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Annapaola Laldi 15 novembre 2008 00:00
Mi pare che questo triste episodio faccia il paio con quello di cui, mi pare un anno fa, fu involontaria protagonista la figlia di Donatella Poretti, il cui nome e indirizzo risultarono in possesso del Movimento per la vita senza che si riuscisse a sapere chi glielo aveva fornito. Sarebbe l'ora che le amministrazioni soprattutto pubbliche si attenessero al codice della privacy e diramassero severi ordini e diffide al proprio personale.
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