Annapaola Laldi
30 aprile 2008 00:00
Trovo la cosa abbastanza inquietante, però mi sembra che non faccia altro che aggiornare ciò che già accade, per quel che ne so, da sempre. Cioè, chiunque vuole può recarsi all'agenzia delle entrate e consultare le liste delle dichiarazioni dei redditi e quindi controllare il reddito di chicchessia. Inoltre, quando queste liste vengono pubblicate per la prima volta, i quotidiani locali sono prodighi di informazioni su nomi cognomi e redditi, facendo la graduatoria certo dei più ricchi, se non quella dei più poveri (come invece avviene per i rappresentanti eletti alle Camere, alle assemblee regionali, eccetera). Quindi il problema sta, come si dice, a monte rispetto a Internet.
giuseppe
30 aprile 2008 00:00
E'una cosa vergognosa,fatta da un governo precedente vergognoso,penso il governo piu' disatroso che l'Italia abbia mai avuto.Fatto da gente incapace,vedi prodi mastella,padoa schioppa,solo per citarne alcuni.Incapaci persino di governare a casa loro,hanno lasciato un popolo in mutande,e una poverta' mai vista prima.
Ci vorrebbe un qualcuno che li prendesse tutti i responsabili di questo disastro,e li buttasse in una buca e coprirli di terra ,lasciarli morire piano piano.
Saluti a tutti
Giuliano
30 aprile 2008 00:00
Ricordo che anni fa (almeno vent'anni fa) le dichiarazioni dei redditi venivano pubblicate regolarmente dai quotidiani. Sono finite sui giornali anche le dichiarazioni di miei parenti e senza che nessuno gridasse allo scandalo. Poi la faccenda cadde in disuso ma ora la pubblicazione via Internet ha creato un tam tam che ha raccolto un numero abnorme di curiosi e cosi' e' scoppiato il problema della Privacy, che e' una legge molto piu' recente di quella riguardante la pubblicita' delle dichiarazioni fiscali e della quale la legge sulla Privacy non ha tenuto conto.
Colpa del legislatore, non di Visco.
Fra due settimane dovro' seguire un corso proprio sulla legge della Privacy. Penso che dibatteremo anche su questo aspetto.
FABRIZIO
30 aprile 2008 00:00
Un simile atto, oltre a rappresentare una palese violazione, tanté che il garante lo ha immediatamente stoppato, é ancor più grave se si pensa che é stato commesso in una fase nella quale il governo dimissionario deve attenersi a svolgere essenzialmente l'ordinaria amministrazione e non inventarsi colpi di coda da ultima spiaggia.
Il Sig. VISCO deve semplicemente vergognarsi (ma ormai sarebbe l'ennesimo episodio) del suo atteggiamento arrogante e spadroneggiante.
Fatti salvi i possibili danni che a mio avviso andranno valutati e CHIESTI a lui personalmente quale unico responsabile di questo atto tanto inqualificabile quanto dalla dubbia utilità, mi auguro che il Sig. VISCO sparisca definitivamente dalla scena politica italiana e si ritiri (lui che può farlo) a godersi la milionaria pensione da parlamentare che leggi scellerate (quanto l'atto di cui stiamo discutendo) per decenni hanno regalato a uomini politici che non hanno mai lavorato neppure un'ora in fabbrica o in cantiere e che non sanno neanche dire quanto costa un litro di latte o un kilo di pane !
laioc
30 aprile 2008 00:00
comunisti di merda
claudio
30 aprile 2008 00:00
Fate bene a denunciare!!!! è una cosa vergogniosa tutti questi dati resi pubblici in questo modo!!
aldilà della privacy c'è anche il pericolo che questi dati siano andati in possesso di qualche male intenzionato!!! e possa commettere crimini contro una qualsiasi persona... faccio un es... come il sequestro di una persona in modo tale da minacciare con un riscatto ADEGUATO la famiglia.
comunque andate avanti è VERGOGNIOSO!!!!
Christian
30 aprile 2008 00:00
Fiduciosi che intraprenderete iniziative giudiziarie per questo gravissimo episodio, che potrebbe tra l'altro ripetersi o venir amplificato ed esposto mediante altri canali oltre a quello del sito web dell'Agenzia delle Entrate (dopotutto i dati sono stati già resi noti e divulgati, non solo dalla stampa, ma anche in altri siti...), attendiamo Vostre cortesi aggiornamenti sulla questione.
Un gruppo d'amici.
ORAZIO
30 aprile 2008 00:00
sono venuto a conoscenza oggi di questa grave mancanza del precedente governo l'ultima ciliegina sulla torta prima di andarsene e che finalmente il popolo italiano ha mandato a casa spero per sempre. vorrei sapere se i cittadini possono appellarsi ad un indennizzo per la violazione della privacy contro queste persone incapaci e se voi ci potete dare una mano. distinti saluti
Rosario
30 aprile 2008 00:00
Penso che questa sia una parte molto privata delle nostre famiglie per ovvi motivi,penso sia alquanto pericoloso divugare questo tipo di informazioni personali e, spero tanto che chi puo'fare qualcosa si metta in moto per cambiare questa norma prima che sia troppo tardi.
Sergio
30 aprile 2008 00:00
Per le eprsone fisiche i dati pubblicati comprendono:
- comune di residenza fiscale
- data di nascita
- categoria prevalente di reddito
- codice attività
- reddito imponibile
- imposta netta
- tipologie di reddito
- volume d'affari
- tipo di modello dichiarativo
Credo che anche la nostra legge sulla privacy sia in questo modo violata.
Piero Elia
30 aprile 2008 00:00
Questo episodio è un ulteriore e gravissimo attentato alla democrazia! Quindi l'esatto contrario di quanto afferma l'ineffabile (e per fortuna) Vice Ministro Visco il quale continua a dire bugie!, ma questa non è una novità: Generale Speciale docet!
giovanni
30 aprile 2008 00:00
La solita legge per far passare da 'ladri' gli autonomi e da 'poveracci' i dipendenti.
Peccato che un autonomo faccia SOLO quel lavoro, che sia tartassato in mille altri modi, mentre TANTI MA VERAMENTE TANTI DIPENDENTI arrotondano con un doppio lavoro in nero che NON COMPARE nella LORO dichiarazione dei redditi.
Non me ne vogliano i DIPENDENTI ONESTI, non è di LORO che sto parlando.
bogie
01 maggio 2008 00:00
ATTOPPEEEEEE........ NON DICI NIENTE?
(governo PRODINO)bhaaaaaaaaaaaaaaaaaa
A....c..o
Michele L.
01 maggio 2008 00:00
Immagino sappiate già che l'intervento del Garante ormai è completamente inutile;la frittata è ormai fatta.
Chi ha avuto accesso a quei dati li ha scaricati per intero ed ora sono disponibili in rete (tipo, Emule)..
ed ora cosa si dovrebbe fare?
marisa
01 maggio 2008 00:00
Voi dell'aduc organizzatevi per una class action contro Visco,CI SAREMO TUTTI!!!!!!
Antonello 61
01 maggio 2008 00:00
Azione decisamente ridicola che mette in evidenza lo spessore di alcuni rappresentanti della classe politica.
Il "signor" Visco quanti minuti doveva stare ancora al governo? Vergognoso atto di meschina ripicca. Mi riservo con un bel gruppo di amici di varie estrazioni politiche, anche di sinistra, di ricorrere ad azioni legali a livello personale. VERGOGNA
Francesco Mangascià
01 maggio 2008 00:00
E' un atto così trasparentemente populista, nato solo per cercare di recuperare un po' dei consensi persi. Prova che la sinistra travasa ancora bile.
Stefano
01 maggio 2008 00:00
Ho saputo della notizia solo ieri....
Sono andato sul sito dell'agenzia dell'entrate ed ho visto che, la consultazione era stata bloccata.
Poi pero' apro emule, digito nelle ricerche (rete KAd) "redditi" o anche meglio "H501" e vedo uscire risultati interessanti.
Ne scarico uno (in formato testo) ed i dati sono validi (conosco una persona nell'elenco...) .
I redditi sono ovviamente quelli del 2005 ...
Se 2+2 fa 4...posso sospettare (o avere la quasi certezza) della provenienza di questi dati.
Ciao
blaster
01 maggio 2008 00:00
é un fatto vergognoso che solo un essere come Visco poteva fare ed avere pure il coraggio di difendere. Spero gli piovano addosso il più presto possibile migliaia di denunce, che venga ritenuto colpevole per tutto il possibile e che una volta tanto paghi per le sue responsabilità.
Già siamo spiati abbastanza da telecamere ecc. ecc., ora buttano ai quattro venti le dichiarazioni dei redditi di TUTTI gli italiani, il prossimo passo è contare quante volte al giorno ci grattiamo i coglioni?
Altro che privacy... tutti i fogli che firmiamo per avere il rispetto della privacy sono solo cartacce senza alcun valore, soprattutto dopo episodi come questo. Che presa per il culo.
Francesco
01 maggio 2008 00:00
Replicate questo messaggio se ritenete che i responsabili di questo atto antidemocratico debbano risarcire i danni ai cittadini italiani che hanno visto violati i propri diritti, primo tra tutti quello sulla privacy!
Sotto l'egida dell'associazione ADUC e, speriamo, tutte le altre associazioni di difesa del cittadino, del consumatore, del contribuente, ecc, possibilmente promuovere una Class Action nei confronti dei responsabili.
Povero Paese nostro...
Francesco da Roma
faby
01 maggio 2008 00:00
Non ho parole!!!!
Se Romano si difende dicendo che "la legge sulla privacy consente la pubblicazione delle dichiarazioni"...io penso "ok, le dichiarazioni sono pubbliche in Italia.....e le vedono gli italiani....così però sono visibili in tutto il mondo!" e, in ogni caso, non capisco per quale motivo i miei dati se ne debbano andare in giro, vista tutta la burocrazia che esiste e le tante firme che dobbiamo mettere per "la liberatoria sui dati sensibili" anche per comprare un frigorifero!!!!
mah!
Inoltre, ritengo che la dichiarazione dei redditi riguardi solo il privato cittadino e lo Stato italiano....e non il cittadino italiano e il resto del mondo!!!
Bella Italia!!!
Monica
02 maggio 2008 00:00
Egregi Signori, ad oggi, 2 maggio 2008, su emule si possono ancora scaricare dei file con i dati delle denunce dei redditi del 2005. Il garante non è riuscito ancora ad eliminare tutti i file esistenti. Per curiosità ... ne ho trovato uno della mia città ... all'interno c'erano i miei dati, di mia madre (deceduta), di mio padre, di mio fratello e di un numero considerevole di personaggi a me noti per oltre 320.000 righe di nomi. Come è possibile tutto ciò? A chi si possono chiedere i danni morali? Si può fare qualcosa?
Grazie per la collaborazione, e buon lavoro.
Monica Monaldi
Alberto
02 maggio 2008 00:00
sarei lieto di partecipare ad una class action contro visco perché ritengo che la diffusione dei dati dei redditi possa solo generare equivoci e invidie soprattutto in ambito lavorativo e familiare. pubblicate qualsiasi iniziativa in materia!
abc
02 maggio 2008 00:00
Se una cosa non crea nulla di utile, ma solo danni di diversa natura allora è meglio non farla (questo me l’ha detto mia figlia di 8 anni sig. ex vice ministro)
Trovato su un forum http://www.albertofalossi.com/post/Dichiarazione-redditi-italiani.aspx
che giro.
“Che bello, finalmente PRODI mi ha fatto risparmiare.
Ho potuto verificare con un paio di click che 2 delle tre persone che hanno richesto di lavorare nella mia ditta guadagnavano (nella ditta a noi concorrente) molto meno di quanto dichiarato. Quindi ho ritoccato la nostra offerta con un risparmi di oltre 1000 euro al mese per i prossimi 3 anni!!!
Grazie Prodi!!! Spero escano anche le API del sistema così da poter semplificare ulterirormente e magari lanciare un sistema automatico per facilitare l'head hunting (lista nomi dei candidati, target di stipendio che offre il cliente dell'agenzia, eta' media richiesta = nomi selezionati con un risparmi enorme sulla valutazione del potenziale stipendio per il candidato) e/o decidere quanto offrire come stipendio a chi invia il proprio curriculum.”
Ercole
02 maggio 2008 00:00
Dopo tanti sforzi dedicati a "istruire" gli internauti a tenere blindati i propri dati personali per evitare furti di identità, un visco qualsiasi pubblica nome, cognome, codice fiscale, indirizzo... complimenti e bingo per la prossima ondata di truffe in rete! i delinquenti informatici ringraziano, assicurando il viceministro che NON pagheranno tasse! a proposito, perchè visco non ha iniziato mettendo in rete i dati dei parlamentari (quelli sì obbligatoriamente pubblici)? doveva proprio rompere i cittadini normali (evasori sì, arrabattandosi per risparmiare un euro qui e un euro là su spesa e lavori, se no la fine mese arriva con il digiuno settimanale, altro che ramadan) Complimenti!
Pierino
02 maggio 2008 00:00
Una volta non c'era la legge sulla privacy e quindi si poteva anche divulgare previo documento di chi voleva sapere i redditi degli altri, oggi invece è stata violata la legge ed è giusto che sia fatta una denuncia contro chi la violata e che sia risarcito il danno a tutti quelli che lo richiedono in base alle tariffe stabilite dalla legge stessa sulla privacy,quindi se il contribuente ha firmato sulla dichiarazione dei redditi l'AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI AI SENSI
DELLA LEGGE 675/96, la quale dice che i dati riportati devono essere trattati solo per tale scopo e quindi non divulgati alle persone estranee all'AGENZIA dell'ENTRATE.
Non vale la pena altrimenti che scrivono queste cose sui modelli e tabulati!
Informativa sul trattamento dei dati personali ex art. 13 D. Lgs. 196/2003
Gentile contribuente, l’Agenzia delle Entrate La informa che i dati del conto corrente bancario o postale conferiti facoltativamente tramite questo modello, sono raccolti esclusivamente per l’espletamento del servizio "F24 online", che permette il pagamento online delle imposte.
Le informazioni vengono raccolte dagli intermediari abilitati al servizio Entratel, aderenti alla
convenzione “F24 cumulativo on line” mediante la presente delega e vengono trasmesse per via telematica
all’Agenzia delle Entrate, la quale li invierà alla banca o a Poste Italiane S.p.A., depositarie del conto, per
richiedere l'addebito delle somme dovute relative ai modelli F24 inviati telematicamente ed autorizzarne il
prelievo. L’Agenzia delle Entrate, gli intermediari, la banca e Poste Italiane S.p.A. gestiranno le informazioni
acquisite, ciascuno per la propria sfera di competenza, in qualità di titolari del trattamento, prevalentemente
con l’ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, attuando idonee misure di sicurezza per
garantire che i Suoi dati personali siano accurati, completi ed aggiornati per le finalità per cui vengono
gestiti, ed impiegando misure amministrative, tecniche e fisiche per tutelare le informazioni dall’alterazione,
la distruzione, la perdita, il furto, o l’utilizzo improprio o illegittimo.
Le informazioni contenute nella delega di pagamento sono trasmesse dall’Agenzia delle Entrate alla
banca o a Poste Italiane S.p.A., con sistemi di “cifratura”, tali cioè da renderne impossibile la lettura a
soggetti esterni non coinvolti nell’erogazione del servizio.
Per conoscere in modo più approfondito le politiche di tutela e salvaguardia delle informazioni che
Lei ci fornisce, e l’indirizzo cui rivolgersi per l’esercizio dei diritti riconosciuti dall’art. 7 del D. Lgs.
196/2003, La invitiamo a visitare il sito www.agenziaentrate.gov.it
Fede
02 maggio 2008 00:00
"ed ora cosa si dovrebbe fare?"
Se nelle liste pubblicate e ora su emule ci sono dati che la legge vietava di divulgare si seguono le vie legali.
FABRIZIO
02 maggio 2008 00:00
Replico a quanto ha scritto Giuliano dicendo che é vero quanto egli afferma.
In effetti da anni anche nella mia città c'é il vezzo di pubblicare in piazza, in una bacheca pubblica, alla pubblica gogna, dichiarazioni dei redditi di esponenti noti quali notai, gioielleri, banchieri ecc.
Non ho mai capito la motivazione di tale procedura in quanto se doveva servire a smascherare evasori plateali quanto evidenti, non ha sicuramente colto nel segno.
Ricordo di un gioielliere che denunciava meno di un operaio e ovviamente nessuno di noi ha mai creduto alla bontà di tale dichiarazione.
Ma il problema é che a quanto pare invece ci credeva il fisco in quanto tale gioielliere ha continuato per anni a denunciare cifre simili e nessuno di coloro che dovevano controllare, ha mai avuto l'ardire di andare a vedere se era vero, per cui la "gogna" in effetti non ha mai funzionato.
Forse, invece di mostrare tali dati alla pubblica mercé, sarebbe stato meglio che i solerti funzionari avessero alzato il "culo" dalla sedia e fossero andati di persona a vedere il tenore di vita di quel tizio !
Ma mi viene un dubbio:
Vuoi vedere che la mossa di Visco (e l'abitudine di mostrare al pubblico i redditi altrui) é un modo per sollecitare la pubblica delazione ed invitare gli "invidiosi" a fare le spie ?
Già, infatti ricordate quando fu inaugurato il 117 ?
Fu detto che era il numero di telefono per segnalare gli evasori !!!!
Scellerato quel paese che, incapace di autogovernarsi ha bisogno di ricorrere alle spie !!!!!
Vuoi vedere che questo era proprio l'obiettivo di Visco ?
cittadino
02 maggio 2008 00:00
Le dichiarazioni dei redditi sono riapparse sulle reti peer to peer, eMule in testa.
Numerosi sono infatti gli italiani che ieri, una volta avuto accesso a quei preziosi file, ne hanno salvata una copia sul proprio Pc. E a migliaia li stanno condividendo in queste ore.
I file più condivisi riguardano i dati dei contribuenti delle maggiori città: Roma, Milano, Torino in testa. Ma anche Bergamo, Trento, Napoli, Pavia, Reggio Calabria, Como, Genova, in file più o meno completi: per alcune città si trovano solo i dati dei contribuenti i cui cognomi vanno dalla F alla L, o dalla S alla Z.
Sono molto condivisi anche i dati relativi a numerosi centri minori, anche di pochi centinaia di abitanti. Qui la "copertura" è ancora più a macchia di leopardo: i file sono stati probabilmente salvati e poi messi in rete da qualche abitante del luogo, o da chi per qualche motivo ieri ha sentito la necessità di consultare proprio quei dati.
Di moltissimi altri comuni invece non c'è traccia, anche perché con il diminuire del numero di abitanti cala drasticamente anche la probabilità che qualcuno abbia salvato i dati relativi a quel comune. Ma se vivete a Bascapè (provincia di Pavia, 1500 abitanti), Buttigliera (provincia di Asti, 2300 abitanti), Dignano (provincia di Udine, 2300 abitanti), Vallebona (provincia di Imperia, 1200 abitanti) o Valentano (provincia di Viterbo, 3000 abitanti), sentitevi come se aveste vinto alla lotteria: siete stati "estratti" e le vostre dichiarazioni dei redditi del 2005 sono di nuovo online.
Così in rete è facilissimo scaricare oggi questi dati, basta cercare con un client eMule il nome del comune interessato, o ancora fare una ricerca generica per "redditi", "dichiarazioni", "entrate" e simili. C'è anche chi ha proposto di catalogare i file secondo un formato ben preciso, lo stesso utilizzato dall'Agenzia delle Entrate. Così basta cercare "p-2005" per trovare anche quei piccoli comuni che mai sareste andati a cercare.
Non tutti gli italiani sono d'accordo con la decisione del Garante della Privacy di rimuovere i dati dal sito dell'Agenzia delle Entrate. Così la decisione di salvare il salvabile, o meglio quanto "salvato" dal proprio Pc, magari nella cache del browser, e di metterlo a disposizione della comunità.
C'è anche chi ha organizzato i dati di tutta la città di Milano in un gigantesco foglio Excel, un file di 24 Mbyte. Ma quando lo scarichi scopri che in ogni casella del documento c'è una sola scritta: "Fatti i c... tuoi!". Evidentemente questo file-beffa è stato messo in rete da qualcuno che ritiene che i dati fiscali degli italiani non vadano divulgati.
C'è un'altra considerazione da fare. Se l'intero archivio non dovesse tornare online, come è probabile, ci sarà una discriminazione tra chi vive in una grande città (o magari uno dei paesi di cui accennavamo sopra), il cui reddito è ormai di dominio pubblico, e chi invece vive altrove e i suoi dati non sono più disponibili nemmeno sulle reti peer to peer.
comunista per sempre
03 maggio 2008 00:00
bravo giorgio