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felixone 09 gennaio 2012 10:38
Questo dimostra, senza alcun dubbio, che per la salute pubblica, sarebbe meglio legalizzare le droghe, almeno quelle leggere, in modo che chi ha voglia di svagarsi in questo modo possa comprare sicuro che gli venderanno quello che chiede e non sostanze strane che fanno molto più male della canapa
gustavo 09 gennaio 2012 15:01
Droga. La Svizzera, un esempio per il mondo intero sulla riduzione del danno
Il sistema svizzero di democrazia diretta offre ai cittadini la possibilita' di rimettere in causa le politiche e alcune leggi grazie ai referendum nazionali. Durante l'allarme Aids alla fine degli anni 80, la Svizzera e' stato il primo Paese a proporre di sviluppare una politica di riduzione del danno, essendo le iniezioni di droga uno dei principali vettori della pandemia di Hiv. Negli Usa, in Russia, in America latina, nell'Ue, in Asia del sud e nelle altre regioni del mondo, l'Aids ha fatto molti danni anche perche' legato all'uso di droghe. I consumatori di droghe per via endovenosa (essenzialmente eroinomani) avevano trasformato i luoghi pubblici di Zurigo e di altre citta' svizzere in dei veri e propri campi di siringhe.
Le autorita' svizzere hanno preso il problema sottobraccio ed hanno avviato una politica di riduzione del danno, facendola diventare una delle piu' importanti in materia di sanita' pubblica, al contrario di cio' che accade in Russia dove niente si fa ed e' stato fatto per le persone che si iniettano droghe. La situazione odierna e' drammatica: piu' di due milioni di consumatori di droghe e un milione di persone che vivono con l'Hiv secondo le stime, piu' del 60% dei quali si e' infettato con l'uso di siringhe usate.
Gli svizzeri non si sono piu' impegnanti, al contrario degli Usa, in una “guerra contro la droga” e nel rafforzare la repressione della polizia, l'aumento delle carceri e il cumulo delle pene detentive, tutti metodi che si sono dimostrati controproducenti. Oggi in Usa c'e' il piu' alto numero di detenuti e soprattutto per questa “guerra alla droga”, un numero sproporzionato di detenuti e' afroamericano o ispanico. Questa offensiva ha permesso ai cartelli della droga di sviluppare profitti come mai in passato e di soggiogare intere comunita' dell'America Latina.
Il denaro della droga corrompe e non si contano piu' le vittime della violenza legata alla droga in Afghanistan, Birmania, Colombia, nei quartieri disgraziati degli Usa o nel nord del Messico, dove il massacro continua.
Ulteriore politica innovatrice e' quella dell'Ufficio federale svizzero della sanita' pubblica che, per coloro che sono dipendenti da lungo tempo da oppiacei, in sostituzione dell'eroina clandestina, ha sviluppato una notevole esperienza nella prescrizione medica di eroina sotto il controllo di personale competente. La minuziosa valutazione scientifica fatta dal Governo, ha dimostrato che la terapia a base di eroina e' nello stesso tempo possibile e redditizia, e che consente un reale miglioramento della salute di chi ne usufruisce. Una politica che ha contribuito a far diminuire in modo consistente la criminalita' legata alla droga. I risultati sono convincenti, due referendum hanno validato questa politica nonostante una opposizione politica interna e le critiche da parte da parte dell'Organizzazione internazionale di controllo degli stupefacenti.
Il pragmatismo della Svizzera di fronte alla droga potrebbe senza dubbio servire come esempio agli Usa, alla Russia e ai numerosi Paesi devastati da droga e Hiv. Se ne trova esempio in Portogallo dove, solio dieci anni fa, quando era il Paese dell'Ue con il piu' alto numero di persone legate alla droga infettate da Hiv. La decisione di questo Paese presa nel 2001 con la depenalizzazione del possesso di stupefacenti, non solo ha consentito un aumento di consumatori di droghe che si sono rivolti ai trattamenti, ma anche una notevole diminuzione di infezioni da Hiv tra i consumatori delle stesse. Desiderosi di trasmettere questo modello e altri maggiori esempi, al fine di portare il mondo intero a favore di efficaci politiche di riduzione della poverta' e l'apertura di un pubblico dibattito sulle politiche di lotta alla droga piu' efficaci e piu' umane, abbiamo lanciato, con altri dirigenti, la “Global Commission on Drug Policy” che terra' la sua prima riunione costituiva a Ginevra oggi 25 gennaio. La Commissione ambisce a dimostrare che la guerra contro la droga e' persa. La Svizzera, il Portogallo e altri Paesi, hanno dimostrato che una soluzione migliore esiste, associando pragmatismo e redditivita' alla compassione e al rispetto dei diritti dell'uomo.
Fernando Henrique Cardoso, ex-presidente del Brasile, dirigente della Global Commission on Drug Policy
Michel Kazatchkine, direttore esecutivo del Fondo Mondiale di lotta contro Aids, tubercolosi e paludismo
gustavo 09 gennaio 2012 15:03
ITALIA - Droga e riduzione danno. Giovanardi: non si cura malato con altri veleni
"Quale medico puo' curare un malato con altro veleno? Cosi' si cronicizza il paziente e si espongono gli altri al pericolo di una persona sotto l'effetto di sostanze". Con queste parole, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, con delega alle politiche antidroga, Stefano Giovanardi, intervistato dalla 'Stampa', commenta la sperimentazione avviata dal Centro per la prevenzione delle dipendenze della Provincia di Bolzano, che prevede la distribuzione di sostanze stupefacenti a persone che hanno gia' sviluppato una tendenza, restando pero' all'interno di un percorso sanitario per ridurne il bisogno.
"Non mi sembra una grande novita' - osserva Giovanardi - la terapia scalare del metadone parte dalla stessa teoria". E si dice dunque contrario a dare "dosi di veleno della mutua", ricordando: "Le neuroscienze hanno ormai accertato i danni cerebrali che provoca il consumo di droghe. Presenteremo un documentario sugli effetti della cocaina: cervelli a gruviera, palati con i buchi, nasi rifatti dalla chirurgia perche' finiti in putrefazione".
Per l'esponente di governo, "la strada maestra nella lotta alle droghe restano la prevenzione e la dissuasione dei giovani. E infatti - riferisce il sottosegretario alle politiche antidroga - le rilevazioni dimostrano che c'e' stato un calo del 25% dell'uso di droghe in Italia".
shugar 10 gennaio 2012 00:07
Evvai come sempre, porte girevoli per tossici ai carceri e comunita' di recupero e rapine a go go' come assassini, furti, micro criminalita' a non finire per il cittadino tra l'incudine ed il martello, insomma tra la cristoterapia e le torture moderne del carcere che prevedono la disintossicazione fredda e soprattutto evvai com l'HIV, epatite "C" e strutture di lungodegenza e recupero, insomma il danaro anche qui deve girare,a parte i morti e feriti per effetto collaterale, anche loro contabilizzati.
minotauro5801 10 gennaio 2012 07:50
Sarebbe meglio, per la salute pubblica, applicare la cura Irachena per chi spaccia droga.Chi ricevera' questa cura, consistente nell'applicazione giro collo di una bella cravatta in canapa, non potra' piu' spacciare e, dato che ci sono piu' cravatte che spacciatori, il problema verra, con il tempo, risolto.
CHICIVEDE 13 gennaio 2012 14:10
MINOTAURO: ma come è che non parli mai dei tuoi cappi...uno che ragiona come te, e sforna tonnellate di beata e distaccata ignoranza deve averne tantissimi....non si vedono, ma ci sono...eeehhhh se ci sono....
felixone 16 gennaio 2012 07:48
per minotauro5801, a dire il vero, è da molti anni che ci sono più pallottolo e posti in carcere che spacciatori, ma la vendita di droga, e quindi gli spacciatori, è aumentata a tal punto che possono tagliarla con sostanze più pericolose per crearne quantità e profitti maggiori, a discapito della salute pubblica, e le carceri sono piene di innocenti che non sono in accordo con le idee del DPA.
se fosse anche solo minimamente vero quello che dici, ad oggi, non dovremmo avere più nemmeno uno spacciatore.
in iran, il consumo è consentito, è lo spaccio, soprattutto internazionale, che è punito con la morte
gustavo 17 gennaio 2012 09:27
felixone, chicivede & cia: ignorate gli ignoranti...
damabianca 17 gennaio 2012 20:01
ringrazio gustavo per tanta composta competenza
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