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savpg8801 17 settembre 2010 17:23
Non bisogna salare i cibi, o pochissimo.
Io sono fra i 15 milioni di ipertesi. Ma lo iodio che lo Stato mette nel mio poco sale e che non conta un cacchio per la tiroide, moltiplicato per 15 milioni di italiani ogni santo giorno, che lo mette a fare? Il sale per l'acqua della pasta se ha iodio esso viene volatilizzato. Ma che spendono i nostri soldini a fare? E i non ipertesi, se salano i cibi come meglio gli aggrada, e se non hanno necessità di iodio (magari in famiglia, uno si e l'altro no) che spreco è mettere lo iodio nel sale?
Ma come si fa a essere così imprecisi da parte delle autorità (in)competenti?
lucillafiaccola1796 17 settembre 2010 18:33
eh carissimo savpg8801... se le autorità fossero autorevoli sarebbero competenti...invece, come dici giustamente Tu....
pfui! 19 settembre 2010 10:11
I produttori di sale (non c'è più il monopolio di Stato da anni) hanno lanciato la MODA del sale "marino integrale".
E' un bell'affare per loro: il prodotto è una schifezza, pieno di merda di gabbiano e inquinamento marino, costa pochissimo produrlo e con le parole magiche "marino" e "integrale" viene venduto a prezzo più alto agli allocchi del "naturismo".
Il sale migliore è:
1) quello usato poco;
2) il Salgemma di Volterra con iodio aggiunto, per condire;
3) il Salgemma di Volterra senza iodio, per salare l'acqua della pasta.
elisabetta5012 22 settembre 2010 08:52
Il sale a basso contenuto di sodio è venduto nei supermercati in saliere di plastica usa e getta (non biodegradabili, e perciò inquinanti) da 250 grammi a € 2,65 circa (più di 10 € al chilo!) Nelle farmacie ovviamente il prezzo è ancora più alto. A quanto ammonta il suo costo effettivo, a quanto il margine di profitto? Non sarebbe logico che un prodotto raccomandato per la prevenzione di una patologia che colpisce 15 milioni di persone (con alti costi per la pubblica sanità) sia venduto a prezzo politico - o come minimo, escluso da ogni speculazione?
Elisabetta
antonietta2099 22 settembre 2010 09:37
Il sale di roccia rispetto al sale marino, ha un grosso inconveniente... quello di favorire le malattie cardiovascolari, l'arteriosclerosi l'aterosclerosi e le malattie del ricambio. Il problema essenziale, è quello della sua inorganicità, o per spiegarci meglio è una sostanza praticamente inerte formatasi nel corso dei secoli, a differenza del sale marino il quale per il suo contenuto di iodio è un'ottima risorsa indispensabile per una ghiandola a circuito chiuso come la tiroide (quando non usato in eccesso). E in rapporto alla dolomite o magnesio, (isotopo positivo), che se anche assunto in dosi massicce non ha controindicazioni, il sale di qualunque origine se assunto in eccesso diviene causa di patologie a volte irreparabili come l'ipertensione in grado di danneggiare di conseguenza il cuore e l'apparato cardiovascolare. L'aggiunta di iodio nel sale raffinato peggiora poi la situazione, essendo chimicamente elaborato può portare a squilibri del metabolismo basale e non ha alcunchè di terapeutico, ma è un business per le multinazionali del tipo Farben&C.
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