Ai Signori Candidati Sindaco di Bologna
Alfredo Cazzola, Alfredo Cazzola Sindaco (PdL, Lega Nord)
Flavio Delbono, Partito Democratico
Giovanni Favia, Amici di Beppe Grillo
Giorgio Guazzaloca, Giorgio Guazzaloca per Bologna (UDC)
Michele Laganà, Bologna Futura
Beppe Maniglia, Maniglia Muscolosa
Massimiliano Mazzanti, Fiamma Tricolore
Valerio Monteventi, Bologna Città Libera
Stefano Morselli, Destra Federale
Gianfranco Pasquino, Cittadini Per Bologna
Giulio Maria Tam, Forza Nuova
Giuseppina Tedde, Donne Altra Città
Michele Terra, Partito Comunista dei Lavoratori
p.c. Al Garante per la sorveglianza dei prezzi, Osservatorio Prezzi e Tariffe
p.c. A Repubblica-Bologna
Temi del dibattito elettorale sono stati finora le infrastrutture e, soprattutto, le beghe tra i concorrenti. Argomenti che interessano ai cittadini, ma meno d’altri legati al costo della vita.
I giornali hanno riportato, qualche settimana fa, la notizia che ci saranno quest’anno ribassi record della luce e del gas. E l’acqua?
Bologna è il posto, in Italia, dove l’acqua costa di più, anche di quegli ambiti in cui è stata completamente privatizzata o quasi. E’ di ieri la notizia che nel 2008 Hera SpA ha aumentato i ricavi del 29,8% ed il margine operativo lordo del 16,5%, con valori d’incremento a doppia cifra in ciascuna delle principali aree di business, «la maggiore crescita mai realizzata dal gruppo». Inoltre è proseguita l’azione di consolidamento con l’integrazione, tra l’altro, di Sat di Sassuolo: non è il Parco della Vittoria (Enìa, Iride) ma, nel gioco di monopoli, non si butta via niente.
Ato 5 Bologna (in procinto d’internalizzarsi come Autorità d’Ambito di Bologna), ha deliberato nel maggio 2008 d’applicare la nuova tariffa pro capite, con lo scopo di educare gli utenti al risparmio idrico e, nello stesso tempo, di favorire le famiglie che consumano di meno (articolata in cinque fasce di prezzo, comprende due tariffe agevolate, una di base e due d’eccedenza).
Certamente, con l’aumento della popolazione, la quantità d’acqua dolce disponibile sulla terra può diventare un problema che va, però, risolto in modo scientifico e non con demagogico moralismo. Soprattutto, non va preso a pretesto per fare cassa. Di fatto, secondo le statistiche derivanti dall’analisi dei consumi del 2006 (reperibili cliccando sul link in calce), le tariffe agevolate nonché quella di base sono un miraggio per il 90 % delle famiglie della nostra provincia, che finiranno per “eccedere”. Questo perché le dotazioni di base, riconosciute come necessarie da Ato 5, sono state sottovalutate.
Da parte sua, Hera SpA lucrerà facili e lauti incassi. Extra gettiti derivanti dal fatto che si pagherà l’acqua anche otto volte il suo prezzo (calcolato secondo i criteri previsti dalla legge) con un aumento delle bollette, per la sola voce “acquedotto”, di almeno il 10 %.
Dopo dieci mesi dalla delibera non è ancora stato dato il via: tra gennaio e la data delle elezioni sarebbero arrivate le prime salatissime bollette. Una "pesca" in più lasciata alla nuova giunta.
Chiedo, pertanto, a ciascun Candidato -nel caso fosse eletto Sindaco- se, come membro di diritto dell’Assemblea Ato 5 (con la quota più alta), avallerà la politica “antispreco” pur sapendo, come insegna l’idrologia, che nel ciclo «l'ammontare d'acqua in ciascuna riserva rimane praticamente costante e per questo, in media, la quantità d'acqua che lascia una riserva è pari a quella che ritorna ad essa». In altre parole è impossibile che l’acqua NON estratta in Emilia vada a depositarsi nel sottosuolo della Sicilia. E’ anche il motivo per il quale non vale la pena di cercare di porre rimedio alle perdite d’acqua delle condutture di distribuzione: fino a che l’acqua è sufficiente per gli utenti, che essa si disperda nella terra attraverso le condotte o dopo essere uscita dai rubinetti delle famiglie, per la riserva, è del tutto indifferente.
Oppure se, come maggiore azionista di Hera Spa, dimenticato il conflitto d’interessi tra Regolatore e Gestore, esulterà ad ogni abbattimento del record di metri cubi distribuiti dall’Azienda e preferirà continuare a giocare a monopoli, progettando, magari, un acquedotto da Mirandola ad Agrigento via ponte sullo stretto.
Oppure se, come Sindaco preferirà privilegiare i “cittadini consumatori” con “agevolazioni vere”, proponendo un innalzamento delle dotazioni standard, in un momento d’oggettiva difficoltà delle famiglie.
Infine se, come utente del servizio, nell’ultimo anno la sua famiglia è riuscita a stare dentro le dotazioni standard concesse dal Regolatore.
Confidando di leggere una risposta (sulla stampa quotidiana o sui Vostri Siti o come commento a questa lettera), invio i migliori auguri di campagna elettorale.
Sergio Vivi –
[email protected]
http://sergiovivi.blogspot.com/2008/11/ato-aato-anea-ato-5-bologna.html