Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
giorgio 16 luglio 2008 00:00
Questa storia dei preservativi è ora che finisca.
Se la Chiesa - o meglio la Gerarchia Ecclesiastica (sarebbe ora di cominciare a denominare correttamente ciò che è, e la Chiesa è l'unità dei credenti in Cristo e come tale non è un organismo che delibera disposizioni ecc, ecc.) - esprime le proprie indicazioni sull'utilizzo del preservativo secondo una morale avente una propria coerenza di pensiero, credo che ciò sia democraticamente nel suo pieno diritto farlo.
Come pure sta nel diritto di libertà di scelta di ogni individuo accoglierla o meno.
Diciamo che ogni discussione in merito rientra nell'ambito dei fatti privati?
Bene, allora se ci diciamo democratici, lasciamo che ogni parte esprima il proprio pensiero e - nel rispetto delle libere scelte e di una democrazia di pensiero - evitiamo gli "sfottò" Copernicani.
A proposito di questi, va detto che è facile nel 2008 per Lei, Dott.Mastrantoni, giudicare il pensiero di uomini di 500 anni fa, reduci di quella cultura Tolemaica, che sosteneva la concezione geocentrica.
Copernico con nel suo "De revolutionibus orbium coelestium" (pubblicata postuma nel 1543; iniziata però nel 1506 e terminata nel 1530) formula la teoria Eliocentrica.
L'impostazione teorica dell'opera non smosse nè scandalizzò il pensiero del tempo, cosa che invece non valse per il grande scienziato Galileo Galilei, che ebbe ad essere inquisito per la ripresa scientifica di tali teorie.
Le quali furono però dimostrato solo da Isaac Newton nella prima metà del 700.
Mi si perdoni questa non breve esposizione, ma serve per dimostrare che l'idea rivoluzionaria di Copernico impiegò ben 200 anni per prendere il proprio posto nella società laica.
Mi pare intellettualmente disonesto attribuire alla Chiesa la responsabilità di questo rifiuto, frutto di un coservatorismo generalizzato.
Mi pare altresì intellettualmente disonesto cavalcare questi luoghi comuni che - seppur storicamente in qualche modo avvenuti - vengono esposti in modo strumentale e fuorviante, ben lontani dalla verità storica, al solo scopo di alimentare una populistica avversione per la Chiesa.
Sono lontani i tempi in cui la discussione avveniva fra galantuomini nel rispetto dell'avversario.
Per finire riprendo il concetto già detto, secondo il quale immersi nella mentalità del 2008 è facile criticare come retrogradi i pensatori di 500 o anche solamente di 300 anni addietro.
Facile ma scientificamente scorretto.
pinetree 17 luglio 2008 00:00
Giorgio dice:
"Mi pare intellettualmente disonesto attribuire alla Chiesa la responsabilità di questo rifiuto, frutto di un coservatorismo generalizzato."
----------------------------------------
Non ti sembra che forse la chiesa riusciva a quei tempi a condizionare i fedeli (la maggioranza della popolazione), esattamente come riesce a fare oggi.
giorgio 17 luglio 2008 00:00
Gent.mo Pinetree,
Lei è l'unico lettore del mio grido nel deserto e già per questo La ringrazio.
La ringrazio anche per la Sua provocazione, poichè mi dà l'occasione di sottolineare un aspetto, che pare contrastare con la Sua convinzione.
Il 29 marzo 2008 sulle pagine dell'Osservatore Romano si leggeva un'intervista di mons. Vittorio Formenti - curatore dell'ultima edizione dell'Annuario Pontificio, volume che raccoglie ogni anno nomi e indirizzi di tutti i Vescovi, organismi e congregazioni religiose della Chiesa cattolica nel mondo - all'interno della quale egli sostiene che i cattolici nel mondo sono il 17,4% della popolazione mondiale ( dati riferitio al 2006) mentre la popolazione musulmana veniva stimata al 19,2%.
Se invece si considera tutto il mondo Cristiano (cattolici, ortodossi, anglicani, protestanti) allora si raggiunge il 33% della popolazione mondiale.
Come vede caro - ed unico - interlocutore, la maggioranza di cui Lei parla non solo non esite nel ristretto ambito del cattolicesimo, ma neppure in quello più vasto del Cristianesimo.
E se maggioranza non c'è, mi domando perchè tanto accanimento contro questa minoranza Cristiana o - peggio ancora - cattolica.
Il "condizionamento" di cui Lei parla, credo proprio che oggi non sia possibile: i numeri parlano da sè.
500 anni fa, invece, su quali basi lo si può sostenere?
Certo ritengo che il potere temporale della Gerarchia ecclesiastica assomigliava molto a quello delle dinastie reali...Lo sa che Copernico - visto che ne abbiamo parlato - era canonico presso la cattedrale di Frombork e aveva uno zio Vescovo, che desiderava divenisse Vescovo anche il nipote Niccolò? Eh, già! Copernico ha studiato apparteneva a quella cultura cattolica di allora. Non trova buffo che queste sue idee rivoluzionarie siano nate proprio in seno alla cultura della Chiesa medesima?
Sà cosa penso io? Che all'interno della Chiesa ci sono - come in tutta l'umana società - i buoni e i cattivi (mi perdoni - vero - la banalizzazione, ma capisca il contenuto) è se è vero che Cristo ha promesso la sua presenza viva all'interno della Chiesa, "gli inferi non prevaranno su di essa". Cioè esisteranno sempre uomini illuminati e intellettualmente onesti, che saprano condurre la chiesa - comunità dei credenti - verso quel destino per cui è stata fondata da Cristo.
Certo, bisogna credere in Cristo!
E a volte un pò anche in qualche uomo.
Dirò ancora una cosa e poi chiuderò: l'adesione alla chiesa oggi è una adesione libera e grazie a Dio oggi è più facile contrastare - nel senso che si trova più compagnia e solidarietà - i principi morali e di fede cattolici, che non aderirvi e testimoniarli.
Le auguro di riuscire ad ascoltare le campane che le piacciono e anche quelle che non le piacciono, in modo tale da riuscire a formarsi una propria opinione sui fatti, che sono quasi sempre strumentalizzati.
Come dice Adriano Celentano: c'è sempre un motivo. In fondo la sfida di individuarlo è stimolante, no?
Un augurio di ogni bene.
Giorgio
Isaia Kwick 18 luglio 2008 00:00
Bene, finalmente questi finocchi si inculano con il condom.
Isaia Kwick Zingaro ROM
Topesio 18 luglio 2008 00:00
Troppo facile affermare
"la Chiesa esprime le proprie indicazioni sull'utilizzo del preservativo secondo una morale avente una propria coerenza di pensiero, credo che ciò sia democraticamente nel suo pieno diritto farlo.
Come pure sta nel diritto di libertà di scelta di ogni individuo accoglierla o meno".
Ci si dovrebbe anche interrogare criticamente circa gli effetti di certe prese di posizione, effetti certamente reali, se si pensa ad esempio alla diffusione dell'aids nei paesi dell'Africa.
Esiste per me una responsabilità morale nell'infinità di morti per tale causa, responsabilità che la Chiesa secondo me farebbe bene a prendere in considerazione.
Giorgio 21 luglio 2008 00:00
Gent.mo Topesio,
Lei ha ragione.
E' proprio vero che bisognerebbe interrogarsi criticamente circa gli effetti di certe prese di posizione.
Veda, questa è una regola a mio modesto avviso, universale.
Lei la pensa riferita - ovviamente - al problema del preservativo in africa...
Sembrerebbe che la colpa della diffusione del virus, sia da attribuire alla Chiesa Cattolica, con le sue posizioni sull'argomento.
Lei pensa veramente che una posizione differente della Chiesa possa spostare l'esito della diffusione?
Io non lo so, non lo so proprio! Non ho elementi per poter giudicare.
Posso al più operare un ragionamento, considerando la piattaforma sulla quale la Chiesa può esercitare la propria influenza morale, influendo quindi sulla società (ho già esposto in precedenza i numeri, che mi paiono non controvertibili: presenza di Cristiani Cattolici nel MONDO pari al 17,4%).
Ebbene mi domando come possa una così piccola percentuale di aderenti comportare il successo di una operazione anti-HIV con l'utilizzo del preservativo.
O gli infetti sono solo i cattolici e allora il provvedimento avrebbe successo, o il contributo sarebbe di fatto ininfluente.
Dia Lei la risposta.
Credo però che vi sia un ulteriore aspetto, che valga lo sforzo di affrontare e cercherò di esporlo con un esempio.
Supponga che il Partito di Rifondazione Comunista - recentemente escluso dalla compagine Parlamentare per volere del popolo (il che non significa che sia "assolutamente" corretto) al fine di allargare il bacino elettorale per rinforzare il consenso, riveda le sue posizioni di fondo e rinunci alla lotta di classe, ritenendola retrograda ed anacronistica.
Lo potrebbe fare, secondo Lei? Certo che sì, dico io, ma a quale prezzo?
Alla perdita della propria identità politica.
Forse l'esempio è un pò tirato, lo capisco, ma credo valga a rendere l'idea.
L'insegnamento della Chiesa sull'argomento procreazione è inquadrato in un ambito ben chiaro e circostanziato.
Deriva da tutta una serie di implicazioni non solo morali, ma anche teologiche e psicologiche, nel coerente concetto di rispetto della persona umana (tutta intera, parte spirituale compresa).
E' ovvio che tale posizione non può essere capita da colui che non condivide l'ideale espresso dalla Chiesa Cattolica.
Per capire bisogna conoscere e per conoscere bisogna avere la pazienza e l'umiltà di ascoltare in modo non preconcetto, cioè non arroccati sulla propria posizione.
Purtroppo questo esercizio di ascolto non è facile e dunque anche la comprensione (non dico la condivisione, che può esistere solo dopo) diventa ardua.
Alcune "posizioni ufficiali" non possono che essere tratte in coerenza con quel quadro di pensiero a cui ci si riferiva poc'anzi, pena la perdita di identità.
Credo tuttavia che ogni situazione sia del tutto personale e solo l'individuo può e deve decidere il da farsi.
La Chiesa fornisce l'indicazione di quella che è ritenuta la via ortodossa, ma sta al primato di ogni coscienza ben formata e ben informata decidere per sè.
A Dio il giudizio, non certo agli uomini.
E se così non fosse, dove collocheremmo il libero arbitrio di cui tutti siamo dotati?
Carissimo Topesio, dobbiamo accettare di essere immersi - nostro malgrado - nel mistero e che la nostra ratio non fornisce risposta certa a qualsiasi domanda.
Cordiali saluti
⚠ segnala contenuto inappropriato