Annapaola Laldi
16 settembre 2008 00:00
Può anche darsi che la nascita dellla maestra plurima sia dovuta prima di tutto a un problema occupazionale. Ma, scusate, il ritorno alla maestra unica non è anch'esso dettato da un problema estrinseco alla pedagogia, cioè al bisogno di risparmiare? E allora lasciamo perdere questa diatriba.
Guardiamo invece al lato pedagogico della questione, che esiste e forse oggi più di ieri e certamente più di ieri l'altro. Infatti il moltiplicarsi dei saperi e delle varie "educazioni a...", la necessità dichiarata anche dall'attuale ministra dell'istruzione che i bambini devono imparare l'inglese e l'informatica fin da piccoli, fa sì che una persona sola, sia pure colta piena di buona volontà e di dedizione alla sua professione, non possa soddisfare tutte queste esigenze pedagogiche e didattiche. Voglio sperare che siamo tutti d'accordo sul ritenere superata la figura del sapiente-filosofo-medico-scienziato (e chi più ne ha più ne metta). E se questa figura, ideale dell'antichità e anche del nostro Rinascimento, è superata e impossibile da recuperare, perché non sarebbe superata la figura della maestra unica? Che poi la pluralità di insegnanti nella scuola elementare possa frastornare i bambini e le bambine e possa anche prestarsi ad abusi a causa di persone poco serie che sfruttano questa cosa per fare poco o niente, è un altro paio di maniche che va affrontato seriamente; ma in nome di ciò non si può cancellare con un colpo di spugna e per giunta per decreto legge una innovazione che, lo ripeto, ha oggi, più di ieri, una seria ragion d'essere didattica e pedagogica e che ha trovato applicazioni convincenti là dove è stato gestito da persone serie e motivate (che a mio avviso sono comunque la maggioranza, checché se ne dica da tanti pulpiti).
Vi è inoltre un aspetto sociale, ma anch'esso strettamente intrecciato a quello didattico e pedagogico, là dove i bambini e le bambine (come anche i ragazzi e le ragazze delle medie) non abbiano a casa un supporto valido per aiutarli ad elaborare quanto appreso a scuola o addirittura, tornando troppo presto a casa, la trovino semplicemente deserta.
A tutto ciò sembra che la ministra Gelmini, che si dice sensibile ai problemi delle famiglie, non abbia minimamente pensato. Per ora almeno. Spero tanto per lei e per tutta la nostra società sempre più disastrata da alzate d'ingegno estemporanee e demagogiche che si ricreda presto e affronti questo e altri problemi della scuola con la stessa serietà e responsabilità che giustamente chiede ad alunni e alunne, reintroducendo il voto di condotta. Che, se ne dovessi darne uno a lei, in questo momento, non sarebbe certo lusinghiero.
roberto
16 settembre 2008 00:00
Non entro nel merito pedagocico se è meglio una di maestra o tre. Dico solo questo: se il ministro vuol risparmiare cominci pure dal chiudere il rubinetto dei soldi versati alle scuole per i cosidetti "progetti" sono circa 60 mila euro a scuola circa. Moltiplicati per tante scuole , fate voi il conto. Cominci ad abolire i corsi di recupero in itinere e estivi; altra valanga di soldi da risparmiare. Riveda un poco la figura del Dir Scolastico. Gli ultimi , vincitori di concorso, non sanno nemmeno un fico secco di normativa. Sono completamente incapaci. ( non tutti ovviamente).Cerchi di risparmiare un poco sulla maturità: ad esempio portando a cinque le materie e togliendo quella gran buffonata della terza prova, facendo modo di finire entro il 30 giugno eviterebbe di pagare prebende ai docenti. Ma ho paura che di incompetenti al governo ce ne siano molti!
Lucio Musto
17 settembre 2008 00:00
Che il motivo della protesta sia squisitamente occupazionale (ma anche di maggior lavoro e minore possibilità di meritati riposini) mi sembra evidente ed anche giustificato.
Non ha senso fare inutili moralismi. Chi deve lavorare di più per guadagnare lo stesso, o chi vede sfumare l'opportunità del "posto fisso" ha ottimi motivi per lamentarsi...
Dal punto pedagogico invece, mi sembra proprio che manchi qualcosa.
Come curiosone di forum e blog e girandolone delle fonti d'informazione ho avuto la sensazione che si sia persa del tutto la cognizione della differenza fra "Maestro" e "Professore"... Che invece una volta era fondamentale.
Vogliamo dire che la fondamentale figura del maestro non esiste più perché il suo ruolo è stato delegato alle assistenti dei nidi e delle scuole materne?...
Potrebbe essere una cosa vera.
Se così fosse non occorrerebbe riorganizzare i maestri, ma eliminare le elementari!
Lucio Musto
paul
17 settembre 2008 00:00
ma cosa si insegna ai bambini alle elementari?
1-a leggere
2-a scrivere
3-a fare le operazioni aritmetiche e imparare a memoria le tabelline.
E per tutto questo sapere ci vogliono 3 maestri? Allora è meglio mandarli a scuola dai carabinieri delle barzellette (che vanno sempre in coppia x chè uno sa scrivere e l'altro sa leggere). almeno si risparma un maestro