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Starfighter23 12 gennaio 2016 08:16
ed ecco i primi squali affacciarsi su un teorico e futuro mercato,bel biglietto da visita di prsentazione:
"L'esperienza di altri paesi ha insegnato inoltre come il mercato sara' sostanzialmente governato non da chi proporra' il prodotto migliore (opinabile per definizione) ma da chi sara' in grado, attraverso strategie di comunicazione e marketing ben pianificate, di entrare nella mente del consumatore tanto da far identificare il prodotto con la marca"
perfetto quindi loro dicono gia in partenza di proporre un prodotto mediocre,ma pero di metterci un bel marchio,un po come ha fatto Marlboro con le sigarette,tanto marketing,un bel logo e via per non parlare di questo know how tutto italiano sulla coltivazione di cannabis che tutto il mondo ci invidia,certo sa sempre gli italiani sono molto famosi nel campo,MA DOVE ??? MA QUANDO MAI ?? la scena cannabis italiana e' al medioevo e questi partono gia presuntuosi verso gli altri paesi che nel business ci sono da 60 anni e forse sanno qualcosa in piu rispetto a questi avventuruosi agronomi,un po come quei deficenti dei vari CRA che non sanno di cosa si parla basta vedere le foto delle loro creazioni
copio uno spezzone preso da un altro quotidiano online sempre su NATIVA
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L'identità di chi sta organizzando il futuro franchising della marijuana non è dato saperlo, per ovvi motivi, ma gli obiettivi sono chiari: presidiare un mercato - di enorme potenzialità - che prima o poi si aprirà, e quando i tempi saranno maturi arrivare prima degli altri. Nasce così il marchio Nativa, che per il momento ha messo la sua idea solo online, per capire "l'interesse del mercato a questa proposta di business" ma anche "per anticipare altri player ed entrare così per primi nell'immaginario dei consumatori con un brand forte, elegante e legato alla tradizione di eccellenza agroalimentare che da sempre caratterizza il nostro paese agli occhi di tutto il mondo".
"Siamo certi che il 2016 sarà l'anno della legalizzazione della marijuana - spiega il management di Nativa - e abbiamo deciso di scommettere su questo. Una volta che il mercato sarà emerso saranno tante le possibili strade per interfacciarsi con questa opportunità e noi abbiamo passato buona parte del 2015 a studiare la migliore strategia di marketing concretizzando un'idea di business che avevamo in mente da tempo, studiandone costi, criticità e fattibilità".
Un'idea che prevede negozi monomarca nelle principali città italiane; coltivazioni anche all'aperto in zone come Chianti, Salento e Cilento; prodotti 100% naturali e sviluppati in terra (niente coltivazione idroponica); solo marijuana fumabile.
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mai sentito negli Stati Uniti e in Canada un idea di franchising inoltre non credo che otterrano tali licenze per coltivare migliaia di piante,inoltre sono squali che lo vogliono fare solo per soldi,li tasseranno anche l'aria che respirano,di certo il mercato non ha bisogno di brand schifezza del genere QUINDI BOICOTTARE NATIVA DA SUBITO PER LE LORO POLITICHE DA SCIACALLI,inoltre i pm al posto di far arrestare i pazienti che coltivano andassero da sti signori agronomi esperti di cannabis che si preparano a quadagnare dei teorici miliardi
cominciamo tutti a saltare su quello allegro carrozzone della legalizzazione,e aspetttiamo l'annuncio di gente come Farinetti magari interessato anche lui al suo brand del cazzo

il futuro e' nelle mani di piccoli e medi coltivatori non di certo nelle mani di questi squali sciacalli,se verrebbero concesse autorizzazioni per coltivare migliaia di piante a tali investors le mafie entrerebbero subito nel business riciclando la loro merda con la cannabis
**stanco** 12 gennaio 2016 10:21
"attraverso strategie di comunicazione e marketing ben pianificate, di entrare nella mente del consumatore tanto da far identificare il prodotto con la marca"....ma di che cazzo si sta parlando?
Mi facessero capire in quale stato del mondo odierno è permessa una cosa del genere, manco negli stati uniti si può' fare pubblicità...
Poi i "consumatori dormienti"....senza parole !
E poi che cazzo di ragionamenti sono?La cannabis come la Coca Cola?AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.
Ho la percezione che sta cazzata l'ha tirata fuori qualche ragazzino tutto fred perry e bollicine a cui il thc e la bamba hanno detto alla testa.
AUTOPRODUZIONE SEMPRE IN CULO A STI 4 "GIOVANI INDUSTRIALI", PER FORTUNA PER COLTIVARE LA GANJA NON SERVE UN COMPLICATO PROCESSO INDUSTRIALE E DI SICURO LA LORO ME**A SE LA POSSONO TENERE, LA MIA SARA' SEMPRE MEGLIO PERCHE' GENTE COSì PER MASSIMIZZARE I PROFITTI USEREBBE LA MADRE COME CONCIME.
VI ODIO COME ODIO IL SUBSTRATO DI PROIBIZIONISMO E IGNORANZA SU CUI CERCATE DI CRESCERE....CHASE THE DEVIL !
Starfighter23 12 gennaio 2016 17:52
"attraverso strategie di comunicazione e marketing ben pianificate, di entrare nella mente del consumatore tanto da far identificare il prodotto con la marca"
SCIENTOLOGY DELLA CANNABIS IN PRATICA,SOLO IN PAESE DI MERDA DEL GENERE SI METTONO IN CARCERE I PAZIENTI CHE COLTIVANO 5 PIANTE MENTRE QUESTI SCIACALLI PROGETTANO IL PIU GRANDE BUSINESS DELLA CANNABIS IN ITALIA DURANTE IL 2015 MENTRE I PM DORMONO
VOGLIONO FAR PRESA SUL ITALIANO MEDIO IGNORANTELLO E VENDERLI LA LORO MERDA PIENA DI PESTICIDI MARCHIATA NATIVA,BOICOTTARE STI FIGLI DI PUTTANA SCIACALLI DI MERDA CON OGNI MEZZO
OVVIO CHE MIA NONNA REALIZZEREBBE UN PRODOTTO MIGLIORE DI QUESTI AVVENTURUOSI AGRONOMI
SI DICE CHE SONO COMINCIATE LE PRATICHE PER ADERIRE AL PROGETTO,ILLEGALEMNTE OVVIAMENTE SUL WEB NON C'E' TRACCIA DI COME SI POSSONO CONTATTARE
QUESTI HANNO PREPARATO QUESTA SUPERNOTIZIA E L'HANNO SPEDITA ALLE AGENZIE STAMPA COME ANSA CHE HANNO RIEMPITO I GIORNALI IL GIORNO DOPO,VOGLIONO VEDERE LA REAZIONE DEL WEB,BEH VENGANO A LEGGERE QUI QUAL'E' LA REAZIONE,NON CREDO CHE NESSUNO DESIDERT SQUALI DI MERDA COME QUESTI
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