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Alex 16 maggio 2008 00:00
La citazione sarebbe di Alessandro Manzoni.
Evito di commentare la cosidetta integrazione.
Maurizio 19 giugno 2008 00:00
In una società organizzata esistono sulla carta delle &quot;regole&quot;. Ognuno &quot;teoricamente&quot; dovrebbe rispettarle. In natura, per mille o più motivi, esistono i &quot;buoni&quot; e i &quot;cattivi&quot;. Tutti quanti messi insieme dovrebbero convivere nel rispetto di questo patto che la società si è imposto per non vivere nel caos. Molti rispettano queste regole, ma molti fanno i furbi e le eludono. Nel momento in cui qualcuno preposto a fare rispettare &quot;le regole&quot;, applica le sansioni previste, questi viene ostacolato, sbeffeggiato, visto come un nazista, senza cuore, razzista, fascista, classista, e nemico dei più deboli. Ora, a proposito di integrazione; come previsto dalla legge &quot;Norme in favore dei Rom&quot; di 23 anni fa, mi chiedo: <<&quot;quanti dei vecchi amministratori di vario colore politico..., si sono avvicendati nella regione Lazio?&quot;>> Purtroppo, ognuno ha dovuto dare conto e ragione a &quot;QUALCUNO...&quot;, accontentare molti e non ha potuto realizzare questo &quot;sogno&quot; dell&#39;avvio all&#39;integrazione dei ROM. Umanamente credo che , a parte le ideologie, ognuno di noi di fronte a scene pietose di degrado o di differenze sociali, provi un moto di ribellione di fronte a tanta ingiustizia. Devo anche,in modo pratico, fare notare che la pietà o la comprensione sono sentimenti nobili, ma si dovrebbero accoppiare bene con chi li riceve e ottenere in cambio da questi il rispetto della disciplina ed il comportamento civile in base a quelle &quot;regole&quot; di chi li ospita. Nessuno di noi, credo, per pietà o buonismo sarà disposto ad ospitare in casa propria una famiglia ROM che per tradizione e cultura ha abitudini diverse dalle nostre. Penso che i teorici del buonismo non siano disposti a ospitare in casa propria gente che userebbe il loro l&#39;appartamento come un campo ROM (per cultura). Il teorico risponderebbe che dipende da noi educarli. Come puoi sradicare dalla mente un modo di vivere, solo perchè qualcuno per &quot;utopia&quot; vuole fare diventare un musulmano/cristiano e un ROM/svizzero. In 148 anni dall&#39;unità d&#39;Italia, ancora oggi non riusciamo a fare diventare un calabrese/lombardo e pretendiamo di cancellare con una legge migliaia di anni di storia di vari popoli. Anche se impossibile, l&#39;unica soluzione onesta, reale e civile sarebbe questa: &quot;ogni esponente di una nazione, religione, cultura, mentalità o abitudini diverse dal popolo che lo ospita, è obbligato a rispettare quelle regole del paese ospitante, pena l&#39;espulsione in casi gravi o la sansione prevista, se ospite regolare&quot;. Anche se l&#39;ospite è sacro, non può diventare il nostro &quot;padrone&quot; solo perchè, ipocritamente, dobbiamo essere politicamente corretti. Se l&#39;ospite non si adegua al nostro modo di vivere, diventa un cattivo ospite e va invitato a comportarsi bene, altrimenti gli chiederemo,
educatamente, di lasciare la nostra casa, perchè &quot;l&#39;ospite se non gradito, dopo tre giorni puzza&quot;. Siate realisti e non utopìsti.
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