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Salatino Vito Enzo 11 novembre 2009 23:47
La mescolanza dei poteri.
in questo comunicato non si capisce bene in cosa consista la dichiarata (dall'autore) mescolanza dei poteri, cioè, apparentemente, il fatto che ciascun potere (legislativo, esecutivo e giudiziario) interferisca e vada a fare in realtà il lavoro che non gli compete e che spetterebbe all'altro.
Affermazione questa non condivisibile, perchè non sembra che l'opinione manifestata dal vicepresidente del CSM sulla fondatezza o meno del processo breve per gli incensurati (e del processo eventualmente consentito lungo per i rei già condannati per altri reati) sia una interferenza operativa inaccettabile, cioè che il vicepresidente del CSM (esecutivo) sia andato a fare il lavoro del parlamento (legislativo), sol perchè dubita della fondatezza di una tale proposta. E' un'opinione (parere) del v.p. del CSM del tutto legittima, come potrebbe manifestarla qualunque cittadino, io o chiunque altro presuma di fare un'osservazione utile e sensata, per evitare errori da parte di altri.
Inoltre che la proposta del premier (esecutivo) sia chiaramente finalizzata a mandare in prescrizione e cancellare i suoi processi in corso (Mills, Mediaset, Mediatrade, Mondadori) è evidentissimo a tutti. Ciò non toglie però che lui e Ghedini abbiano il diritto, anche se giudicabile amorale dalla popolazione, di proporre una legge, ad hoc e ad personam, che comporti tra le righe la cancellazione dei processi del premier, da sottoporre al parlamento. Ciò non significa che il premier (esecutivo) stia facendo il lavoro del parlamento (legislativo), e infatti è Ghedini che presenta la propsta di legge, oppure è lo stesso premier (esecutivo) che emette un decreto legge (può farlo senza rubare il mestiere al parlamento, anche se amorale).
Chiunque in democrazia potrebbe svegliarsi una buona mattina con una ipotesi di legge in testa e, rispettando il regolamento, andarla a proporre al parlamento. Sta al parlamento accoglierla, studiarla, discuterla, promuoverla, bocciarla, modificarla, etc. e ciò non significa che il cittadino o il premier facciano il lavoro del potere legislativo, anzichè il proprio.
Tant'è vero che nessuno si sogna di impedire a Berlusconi di proporre leggi presunte ad personam, anche se gliele contestano verbalmente. Sta semmai al parlamento (legislativo) bocciare un tal idea, o al capo dello stato dopo il parlamento e alla Corte Costituzionale.
Ciò non toglie che chiunque abbia il diritto di proporre una legge, per quanto sbagliata e in conflitto di interessi, come chiunque ha il diritto di criticarla e contestarla a priori. Sta sempre al parlamento (legislativo), non ad altri, di valutarla e promulgarla o meno.
L'interferenza e la manifestazione di opinioni diverse c'è sempre, per fortuna. Tant'è che secondo la Costituzione i poteri sono tenuti a controllarsi a vicenda sistematicamente l'uno con l'altro, per evitare abusi di potere e costituzionali. Questo non vuol dire affatto che i poteri si mescolino a casaccio e che l'uno vada a fare il mestiere dell'altro anzichè il proprio, come par che dica questa comunicazione.
Che poi l'amministrazione della Giustizia e l'organizzazione della stessa nei tribunali vada riformata e riorganizzata, perchè le carceri sono piene, le aule sono intasate, i processi non finiscono mai, siamo alla deriva, etc. etc., e addirittura il fatto che non si prevede neanche un nocchiero forte (sic !) che sistemi d'autorità questa situazione, è un'altra faccenda, questa sì vero compito dell'esecutivo, che (vedi Alfano) non svolge mai e affatto. Compito che attualmente non è in grado di esplicare a ragion veduta, perchè l'esecutivo e il premier sono in tutt'altre faccende personali affaccendati, e probabilmente perchè sono incapaci di farlo e incompetenti in merito.
Salatino
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