Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
minotauro5801 30 dicembre 2011 19:58
Ma nun pubblicizzaveno no " specifico " che arestava li radicali liberi? ma che poi nun l'hanno vennuto?
shugar 01 gennaio 2012 00:26
Gli vogliono dare pure la pensione a quei copioni da quattro soldi e papagalli che no hanno rischiato mai un cazzo, vergogna!
GiovanniSerpelloni 02 gennaio 2012 09:42
Risposta ai RADICALI
Egregi signori
Vi rispondo in via personale per dirvi purtroppo che devo deludere le vs aspettative in quanto non ci sarà alcun prepensionamento. I miei accreditamenti scientifici e professionali sono ben solidi e trasparenti. A fronte delle vostre provocatorie richieste ve ne sono molte altre, diametralmente opposte, che con più forza mi chiedono di continuare a lavorare e portare avanti, nonostante la vostra ironia, le cose che ho fatto in questi anni. 
Sono un medico che da oltre 30 anni ha curato con serietà e dedizione  i malati di AIDS, le persone con tossicodipendenza e a dedicato la sua vita alla sanità pubblica. Questo mi basta per farmi sentirmi bene ed utile. Il fatto che non condivida la vostra idea della legalizzazione e che vi porta a richiedere il mio prepensionamento, mettendo in dubbio la mia credibilità scientifica, deriva proprio dal fatto di aver visto con gli occhi e con il cuore i danni che le sostanze fanno alle persone e alle loro famiglie. Non è certo rendendo piu disponibili queste sostanze che risolveremo il problema. 
Oltre a questo, fin che in Italia le leggi vigenti, fatte dal Parlamento eletto dal popolo sovrano, considerano l'uso di sostanze un illecito amministrativo oltre che dannoso per la salute e la società, io continuerò a operare in perfetta coerenza con questa legge e le evidenze scientifiche che la sostengono pienamente.
Rispetto le vostre idee ma non le condivido e non vi chiederò di andare in pensione anticipata ma aspetterò paziente che ciò avvenga naturalmente, invitandovi nel frattempo al confronto e non evocando la vostra "sparizione" ma auspicando la vostra "conversione" a politiche più di buon senso.
 Io penso che tutta questa attività contro di me sia mal diretta, incentivante forme di violenza che già hanno dato i loro frutti con minacce e auguri di morte prematura, ma sopratutto penso che costituisca uno spreco di tempo e di risorse che potrebbero essere molto meglio impiegate nel incrementare gli  interventi di prevenzione affinché nessun ragazzino usi droghe o alcol, che il 50% delle persone tossicodipendenti attive non ancora in terapia (dato sconcertante in un paese civile) entrino precocemente in trattamento e non siano lasciati in strada, che i tossicodipendenti veri (non gli spacciatori) se commettono reati droga correlati, possano non entrare più in carcere (o uscirne se già carcerati) e intraprendere percorsi alternativi terapeutici,  fare in modo che alle persone tossicodipendenti che adesso arrivano al Sert venga loro offerto attivamente il Test HIV e per le Epatiti (solo il 36 % dei soggetti in carico viene attualmente testato!) e possano cosi accedere precocemente alle terapie antiretrovirali e non ammalarsi di AIDS, che si rendano obbligatorie e "atto dovuto" le attività di prevenzione delle patologie correlate e dell'overdose nei servizi pubblici e nelle comunità terapeutiche al di la degli slogan sulla riduzione del danno, che tutti ben conosciamo ma che pochi attuano concretamente. 
Credo che su questi obiettivi potremo anche essere d'accordo e quindi potrei rimandare il mio pensionamento anticipato per lavorare anche con Voi su questi punti. Non è necessario essere d'accordo su tutto per poter lavorare insieme e produrre qualche cosa di buono per la comunità. 
Il Dipartimento ha le porte aperte per tutti gli uomini e le donne di buona volontà e non discrimina sulla base dell'orientamento politico o delle personali convinzioni ma solo sulla reale volontà di voler fare del bene al prossimo all'interno del quadro normativo vigente. Poi, in Parlamento, potrete continuare la vostra legittima battaglia antiproibizionista e proporre che le leggi vengano cambiate, sempre che questa sia la volontà della maggioranza che andrà comunque rispettata, o vogliamo mandare in pensione anticipata tutto il popolo italiano che non la pensa come voi? Perchè è chiaro e dimostrato che chi vuole la legalizzazione è solo un minoranza dei cittadini e dei parlamentari.
Spero di avere il piacere di incontrarvi personalmente e che questa gogna in rete, indecente e pericolosa per me e la mia famiglia, finisca presto.
Con rispetto e molta pazienza, cordiali saluti.
Giovanni Serpelloni
felixone 02 gennaio 2012 14:05
sig. serpelloni, quello che lei scrive è altamente falso, la sua politica proibizionista ha riempito i carceri di persone che hanno come unico reato, il piacere di coltivarsi una pianta per uso personale.
tutti i tossicodipendenti di cui lei parla sono stati devastati dal proibizionismo, i centri di recupero cercano in ogni modo di tenersi sempre più persone in cura per avere soldi dallo stato.
le sue "invenzioni" sulla canapa, per le quali ha avuto enormi sostegni economici dallo stato, vengono puntualmente ribattute da studiosi e medici di fama internazionale che ne confermano la falsità.
il suo voler a tutti i costi proteggere gli introiti della malavita è forviante, molti di noi si chiedono "come mai?? cosa ci guadagna??"
i vostri numeri statistici mancano sempre di confronti e di conferme.
qui le si chiede di andarse in pensione, io invece le chiedo cio che da anni tutti vorrebbero sapere
cosa ci guadagna lei dalla proibizione della canapa??
siccome anche lei, saprà sicuramente, che la malavita vende canapa e derivati tagliati con sostanze molto più pericolose, per aumentare i profitti, ed a volte con sostanze che provocano dipendenza come eroina e simili per tenersi i clienti, e che a volte, sempre la malavita, propone l'acquisto di sostanze molto più dannose come cocaina, ecstasy ed lsd ai giovani che si recano da loro in quanto monopolisti, e visto e considerato che in ogni città d'italia è possibile trovare qualcuno che spaccia,
non sarebbe meglio anche per la salute pubblica avere un prodotto controllato dal governo??
tutto cio che lei dice fa e farà sempre acqua da tutte le parti finchè le sostanze psicotrope o che comunque hanno una dimostrata pericolosità per la salute, che attualmente sono legali, non vengono messe al bando dalla sua politica.
perchè se la prende con la canapa e con il tabacco no?? forse, secondo i suoi studi, quest'ultimo non fa danni?? o vogliamo prendere in considerazione l'alcol??
ed il caffè, il cacao, lo zucchero, la segale, il prezzemolo, il pepe, ecc. ecc. non sono sostanze psicotrope?? o, sempre secondo i suoi studi, non possono creare problemi di salute nemmeno presi in quantità enormi??
le riporto altre risposte dal sito legalizziamolacanapa.org
Il 2011 è stato uno spartiacque per il movimento che lavora per porre fine alla disastrosa guerra alle droghe del nostro paese. A seguire ci sono le storie migliori che esemplificano al meglio il momento e ci danno una speranza che si possano trovare alternative alla follia della “war on drugs“.
N°1) I leader mondiali fanno notizia chiedendo la legalizzazione della marijuana e la fine della lotta alla droga
La scorsa estate, la commissione globale per la politica sulla droga ha pubblicato un articolo comparso in piu di 3000 siti e hanno rilasciato un report chiedendo un cambiamento di rotta nelle politiche sulla droga, includendo non solo alternative alla carcerazione e all’enfasi sul legame salute pubblica- uso di droga, ma anche decriminalizzazione ed esperimenti per quanto riguarda la regolamentazione legale. La commissione era formata dall’ ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, da Richard Branson del gruppo Virgin, da 4 ex presidenti, incluso il capo della commissione Fernando Henrique Cardoso del Brasile, George Shultz ex segretario di Stato USA, Paul Volcker ex capo della US federal reserve e molti altri leader mondiali.
N°2) Il 40° anniversario dal lancio della lotta alla droga di Nixon incontrò proteste in tutto mondo
Il 17 giugno 2011 ha “celebrato” i 40 anni da quando il presidente Richard Nixon, citando l’abuso di droga come nemico pubblico N°1, dichiarò la “war on drugs“. Un trilione di dollari e milioni di vite rovinate piu tardi, ma un nuovo consenso politico sta emergendo con l’idea che la guerra alle droghe sia un fallimento controproducente.
La Drug Policy Alliance ha condotto avvocati in tutto il paese auspicando un giorno di azione per innalzare la consapevolezza del catastrofico fallimento del proibizionismo e per richiamare l’attenzione ad una strategia di uscita dalla guerra persa sulle droghe. Piu di 50 eventi durante l’anniversario portarono alla luce centinaia di assurde storie vissute dai preseguitati sia a livello locale che nazionale.
N°3) Sondaggio mostra supporto storico : 50% degli americani puntano per la fine del proibizionismo della Marijuana
Per la prima volta un sondaggio ha scoperto che il 50% degli americani supporta la legalizzazione della marijuana. Il supporto dei cittadini sul tema legalizzazione è cambiato drammaticamente negli ultimi 20 anni, particolarmente negli ultimi anni. E’ dal 1970 che Gallup (società di marketing e non solo) chiede agli americani “ Pensate che l’uso di marijuana debba essere reso legale o no?”
40 anni fa il supporto registrò un 12%, crebbe fino al 28% alla fine degli anni ’70, scese leggermente durante gli anni ’80, e poi crebbe ulteriormente fino al 36% del 2005. Ciò nonostante, gli ultimi sei anni hanno testimoniato un salto considerevole in consensi, con importanti implicazioni sulla politica in materia di cannabis. Oggi la maggioranza degli uomini, liberali, tra i 18-29 anni, moderati, indipendentisti, democratici, tra i 30-49 anni, che votano negli stati dell’ Est, dell’ Ovest e del Mid-West supportano la legalizzazione della cannabis.
N°4) Il commissario di polizia del NYPD ordina alle forze dell’ordine di cessare gli arresti impropri per possesso di marijuana
Nel 2010, Il NYPD ha arrestato 50.383 persone per piccoli reati collegabili alla cannabis. Gli arresti per piccolo possesso di cannabis rappresentano la prima fonte di arresto nella città di New York, arrivando al 15% di tutti gli arresti. Ciò che rende il numero record di arresti ancora più oltraggioso è il fatto che sotto 7/8 di oncia di marijuana, il possesso dovrebbe essere considerato decriminalizzato in New York e non punibile con l’arresto. L’unica ragione per cui le persone debbano essere arrestate con meno di un oncia è se sono trovate a fumare in pubblico. Il NYPD ha fermato e perquisito oltre 100.000 giovani tra neri e latino americani chiedendo loro di svuotare le tasche e una volta che la persona si trovava in possesso di spinelli o una piccola quantità di erba, il NYPD diceva che era sfera pubblica e il giovane veniva arrestato. Una campagna condotta dalla Drug Policy Alliance, l‘Institute for Juvenile Justice Reform and Alternatives, and VOCAL insistettero molto sul sindaco Bloomberg e il NYPD affinchè si fermassero gli arresti a sfondo razzista per possesso di marijuana, e in ottobre la commissione mandò un ordine interno comandando agli ufficiali in capo di seguire la legge esistente in materia di possesso di marijuana e fermare gli arresti ingiustificati per piccolo possesso.
N°5) Migliaia in messico scendono in strada per protestare contro la guerra alla droga
Questa estate decine di migliaia marciarono lungo il Messico per protestare contro la guerra alla droga e le 50.000 morti collegate al proibizionismo, da quando, 5 anni fa, il presidente Calderon lancio la sua ondata contro i cartelli messicani. Le proteste furono condotte dal giornalista e poeta Javier Sicilia, il cui figlio fu ucciso durante una ondata di violenza legata al proibizionismo. Sicilia ha galvanizzato la società messicana e scosso il dibattito internazionale. L’ex presidente Vicente Fox ha piu volte auspicato ad una fine del proibizionismo come l’unico modo per ridurre il massacro in Messico, e pure il Presidente Calderon si è accorto che dobbiamo iniziare a considerare la legalizzazione.
N°6) Colorado e Washington voteranno per la legalizzazione nel 2012
Nel 2010 i californiani votarono la Proposition 19, iniziativa per controllare e tassare la cannabis in California. La Prop 19 elevò e legittimò il discorso pubblico riguardo la politica sulla cannabis. Moltissime persone ne sapevano piu sulla Prop 19 che delle misure di legge proposte al ballottaggio, non solo in California, ma pure a livello nazionale. Alla fine dei conti, la Prop 19 ricevette piu del 46% dei voti, più i voti dei candidati repubblicani per il ruolo di Governatore e al senato degli Stati Uniti, Meg Whitman e Carly Fiorina. Il prossimo anno la questione si riproporrà negli stati del Colorado e di Washington. I sondaggi, gli economisti e il buon senso si sono schierati a favore del crollo del proibizionismo della marijuana. Ora, il dibattito si sta spostando da se la mariuana “debba” essere legalizzata, a “come”.
N°7) Il Portogallo celebra il decimo anniversario dalla decriminalizzazione delle droghe
Dieci anni fa il Portogallo fece quello che nessun altro paese aveva fatto prima e decriminalizzò non solo la marijuana, ma tutte le droghe inclusa l’eroina, cocaina e meth. Possedere piccole quantità di droga non era più reato e venne considerato un illecito amministrativo, come una multa, ma continuò a punire la vendita e il traffico illecito di sostanze stupefacenti. Dieci anni dopo i risultati sono: diminuzione dell’uso tra i giovani, crollo delle overdosi e dei casi di AIDS/HIV, meno criminalità, diminuzione della spesa pubblica, grande accesso ai trattamenti di disintossicazione, comunità in salute. Gli scenari dell’orrore che i contrari alla riforma sulle politiche in materia di droga avevano predetto non si sono mai verificati e il Portogallo risulta essere un esempio reale di cosa può accadere quando un Paese tratta l’abuso di sostanza come un problema di salute pubblica invece che un problema penale.
N°8) La critica alla guerra alla droga è su tutte le televisioni e nella cultura popolare
I fallimenti del proibizionismo e il serio dibattito sulla cannabis si sono diffusi nella cultura popolare. Ogni settimana i telespettatori di HBO possono osservare i fallimenti della proibizione dell’alcool attraverso la serie tv “The Boardwalk Empire”. A ottobre anche Ken Burns e PBS unirono le loro forze per creare una serie acclamata dalla critica chiamata “ Proibition” che mostrò ulteriormente la totale futilità del 18° emendamento che bandiva la vendita di alcolici.
Questa settimana due nuovi show nazionali evidenzieranno le questione legate alla cannabis medica e la sua vendita. Discovery Channel sta preparando un reality TV su Harborside, il piu grande dispensario di marijuana medica del Paese. Il National Geographic Investigates sta inoltre mandando in onda un documentario chiamato “Mariuana Gold Rush”. Siamo di fronte ad un sempre più sofisticato approccio sulla questione, a partire dai film, TV e musica.
N°9) Voci potenti e nuove si uniscono al movimento per chiudere la fallimentare lotta alle droghe
Il movimento sta diventando sempre più grande e diversificato in tutti i sensi della parola. A Novembre più di 1200 persone hanno assistito alla Drug Policy Alliance’s International Reform Conference, raccogliendo consensi da tutte le parti politiche. Gavin Newsom, ex sindaco democratico di San Francisco e l’attuale Governatore della California condivisero la scena con l’ex Governatore del New Messico Gary Johnson. Decine di persone che passarono anni dietro le sbarre per reati legati al “possesso/uso” parteciparono al dibattito con decine di ufficiali di polizia che condividevano la futilità della lotta alla droga e che oggi stanno parlando apertamente contro il proibizionismo. Studenti che stavano appena iniziando il loro attivismo, apparvero al fianco dei veterani del movimento che hanno lavorato per decenni contro l’isteria della lotta alla droga. La conferenza era fatta di persone che amano le droghe, persone che le odiano e persone a cui non gliene frega niente. Ci sono persone che fruiscono della marijuana o altre droghe e non considerano loro stessi criminali solo perché preferiscono rilassarsi con uno spinello invece che con un cocktail. Ci sono anche persone che hanno visto gli orrori delle droghe e la dipendenza. L’ abuso può aver condotto loro in prigione o fatto perdere un affetto a cause di una overdose. Ci sono anche persone che non hanno mai provato droghe illecite, ma le loro vite sono distrutte a causa della guerra alla droga. Ciò che unisce tutte queste persone è la convinzione che la guerra alle droghe causa più mali che benefici.
Per tutto il 2011, la guerra alla droga non è mai stata così viziosa. Le peggiori politiche sulle droghe rimangono radicate, visto che quasi un milione di persone sono arrestate per possesso di marijuana ogni anno, e piu di mezzo milione sono tuttora dietro le sbarre per aver violato niente di piu che una legge sulla droga. Il bagno di sangue in Messico si è portato via oltre 50.000 vite negli ultimi 5 anni e non accenna a diminuire. Non si dà risalto alle crisi per overdose nel paese, anche se le morti per overdose sono piu che raddoppiate negli ultimi dieci anni e l’amministrazione Obama sta facendo marcia indietro per quanto riguarda il suo passato impegno a fermare il governo federale dall’interferire con gli Stati che hanno votato a favore di una legge pro mariuana medica.
Siamo in un momento paradossale per il nostro Paese. Ci stiamo chiaramente muovendo verso la direzione giusta, di fronte ad una politica in materia di droghe più razionale e basata sulla scienza, sulla compassione, sulla salute e sui diritti umani. Ma dobbiamo aumentare gli sforzi, crescere di numero e continuare a vincere i cuori e le menti perché le vittime casuali della guerra alla droga continuano ad aumentare giorno dopo giorno. Per favore unitevi al movimenti per fermare la guerra alla droga. Se le persone guidano, i leader li seguiranno.
CI PUO' DARE DELLE RISPOSTE CON NUMERI CHE POSSIAMO VERIFICARE??
CI PUO' DIRE IN QUALE LABORATORIO O UNIVERSITA' GLI STUDI SU QUESTA PIANTA PORTANO A DARNE SOLO EFFETTI NEGATIVI SIMILI AD EROINA COCAINA ECSTASY ED LSD??
GRAZIE
minotauro5801 02 gennaio 2012 15:47
ma, se dove si legifera per leggi antidroga, ci fossero una marea di drogati? potrebbero legiferare in modo giusto?
Siccome sono parte in causa...credo proprio di no.
Se si applicasse la cura IRANIANA, ovvero " Piu' Corda per Tutti" per gli spacciatori grandi o piccoli che siano, il problema si risolverebbe alla radice.Sicuramente ci sara' il solito imbecille che scrivera':" perche' prendersela con i pesci piccoli mentre i grandi..., rispondero' che se Napoleone non avesse avuto esercito non avrebbe potuto mai rompere i coglioni a tutta l'europa.
wes308 02 gennaio 2012 20:04
minotauro5801 quindi la tua opinione è "sterminiamo tutto e tutti a occhi chiusi"? un osservazione molto intelligente devo dire..
wes308 02 gennaio 2012 20:06
e approfitto per dire una cosa a quell'idiota del professor serpelloni: VATTENE A CASA che fai ridere i polli!
minotauro5801 02 gennaio 2012 20:39
Non tutti....SOLO gli spacciatori.
IVAN. 03 gennaio 2012 00:35
.
DPA: DOMANDE SENZA (mai) RISPOSTA
*****
Questo sedicente “GiovanniSerpelloni” sembra proprio un po' de coccio.
Gli è già stato spiegato cosa si debba intendere con il termine “LEGALIZZAZIONE”, e gli sono già stati spiegati pure i benefici che ne conseguirebbero a livello sociale, economico e salutistico...Ma lui, come un disco rotto, continua a ripetere i soliti proclami prestampati (proclami, peraltro, già smontati uno per uno a loro volta).
Forse gli è stato insegnato che, quando si è messi alle strette da argomentazioni logiche, bisogna insistere all'infinito a RIPETERE i proclami finchè l'argomentatore non molla per sfinimento (tattica sempre in voga fra i fanfaroni della propaganda, nei dibatti pubblici).
Ebbene, proviamo a ripetere le domande, sperando che per UNA volta il sedicente “professore” non si limiti a ripetere i proclami.
• 1) Come spiega il DPA la sua scelta di adottare una linea proibizionista e repressiva nonostante l'INCONTESTABILE assunto che il Proibizionismo regala di fatto alla malavita il COMPLETO monopolio della Produzione e della Commercializzazione delle sostanze stupefacenti?
• 2) Come può il DPA - se opera in buonafede - far finta di ignorare i vantaggi che una SENSATA Legalizzazione delle sostanze stupefacenti apporterebbe a livello sociale, economico e salutistico?
• 3) Come può il DPA nascondersi dietro l'infondato proclama «CHI COMPRA DROGA FINANZIA LE MAFIE» (confondendo quindi un EFFETTO con la sua CAUSA), quando infatti è proprio la politica proibizionista del DPA stesso a determinare - a monte - che i soldi dell'acquisto finiscano ALLE MAFIE invece che ALLO STATO?
Ecco le semplici questioni a cui mr. Serpelloni non vuole mai rispondere con argomentazioni pertinenti.
Che conclusioni possiamo trarre sulla “onestà intellettuale” del capo del Dipartimento Politiche Antodroga?
.
marco25g 03 gennaio 2012 22:08
Complimenti a felixone!
In Italia ci sono almeno tre cose più nocive della droga.
Equitalia: che ha distrutto, con il suo metodo da strozzini, un numero enorme di piccole aziende; spesso, scordando totalmente di colpire i grandi evasori e sanzionare le irregolarità nei bilanci di banche e grandi aziende.
Il DPA che si è accanito contro poveri tossicodipendenti, piccoli consumatori di droga; togliendo risorse alla lotta alla mafia e alla lotta ai grandi spacciatori.
Invece di limitare i danni per la salute e cercare rispettare la libertà personale di adulti consumatori di marijuana.
Terzo, l'eccesso di polizia: L'Italia è l'unico paese europeo ad avere due forze di polizia contrapposte, una civile, dipendente dal ministero degli interni e del ministero della giustizia, un'altra ingiustificatamente subordinata al ministero della difesa; entrambe si occupano degli stessi problemi di ordine pubblico, spesso con dispregio dei basilari diritti civili e del benessere dei cittadini; talvolta in modo violento e coercitivo.
Entrambi questi problemi, hanno portato l'Italia ad avere una popolazione carceraria doppia rispetto a quella della Federazione Russa "di 606 ogni 100.000 abitanti" e superiore persino a quella degli USA "con 726 ogni 100.000 abitanti".
In Italia abbiamo superato i 90.000 detenuti, in maggioranza, persone arrestate per piccoli reati, forse colpevoli o probabilmente innocenti in attesa di giudizio.
Se la droga ha fatto circa 60/70 vittime quest'anno, l'insieme di queste tre calamità e i loro risultati sono responsabili di centinaia di morti: Di decine di suicidi tra piccoli imprenditori per aziende che chiudono, di operai divenuti disoccupati, di malati di dipendenze, di giovani consumatori di cannabis e di immigrati.
Della rovina di migliaia di famiglie, di piccole attività e aziende agricole.
FUTURE 04 gennaio 2012 12:34
è inutile dare serie argomentazioni per la salvaguardia della salute,il dpa non è in grado di rispondere,basta leggere giù o in altri casi in cui non si risponde direttamente ma si aggira l'argomento con spot come la droga fa male,le famiglie dei tossicodipendenti,incidenti automobilistici,i buchi nel cervello che cavalcano in quanto di facile presa su chi non conosce il problema in pieno.
a questo punto per me si dovrebbe fare una denuncia in procura,si perchè queste persone difendono interessi ,l'indagine dovrebbe scoprire di chi.
pettine 04 gennaio 2012 21:51
serpelloni ma siete ancora vivi?
dovete fare una cosa: SPARIRE, pure se sei un fake (molto probabile) evita di scrivere...
vi abbiamo sopportato per troppo tempo.. andatevene con le vostre cazzate e le vostre tangenti..
chinaski 05 gennaio 2012 15:45
Tutti i dati dimostrano inquivocabilmente che il proibizionismo sulle droghe è stato un fallimento epocale. Se possibile, molto più di quanto lo fù il proibizionismo sugli alcolici negli USA. Un disastro totale, enorme, su tutti i fronti.
E' stato un vantaggio solo per i criminali. Quelli grandi, nei governi e nelle multinazionali e quelli piccoli, sulle strade.
chinaski 05 gennaio 2012 15:50
Ancora per Serpelloni, cito da wikipedia:
Una semplice analisi storica mostra come il Proibizionismo sull'alcool sia fallito[67][68][69][70][71][72] e non abbia avuto neanche una sola conseguenza oggettivamente positiva, scientificamente documentabile, né a livello individuale né a livello sociale, per quanto esistano gruppi di pensiero, in genere religiosi o appartenenti all'area d'influenza della destra, che dichiarano tuttora il contrario[4].
Il Proibizionismo, ad ogni modo:
Non ha impedito il consumo della sostanza, scopo per cui è nato;
Non ha impedito la vendita della sostanza;
Ha fatto aumentare il consumo della sostanza;
Ha fatto aumentare il tasso di vendita e diffusione della sostanza;
Ha creato un mercato nero gestito dalla criminalità con violenza;
Ha reso criminali dei cittadini per un proprio vizio privato;
Ha fatto moltiplicare il prezzo della sostanza;
Ha fatto nascere l'adulterazione e la mancanza di controlli qualitativi;
È costato la vita di migliaia di persone innocenti;
Ha permesso di creare imperi criminali, in grado di concorrere quanto a potere con i governi, basati sugli introiti del contrabbando[73].
Analisi sul proibizionismo dell'alcool negli USA, dal 1919 al 1933. Dott. Serpelloni, le ricorda qualcosa, questo quadro?
chinaski 07 gennaio 2012 15:16
Ex hippy e con il cervello in forma
"Nessun danno da droghe leggere"
Test cognitivi, di attenzione e di memoria su novemila inglesi che da giovani hanno fatto uso di marijuana, Lsd e funghi allucinogeni dimostrano che l'uso di queste sostanze non lascia tracce. "Ma se si abusa le conseguenze sono inevitabili", spiegano gli esperti
di ELENA DUSI

ROMA - Prima di tutto precisano: "Non vogliamo scagionare l'uso delle droghe leggere". Subito dopo i ricercatori del King's College di Londra ammettono però che i figli dei fiori dediti all'uso occasionale di marijuana, Lsd e funghi allucinogeni sono arrivati alla soglia del mezzo secolo di vita con una memoria in piena forma: paragonabile a quella dei coetanei che dalle droghe leggere si sono sempre tenuti alla larga.
Sotto osservazione sono finiti novemila inglesi di 50 anni, sottoposti a test cognitivi, di attenzione e di memoria, otto anni dopo aver risposto a un questionario sull'uso di droghe leggere. All'epoca il 6 per cento aveva ammesso di aver fumato marijuana nell'ultimo anno, e il 25 per cento di averla provata in precedenza almeno una volta nella vita. Percentuali più piccole, che andavano dal 3 all'8 per cento, riguardavano il consumo di altre undici sostanze illegali come amfetamine, Lsd, funghi allucinogeni, estasi e cocaina (che pure non rientra nella categoria delle droghe leggere).
Fatta eccezione per un piccolo gruppo che dalle sostanze stupefacenti aveva sviluppato dipendenze gravi, gli altri se la sono cavata brillantemente nella batteria dei test. "Il risultato indica che non esiste un legame necessario fra uso di droghe leggere e compromissione delle facoltà cognitive a 50 anni", spiega Alex Dregan del King's College, che ha pubblicato il suo studio sull'ultimo numero dell'American Journal of Epidemiology.
Per i volontari che avevano ammesso l'uso di marijuana
o altro, i risultati dei test non solo non erano inferiori, ma avevano addirittura un leggero margine di vantaggio. I ricercatori non escludono che si tratti di uno scherzo della statistica. Ma suggeriscono anche che i consumatori occasionali di droghe leggere hanno un titolo di studio più alto della media.
"Non siamo sorpresi. In un gruppo di consumatori occasionali, questi sono i risultati che ci attendiamo" commenta John Halpern, psichiatra della Harvard Medical School negli Stati Uniti. Una sua ricerca in passato aveva dimostrato che il consumo di droghe leggere causa un deficit nelle capacità cognitive. Ma che questo handicap tende a ridursi dopo un mese dalla cessazione dell'uso di marijuana e simili.
"Il cervello è un organo resiliente, questa è la spiegazione" dice Halpern. Tre anni fa lo psichiatra aveva studiato i seguaci della chiesa di Santo Daime, che durante le loro funzioni fanno uso di un tè allucinogeno proveniente dal Sudamerica che si chiama Ayahuasca. E in un precedente studio aveva escluso ripercussioni gravi per i pellerossa navajo dediti all'uso del peyote, un cactus che ha effetti allucinogeni.
Lo stesso Halpern precisa però che un'assunzione pesante e prolungata di droghe - anche leggere - non può non compromettere le performance del nostro organo del pensiero. Ma chi ha vissuto la generazione hippy senza eccessi non può dare la colpa alle indulgenze del passato se oggi dimentica quel che ha mangiato ieri sera. Quello è semplicemente l'effetto dell'età, e gli antidoti per evitarlo non sono ancora stati inventati.

(07 gennaio 2012)
Dov'è il dott. Serpelloni? Ciao ciao Dott Serpelloni....
Nick 07 gennaio 2012 22:25
"“La marijuana non rende stupidi”
Tommaso Caldarelli
4 gennaio 2012
Non ci sono abbastanza prove per sostenere che l’uso di droghe leggere sia collegabile ad un declino mentale intorno ai 50 anni
Non è escluso che un “lungo, prolungato ed importante uso di sostanze psicotrope” possa avere un effetto negativo sulla sanità e sulla serenità mentale fra i 40 e i 50 enni: tuttavia, per i soggetti che hanno fatto un uso di marijuana e altre sostanze proibite “nella media” o anche solo occasionale non ci sono elementi sufficienti per stabilire una correlazione fra questo uso e deficit cognitivi e comportamentali.
NESSUNA PROVA – Uno studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology guidato da Alex Dregan del King’s College di Londra e diffuso dalla Reuters ha messo sotto osservazione 9,000 cittadini inglesi sui 50 anni “testando funzioni mentali e memoria”; molti dei soggetti coinvolti aveva usato marijuana, almeno all’età di 42 anni in cui sono stati sottoposti a test prima del secondo scrutinio, appunto a 50 anni: il 6% si definiva un utente regolare nel passato, un quarto sosteneva di averla usata in maniera occasionale; alcuni avevano anche utilizzato anfetamine, LSD, funghi allucingeni, cocaina ed ecstasy.
ANZI -I soggetti che hanno fatto uso di droghe non sono risultati meno abili – anzi, in qualche caso, si sono classificati anche meglio – rispetto ai soggetti “puliti”. “Una piccola parte dei partecipanti già consumatori di droghe non hanno avuto un punteggio analogo ai cinquantenni che non ne avevano fatto uso, risultando lievemente peggiori, ma erano troppo pochi per tirare conclusioni significative”, dice Dregan; analogamente, alcuni degli utenti di droga ha ottenuto risultati migliori, ma potrebbe essere anche perché “di solito queste persone hanno livelli culturali maggiori. Insomma, scientificamente, nessuna correlazione."
Ma come dott. Serbelloni!
Glielo dica lei, coi suoi "accrediti scientifici" che la cannabis fa venire i buchi al cervello!!!
⚠ segnala contenuto inappropriato