daniela Reali
30 marzo 2009 00:00
insieme ai miei collaboratori abbiamo pubblicato un articolo su International Journal of Hygiene and Environmental Health uscito quasi contemporaneamente a quello dei colleghi tedeschi sullo stesso argomento,Endocrine disruptor chemicals e acque minerali. le ricerche sono state condotte su acque minerali di produzione italiana , il 10% dei campioni da noi esaminati cioè 30 bottiglie appartenenti a 9 brand diversi hanno mostrato contenere a vari livelli sostanze chimiche capaci di riconoscere il recettore alfa umano per gli estrogeni con test in vitro. il livello massimo rilevato corrispondeva a 23 nanogrammi litro di 17 beta estradiolo che è l'ormone naturale umano. a sua disposizione per qiualunque chiarimento Prof.Daniela Reali, Università di Pisa
scocciato
30 marzo 2009 00:00
Ma smettetela di comprare acqua in bottiglia. Quella dei rubinetti, per quanto possa essere o sembrare cattiva, è sempre migliore,più fresca e recente e senza spendere delle fortune inutilmente, o farsi fottere la salute.In diverse occasioni ho visto laghetti a cielo aperto e poco distante stabilimenti di acque"minerali" con tutto quel che cade dal cielo, se fossero acque di fosso sarebbe anche meglio. In altro caso un bello stabilimento in riva ad un fiume...mah!!! Senza parlare dell'inquinamento per la produzione di contenitori, trasporti su e giù (ed anche estero) per la penisola, smaltimento ed incenerimento ecc. ecc.
Bella mania quella delle acque di miniera.