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glacial68 05 luglio 2012 00:26
Ma questi cari signori quando hanno preso la decisione di portare l'umanità a combattere una guerra folle ,avendo anche le esperienze del fallimentare proibizionismo sull'alcol .a chi hanno chiesto il parere per una decisione cosi importante e deletteria per tutta l'umanità !? dobbiamo ringraziare internet se oggi vengono a galla tutte le porcherie e i fallimenti che ci tenevano nascosti mediante il controllo dell'informazione ! Legalizzare la canapa permettendo anche la coltivazione per uso personale non farà guadagnare nemmeno più un centesimo alle mafie grazie a questa sostanza ! escludendo il fole proibizionismo la canapa non potrebbe valere più del basilico !
chinaski 05 luglio 2012 11:08
La grande finanza internazionale non mollerà facilmente gli enormi proventi di questo business. I loro servetti politici lavoreranno perchè questo non accada, tranquilli.
JOKER 05 luglio 2012 20:11
http://www.free-italy.info//2011/10/ecco-perche-la-marijuana-fu-bandita.html
ECCO PERCHE' LA MARIJUANA FU BANDITA
La marijuana (spagnolo), o cannabis (latino) o hemp (inglese) è una pianta che si potrebbe definire miracolosa, ed ha una storia lunga almeno quanto quella dell'umanità. Unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine, dall'Equatore alla Scandinavia, ha molteplici proprietà curative, cresce veloce, costa pochissimo da mantenere, offre un olio di ottima qualità (molto digeribile), ed ha fornito, dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso, circa l'80 per cento di ogni tipo di carta, di fibra tessile, e di combustibile di cui l'umanità abbia mai fatto uso. 
E poi, cosa è successo? 
E' successo che in quel periodo è avvenuto il clamoroso sorpasso dell’industria ai danni dell'agricultura, e di questo sorpasso la cannabis è stata chiaramente la vittima numero uno. 
I nascenti gruppi industriali americani puntavano soprattutto allo sfruttamento del petrolio per l’energia (Standard Oil - Rockefeller), delle risorse boschive per la carta (editore Hearst), e delle fibre artificiali per l’abbigliamento (Dupont) – tutti settori nei quali avevano investito grandi quantità di denaro. Ma avevano di fronte, ciascuno sul proprio terreno, questo avversario potentissimo, e si unirono così per  formare un'alleanza sufficientemente forte per batterlo.
L'unica soluzione per poter tagliare di netto le gambe ad un colosso di quelle dimensioni risultò la messa al bando totale. L’illegalità. Partì quindi un'operazione mediatica di demonizzazione, rapida, estesa ed efficace ("droga del diavolo", "erba maledetta" ecc. ), grazie agli stessi giornali di Hearst (è il famoso personaggio di Citizen Kane/Quarto Potere, di O. Wells), il quale ne aveva uno praticamente in ogni grande città. Sensibile al denaro, e sempre alla ricerca di temi di facile presa popolare, Hollywood si accodò volentieri alla manovra, contribuendo in maniera determinante a porre il sigillo alla bara della cannabis (a sin. la locandina del fim "Marihuana: assassina di giovinezza - Un tiro, una festa, una tragedia").
La condanna morale viaggiava rapida e  incontrastata da costa a costa (non c’era la controinformazione!), e di lì a far varare una legge che mettesse la cannabis fuori legge fu un gioco da ragazzi. Anche perchè pare che i tre quarti dei senatori che approvarono il famoso "Marijuana Tax Act" del 1937, tutt'ora in vigore, non sapevano che marijuana e cannabis fossero la stessa cosa: sarebbe stato il genio di Hearst ad introdurre il nomignolo, mescolando le carte per l'occasione. 
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THOUGHTS ON CANNABIS
"How many murders, suicides, robberies, criminal assaults, holdups, burglaries and deeds of maniacal insanity it causes each year, especially among the young, can only be conjectured...No one knows, when he places a marijuana ciga-rette to his lips, whether he will become a joyous reveller in a musical heaven, a mad insensate, a calm philosopher, or a murderer..."
"Quanti omicidi, suicidi, furti, aggressioni criminali, rapine, scassi e gesti di follia maniacale provochi ogni anno, lo si può solo indovinare. Nessuno sa, nel mettere ad altri fra le labbra una sigaretta di marijuana, se ne faranno un allegro visitatore di paradisi musicali, un folle delirante, un tranquillo pensatore, o un assassino..."
HARRY J ANSLINGER . Commissioner of the US Bureau of Narcotics 1930-1962
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Fatto sta che a partire da quel momento Dupont inondava il mercato con le sue fibre sintetiche (nylon, teflon, lycra, kevlar, sono tutti marchi originali Dupont), il mercato dell'automobile si indirizzava definitivamente all'uso del motore a benzina (il primo motore costruito da Diesel funzionava con carburante vegetale), e Hearst iniziava la devastazione sistematica delle foreste del Sudamerica, dal cui legno trasse in poco tempo la carta sufficiente per mettere in ginocchio quel poco che era rimasto della concorrenza. 
Al coro di benefattori si univa in seguito il consorzio tabaccai, che generosamente si offriva di porre rimedio all'improvviso “vuoto di mercato” con un prodotto cento volte più dannoso della cannabis stessa.
E le "multinazionali" di oggi, che influenzano fortemente tutti i maggiori governi occidentali, non sono che le discendenti dirette di quella storica alleanza, nata negli anni '30, fra le grandi famiglie industriali. (Nel caso qualcuno si domandasse perchè mai la cannabis non viene legalizzata nemmeno per uso medico, nonostante gli innegabili riscontri positivi in quel senso).
Come prodotto tessile, la cannabis è circa quattro volte più morbida del cotone, quattro volte più calda, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, dura infinitamente di più, ha proprietà ignifughe, e non necessita di alcun pesticida per la coltivazione. Come carburante, a parità di rendimento, costa circa un quinto, e come supporto per la stampa circa un decimo.
Abbiamo fatto l'affare del secolo
tutticontroladroga 06 luglio 2012 15:59
"leberalizzazione" una tesi foraggiata da chi ne deve trarre un beneficio economico!
pettine 07 luglio 2012 09:49
"liberalizzare" è una parola utilizzata da chi non conosce una sega dell'argomento droga.
e di fatti qua abbiamo il massimo esperto del non capire un cazzo: tutticontroladroga!
la droga è già libera, è libera di circolare, non è sottoposta a controlli sulla qualità e non genera introiti fiscali.
chi è dalla parte della legalità parla di regolamentazione, tassazione, legalizzazione.
ma tanto si sa, ci sono solo due tipi di proibizionisti: quelli ignoranti e quelli in malafede.
roberto7266 07 luglio 2012 10:08
@tutticontroladroga
in questa sede si parla di "leberalizzazione" (come la chiami tu), per i consumatori; si parla di autodeterminazione e auto coltivazione, anche di depenalizzazione per il consumo. Per quanto riguarda i benefici economici sono già stabiliti: come potrebbero dei semplici consumatori mettersi in concorrenza con MAFIA, 'NDRANGHETA, CAMORRA? Come dice il buon Pettine, questo pastrocchio legislativo ha già di fatto liberalizzato le droghe, TUTTO A FAVORE DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI!! Quindi mi sembra terroristico dire che un consumatore vuole far soldi, è solo ideologia.
Io sono contrario alle religioni e in partivolar modo alle funzioni religiose, ma non per questo vado in giro a fare campagne contro le ostie consacrate.
Meditate gente, meditate.
Cepu 07 luglio 2012 10:46
Una bella analisi sui danni del proibizionismo, che ha il solo effetto di sviluppare delinquenza.
http://www.aduc.it/notizia/antimafia+antiproibizionismo+radicali+ricordano_125734.php
Nick 07 luglio 2012 14:20
tutticontrolatroca:
""leberalizzazione" una tesi foraggiata da chi ne deve trarre un beneficio economico!"
Intanto chi è che trae beneficio economico dal proibizionismo? Non credo i carmelitani scalzi o la croce rossa...
shugar 08 luglio 2012 05:17
Tratto dal Corriere online datato 8.07.12
MILANO - Un paese di santi, navigatori, mercanti e… di fumatori di cannabis. Il celebre detto che da secoli è usato per contraddistinguere il Belpaese potrebbe essere ampliato. È almeno quello che si deduce dal nuovo report sul consumo di droghe pubblicato lo scorso giugno dalleNazioni Unite che dimostra come l'Italia sia il paese occidentale dove in media si consuma più hashish e marijuana. Secondo le statistiche pubblicate dagli studiosi del Palazzo di Vetro nel nostro paese l'anno scorso circa il 14,6% dei cittadini che ha un’età compresa tra i 15 e i 65 ha fatto uso di cannabis.
IL CONSUMO DI DROGHE IN ITALIA - ll rapporto dimostra che l'Europa è il continente dove il consumo di droghe leggere è più ampio. Tra i paesi occidentali solo la Nuova Zelanda riesce a tenere il passo dell'Italia nell'uso della cannabis (ha la stessa media di 14,6% di consumatori), mentre un alto consumo di hashish e marijuana si registra anche in Nigeria (14,3%) e negli Stati Uniti d'America (14,1% della popolazione). Meno alte, ma non meno preoccupanti sono le cifre sul consumo di altre droghe. Più delll'1% della popolazione italiana fa uso di cocaina, mentre lo 0,5% dei nostri concittadini hanno acquistato nel 2011 anfetamine e oppiacei.
LA SORPRESA PALAU - Tuttavia i veri dati impressionanti del report sono quelli che riguardano Palau, piccolo isola nel Pacifico, situata a circa 500 km a est delle Filippine, dove vivono circa 20.000 abitanti. In questo territorio il consumo di cannabis e di birra è altissimo tanto che alcuni analisti studiando le cifre l'hanno già ribattezzata «il paradiso dello sballo». Circa il 25% dei cittadini di Palau che ha un’età compresa tra i 15 e i 65 anni ha fatto uso nel 2011 di cannabis, mentre l'8,8% ha dichiarato di essere un abituale consumatore di birra. Nell'unico liceo dell'isola - racconta la Bbc - che conta 742 alunni un sondaggio ha dimostrato che circa il 60% dei 565 studenti interpellati dichiara di aver fatto uso di cannabis l’anno scorso. Un sondaggio simile, eseguito in alcuni licei americani, dimostra che "solo" il 23% degli iscritti dichiarare di fumare erba o hashish. I governanti dell'isola non ci stanno e contestano le cifre pubblicate dal Palazzo di Vetro: «Palau è un'isola molto piccola - taglia corto Emery Wenty, direttore del Ministero dell'Educazione - Se l'uso di cannabis fosse così alto come denuncia l'Onu, si dovrebbero vedere ovunque persone che fumano hashish. Ma questo non accade. È davvero inconcepibile pensare che un quarto della nostra popolazione usi droghe leggere».
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