Annapaola Laldi
15 aprile 2009 00:00
Certo che hanno un bel coraggio a tacciare questa proposta di qualunquismo e demagogia, dato che molta della "politica" attuale proprio su qualunquismo e demagogia si tratta. Infatti, per esempio, le cosiddette grandi opere, come il ponte sullo stretto, non hannop forse una base demagogica, nella misura in cui sono dichiarate utili per creare posti di lavoro? Posti effimeri, aggiungo io, perché quando le grandi opere saranno finite ... tutti a casa un'altra volta?
Invece, fare un lavoro serio sul consolidamento e la ricostruzione là dove è assolutamente necessaria creerebbe altrettanti posti di lavoro, oltre tutto sparsi nella penisola e non concentrati in alcune località (con il forzato trasferimento di manovalanza e maestranze) e si protrarrebbe nel tempo.
Quindi, altro che demagogica la proposta dell'ADUC! E' certamente dettata da una grande saggezza e senso della realtà.
De Pravato
15 aprile 2009 00:00
Italiani:
56 milioni di CT della nazionale per decidere quali debbano "ovviamente" gli undici giusti da mandare in campo per vincere i mondiali!
Nop
15 aprile 2009 00:00
Annapaola, anche tu "cadi" nella macchina demagogica! mi spiego: non è sbagliato né demagogico sostenere che i soldi per il ponte sarebbero meglio spesi per risrutturare antisismicamente gli ospedali; è una valutazione di merito sulla utilità del ponte che anche io condivido; è un' opera che servirà solo a far mangiare le imprese amiche e fare felice la mafia locale.
E'tuttavia demagogico far credere che con i soldi pubblici che serviranno per il ponte si possano mettere a norma gli ospedali italiani! come è già stato scritto in questo forum, in Italia ci sono circa 500 ospedali, alcuni enormi e composti da diversi edifici; ebbene se fai una media grossolana e arrotindi al ribasso in maniera moooolto ottimistica diciamo che ci vorrebbero circa 100 milioni ad ospedale; i soldi pubblici per lo stretto sono 1300 milioni, indi si potranno ristruturare 13 ospedali invece di 500!! Cosa credi che cambierebbe??? sopravvive chi "ha la fortuna" di avere un ictus vicino a quello ristrutturato? E tutto senza contare le scuole ed ogni altro edificio pubblico! La soluzione, credimi, è altrove.
Detto questo mi associo, da cittadino, alla protesta contro il ponte.
danilo
15 aprile 2009 00:00
provo ad indovinare il conduttore radiofonico : Aldo Forbice. Ho vinto qualche cosa ?
danilo
FRANCO DEVI
15 aprile 2009 00:00
E' inutile fare proposte. sensate o meno; QUESTI DELINQUENTI non vogliono rinunciare ai MILIARDI che hanno già deciso di rubare. I loro REFERENTI MAFIOSI non glielo permetteranno, perchè neanche la MAFIA può rinunciare al ghiotto BOTTINO su cui ha già messo le mani.
D'altronde con tutto quello che la MAFIA ha investito sulla candidatura di BERLUSCONI, non può permettere che il PONTE SULLO STRETTO (LA GALLINA DALLE UOVA D'ORO) non si faccia.
Fede
15 aprile 2009 00:00
X Nop
Prendi i 13 ospedali più a rischio in Italia e mettili a norma: sono potenzialmente centinaia se non migliaia di morti e feriti in meno e decine di migliaia di persone servite dopo il sisma senza aggiungere emergenza all'emergenza. Senza contare i soldi che si risparmierebbero a terremoto avvenuto per gli ospedali di fortuna che verrebbero costruiti al momento e quelli necessari per ricostruire dopo. Tanto più che se ci sono 500 ospedali in Italia non tutti sono nelle stesse condizioni e non tutti sono in zone pericolosissime, per cui ci sarebbe una scala di priorità. E come ho già scritto, se i soldi sono pochi, devono andare prima dove è urgente.
IVAN
15 aprile 2009 00:00
Caro Primo, che si aspettava? Che una proposta sensata fosse riconosciuta come tale...senza far scattare i soliti meccanismi a protezione degli interessi di Casta?
Ovviamente no, anzi, immagino che avesse già preventivato una reazione di questo tipo.
Il fatto è che i sedicenti "addetti ai lavori" conoscono già BENISSIMO le soluzioni che potremmo dargli noi "contadinotti"...Ma queste soluzioni le tengono ben chiuse in un cassetto, senza la minima INTENZONE di applicarle.
Il motivo? Il solito di sempre:
<b>Nelle situazioni di crisi, gli sciacalli riescono sempre a fare affari d'oro.</b> A costo di fomentarle <i>intenzionalmente</i>.
Quindi la replica "<i>proposta demagogica e qualunquista</i>" può essere tranquillamente tradotta in:
"Ma che crede, signor Mastrantoni? Ci avevamo già pensato da soli, mica siamo scemi...Ma se risolvessimo i problemi nazionali (come sarebbe nostro compito, e pure assolvibile con relativa facilità), come faremmo a tenervi costantemente nel recinto delle mucche da mungere?"
Piero
15 aprile 2009 00:00
Il terremoto sarà una manna per il settore edilizio e per l'economia in recessione. Le colate di cemento non sono mai troppe e perciò non si tratta di scegliere la destinazione più opportuna di fondi pubblici, ma di moltiplicare le le fonti di guadagno per le imprese edili (e i loro referenti politici) che costruiranno il peggio possibile per poi poter ricostruire al prossimo disastro. Chi ci rimette sono i cittadini che pagano le tasse e quelli che restano senza un tetto. Così va l'Italia, e fa tenerezza l'economista che dà consigli ai nostri politici corrotti come se vivessimo in un paese civile. L'ADUC rappresenta i cittadini più indifesi, vittime del malaffare, e fa bene a dire cose ovvie quanto inutili. Vox clamans in deserto...
mah
15 aprile 2009 00:00
io sono d'accordo col fatto che non sia una proposta percorribile.
non vedo perchè rinunciare ad un'opera che il governo vede come strategica per un intervento di emergenza.
rinunciare dimostrerebbe forte incoerenza.
annapaola laldi, col suo ragionamento in italia non avremmo fatto una sola strada.
le infrastrutture servono eccome.
poi sullo stretto si può discutere, visti i costi e le difficoltà operative, ma i progetti di fattibilità vanno avanti da quasi 50 anni, non si tratta certo di un'opera improvvisata.
Fede
20 aprile 2009 00:00
Mettiamola così: se i soldi in casa sono pochi si stabiliscono delle priorità. Se si deve fare economia per dar da mangiare ai figli non si spendono soldi per andare in crociera ai Caraibi.