, per noi istituzioni, per noi che facciamo proposte.
Se ci indigniamo per la droga, vera piaga sociale, e per i messaggi superficiali e massificanti, dobbiamo anche indignarci perché i mezzi di comunicazione di massa beneficiati dallo Stato, che operano come “scuola parallela”, e in particolare le emittenti Tv, non assicurano, nel “preminente interesse generale”, come dall’AIFVS in passato già chiesto, una trattazione sistematica ed approfondita, e nei tempi di maggiore ascolto televisivo, dei problemi di oggi, come l’alcol, la droga, i comportamenti irragionevoli alla guida e quelli omissivi delle istituzioni con la complessa problematica della strage stradale.
Dobbiamo indignarci perché la formazione etico-sociale non ci soddisfa, ed essa chiama in causa la responsabilità di tutti, famiglia, scuola, società, potere politico, amministrazione e giustizia, aziende di divertimento e non solo. Dobbiamo prendere a cuore le sorti della nostra società, condividere gli obiettivi verso i quali tendere e, nel costruire il percorso per raggiungerli, essere testimoni impegnati, ciascuno nel proprio campo di lavoro.
Ci aspettiamo dal Sottosegretario Giovanardi, che ha già stigmatizzato la pericolosa superficialità dei messaggi di Vasco e il rapporto dell’alterazione psicofisica con gli incidenti stradali, che, tra le tante cose da fare, solleciti, per contrastare i messaggi devianti, anche la tv e la scuola a fare di più e meglio, per l’informazione e la formazione, come indicato: testimonianza nel servizio e trattazione dei gravi problemi di oggi, rifuggendo dalla superficialità. È questo il cambiamento culturale ed etico sempre auspicato dall’AIFVS.
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente Nazionale AIFVS
kozzu 12 settembre 2011 18:34
chiedo scusa alla sig. Giuseppa Cassaniti Mastrojeni e non vorrei sembrarle indelicato, ma vorrei sapere cosa pensa dell'uso del cellulare alla guida; anche questa gente uccide a volte.. e un morto è morto senza distinzioni
vorrei capire se Lei pensa, che uno drogato è più colpevole di uno distratto dal cellulare.
Signora, è una questione di testa e di rispetto, il resto conta poco.
Per quanto riguarda i giovani, Le ricordo che crescono in una società in cui i valori fondamentali sono i soldi e il successo. Se poi guardano con occhio critico alla classe politica, dove c'è chi va puttane, chi ruba, chi fa affari con la mafia e chi si droga, che insegnamento ne possono trarre?
blacksuede 12 settembre 2011 20:30
Basta col termine DROGA, è generico, più corretto usare: sostanze stupefacenti. Se andate su wikipedia e altri siti e cercate: DROGA, leggerete che è droga qualsiasi principio attivo di qualsiasi pianta, caffeina, nicotina, acido acetilsalicilico, essenze erboristiche disintossicanti, dimagranti, anticellulite, calmanti per la tosse, cioccolata(teobromina) etc. etc. Che portano, nella maggioranza dei casi, dipendenza, assuefazione, che sono idrosolubili e hanno un dosaggio mortale (la canapa sembra che, nonostante sia estratto e quindi droga, non rientri nei casi su citati). Ci accorgeremo che siamo tutti drogati. Siamo tutti vittime, io della nicotina, qualcuno dell'alcol, altri del gioco legale o benzodiazepine, anche della inutile tv o della tastiera dalla quale scrivo, ma nessuna associazione piagnisteistica, vittimistica e pedante spende una fiatata di vocale articolata a rompere i cogl. di come in fondo questa vita è tutta così, un legame inconscio o voluto con qualcosa, fisico, psicologico o morale e che, prendere o lasciare, la vita è uno spazio personale di ricerca della e nella propria sfera, dove si sconfina solo per una richiesta altrui e mai per iniziativa personale e dove il percorso di vita non può essere ostacolato da idee, azioni e violenze altrui, mascherate in politica, fede e buoni intenti o semplicemente per interessi personali.
pettine 13 settembre 2011 09:07
se Giuseppa Cassaniti Mastrojeni si studiasse la storia della droga, capirebbe che le "vittime della droga", appunto, sono causate da chi la droga la proibisce..
appellarsi a personaggi ambigui, incapaci e con palesi conflitti d'interesse mi pare alquanto fuori luogo, qualcuno spieghi a questa signora che adesso c'è proprio giovanardi ai posti di comando..
se volesse potrebbe far la guerra alle organizzazioni criminali che inportano la droga in italia.. ma preferisce fare la guerra ai consumatori..
molto più facile e non si pestano i piedi ai soci malavitosi.
⚠ segnala contenuto inappropriato