glacial68
22 maggio 2014 18:20
Non c'e nulla di delicato in questa materia,siete stati capaci di scatenare una guerra con tutte le schifezze che ne sono conseguite,l'alcol e legale,e ci preoccupiamo delle strumentalizzazioni ... se si e padroni della materia,e si sa di cosa si parla,un proibizionista,può solo fare magre figure ed uscire fuori per quello che e ... un guerrafondaio,pregno di interessi e compromessi,ideologizzato,o nella migliore delle ipotesi,un ignorante,che non meriterebbe di aprire bocca . Fino ad oggi,in un dibattito pubblico,televisivo,non o ancora visto,un proibizionista,essere attaccato come si deve,e come si merita,e assurdo,che persone,ormai palesemente in torto,buggiarde e strumentali,abbiano ancora la facoltà di blaterare,senza che ci sia qualcuno,che lo impedisca,mettendo in evidenza la semplice verità,realtà dei fatti,la quale grida vendetta e giustizia,per quanto siano criminali e disonesti certi personaggi !
W3C_Freedom
24 maggio 2014 01:46
L'Italia ha fatto l'uso della CANAPA da sempre, negli anni 50, emise pure un francobollo vedasi
http://www.ibolli.it/php/em-trieste-11419-Emilia%20Romagna,%20la%20canapa.php
Volendo approfondire la materia tendo a render noto il seguente website http://www.assocanapa.it/oldsite/story.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/San_Prisco_%28Italia%29#Il_grande_sviluppo_di_San_Prisco_fra_Seicento_e_Settecento
Il grande sviluppo di San Prisco fra Seicento e Settecento
Dal Catasto Onciario del 1754 sappiamo che gli abitanti dell’Università di Santo Prisco erano 1810. Essi erano impegnati soprattutto in attività agricole e in attività correlate ad essa; tuttavia vi erano diversi benestanti che avevano diversi capitali investiti nel commercio di vari generi alimentari (grano, granoturco, lino, canapa, ecc.) o in altre attività, come quello del prestito di capitali ad interesse. Le famiglie più importanti erano: Monaco, d’Angelo, de Angelis, Palmiero, Baja, Cipriano, Stellato, Iannotta, Foninciello, Ajossa, d’Urso, Merola e Pellegrino.
https://it.wikipedia.org/wiki/San_Prisco_%28Italia%29#San_Prisco_nell.E2.80.99et.C3.A0_contemporanea:_dalla_nascita_del_Comune_al_XX_secolo
San Prisco nell’età contemporanea: dalla nascita del Comune al XX secolo
All'inizio dell'Ottocento Lorenzo Giustiniani scriveva che il casale di San Prisco era abitato da circa 2400 individui, era situato in pianura ed era di "aria non insalubre"; vi si coltivavano: grano, granone, biada, canapa e lino. Il suo territorio era molto fertile, l'agricoltura era per i suoi abitanti l'attività prevalente; l'artigianato e il commercio, sebbene presenti, erano complementari al settore primario.
http://www.treccani.it/enciclopedia/la-medicina-medioevale-e-la-scuola-salernitana_%28Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Scienze%29/
La salubrità dell’ambiente è un dono di Dio e a noi spetta conservarla secondo procedimenti precisi; si eviti di lasciar macerare il lino o la canapa all’aperto […]. E i corpi dei defunti siano sepolti ben profondamente (cit. in Il “Liber Augustalis” di Federico II di Svevia nella storiografia, 1987, p. 78).
Fu Francesco Cossiga che nel 1975 riuscì el suo intento, ovvero vietare la Canapa.
Gli italiani sono corresponsabili, per aver pensato solo al calcio ed alle donne, fottendosene sempre della situazione economica italiana, delle strutture ospedaliere, delle università....
Oggi paghiamo lo scotto di tali stronzate fatte da un politico, che senza alcuna conoscenza medica è riuscito a bloccare la coltivazione della Canapa in Italia.
Grazie ItalIdiotI.
W3C_Freedom
24 maggio 2014 01:58
Durante questo periodo mi sto documentando a 360° gradi ed ho visto che nel passato la canapa è stata usata anche per fare l'abbigliamento.
Diventa però difficilie trovare abbigliamento MADE IN ITALY, 100% canapa, dopo aver cercato per tutto il pomeriggio, ho infine trovato un website, ma fa 55% canapa ed il resto cotone.
Così ho cercato in lingua inglese e di risultati di abbigliamento in canapa ne escono fuori molti, purtroppo il costo è elevato.
Se è vero che la canapa ha un impatto zero sull'ambiente, il procedimento per ottenere una fibra BIO, adatta per i tessuti, per produrre abbigliamento, diventa improvvisamente qualcosa di proibitivo.
per una camicia e/o maglietta si arrivano a spendere $$70USD.
va bene essere equosolidali, ma nemmeno stupidi, i costi sono troppo elevati, ora sto cercando chi fornisce direttamente i tessuti, da poter usare per camicie, magliette, pantaloni, altrimenti diventa improponibile.
l'industria del cotone, tra l'atro trattato, è si competitiva con i costi, ma non con la qualità anche a scapito della salute, perchè tutti i trattamenti fatti al cotone, poi li assimiliamo attaverso la pelle e ci intossichiamo.
W3C_Freedom
24 maggio 2014 02:08
sto sensibilizzando quante più persone conosco a scegliere abbigliamento derivante da canapa, e prossimamente andremo a vedrere anche un negozio che vende abbigliamento di canapa, per uomo, donna, bambini.
riguardo alla canapa, penso che essendo una pianta dalle mille proprietà, dovrebbe esser sfruttata, così come madre natura l'ha messa al mondo, per farci beneficiare delle sue proprietà anche a scopo medico.
sono dell'idea che bisogna fare l'autocoltivazione in modo da tagliar fuori il narco traffico.
che sia utilizzata ad uso ludico o terapeutico, è decisamente meglio che una persona assimili ciò che si è coltivato, piuttosto che il fumello fornitogli dallo spacciatore, che non gli darà certo cannabis, ganja, hashih, marijuana di prima qualità, cosa che invece otterrà autopronducendola.
ennio4531
24 maggio 2014 12:34
Sì ... sì. ...
Tutto il potere alla dea canapa figlia prediletta di Madre Natura sotto la cui ala protettrice siamo beneficiati anche con terremoti, maremoti, esplosioni vulcaniche , pestilenze e con.... l'amanita phalloides !
Ecco, invochiamo tutti un sano ritorno al paganesimo liberatorio dei nostri trisavoli non dimenticando però i dovuti tributi alla dea Cerere da porre in gradino più in sù, dal punto di vista utilitaristico, nel pantheon rispetto alla .. Canapa .
roberto7266
24 maggio 2014 19:19
Li hai rotti, li hai rotti.
ennio4531
25 maggio 2014 00:14
Se così è , procedi a smaltirli.
Sterile nelle idee , sterile nel resto .....
IVAN.
27 maggio 2014 12:42
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(@ W3C_Freedom:)
LA VERA STORIA: PERCHÈ LA MARIJUANA FU PROIBITA
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(http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?o p=viewarticle&artid=14)
La marijuana (spagnolo), o cannabis (latino) è una pianta che si può coltivare a qualunque latitudine, non necessita di pesticidi per la coltivazione, ha molteplici proprietà curative, cresce veloce, costa pochissimo da mantenere, offre un olio di ottima qualità, ed ha fornito (dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso) circa l'80% di ogni tipo di carta, di fibra tessile, e di combustibile di cui l'umanità abbia mai fatto uso.
Come prodotto tessile, la cannabis è circa quattro volte più morbida e più calda del cotone, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, e ha proprietà ignifughe.
Come carburante, a parità di rendimento, costa circa un quinto, e come supporto per la stampa circa un decimo.
Insomma, è una pianta che si potrebbe definire miracolosa. Questo fino agli inizi del XX° secolo. E poi, cosa è successo?
Nel periodo in cui è avvenuto il clamoroso sorpasso dell’industria ai danni dell'agricultura, la cannabis è stata chiaramente la vittima numero uno.
I nascenti gruppi industriali americani puntavano soprattutto allo sfruttamento del petrolio per l’energia (Standard Oil - Rockefeller), delle risorse boschive per la carta (editore Hearst), e delle fibre artificiali per l’abbigliamento (Dupont). Tutti settori nei quali avevano investito grandi quantità di denaro. Ma avevano di fronte, ciascuno sul proprio terreno, questo avversario potentissimo, e così si unirono per formare un'alleanza sufficientemente forte per batterlo.
L'unica soluzione per poter tagliare di netto le gambe al colosso-canapa, risultò la messa al bando totale: l’illegalità.
Partì quindi un'operazione mediatica di demonizzazione, rapida, estesa ed efficace (“droga del diavolo”, “erba maledetta”, ecc), grazie agli stessi giornali di Hearst.
[Dichiarazioni di HARRY ANSLINGER, ispettore del Bureau of Narcotics dal 1930 al 1962: «Quanti omicidi, suicidi, furti, aggressioni criminali, rapine, scassi e gesti di follia maniacale provochi ogni anno, lo si può solo indovinare.»]
Anche il cinema USA si prestò alla manovra, contribuendo in maniera determinante a diffamare la cannabis (con film di manifesta propaganda come “Reefer madness” o “Marijuana: the devil's weed”).
La condanna morale viaggiava rapida e incontrastata (non c’era la controinformazione), e di lì a far varare una legge che mettesse la cannabis fuori legge fu un gioco da ragazzi...anche perchè pare che i tre quarti dei senatori che approvarono il famoso “Marijuana Tax Act” del 1937 (tuttora in vigore) non sapevano che marijuana e cannabis fossero la stessa cosa (fu Hearst ad introdurre il nomignolo, mescolando le carte per l'occasione).
A partire da quel momento si ebbe che:
- Dupont inondava il mercato con le sue fibre sintetiche (nylon, teflon, lycra, kevlar);
- Il mercato dell'automobile si indirizzava definitivamente all'uso del motore a benzina (nonostante che il primo motore costruito da Diesel funzionava con carburante vegetale);
- Hearst iniziava la devastazione sistematica delle foreste del Sudamerica, dal cui legno trasse in poco tempo la carta sufficiente per mettere in ginocchio quel poco che era rimasto della concorrenza;
- Al coro di benefattori si univa il consorzio tabaccai, che generosamente si offriva di porre rimedio all'improvviso “vuoto di mercato” con un prodotto molto più dannoso della cannabis stessa.
Le multinazionali di oggi, che influenzano fortemente tutti i maggiori governi occidentali, sono le discendenti dirette di quella storica alleanza nata negli anni '30, fra le grandi famiglie industriali (...nel caso qualcuno si domandasse perché la cannabis non viene legalizzata nemmeno per uso medico, nonostante gli innegabili riscontri positivi in tal senso).
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ennio4531
28 maggio 2014 18:35
... sì .... sì. .... è la Spectre che ci governa e gli agenti locali sono Serpelloni e Giovanardi !
FUTURE
30 maggio 2014 18:04
Chi tira gl'interessi dei proibizionisti per chiari interessi (mazzette delle multinazionali ) e' chiaro in Italia!!!
Giovanardì il più' esposto ( non prende però' più' soldi perché' è un pirla), seguito da Gasparri ( il fascio di ferro che prende i soldi pubblici come fossero nel cassetto di casa sua!!)
Segnalo inoltre tutta la linea forza Italia e ncd che io però in alcuni casi' si aspirano anche la polvere rimasta sui banchi del parlamento
Quindi chi legge sappia che se vota centro destra ......