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anna grazia pirro 15 dicembre 2008 00:00
Nelle ultime settimane, si sono succeduti una serie di eventi meteorici, alcuni dei quali a carattere eccezionale, che hanno messo a dura a prova le infrastrutture della città ed anche le alberature.
In occasione di tali eventi si sono avute condizioni di vento - talvolta molte forte - che hanno colpito in modo non uniforme gli alberi, in alcuni casi danneggiati o addirittura crollati a terra, provocando un evento luttuoso e danni anche gravi.
Roma ha un patrimonio pubblico a gestione comunale di circa 350.000 alberi, di cui circa 150.000 posti ai lati delle sedi stradali.
La gestione di un patrimonio di tali dimensioni presuppone da parte della Pubblica Amministrazione la disponibilità di mezzi tecnici ed economici non indifferenti.
Alcuni anni fa il Servizio Giardini della città di Roma ha iniziato una campagna di monitoraggio sulla salute e sulla stabilità degli alberi con incarichi specifici a professionisti competenti e ciò ha comportato la possibilità di intervenire anche con tempestività nelle situazioni di maggior rischio, eliminando alberi pericolosi, poi sostituiti con nuovi soggetti arborei.
Le indagini sul monitoraggio biologico e statico degli alberi non sono purtroppo proseguite per mancanza di risorse economiche, anche se è proseguita, da parte del Servizio Giardini comunale l’opera di cura, manutenzione e messa in sicurezza delle alberature.
La città, ogni volta assiste a eventi eccezionali ed a fatti tragici come la morte del ragazzo di 13 anni schiacciato da un pioppo, si interroga, discute, si indigna; tuttavia sono forse pochi i romani che conoscono le difficoltà operative e la scarse risorse economiche con cui le competenti autorità si trovano a gestire il patrimonio arboreo di Roma.
La discontinuità della manutenzione è dovuta sia alla mancanza di una vera e propria programmazione nell’erogazione delle risorse che ad un inadeguato coordinamento della manutenzione su tutti gli impianti tecnici cittadini che spesso interferiscono con le alberature. A ciò va aggiunto che le cause del crollo degli alberi molto spesso non derivano da malattie o danni visibili: in certi casi i danni si verificano a livello delle radici, magari tagliate in occasione di lavori stradali e quindi i cedimenti sono spesso imprevedibili senza un esame specifico.
In un contesto così complesso e dipendente da un così alto numero di variabili emerge chiara l’esigenza di riprendere in modo sistematico il monitoraggio delle alberature, allo scopo di intervenire il più possibile in modo preventivo, riducendo i rischi per la collettività.
Il Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Roma, Patrizio Zucca, dando voce alla categoria “richiede l’immediata approvazione del Regolamento del Verde del Comune di Roma, fermo dal 2003, la prosecuzione delle attività di monitoraggio della stabilità arborea e l’incremento delle azioni di cura e manutenzione e messa in sicurezza delle alberature”.
“Il ricorso ai tecnici competenti per la gestione delle alberature cittadine e per una programmazione coerente delle attività connesse alla manutenzione dei parchi e giardini ed aiuole pubbliche – prosegue il presidente Zucca - non è più rimandabile. L’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Roma rappresenta i professionisti tecnici laureati in grado di dare un apporto fattivo nell’emergenza e nell’ordinarietà e si pone pertanto a disposizione della Pubblica Amministrazione anche per sopperire alla cronica carenza di personale tecnico”.
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