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iltosco 05 marzo 2014 02:05
Hanno scoperto l'acqua calda...... Potevano essere 80 anni che la consumavamo, invece di quel cacchio di petrolio. Forse siamo ancora in tempo per salvare il Pianeta !!!!!!
glacial68 05 marzo 2014 18:38
Speriamo non ci mettano su le mani,coloro che hanno investito nel petrolio,gli stessi che hanno spinto anche per vietarla ...
ennio4531 05 marzo 2014 19:19
Pietro Perrino - Dirigente di Ricerca del CNR di Bari c/o Istituto di Genetica Vegetale....
" La riduzione delle scorte di carburanti fossili (carbone, gas e petrolio), l’incremento dei relativi prezzi e le pressioni per ridurre l’emissioni di carbonio (C) e gas serra, causa del surriscaldamento globale, fanno crescere l’interesse per fonti d’energia alternative, come idroelettrica, eolica, solare,
oceanica, geotermica e da biomassa.
Di fronte a tante fonti e diverse risorse organiche (piante, rifuti industriali e rifiuti agricoli: vegetali ed animali), si sta puntando all’uso di piante coltivate per produrre biocarburanti, indicando questa come una delle principali soluzioni.
E’ una vera follia.
Infatti, secondo numerosi studi, un litro di biocarburante, ottenuto, per esempio, da semi di colza (biodiesel) o da barbabietola da zucchero (bioetanolo), richiede più energia di
quella fornita e il C liberato non è sensibilmente diverso da quello della benzina.
I bilanci energetici ed i risparmi di C si fanno risultare positivi perché si ignorano, forse volutamente, i costi energetici e le emissioni di C relativi a: semina, fertilizzazioni, trattamenti, mietitura, trebbiatura, trasporto, conservazione, trasformazione, raffinazione, distillazione, infrastrutture e distribuzione. Attività che consumano carburanti fossili.
I bilanci diventano ancora più negativi se i biocarburanti o la materia prima per produrli devono essere trasportati da un paese all’altro. E’ quanto già avviene.
E’ chiaro, quindi, che i biocarburanti, presentati come prodotti agricoli, sono carburanti fabbricati quasi interamente con combustibili fossili. ...
La pressione sulla terra da parte di colture alimentari e bioenergetiche accelererà la deforestazione, il riscaldamento globale e l’aumento dei prezzi degli alimenti....
Per questi ed altri motivi, i biocarburanti ottenuti dalle colture sono insostenibili." .
pettine 10 marzo 2014 10:10
nel resto del mondo le energie alternative vengono utilizzate ed incentivate.
ovviamente non bisogna avere la pretesa di soppiantare dall'oggi al domani l'energia ricavata dai combustibili fossili con altra "pulita", questa pretesa non ce l'ha nessuno, la addossano agli ambientalisti i "professoroni" italici alla pietro perrino.
ennio4531 10 marzo 2014 11:38
I Paesi che per primo hanno incentivato gli specchi ustori e i mulini a vento da anni hanno azzerato o ridotti gli aiuti in modo drastico come la Spagna, che addirittura ne sta chiedendo la restituzione, oppure la Germania e l'Italia buon'ultima.
Altri Paesi come la Francia e l'Inghilterra si accontentano di quello che hanno, gran parte da energia atomica, senza cercare doppioni forniti dalle energie rinnovabili.
In Italia abbiamo creato un'altra casta da mantenere, ovvero i produttori di energia elettrica eolico/solare, alla quale solo nel 2013 abbiamo versato circa 12 miliardi di euro pagando un prezzo ogni kwh fornito di almeno 5 volte maggiore il prezzo di mercato.
Sul gobbone questa casta ce l'avremo per altri 15/20 anni.
rastapasta 11 marzo 2014 11:53
Gli incentivi sono da intendersi come iniziativa temporanea per spingere il mercato verso un tipo di produzione energetica non invasiva e certamente più sostenibile della follia atomica. Ora non ci sono più e nel frattempo si è abbassato di molto il costo di realizzazione degli impianti eolici e solari così da poter essere costruiti senza aiuti esterni.
Paghi, sig. Ennio, paghi noi produttori poichè il vostro proibizionismo ci obbliga a prendere voli per l'Olanda o il Colorado che costano parecchio :-)
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