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savpg8801 30 ottobre 2010 17:37
Cosa vuole trasmetterci l'articolista con le sue comunicazioni, facendo la pubblicità di alcune ditte con tanto di nome e cognome, con il dichiarare che:..Deve pizzicare in gola, può avere il sapore di pepe, pomodori verdi o d'erba appena tagliata, ma mai odorare di banane mature o di mele..... Ma chi le ha dettate queste regole? Se a me piacciono le banane mature perchè non dovrei preferire un olio con tale fragranza?
Un tempo si andava in Spagna per acquistare il buon olio spagnolo che si doveva pure dichiarare in dogana, come si andava in Jugoslavia per comprare il famosissimo prosciutto dalmata. Perchè adesso l'olio sarebbe migliore solo quello italiano e il prosciutto solo quello dei nostri interessati consorzi doc-dop-stradoc ecc.?
L'olio si compone nella quasi totalità(da pagine web)di grassi:La composizione dell'olio di oliva è costituita da:
70-80% di acido oleico (grasso insaturo)
4-12% di acido linoleico (grasso insaturo)
7-15% di acido palmitico (grasso saturo)
2-6% di acido stearico (grasso saturo)
il resto sono solo profumi diversi e qualche altra lieve caratteristica organolettica e denominazioni commerciali codificate dalla Unione Europea.
Se ne evince che in gran parte trattasi di scelte in base ai gusti, alla più o meno martellante pubblicità, alle mode, alle promozioni, alla tenuta di elevati prezzi che dovrebbero garantire prodotti di pregio di numerosissime nicchie dove ognuno possiede l'olio "migliore", tipo le marmellate della "nonna", gli speciali fagiolini del "contadino" o il raro formaggio del "pastore alpestre" o il latte speciale dei "verdi pascoli". Quì gli intenditori-non bendati-si esprimono al meglio facendo sfoggio delle loro accademiche conoscenze.
Comunque, essendo italiani, almeno per qualche prodotto teniamoci su propagandandoci egregiamente nei confronti dell'estero con la nostra produzione, la sola benedetta dal cielo, al confronto campanilistico con le produzioni estere per forza "scadenti".
Del resto, se non si bada a spese, cosa vieta esaltare un olio con il profumo dell'erbetta appena tagliata? In fondo andare al ristorante e chiedere un Dom Pérignon Vintage'90 ci rende appagati, e questo è fondamentale.
costoli 30 ottobre 2010 20:30
caro savpg8801,
tutto giusto, ma prova ad assaggiare un DOP toscano e un DOP pugliese: sentirai la differenza.
lucillafiaccola1796 31 ottobre 2010 19:21
se usiamo l'olio di lino è meglio...
savpg8801 01 novembre 2010 10:31
L'olio di lino crudo o cotto?
damabianca 02 novembre 2010 11:47
...olio escort???
savpg8801 02 novembre 2010 13:26
No olio cuore, olio rubacuore extravergine Ruby-coni.
atzren 03 novembre 2010 07:08
il punto non è quello del gusto o della fragranza, quando si comprano i prodotti olio, o altro l'etichetta deve essere chiara, solo così siamo coscenti di ciò che compriamo.
savpg8801 03 novembre 2010 09:42
Leggetevi anche l'articolo di Mastrantoni: "Olio extra vergine di oliva. Consigli per gli acquisti."Si, signori consumatori....bello, bellissimo leggere informati e consapevoli, etici e solidali, coscienti ed etichettati. Ma che siamo tutti analisti, nutrizionisti, per capire ed analizzare tutte le "verità" legali ed organolettiche che sono scritte su dei pezzi di carta, meglio se in piccolo ed illeggibile? E chi non sa interpretare tutte quelle scritte che non dicono un emerito c.... di nulla diviene cosciente di che? Letto e magari turlupinato. E quelli che dicono che c'è il pirolintriptolicopentepossinoaccecà, e poi non c'è altro che una polverina miracolosa di liquame secco delle piane campane? e che si va a vedere se le olive le schiacciano col sedere o con i denti a freddo,caldo, temperato ? Se dentro c'è l'olio turco o di piedi, o il SAE 15/40 multigrade?
E per morire informati facciamo fare le analisi ad ogni alimento che acquistiamo e a chi? e quanto ci costerebbe? O pedestremente ci dobbiamo fidare , cosa che facciamo già per forza perchè è impossibile per chiunque, anche per uno dei NAS quando acquista un prodotto, capire cosa c'è dentro leggendo l'etichetta. E chi acquista carrelli interi di prodotti che fa? Ci sverna per non capirci nulla?
Quella delle etichette è la più colossale manovra inventata per turlupinare legalmente informati i poveri consumatori che non sanno mai se fidarsi o meno attribuendo loro la colpa, se il prodotto casualmente fa male alla pancia, alla loro ingenuità. Questo è un metodo per favorire i cialtroni sofisticatori e mettere in dubbio anche gli onesti produttori che correttamente vendono quello che indicano.
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