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Leonardo Pisani 19 dicembre 2008 00:00
molto chiaro ed interessante.
Frequento agriturismi da circa 18 anni, quando ancora non era nata la "moda". Ricordo che gli amici mi chiedevano se dovevo anche lavorare nei campi, ed io che gli spiegavo che ero semplicemente un ospite pagante e che non si trattava di una vacanza di lavoro.
Il rischio di fregature dipende anche dai regolamenti regionali che in alcuni casi sono di manica molto larga.
Per esempio in Toscana, che forse è la regione dove il fenomeno è più sviluppato, accanto a vere strutture agricole, è stata tollerata la presenza di "furbacchioni" che hanno restaurato delle antiche cascine, realizzando di fatto degli alberghi di campagna, decisamente costosi, dove il gestore fa la spesa al supermercato.
Viceversa in Abbruzzo ho trovato sempre delle strutture semplici e genuine, dove mi davano da mangiare i loro prodotti.

cordiali saluti
scocciato 19 dicembre 2008 00:00
Concordo. Una delle tante e solite truffe all'italiana dove ci sappiamo fare bene.
Ma tutto si riconduce al fatto che anche l'italiano persona cade e sostiene di fatto questi tranelli. Se una ditta vende lo stesso vino a 3 euro vuol significare che è cattivo, tossico, indegno della nostra casta di qualitativi(in bontà da eminenti esperti) degustatori; il medesimo vino, venduto a cinque volte di più magari con un'etichetta dorata, col nome altisonante di un'azienda di un conte o di un marchese( fa ancora colpo) di un qualche tenuta del vescovo, o del paesino di collina che ha saputo vendere bene la propria etichetta, dico il medesimo vino aumenta a dismisura la sua valenza, va sulla bocca di tutti, i mass-media lo elogiano, i governi fanno delle uscite all'estero con i vignaioli-magari agrituristici che lo comprano da altri contadini, per simposi e tour degustativi per indurre la massa gregaria a comperare e spendere-spendere-spendere.
Ho conoscenti titolari di aziende del genere.
Uno ha si del terreno attorno e produce uve(che porta alla cantina sociale) olive(che conferisce a un frantoio pubblico che poi gli riconsegna olii anche diversi), ma tutta mano d'opera rumena-nera-albanese, e in "azienda" nulla c'è di contadino, neppure una gallina, o un aratro(che non sia da museo).
Un'altro compra quasi tutto. Ma ci pensate a un contadino che ha il suo bel da fare ad accudire o munger vacche o pecore, a coltivare ettari di terreno, a fare ettari di orto per soddisfare i clienti che credono venga tutto da li? No il gestore non può puzzare di letame o di anticrittogamici; viaggia in giacca e cravatta, ha il mercedes suv, i figli sono professionisti in città, e la moglie, se ne ha voglia, fa qualche marmellata della “casa” con cuffietta di canapa della “nonna” ed etichetta pseudo fatta a mano. E la vende all’agriturista osannante a prezzi da gioielleria, perché solo quella è ottima e genuina.
Poi all’estero o in Italia, reclamizzano con brochures accattivanti, vanno a fiere e sagre e si intascano 80-100 euro a capoccia e poi, perché lì dopo c’è la cena del contadino(che si paga) però c’è il cuoco straniero, o la cameriera moldava. Comunque, se vogliono far più soldi, devono mettere la piscina(che va solo in agosto perché fa freddo), o imbonire la gente con l’esserci lì vicino un maneggio, la possibilità delle solite escursioni nei campi e nei paraggi, gite ai centri vicini, natura incontaminata (in mezzo ai campi?) ma a 1 km c'è il boschetto, ecc.
E il popolo paga e più paga e più è contento.
Altrimenti dove si manda il turista voglioso di "natura"? In tenda?


Andrea 20 dicembre 2008 00:00
Mi sembra doveroso ringraziarvi per tutto quello che state facendo.
In questo caso un consiglio Eccellente!!!
Buon Lavoro!!
mah 20 dicembre 2008 00:00
ma sì dai.. si vedono 3 galline, 2 oche, 4 pesci... e poi ogni sera cucinano per decine di persone uova, patè d'oca, dolci fatti in casa, ecc ecc.... ma quando mai?!?!
Ma quali??? 22 dicembre 2008 00:00
Ma esistono davvero gli agriturismi con quei requisiti?

In Toscana ormai sono tutti alberghi-ristoranti in campagna, di fatto ABUSIVI perché l'agricoltura semplicemente NON C'E', è solo un contorno di aspetto pseudo-tirolese che fa tanto FOLKLORE e attira frotte di milanesucci tanto felici di immergersi nella "NATURA"...

Ricordo che una decina di anni fa, un mio amico contadino iniziò ad ospitare qualche turista, proponendo davvero i suoi prodotti dei campi e dell'allevamento.

Ma quando il milanesuccio di turno vide la moglie del contadino che cuciva le palle del galletto per fare il cappone, scappò a gambe levate...

Addirittura un altro, quando vide una bella frittura di ranocchi del pelago lì vicino, gridò "ASSASSINI" e minacciò di chiamare i carabinieri...

E' logico che oggi gli agriturismi sono chalettini di plastica a 4 stelle: il milanès quello vuole, lui non ha mai tirato il collo a una gallina, lui non ha mai sparso il concio nei campi, lui riconosce gli alberi del frutteto solo quando hanno i frutti. Per lui QUELLA è la campagna, e paga per averla...

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