ignorante
02 aprile 2015 15:03
non ci posso credere!! hanno finalmente risolto il problema dello spaccio.
fa morire dal ridere... ma c'è da piangere
lucillafiaccola1796
02 aprile 2015 19:43
io sapevo che tempo fa erano i "negozi" a spacciare per "sopravvivere"...la crisi almeno servirà a non $pacciar! ah ah ah ah!
lucillafiaccola1796
04 aprile 2015 19:32
non riesco a capire come ci si faccia imbambolare a drogarsi per cadere poi nelle mani degli spacciatori ! Certo alla propaganda che fanno si può cedere, come si cede quando si acquista un prodotto di merdel che vi martellano da mane a sera per farvelo acquistare. E' li che il Bastian Contrario che DEVE essere in Noi, deve emergere per sconfiggere i carnefici! Cosa possiamo Noi contro di loro? NON DROGARCI!!!!
glacial68
07 maggio 2015 17:45
L'idiozia non a limiti ... e solo una legge,che rende,alcuni spacciatori,ed altri no ... i soldi derivanti da tabacco,sigarette,gioco ecc SONO SOLDI PULITI ?! ipocrisia e metri di giudizio veremente DROGATI .
lucillafiaccola1796
08 maggio 2015 19:46
...ho sempre sopettato che un negozio in cui vendono camicie, che sopravvive malgrado le crisi, spacciasse "qualcosa"....i negozianti...temono la concorrenza...ah ah ah...l'unico dispetto che gli si possa fare è NON DROGARSI !!!
Bista
09 maggio 2015 15:41
Ha ragione chi sostiene che bisogna evitare di drogarsi o, almeno, di farne arrivarne le conseguenze negative agli altri e i soldi agli spacciatori.
In subordine bisogna rifornirsi da chi spaccia senza ricaricarci le imposte, stando però attenti agli effetti collaterali.
Provare per credere.
Provate a leggere la Carta di Milano, manifesto collettivo (in tutti i sensi) promosso per Expi (gn'e pappa, Milano 2015) che" ...rappresenterà la sua eredità globale come richiesta di impegno rivolto a cittadini, istituzioni, imprese e associazioni".
Già dai preamboli sarete sollevati in volo: “Siamo consapevoli che una delle maggiori sfide dell’umanità è quella di nutrire una popolazione in costante crescita senza danneggiare l’ambiente, al fine di preservare le risorse anche per le generazioni future”
E alla fine non tralasciate di assumere che “è un atto politico e di sensibilizzazione globale sul ruolo del cibo e della nutrizione, per una migliore qualità della vita attraverso quattro prospettive interconnesse: cibo, energia, identità e dinamiche della convivenza”.
Il mezzo lo lascio a voi, non voglio togliervene la sorpresa ed il piacere ma, se non siete assuefatti da altro malamente tagliato, son sicuro che, da quel che vi ho anticipato, siete già andati in estasi.
Un tempo bastava: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano" ma oggi persino i francescani si son resi conto che quella è roba da sempliciotti.
Quanto agli effetti collaterali non preoccupatevi: a me è solo venuto da da grattarmi; chissà perché.
Giambattista