Giovanni Calderone
20 luglio 2009 00:00
Buongiorno,
io sono d'accordo con l'autrice dell'articolo. Anzi, più che d'accordo.
Ma nella parte in cui ella afferma "Il diritto di sposarsi e' un diritto fondamentale della persona riconosciuto sia a livello internazionale che dalla Costituzione italiana." forse si sbaglia.
E sì, perché giusto un anno fa, la corte d’appello di Firenze ha respinto il ricorso presentato da Matteo Pegoraro e Francesco Piomboni, la coppia omosessuale che aveva chiesto di sposarsi civilmente.
http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=3302
Allora delle due una: o è un diritto fondamentale, e vale per immigrati e per gay, o non lo è, e non vale per nessuno, nemmeno per etero e stranieri regolari!
O, secondo possibilità: la sentenza della corte d'appello è razzista, come d'altronde l'attuale Governo.
Che ne dice?
Corsiali saluti
Isaia Kwick
20 luglio 2009 00:00
Giovanni Calderone; ti quoto!
Isaia Kwick Zingaro ROM
mah
21 luglio 2009 00:00
oltre ai diritti ci sono i doveri, ma mi pare che ci si dimentichi sempre di questo aspetto.
per entrare in un paese ci sono i canali "ufficiali", chi è irregolare evidentemente non ne aveva diritto.
bene che non si aggiri la legge.
Un provvedimento che ha il sapore delle leggi razziali: il divieto di matrimoni di cittadini italiani di razza ariana con persone appartenenti ad altra razza, la subordinazione del matrimonio di cittadini italiani con persone straniere al consenso preliminare del Ministero dell'Interno, il divieto per gli ebrei di sposarsi in terra italiana e, oggi, il divieto per gli stranieri irregolari di sposarsi in Italia.
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questo invece ha sapore di pregiudizio.
infatti lo straniero irregolare può benissimo essere di razza ariana. la differenza sta nell'essere regolare o meno, non nel colore della pelle. ed è grave richiamare le leggi razziali per interessi di parte, per sostenere una propria tesi che con le razze non c'entra nulla.
Giovanni Calderone
23 luglio 2009 00:00
Rieccomi: nella fretta del precedente messaggio, ho saltato il passaggio fondamentale della sentenza della corte d'appello di Firenze sulla richiesta di matrimonio civile presentata dai coniugi gay: "Il diritto a sposarsi non e’ fra i diritti fondamentali costituzionalmente garantiti".
Questa sentenza è in contraddizione con quanto l'autrice, invece, ritiene sancito e inviolabile. Qualche giudice la pensa all'opposto, pur di discriminare.
Ad maiora.