Starfighter23
11 agosto 2015 21:58
centralita del paziente vuol dire permettere al paziente di coltivare la propria medicina in maniera organica secondo delle precise linee guida che permettono di avere un prodotto finale SANO,e per chi non fosse in grado,abilitare altri pazienti che possano coltivare per diversi pazienti che non hanno la possibilita 'di farlo,esattamente come accade qui negli States,il Bedrocan e Bediol sono spazzatura coltivata chimicamente in vasi da 3 litri,come purtroppo dimostrano le foto pubblicate proprio dagli stessi padroni della ditta ovvero Sensi Seeds,in Italia ancora ci si illude di poter curare i malati con prodotti del genere e signori come Stefano Scaramelli del PD si svegliano soltanto adesso con almeno 20 anni di ritardo,solo perche hanno sentito il profumo dei soldi che puo portare la cannabis medica e tanto va di moda parlarne,anche se questi signori continuano a frequentare i loro salotti bevendo alcool,non sapendo ancora nulla sul argomento trattato
anandamide1972
13 agosto 2015 00:51
x quanto riguarda Toscana: bla bla...sensibilizzate e formate i medici di famiglia, dato che loro in larga parte sono a 30 anni fa...
Per quanto riguarda la cannabis medica, occorre dire che un farmaco, inteso in senso ( ovviamente riduttivo) di preparato titolato, con determinate caratteristiche, quelle alle quali devono sottostare tutti i farmaci venduti in farmacia, non può essere una cannabis autoprodotta. Non perché la cannabis autoprodotta non curi, anzi, spesso, in quelli stati dove possono coltivare, raggiungono livelli qualitativi di presenza cannabinoide che il Bedrocan eccetera si sognano. Stessa cosa vale per la cannabis acquistata ai coffeeshop olandesi, quella prodotta dai social club spagnoli o quella venduta in molti dispensari americani che, se sono ben informato, capita che la acquistino da produttori di piccola o media grandezza ( per fortuna, finchè negli USA non riusciranno a metterci le mani le multinazionali del tabacco, con tutti gli svantaggi immaginabili, cosa che la calibrata politica olandese era riuscita ad evitare ). Il problema è che un farmaco, deve dare precise garanzie a qualunque paziente, non solo al 90percento di questi, ma anche a quel 10 che magari è immunodepresso o perché ha l'aids conclamato, o perché ha fatto forti chemioterapie o perché è costretto ad assumere immunosoppressori per svariate ragioni.
Dunque la coltivazione biologica, che produce senz'altro un livello qualitativo e quantitativo di cannabinoidi superiore, per non parlare dei terpeni e del sapore, è però fisiologicamente un allevamento di batteri; deve essere così, senza miliardi di batteri nel terreno i nutrienti organici non sarebbero assimilabili e se venisse fatto qualunque trattamento antiparassitario ( escludendo i chimici spruzzati che per i pazienti non vanno mai bene ), biologico o integrato che fosse, nugoli di batteri per forza si anniderebbero anche sulle infiorescenze. Sono batteri che si trovano ovunque intorno a noi e che il 90 ma anche il 99 percento degli organismi gestisce ogni giorno senza il minimo problema. Gli immunodepressi però no, dunque occorre in ogni caso passare ai raggi gamma o UV il prodotto da vendere poi nei circuiti delle farmacie. Un farmaco di quei circuiti deve essere sterile, ed è l'unico che un immunodepresso può assumere. Qualche anno fa mi capitò di leggere come, negli states, ad un paziente era stata lungamente prescritta cannabis, a quel tempo si era meno organizzati e non so come, questo paziente fumava(fumava),cannabis coltivata in vaso, bio. Tempo dopo questo paziente ebbe bisogno di un tapianto di polmone e un medico a quel punto si " mise in mezzo ", adducendo che il paziente era un consumatore abituale di cannabis, benché prescritta, e che fumandola sarebbe venuto a contatto con grandi colonie di non ricordo quale microorganismo, che si trova ovunque, sulla tastiera del pc, su un'arancia, sul cambio dell'auto..insomma ovunque intorno a noi, ma lui inalava, fumandole, grosse quantità di questi organismi presenti sulle infiorescenze. Questo fatto lo fece scendere agli ultimi posti nella lista per i trapianti. Questo per dire che mi pare esistano più realtà stratificate e andrebbe trovato un modo per gestirle tutte o invece vedere come si aggiusterebbero con un accorto laissez faire e poi provare a governarle. Purtroppo in Italia siamo 3 capitoli indietro, dunque i nostri problemi sulla cannabis sono altri. :-(