Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
gustavo 10 ottobre 2012 13:39
Questo povero papà ha sbagliato indirizzo, non era il campo nomadi ma la DPA o l'ambasciata degli USA.
glacial68 10 ottobre 2012 16:05
Posso comprendere la sua disperazione ma e stata sua figlia con le sue proprie gambe ad andare a cercare ciò di cui aveva bisogno,e lo spacciatore non faceva altro che fornire un servizio ad un esigenza di mercato,come lo svolgono coloro che vendono alcol o sigarette,qualche ignorante potrebbe anche pensare,ma guarda un pò,questo gli a ucciso la figlia e ora deve anche pagare,allora lo stesso discorso varrebbe anche per tutti coloro che si vedono morire persone per alcol e fumo,come dice gustavo nell'altro commento,purtroppo a sbagliato indirizzo,lo sfacelo che a generato il proibizionismo in meno di cento anni non e nemmeno minimamente paragonabile a blandi danni provocati dall'uso millenario di sostanze da parte dell'uomo!
minotauro5801 10 ottobre 2012 21:16
Ma invece de mannallo in galera avrebbero dovuto daje la medaja d'oro e puro na pensione.Facessero tutti come sto povero padre er problema de li spacciatori de merda se risorverebbe in poco tempo.
marco25g 12 ottobre 2012 14:16
Questo padre e questa figlia sono vittime del proibizionismo e non della droga, potremo fare anche nomi e cognomi dei colpevoli in questo Paese.
Se non fosse esistito questo proibizionismo idiota, la ragazza avrebbe potuto ottenere l'eroina soltanto sotto controllo e soltanto dimostrando di essere già tossicodipendente.
Gli spacciatori sarebbero rari e solo veri criminali (non poveracci costretti a delinquere per farsi) e la polizia potrebbe dedicarsi totalmente a questi veri criminali "questo zingaro sarebbe già stato al posto che si meritava, ovvero in galera".
La figlia, anche se avesse continuato a farsi, non avrebbe mai rischiato la vita e la salute, ottenendo soltanto eroina legalizzata, pulita e controllata, misurata da specialisti su (dose x peso corporeo e condizioni di salute), ma più probabilmente si sarebbe limitata soltanto a frequentare de club per consumatori di cannabis (caffee-shop) e a fumare occasionalmente.
Il padre non avrebbe mai dovuto temere di perdere una figlia e dovuto farsi vendetta da solo, perchè il carnefice sarebbe già stato arrestato da una polizia efficiente "non costretta a correre dietro a tossicodipendenti e/o ragazzini e fumatori di cannabis".
La figlia, anche se tossicodipendente, "con il tempo" avrebbe potuto ricostruire la sua vita ed i rapporti con la famiglia, scegliendo un percorso di disintossicazione "rapido, o più lento con la tintura di oppio e cannabis" e non finire prostituta o morta a 18'anni in qualche lurido cesso o su qualche panchina di un parco.
Nessuno sarebbe morto o si sarebbe fatto del male, ma se questo fosse stato inevitabile, sarebbe stato meglio che questo padre si fosse fatto vendetta giustiziando dei veri colpevoli "quelli a monte del problema", che non sono neppure gli spacciatori o neppure le mafie:
Noi tutti potremo fare nomi e cognomi, ma per paura delle conseguenze e delle possibili "anche se giustificate e giuste" possibili emulazioni, non li farò...
⚠ segnala contenuto inappropriato