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lucillafiaccola1796 19 marzo 2010 16:13
Ma quale cultura... si trova un uomo con le palle che si definisce "frocio" con dignità e coraggio... un uomo di cultura... non uno sciacquetto... e solo perché dice la Verità...
si privano gli italionzi di acquisire un poco di cervello?..... La pirla-sckonite è una grave malattia... paura paura paura....! Buuuuuuuuuuu!!!!!!!
Le parole scro e sante ddel grande Aldo Busi le ho ascoltate alla radio....24....!
roberto2829 19 marzo 2010 16:35
Lascamoli giocare, il problema sono i milioni di imbecilli che li seguono.....
lucillafiaccola1796 22 marzo 2010 18:21
La verità è che i più imbecilli siamo noi che consapevolmente non facciamo niente e li lasciamo giocare ed imbecillare con i NOSTRI soldi....!!!!
claudio5003 24 marzo 2010 08:56
Conflittou...?...Interuessi? What?...
http://babysnakesfuordipagina.splinder.com/post/22446430
paolodegregorio 27 marzo 2010 13:12
I numeri per una battaglia seria per un "servizio pubblico" ci sono. Lo ha dimostrato l'adesione a "Raiperunanotte". Possiamo fare anche una "class action" contro la Rai per inadempienza contrattuale.
Il nostro obiettivo deve essere una "public company" che gestisce il servizio pubblico. Potremmo cominciare subito a disdire il canone e a raccogliere le adesioni per le azioni di una public company,che preveda un direttore generale scelto dai cittadini azionisti che pagano il canone. Tale direttore generale, eletto dai cittadini azionisti dura in carica al massimo per due mandati, viene eletto in concomitanza delle elezioni politiche e deve essere assolutamente indipendente dai partiti,dai potentati economici e religiosi. Il canone non è obbligatorio, ma chi non lo paga non ha diritto a votare per il direttore generale.
Un vero servizio pubblico deve riportare non solo la cronaca e le notizie dei partiti, ma anche quelle delle organizzazioni rappresentative della società civile (es.sindacati, organizzazioni dei consumatori, organizzazioni ambientaliste, organizzazioni di categorie, etc.)
I numeri ci sono, Santoro ed altri possono avere l'obiettivo di salvare la Rai, ma noi dobbiamo avere l'obiettivo di far fallire QUESTA RAI e realizzare da essa un vero SERVIZIO PUBBLICO.
Altair 02 aprile 2010 19:40
Il problema fondamentale è proprio lì, cioè la RAI è un servizio pubblico?
A) In realtà fa ben poco come servizio pubblico, ma al 95% fa intrattenimento, che è un'altra cosa.
B) Anche i giornali fanno servizio pubblico, infatti ottengono sovvenzioni pubbliche.
-Di diverso dai giornali è che il giornale è un acquisto facoltativo, la TV RAI è quasi un obbligo.
Inoltre un servizio pubblico è gratuito, o lo si paga con le tasse di stato.
La Rai deve essere scorporata. Una soluzione c'è e sarebbe concedere un canale di trasmissione di vero servizio pubblico (in chiaro e gratuito) e gli altri canali crittarli come già avviene per le emittenti private attuali. Quindi chi vuole intrattenimento lo paga con tessera di abbonamento annuo o similare. L'ipocrisia è che il direttore RAI lamenta che un 30% dei potenziali clienti non pagherebbe il canone. Cosa c'è di più semplice che crittare il segnale? Operazione ultrafacile col digitale terrestre. Ma si scelgono altre vie poichè la realtà è diversa: crittando il segnale la RAI perderebbe invece clienti!!! (Forse il 30% in meno non in più!)
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