anandamide1972
16 dicembre 2016 00:01
Sul resto non so perché non sono abituato ad intervenire su ciò che non conosco se non ammettendo la mia ignoranza. Sul principio attivo della cannabis però, argomento che studio approfonditamente da una ventina di anni e sono disposto a qualunque tipo di confronto in proposito ( con interlocutori abilitati), è stata riportata una sciocchezza totale.
anandamide1972
16 dicembre 2016 08:30
...comunque, senza entrare in argomentazioni più lunghe e tediose, io paziente oncologico, quando devo, debbo adoperare una cannabis col 21% di thc titolato e prodotto farmaceuticamente con tutti i crismi. Negli anni 70/80 circolava un Hashish, che oggi in Italia non si trova più (se non in circoli di nicchia ermeticamente chiusi che fanno acquisti collettivi), ma che si può ancora assaggiare in Olanda o, andando sul Ketama, in Marocco o, andando a Manali in India, che ha e AVEVA oltre il 30% di principio attivo. Fare i confronti con la pessima cannabis Thai di allora o Jamaicana o Colombiana (sempre di allora dato che oggi hanno imparato anche loro dai californiani come si fa e quale selezione fare...un po' come quando nel dopoguerra agli affamati contadini di Montalcino, venne insegnato che dovevano vendemmiare solo certe ciocche, lasciano in vigna le altre...un po' ci volle, ma quando impararono nacque il Brunello), è utile solo a sensazionalizzare le cose e contribuire alla già bastante disinformazione in proposito. Le mie informazioni sono di prima mano non tanto per esperienza diretta, quanto per miei prolungati soggiorni di studio e poi lavoro/studio all'estero, dove ho cercato di documentarmi oltre la cortina che prima di internet c'era in Italia a livello di informazioni, anche in Paesi più proibizionisti di noi, già allora, l'informazione circolava di più. Non a caso siamo sotto il 130 posto al mondo in quanto a libertà di stampa, perfino sotto stati che consideriamo ( e sono) terzo mondo. Sarebbe interesse di tutti somigliare di meno alla nuova Turchia e di più alla Vecchia Europa. Magari sbaglio io. Tanto ...
anandamide1972
18 dicembre 2016 05:23
Svegliatomi presto, vista l'importanza dell'argomento anche per via della Fonte, devo aggiungere che, sebbene sul piano strettamente legale processuale si discrimini la cannabis in base alla " potenza " che viene quantificata sulla base del THC che è il principale cannabinoide, psicoattivo ( non tutti lo sono ) della cannabis. E' psicoattivo perché è l'unico che supera la barriera ematoencefalica grazie alla lipofilia. Il fatto è però che, misurare la " potenza " della cannabis sulla sola base del THC è scientificamente e farmacodinamicamente fuorviante. Se è vero che il THC è il principale, i cannabinoidi nella cannabis sono molti, neanche tutti, per ora, isolati. Si sa però che il bouquet cannabinoide ha al suo interno rapporti di agonismo e antagonismo. Ovvero alcuni cannabinoidi lavorano in sinergia, altri si contrastano. Ad esempio il CBD, cannabinoide anch'esso uso medico, non psicoattivo, esercita una azione di contrappeso e di " antidoto " agli effetti del THC. Quindi, paradossalmente, è più psicoattiva una cannabis con il 10% di THC e lo 0.01% di CBD, di una con il 15% di THC ma con un CBD al6%. E' un esempio in astratto, ma la meccanica è questa. Dunque, come ho detto, per quanto la Legge, la Giurisprudenza e di conseguenza tutta la macchina che ne consegue discriminino solo in base al THC, la scienza e la medicina sanno e confermano quanto detto. La politica, prima o poi, dovrà cercare anche in questo di legiferare sulla realtà delle cose e non su " quattro chiacchiere ", sui " lo sanno tutti " o su presunti " esperti " senza magari alcuna esperienza clinica o sperimentale, ma che solo hanno ben studiato la Letteratura selezionata ad hoc.
anandamide1972
18 dicembre 2016 05:26
chiedo scusa, appena sveglio, ho cancellato un pezzettino dopo il " sebbene..." al secondo rigo. C'è una cesura, ma si capisce, mi pare, ugualmente il discorso.