Taoagi
12 marzo 2013 07:02
Ah, cominciamo bene. Un libro scritto dai soliti, col benestare dei vari don e dai medici del Sert. I soliti parassiti del tossicodipendente. Il giro di affari con la droga se lo è fatto don Mazzi e tutti gli altri parassiti appartenenti allo Stato, poliziotti compresi. La droga è un affare per tutti. E poi chissà perché si chiama droga solo quella illegale. Inoltre, con un Enrico Lucci che afferma che chi usa le sostanze illegali non gli interessa più come persona. Alla faccia, sembrava tanto emancipato. Questo libro puzza di regime. D'altronde, ricordando Flaiano: "I fascisti in Italia sono una trascurabile maggioranza". Grande Enrico Lucci, in confronto a lui, Albert Hofmann, i Beatles, gli Stones e altre migliaia di persone, compreso qualche Nobel, scompaiono, diventano nulla. Paolo Rossi e Dario Fo mi sa che qualche canna se la fanno e magari anche qualcos'altro. Paolo Rossi eliminato e così anche Marco Pannella. Andiamo per eliminazione. A meno che Lucci non intenda dire, i poveri che usano sostanze, in pratica il popolo, la gente comune. Il libro puzza anche di attacco alla rete. La rete è sveglia e sta mettendo in crisi i parassiti del tossicodipendente, come lo chiamano ancora loro. Le iene da trasgressori diventano alla buon ora, cioè quando serve al potere, cagnolini ubbidienti. Questa ovviamente è una prima impressione, leggendo quanto sopra. I soliti nomi, il solito metodo di dire le cose, con lo stesso linguaggio di sempre, che porta, almeno pare, alla solita conclusione: la droga fa male e quindi è giusto che sia combattuta con ogni mezzo. Aumentiamo la polizia, mettiamo tutti in carcere. E mi raccomando, se fate uso di sostanze illegali, sentitevi in colpa. Come ripeto, questa è una prima impressione.
festadellaluna
12 marzo 2013 10:31
Bravissimo Taoagi, un'analisi che condivido in pieno, ciò che dici l'avevo purtroppo notato anch'io con delusione, quanta ignoranza e perbenismo !! Non sono ancora arrivati i tempi in cui in una tv nazionale intervisteranno persone normalissime che ammettono di fare uso di cannabis, non i soliti ragazzetti con il cappuccio in testa che spacciano ai giardini. Io faccio parte dell'associazione ASCIA, abbiamo scritto più volte alle Iene per cercare di dire la nostra sull'argomento, ma non ci hanno mai risposto, evidentemente la cannabis fa più paura che mai !!