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Riccardo 12 agosto 2008 00:00
Cesare Geronzi I giudici di Parma lo hanno interdetto a 27 mesi di distanza dal crac di Calisto Tanzi e messo sotto accusa per bancarotta e usura.
Sergio Cragnotti uomo del crac Cirio è stato arrestato nel febbraio 2004, 15 mesi dopo il default.
Giuseppe Ciarrapico ha messo insieme un gruppo (Italfin 80) in pochi anni comprando cliniche ed acque minerali. Al momento del crac di Italfin 80, l’istituto romano risulterà impegnato per 300 dei 450 miliardi di lire dell’insolvenza.
Grazie al rapporto personale fra Ciarrapico e Berlusconi, la penetrazione su Milano si è completata con la nascita di un rapporto d’affari Fininvest-Banca di Roma. Nella fase precedente la quotazione di Mediaset (1996), la Fininvest èstata sostenuta dai crediti di Geronzi quando nessuna banca credeva più nell’indebitatissima holding del Biscione.
Nel 1993 Ciarrapico e Cragnotti, che si erano comprati Roma e Lazio, sono finiti in carcere. Berlusconi è stato messo sotto inchiesta. Dirigenti dello stesso gruppo bancario romano sono finiti sotto indagine per i certificati di deposito rubati del Banco di Santo Spirito.
Antonio Fazio ha vietato agli olandesi di realizzare il polo Capitalia-Antonveneta che avrebbe garantito a Geronzi un gruppo bancario radicato sull‚intero territorio nazionale, dagli sportelli siciliani alle agenzie in Cadore puntando sull'Antonveneta di Fiorani, anch'egli inquisito con Stefano Ricucci e i furbetti del quartierino.
Come se non bastassero i crac Cirio e Parmalat, la Direzione distrettuale antimafia di Roma ha appena aperto un’inchiesta per un buco da 80 milioni di euro, denunciato dallo stesso ufficio legale dell’istituto romano ma creato da dirigenti di Capitalia con l’appoggio di professionisti esterni.
E senza addentrarsi nei misteri Calvi(morto "suicidato" a Londra), Sindona (morto avvelenato in carcere), Banco Ambrosiano e IOR mi sembra che ce ne sia più che a sufficienza per dimostrare la tesi dell'associazione a delinquere della peggiore specie.
Maria Grazia 15 agosto 2008 00:00
Ho stipulato un mutuo con Banca Intesa e su suggerimento e consiglio del vicedirettore a tasso variabile, in tre anni la rata semestrale mi è aumentata di 11.000 Euro e malgrado da un anno chiedo di rinegoziare sia lo spread (1.50)che il mutuo, non ho ricevuto nè risposta nè un appuntamento dalla direttrice.
Adesso ho fatto scrivere da un avvocato, ma è possibile riavere i soldi che mi hanno preso?
La rata del mutuo è di Euro 15.000 il restante sono gli interessi della banca, non è strozzinaggio?
Che cosa dobbiamo fare contro l'associazione a delinquere delle banche?
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