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blaster 30 ottobre 2008 00:00
concordo pienamente da quanto scritto dall'autore: purtroppo spesso chi ci va di mezzo con queste manifestazioni sono i lavoratori che hanno bisogno di fare i loro spostamenti. Andare a bloccare o rallentare i movimenti di veicoli pubblici e privati per una semplice manifestazione vuol dire limitare i bisogni altrui.
Gianni 30 ottobre 2008 00:00
Quando si calpestano, legalizzando delle prepotenze con leggi infami, e non mi riferisco solo alla scuola, i diritti di tutti i cittadini, come sta facendo questo governo, ogni forma di manifestazione è giustificata.
Gianni

Isaia Kwick 30 ottobre 2008 00:00
Ecco riflettiamo bene su cio'; e soprattutto la pattuglia radicale nel PD quando forma un gruppo parlamentare a se?
Isaia Kwick Zingaro ROM
Fabian 31 ottobre 2008 00:00
Sono pienamente daccordo sul fatto che l'occupazione delle stazioni sia un disagio, come lo è del resto qualsiasi sciopero. Manifestazioni e scioperi in quanto strumenti per esprimere malcontento/malessere/disapprovazione hanno chiaramente bisogno di 'farsi sentire' di avere impatto e conseguentemente anche di creare disagio.
Se così non fosse a cosa servirebbero?

So perfettamente cosa significhi rimanere bloccati una giornata in una stazione con la stanchezza di una giornata lavorativa alle spalle e magari pure caricati di bagaglio; ma per quale motivo viviamo se non per dare un futuro ed una speranza di vita migliore ai nostri figli?

Son bene come questa lercia classe politica calcoli i nostri figli, s'è visto e lo si vede tutti i giorni, non è comunque un buon motivo per smettere di combattere e se il caso, anche di stringere cinghia e denti.
Francesco Mangascià 31 ottobre 2008 00:00
Se un forma di protesta crea pericolo agli altri, è illegale, e tale deve essere considerata.
De Pravato 31 ottobre 2008 00:00
Stronzo!

Lo sai chi fa le leggi? - Il Governo!
Lo sai chi le approva? - Il Parlamento!
Lo sai chi le firma? - Il Capo dello Stato!

Lo sai chi delega tutta questa marmaglia a governare? La maggioranza degli italiani!

Così funziona la democrazia, ogni democrazia...

E chi non è d'accordo, gli stronzi come te o le vittime come me altro non devono fare che fottersi e tacere... Sennò quelli che te lo mettono in culo (e sono la maggioranza), ci godono ancora di più!

V'è piaciuta la democrazia?... ed allora giù le mutande!
De Pravato 31 ottobre 2008 00:00
Signor Donvito,
ma perché un sito così impegnato come l'ADUC non va mai una indagine economica su quanti euro costa uno sciopero all'Azienda Italia?

Eppure gente che sa contare e fare calcoli, come la signora Annapaola Laldi pure ce l'avete!
Ed Utenti e Consumatori dell'Azienda Italia... lo siamo tutti!

I De pravato come me ed i Gentiluomini come Lei!... e tutti, dovremmo essere aggiornati, su certe cose!

Non crede, signor Presidente?
Reato 31 ottobre 2008 00:00
La libertà di sciopero e di manifestazione è costituzionalmente garantita.

Ma quando chi la esercita impedisce ad altri cittadini di usufruire di diritti altrettanto fondamentali, commettendo REATI (come l'occupazione di una scuola o di una stazione ferroviaria), lo Stato deve intervenire.

E' alla base dello stato di diritto e della democrazia.
ORA BASTA! 31 ottobre 2008 00:00
Scrive Fabian:
...Sono pienamente daccordo sul fatto che l'occupazione delle stazioni sia un disagio...

No, Fabian: non è un disagio. E' un REATO.
Io, quando sciopero, non occupo le stazioni. E dato che lavoro in ambito sanitario, la Legge mi impone di scioperare lasciando però attivi i servizi esenziali.

Se tutti facessero come te, allora potrei chiudere un pronto soccorso e lasciar morire una persona per una qualsiasi rivendicazione.

La Legge esiste per tutelare i cittadini. Se lo studente vuol manifestare, è libero di farlo, sempre che:
- non evada l'obbligo scolastico
- non impedisca ad altri di usufruire del servizio scolastico
- non commetta reati.

Semplice, no? Il resto è sopruso.
Isaia Kwick 31 ottobre 2008 00:00
Il futuro ai nostri figli non gli si da rompendo i coglioni a tutti, si crea un futuro migliore con il rispetto.
Isaia Kwick Zingaro ROM
Gianni 31 ottobre 2008 00:00
In questo momento a dimostrare contro una legge infame, una delle tante che questo governo antidemocratico sta facendo, non è solo una categoria di lavoratori, sig. ORA BASTA, quindi il suo discorso sui servizi da lasciare attivi è fuori luogo.
Questo non è uno sciopero di una categoria per rivendicazioni sindacali lo ripeto questa è una protesta di cittadini di tutte le categorie contro una legge che molti giudicano sbagliata e dannosa per la scuola pubblica per i precari per i ricercatori e per le università.

Parla di democrazia ma non sa cosa voglia dire.

1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia. f.to Umberto Eco

Gianni
Francesco Mangascià 31 ottobre 2008 00:00
Gianni, scusi, lei ha citato Umberto Eco. Ha letto cosa ha detto Umberto Eco su questa riforma?
Francesco Mangascià 01 novembre 2008 00:00
Gianni, ha ragione quando parla di tutta la classe politica senza esclusioni di parte. Ma il popolo, non è così come lei dice, è solo una vittima.
Fabian 01 novembre 2008 00:00
Ripeto ancora una volta che una manifestazione o uno sciopero devono recare disagi per definizione altrimenti non riscuotono alcun interesse ed effetto.
Lo scipero (entro certi termini) non è reato mentre l'occupazione sì, siamo pienamente daccordo. Forse però qualcuno si dimentica che non è sempre stato così. Qualcuno si è dimenticato che il diritto allo sciopero è stato conquistato col sangue, con i morti, altro che occupazioni!

Comunque il quadro generale è chiaro. Per l'italiano va tutto bene, qualsiasi cosa, se il vicino spaccia o butta immondizia per la strada fa lo stesso basta che non rubi o non mi pisci sulla porta di casa, giusto? "Finchè non si toccano i miei interessi chissenefotte", questo è il pensiero generale.

Del resto se la classe politica di un paese è la diretta espressione e rappresentazione del popolo che l'ha votata abbiamo già detto tutto.

Ogni giorno se ne sente una nuova. Siamo perennemente tutti "increduli", "scandalizzati" e "incazzati" per appalti truccati, truffe, crack finanziari dei soliti noti, costi della PA, privilegi della casta, bolle speculative, balzelli (la lista è davvero infinita), tutte cose che gira e rigira, alla fine del percorso, "rientrano sempre in culo" al consumatore.

Forse sarebbe il caso di farsi un analisi di coscienza perchè se le cose stanno così è innanzitutto colpa nostra: dell'omertà, del menefreghismo, dell'egoismo e del lassismo che ci contraddistinguono come popolo.
aurim 02 novembre 2008 00:00
A Roma siamo stufi di manifestazioni sfilate e cortei e siamo anche stufi che queste siano percorse solamente o quasi da bandiere identificatorie di una parte politica che avrebbe dovuto fare il suo tempo ma che invece è sempre ricicciata, ma non si sono stufati? Non e che vanno bene le altre bandiere ma comuque non se ne può più. Io non sono uscito di casa ogni volta che si è manifestato perchè se mi dovessi trovare per caso in mezzo e dovessi scappare non lo potrei fare perchè non posso correre. E dai, basta. Ogni città deve manifestare se è propio indispensabile a casa sua.
Gianni 02 novembre 2008 00:00
Spiacente non ho letto cosa ha detto Umberto Eco sulla riforma.
Gianni
brutto&puzzolente 02 novembre 2008 00:00
La cultura vi fa paura / l'ignoranza è la vostra maggioranza
Francesco Mangascià 02 novembre 2008 00:00
Gianni, diciamo che stavolta, Umberto Eco, sta riflettendo.
ORA BASTA! 03 novembre 2008 00:00
Guardate che io condivido molti dei motivi per cui studenti, insegnanti e altri cittadini stanno manifestando contro la riforma Gelmini.

Ma c'è modo e modo di manifestare. "Creare disagio" può essere accettabile, finché non si commettono reati. E in uno Stato di diritto, i reati vanno puniti; anzi, la nostra Costituzione sancisce l'obbligatorietà dell'azione penale.

Quindi, anche se c'è un solo studente o un solo insegnante che vuole stare a scuola a studiare/insegnare, tale diritto va tutelato.

Occupare le stazioni e farla franca? Per me, chi fa così è allo stesso pari dei facinorosi che ogni domenica seminano distruzione intorno agli stadi. Sono semplicemente DELINQUENTI IMPUNITI.
Gianni 03 novembre 2008 00:00
Solo tre precisazioni:
Mettere sullo stesso piano chi va allo stadio per creare disordini e chi manifesta, per protestare contro un legge giudicata un errore ed un danno per la qualità della scuola ( mi piace sottolineare pubblica ), non mi pare ragionevole.
Questo governo non potrebbe neanche esistere se fosse stata osservata la costituzione. Se la vogliamo tirare in ballo allora facciamolo per tutto non solo per quello che ci piace. Sono i delinquenti che la fanno franca per prescrizioni o leggi ad personam sono la vera vergogna.
Quegli studenti, in piazza Navona mi pare, che manifestavano senza commettere reati, aggrediti da un gruppo di delinquenti armati di randelli tricolore e difesi dalla polizia, come lo definiamo, "Creare disagio". Aggredire con armi improprie è un reato, ma non mi pare sia stata richiesta l'azione penale.
Gianni
ORA BASTA! 04 novembre 2008 00:00
Caro Gianni,
qui non stavamo parlando di quella ignobile aggressione in Piazza Navona.

Qui stiamo commentando un articolo dell'ADUC che, in maniera molto chiara, fa notare come siano INCIVILI (oltre che illegali) le occupazioni delle stazioni ferroviarie.

Gli spazi per manifestare democraticamente il dissenso contro il decreto Gelmini (e anch'io, ripeto, sono tra coloro che si oppongono a questa "riforma") ci sono, nonostante questo Governo preferisca un popolo di obbedienti silenziosi.

Quindi: ben vengano le manifestazioni, i cortei, gli striscioni, gli articoli sui giornali, le apparizioni in televisione, e tutto quanto rientri nell'ambito dell'esercizio dei diritti di opinione.

Ma occupare una stazione è un reato, che limita pesantemente la libertà dei cittadini.

Sono d'accordo che in Italia ci sono reati molto più gravi che non vengono puniti (e in genere i loro autori sono i "soliti furbi"): ma io, come cittadino, non me la sento di commettere una violenza al mio prossimo semplicemente per far vedere che non sono d'accordo con il Governo!

A maggior ragione è gravissimo impedire agli studenti di frequentare le lezioni: oltre che un reato, è una violenza nei confronti di chi ha un'opinione diversa dalla nostra.
ORA BASTA! 04 novembre 2008 00:00
Un'altra cosa, Gianni:
a me questo Governo non piace affatto, e nemmeno a te mi par di capire.

Ma perché dici che "Questo governo non potrebbe neanche esistere se fosse stata osservata la costituzione"?

Dove è stata violata la Costituzione?

Questo è un governo che ha la fiducia di
un Parlamento eletto democraticamente dai cittadini: dobbiamo mettercelo in testa, una volta per tutte.

Io sono molto dispiaciuto di vedere il mio Paese nelle mani di Berlusconi: ma ricordo a tutti quelli che gridano all'"attentato alla costituzione" ogni volta che il nostro furbo presidente si fa approvare le leggi ad personam che gli evitano il carcere o che favoriscono Mediaset, che ciò avviene nel pieno rispetto del nostro ordinamento democratico.

Qualora ci fossero violazioni costituzionali, la Corte prenderebbe provvedimenti, come è sempre avvenuto.
Gianni 04 novembre 2008 00:00
Sig ORA BASTA
Al fondo della questione c'è una differenza di vedute sul fatto che durante una manifestazione non è giusto danneggiare i diritti degli altri, se cerco di essere obbiettivo Lei ha più ragione di me, ma alle volte ad essere corretti non si raggiunge lo scopo ed per questo che accetto e posso giustificare anche l'occupazione di una stazione, o di una scuola se la motivazione di questo atto mi sembra una reazione adeguata alla violenza subita.

Mi riferivo alla più nota e dibattuta questione, nella attuale fase politica, di carattere costituzionale relativa al conflitto di interessi per i titolari di cariche di Governo. Il conflitto tra interessi pubblici e interessi privati nello svolgimento di funzioni di governo.
E mi riferivo al fatto che sono stati eletti personaggi con questioni giudiziarie in corso o con condanne, ma questo forse esula da quanto previsto nella costituzione.
Poi c'è l'articolo tre della costituzione:
Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge.
A mio parere il sig. Berlusconi non potrebbe fare il presidente del consiglio dei ministri assieme ad altri numerosi parlamentari.
Gianni
ORA BASTA! 05 novembre 2008 00:00
Sig. Gianni,

Lei pensa che "alle volte ad essere corretti non si raggiunge lo scopo".

Anch'io lo penso, purtroppo.

Lei, però, giustifica "anche l'occupazione di una stazione, o di una scuola".

Quel che vorrei far capire, è che vanno benissimo le lotte "radicali"; ma chi compie tali gesti deve essere anche pronto a pagarne personalmente le conseguenze: un reato è un reato, e se compiuto insieme a più persone, ciò non è certo una attenuante: anzi, tecnicamente parlando è un'aggravante!

E poi, Lei reputa le occupazioni "una reazione adeguata alla violenza subita": quindi, a pagare la Sua (presunta) "violenza subita", devono essere altri cittadini? Non vedo proprio niente di democratico in questo.

Per chiarire: io e i miei colleghi, per protestare contro una "violenza subita", potremmo chiudere il Pronto Soccorso dove lavoriamo. Ma stia certo, caro Gianni, che il Prefetto ci prenderebbe uno per uno e aprirebbe un bel fascicolo per "interruzione aggravata di pubblico servizio"; salvo reati più gravi, se nel frattempo qualcuno ci avesse rimesso con la salute.
ORA BASTA! 05 novembre 2008 00:00
Ancora qualche parola, sig. Gianni:

impariamo a distinguere le cariche dalle persone che le ricoprono: se viene approvata una (pessima) legge che prevede immunità temporanee per il Presidente del Consiglio e altre "alte cariche", non c'è alcuna violazione dell'art. 3: semplicemente, "tutti i cittadini sono eguali" anche davanti a quella legge, ovvero essa vale ugualmente sia quando in carica c'è Silvio Berlusconi, sia quando ci sarà Pinco Pallino.

Il problema costituzionale sulle immunità, semmai, non sta nell'art. 3, quanto nella procedura da adottare per approvare una legge simile: qualche anno fa, alcune immunità erano previste direttamente in Costituzione; molti costituzionalisti ritengono pertanto che essa sia materia da affrontare non con legge ordinaria, ma con il "procedimento aggravato" (legge costituzionale o di revisione costituzionale).
Gianni 05 novembre 2008 00:00
Ho capito perfettamente il suo punto di vista, io rimango democraticamente del mio parere.
Lei mette nuovamente in ballo il pronto soccorso, è logico che ci siano servizi che devono garantire la continuità, un conto è una vita umana un conto è un treno in ritardo, ci vedo una bella sproporzione, nel contempo ricordo suoi colleghi che facevano un blocco stradale, mentre mantenevano attivo un pronto soccorso, allora questi sono giustificati per il blocco perché comunque il pronto soccorso era agibile.
Comunque nel mio punto di vista non c'è niente di democratico, lo so benissimo, è una violazione dei diritti altrui, non è giustificabile ma in certi casi necessario.
Non sono assolutamente d'accordo sulla interpretazione che Lei da all'articolo 3 della costituzione. Devono scrivere sulla costituzione se ci sono figure politiche o altro non giudicabili dalle leggi vigenti.
Come quasi sempre in queste discussioni poi ognuno rimane più o meno dello stesso parere per cui non interverrò più in repliche che poi diventano anche inutili.
I confronti sono comunque sempre utili se espressi correttamente.
P.S. In passato ho pagato personalmente, assieme ad altri, per un blocco stradale.
Gianni

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