sergio2
28 marzo 2011 12:39
...
A proposito di cosmesi
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Un interessante documento aiuta a comprendere a chi serve l’attuale nucleare
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http://www.elysee.fr/president/root/bank_objects/Synthese_ROUSSELY.pdf
Al link segnalato trovate la sintesi del rapporto Roussely sul nucleare civile.
Si tratta di uno studio, commissionato dal presidente Sarkozy, pubblicato in forma sintetica su autorizzazione presidenziale.
Tra le tante cose interessanti si legge che l’EPR è invendibile e che bisognerà tener conto dell’aumento dei costi dei due progetti in corso d’opera, Olkiluoto in Finlandia e Flamanville in Francia. È necessario aspettare prima di avviare l’EPR di Penly e ogni nuovo progetto dovrà essere ottimizzato (questo il succo, andando al nocciolo).
Ma ecco cosa dice esattamente il rapporto:
“La complexité de l’EPR résultant des choix de conception, notamment du niveau de puissance, de l’enceinte, du récupérateur de corium (core catcher) et de la redondance des systèmes de sécurité est certainement un handicap pour sa réalisation et donc ses coûts. Ces éléments expliquent en partie les difficultés rencontrées en Finlande ou à Flamanville. Il convient donc de poursuivre l’optimisation de l’EPR à partir du retour d’expérience des réacteurs en construction et de l’acquis des réalisations antérieures. Cette optimisation devra faire l’objet d’un développement mené en commun par EDF et AREVA, en liaison avec l’ASN en vue de progresser dans la conception détaillée à sûreté égale.
Parallèlement, des modèles plus petits que l’EPR semblent plus conformes aux attentes de certains clients. Il convient donc de compléter l’offre française et de disposer de plusieurs familles de produits compétitifs sur le marché international.”
In altro passaggio, il rapporto afferma:
"Il découle aussi de ces constats et recommandations qu’il convient impérativement d’effectuer un retour d’expérience des chantiers d’Olkiluoto, de Flamanville 3, et de Taishan (Chine), avant de commencer la construction proprement dite de Penly 3"
Più o meno:
"In seguito a queste constatazioni e raccomandazioni, occorre assolutamente valutare l'esperienza dei cantieri di Olkiluoto, Flamanville e Taishan, prima di cominciare la costruzione di Penly 3."
Interessante, non trovate?
I francesi dicono, attendiamo di vedere gli esiti dei cantieri in essere prima di procedere con l'altro cantiere deliberato (in altro passaggio si dichiarano preoccupati per l'aumento dei costi già registrato nei cantieri in essere); da noi invece si sbandierano certezze a buon mercato... Ogni centrale costerà... Nel 2012 sarà posta la prima pietra... Entro il 2020 avremo attivi almeno 4 nuovi reattori...
Se leggete il rapporto capirete tante cosette riguardo alle preoccupazioni francesi… e agli interessi in ballo.
Riguardo alle scorie e alla realizzazione del sito di stoccaggio, il rapporto segnala ritardi e difficoltà ma soprattutto suggerisce una collaborazione tra EDF, Areva e ANDRA (l’agenzia francese incaricata della gestione delle scorie) per “addomesticare” l’autorità per la sicurezza nucleare (ASN) e indurla a essere “responsabile” e “realista”.
Facciamo parlare il rapporto:
“Il est désormais indispensable que l’ANDRA définisse de façon urgente la planification opérationnelle fine de la préparation de l’échéance de 2015 concernant le centre de stockage profond (CSP).
Pour pouvoir atteindre cet objectif, il est proposé que l’ANDRA associe d’urgence EDF, AREVA et le CEA à la définition optimisée du CSP et à sa réalisation. Parallèlement, il convient de responsabiliser l’ASN, dont le rôle, dans la définition d’un cahier des charges réaliste de l’ouvrage, peut s’avérer crucial.”
Abbastanza chiaro, no?
L’autorità indipendente, sia indipendente ma non troppo diversamente rischia di crearci ostacoli, questo il succo senza tante ipocrisie.
Torniamo in casa nostra, adesso, e dal sito Enel apprendiamo:
http://www.enel.it/it-IT/eventi_news/news/2010/nucleare_cern obbio/resoconto.aspx
"Sull’esempio di Flamanville in Francia, dove Enel ed Edf stanno costruendo un impianto di terza generazione avanzata con reattore EPR, Conti spiega che i costi per una centrale da 1.700 MW sono circa 4-5 miliardi. Poi aggiunge: “Ci aspettiamo un ritorno normale, che di solito è del 10-15% sul capitale investito”. E facendo un paragone con altre fonti di energia l’AD ricorda che “per le rinnovabili si va dall'8-9% fino al 20-30% quando ci sono “distorsioni da incentivi”.
Ma non è lo stesso impianto di cui scrive il rapporto appena citato?
Sì, ma improvvisaemtne diventa un esempio da seguire.
Ma l'aspetto centrale del comunicato Enel, molto interessante per gli investitori, è che se Enel spende le cifre indicate per COSTRUIRE le centrali potrà attendersi un ritorno sul capitale investito superiore rispetto a quello atteso con le fonti rinnovabili, al netto delle distorsioni dovute agli incentivi.
Poiché gli incentivi andranno a scendere, meglio passare ad altro.
Queste le grandezze, le differenze da 10-15% a 8-9%, che rendono interessante il nucleare nell’ottica industriale di Enel… mentre il nostro interesse di cittadini è tutto da dimostrare anche perché la contropartita della riduzione del costo dell’elettricità non ci sarà, avendo Enel chiesto che sia garantita, per remunerare gli investitori, "una soglia minima garantita" nelle tariffe di vendita dell'energia elettrica, ovvero l’attuale sistema CIP6 e altre diavolerie che non ci consentono di pagare l’elettricità ai valori di mercato.
Ma perché Enel possa avere un ritorno sul capitale investito di qualche punto percentuale in più, a noi interessa farci carico dei rischi connessi al nucleare?
lucillafiaccola1796
28 marzo 2011 18:48
eh eh chi ha il nucleare "civile" ha più che la Pompa Tomica!
chi ci capisce lo sa!
i poveri giapponesi a causa dei loro governanti si sono più che autohiroshimati e autonagasakizzati!
e poi dicono che l'umano è superiore al 4 zampe! l'u-mano è il bruto più stupido seviziatore ed assassino fra gli animali! convincetevene cari magna-salme!
secondo i vs servellini ne capisce più carlo rubbia che qualche studio l'ha fatto ed in spagna ha realizzato una archimedata notevole o la velina prestailgiacomo machilovole e sto' rom....ani che di romano non ha niente neanche le guance contenute nel suo co gnomo?
ennio4531
29 marzo 2011 11:48
Richiamarsi a Rubbia per denigrare il nucleare è da ... furbetti tenuto conto che è noto a tutti che il Nobel da almeno 15 anni sostiene la sua 'creatura' (.. il solare temodinamico ) in contrapposizione con il nucleare.
Invito Mastrantoni, se intende fare informazione e non solo propaganda, di citare al riguardo il pensiero di un altro pezzo da 90 e cioè Zichichi: sentiremo un'altra musica.
... è sempre la solita storia..: sono convinto di una cosa ? Ecco allora smaniare alla ricerca di tutti gli indizi e dichiarazioni che confermano la mia tesi .
.. e la 'par condicio' .. dove la mettiamo ?
Cepu
29 marzo 2011 12:45
Condivido Mastrantoni. Rubbia ha 28 lauree oltre al Nobel, e partecipa attivamente a progetti originali di produzione energetica.
Zichichi non è paragonabile, per numero di innovazioni e competenze.
Vedere le pagine wikipedia di entrambi per i dettagli.
sergio2
29 marzo 2011 14:53
Rubbia esprime dubbi e perplessità in parte coincidenti con quelli che si possono leggere in un rapporto francese sul nucleare civile, commissionato da Sarkozy
http://www.elysee.fr/president/root/bank_objects/Synthese_RO USSELY.pdf
“La complexité de l’EPR résultant des choix de conception, notamment du niveau de puissance, de l’enceinte, du récupérateur de corium (core catcher) et de la redondance des systèmes de sécurité est certainement un handicap pour sa réalisation et donc ses coûts. Ces éléments expliquent en partie les difficultés rencontrées en Finlande ou à Flamanville. Il convient donc de poursuivre l’optimisation de l’EPR à partir du retour d’expérience des réacteurs en construction et de l’acquis des réalisations antérieures. Cette optimisation devra faire l’objet d’un développement mené en commun par EDF et AREVA, en liaison avec l’ASN en vue de progresser dans la conception détaillée à sûreté égale.
Parallèlement, des modèles plus petits que l’EPR semblent plus conformes aux attentes de certains clients. Il convient donc de compléter l’offre française et de disposer de plusieurs familles de produits compétitifs sur le marché international.”
Ricordo che il rapporto è stato pubblicato in forma sintetica... Avranno preso questa decisione per non annoiarci troppo?
ennio4531
29 marzo 2011 19:42
Contrariamente a quanto vuol far intendere sergio, il rapporto francese sul nucleare civile, commissionato da Sarkozy, non critica il nucleare, bensì fornisce un parere su quali tipologie di centrali puntare per venderle meglio al mondo da parte dei produttori francesi.
Tant'è che così conclude " Parallèlement, des modèles plus petits que l’EPR semblent plus conformes aux attentes de certains clients. Il convient donc de compléter l’offre française et de disposer de plusieurs familles de produits compétitifs sur le marché international.”
Traduzione per .. sergio ' Nel frattempo, i modelli più piccoli dell'EPR sembrano più in linea con le aspettative di alcuni clienti.
Conviene dunque completare l'offerta francese e disporre di molte famiglie di prodotti competitivi sul mercato internazionale '.
Sergio... mistifica un pò meno ... se ti riesce !
Cepu
29 marzo 2011 19:54
Ennio, si vergogni. Se leggiamo TUTTO quanto riportato da Sergio (che ringrazio), emerge che i costi elevati delle centrali recenti sono dovuti alle contromisure di sicurezza.
Il suggerimento conseguente, commerciale e attento ai costi e alle vendite, è di risparmiare minimizzando e "ottimizzando" sulla base delle generazioni attuali/precedenti.
Quanto di peggio proponibile sul profilo della sicurezza. Una quantità elevata di centrali a sicurezza "ottimizzata". Francesi, basta, è finita !!!
ennio4531
29 marzo 2011 19:56
.. può un premio Nobel come Rubbia sbagliare ?
Secondo cepu .. pare di no !
Quindi W Rubbia ... novello dio ....
P.S.: lauree Honoris Causa : è noto che vengono date per dare più lustro alle università che le concedono che al destinatario...
Persino la celebre Università Nazionale di Sant'Antonio Abad di Cuzco ha avuto il suo momento di gloria nel concedergliela ...
ennio4531
29 marzo 2011 20:08
... cepu ... sergio non ha bisogno di portaborse ... sa sbagliare da solo !!!
Riguardo la vergogna, mi rammento di un mio insegnante il quale sosteneva che, in caso di difficoltà, una persona dotata di ridotte argomentazioni , per salvare la faccia, non gli rimaneva che rispondere al proprio interlocutore : vergogna !
Bravo... continua ... così ...
Cepu
29 marzo 2011 21:02
Le argomentazioni ci sono, ennio. Vergogna è l'incipit.
zenzo
30 marzo 2011 08:06
i COSTI SUL SOLARE NASCONO DA VALUTAZIONI basate sull'efficienza attuale delle celle solari. Gli investimenti mondiali (massicci ) sul solare hanno accelerato enormemente la ricerca sull'efficienza delle celle (si stanno studiando dei prototipi con efficienza al 25% (forse anche molto meno)). Per costruire una centrale solare i tempi sono un anno circa. Tra 10 -14 anni , quando saranno pronte le nostre centrali, non è che una solare sarà molto più conveniente?
Cepu
30 marzo 2011 11:07
Esatto, zenzo. Inoltre, lei si riferisce al fotovoltaico. Ci sono altri sistemi, come le centrali termodinamiche spagnole, che consentono uno sfruttamento efficiente e continuativo dell'irradiazione solare.
sergio2
30 marzo 2011 15:01
...
Non capisco in cosa consista la “mistificazione” di cui scrive il confuso e ignorante antiberlusconiano Ennio.
Le frasi che lui riporta le ho proposte io stesso e non ho lasciato intendere proprio nulla.
Ho scritto che “Rubbia esprime dubbi e perplessità in parte coincidenti con quelli che si possono leggere in un rapporto francese sul nucleare civile” e questo è assolutamente vero: basta leggere il rapporto (cosa che ovviamente Ennio non ha fatto).
Ennio ferma la sua limitata capacità di attenzione su una piccola parte del discorso e non comprende che quella parte è preceduta da un ragionamento in cui si afferma che, per la potenza e la complessità dei sistemi di sicurezza, i costi stanno aumentando sensibilmente nei cantieri in essere e quindi si suggerisce di ottimizzare l’EPR, partendo proprio dalla valutazione delle esperienze che si stanno raccogliendo nei cantieri aperti.
E intanto si suggerisce caldamente di rinviare l’apertura dell’altro cantiere già autorizzato in Francia, quello di Penly3.
Ecco cosa si legge nel rapporto:
"Il découle aussi de ces constats et recommandations qu’il convient impérativement d’effectuer un retour d’expérience des chantiers d’Olkiluoto, de Flamanville 3, et de Taishan (Chine), avant de commencer la construction proprement dite de Penly 3"
Cioè: "In seguito a queste constatazioni e raccomandazioni, occorre assolutamente valutare l'esperienza dei cantieri di Olkiluoto, Flamanville e Taishan, prima di cominciare la costruzione di Penly 3."
Ma perché è stata aumentata notevolmente la potenza delle nuove centrali?
Perché solo una potenza del livello ipotizzato permette di rendere “ragionevole” l’investimento (pur continuando a ignorare deliberatamente i consuntivi - che dimostrano l'inattendibilità dei preventivi, sia in termini di costi, sia in termini di capacità produttiva - e gli altri costi intrinseci al nucleare, ovvero scorie, smantellamento e danni per incidenti; in Giappone si parla già di nazionalizzazione della Tepco che non potrà mai far fronte ai danni).
Solo l’esito delle esperienze in corso potrà consentire di valutare se è possibile ottimizzare l’EPR riducendo la potenza e mantenendo la parvenza della convenienza economica.
Mentre in Francia valutano, appunto, che bisogna attendere, ottimizzare e probabilmente passare a impianti di potenza minore… in Italia si cantano le magnificenze di quel sistema da ottimizzare.
Quali sarebbero le centrali che vogliono costruire in Italia?
Esattamente quelle che fanno storcere il naso agli esperti francesi.
Ormai sappiamo che Ennio, con tutti i pulmini che gli corrono dentro la testa, ha una gran confusione: non sa che ci vuole un sito nazionale per le scorie, non sa cosa siano le energie rinnovabili che riduce a eolico\solare, non sa cosa sia il Conto Energia che confonde con CIP6\A3, non sa cosa sia la detrazione del 55%, non sa chi ha varato il sistema degli incentivi al fotovoltaico, non sa che chi vuole rilanciare il nucleare ha le idee così confuse da rinviare tutto per paura di perdere qualche voto (evidentemente non hanno argomenti per spiegare la bontà della loro scelta), non sa nulla della storia della politica energetica in questo paese…
Sono sempre in attesa che mi sia dimostrato in cosa avrei sbagliato.
In ogni caso, dal momento che secondo Ennio il fotovoltaico è costosissimo e il sistema degli incentivi porterà a dissanguarci, poiché a introdurre quel sistema è stato il governo Berlusconi con i ministri Scajola e Matteoli, perché dovremmo oggi fidarci delle valutazioni economiche di questi signori che Ennio ci presenta come degli irresponsabili che ci portano alla rovina?
Cepu
30 marzo 2011 15:45
Un'altra chicca freschissima: la settimana scorsa Tepco ha iniziato a contrattare con le banche giapponesi per ottenere crediti di emergenza fino a 25 miliardi di dollari. Secondo quanto riportato dai bilanci societari, l’esposizione debitoria di Tepco alla fine di dicembre 2010 era di circa 92 miliardi di dollari, dei quali 64 miliardi in obbligazioni. Quest’anno 4,8 miliardi di dollari di debito obbligazionario sono in scadenza. Altri 5,6 miliardi scadranno nel 2012. I costi per il rifinanziamento del debito, uniti ai risarcimenti per i danni della catastrofe potrebbero portare la società elettrica al collasso. Ma prima che sia troppo tardi, lo Stato potrebbe intervenire per salvare la situazione. Pagando di tasca sua una parte dei danni.
E questi sono i migliori professionisti del campo !!! Gente che ha riempito di centrali nucleari il sismico giappone, ci ha guadagnato bene, e ora se la dà a gambe.
ennio4531
30 marzo 2011 19:44
.. la cuccagna degli incentivi alle fonti rinnovabili sta presentando in questi giorni i suoi conti sempre più onerosi sulla bolletta degli utenti ( 1,4 miliardi di euro per i certificati verdi e 2,4 miliardi di euro per il fotovoltaico.)
Purtroppo, siamo solo agli inizi in quanto nei prossimi due anni, quando andranno in funzione tutti gli impianti autorizzati, i costi da sostenersi in bolletta arriveranno all'apice e il tutto con una durata media di 18 anni.
Grazie a Dio, questo governo, andando controcorrente, (...questo volta sarò accusato di essere berlusconiano ? ) qualche settimane fa ha posto un limite agli impianti incentivati.
Ecco quanto affermava Antonio Costato, vicepresidente della Confindustria, al Sole 24ore del 1/5/2010 circa le rinnovabili:
«Non va spezzato il giocattolo per la troppa ingordigia»... «La corsa smodata alle rinnovabili ha già costretto il governo tedesco a intervenire. Noi dobbiamo disciplinare in modo ordinato la materia prima che sia tardi».
30/03/2011
I rincari sulle tariffe energetiche preannunciati nelle scorse settimane sono stati oggi confermati dall’Autorità per l’energia, si prevede per aprile un incremento del 2% per il gas e del 3,9% per l’energia elettrica (lo 0,9% determinato dagli andamenti dei mercati, cui si aggiunge un 3% per l’incentivazione delle rinnovabili, finanziate attraverso la bolletta dell’elettricità).
Sui rincari trimestrali delle bollette, spiega l’Aeeg nel suo comunicato , pesa un duplice effetto: il primo è la costante crescita delle quotazioni petrolifere, ....
Il secondo “responsabile” dei rincari è invece il finanziamento delle rinnovabili per 4,9 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi di euro per i certificati verdi e 2,4 miliardi di euro per il fotovoltaico.
ennio4531
30 marzo 2011 20:08
sergio ... da buon??? politico mistifichi associando Rubbia, il quale da anni è contrario al nucleare in quanto sponsorizza la sua ' creatura' il solare termodinamico ( 29/11/2009 - intervista a La Repubblica ' Rubbia: "L'errore nucleare. Il futuro è nel sole"), con il rapporto francese sul nucleare civile, commissionato da Sarkozy, che ha lo scopo di raccomandare quali tipologie di centrali sarebbe meglio installare in Francia e su quali puntare per venderle meglio sul mercato internazionale da parte dei produttori francesi.
Riporto, nuovamente, la frase perchè tu la rilegga bene e te la ficchi in testa:
' Nel frattempo, i modelli più piccoli dell'EPR sembrano più in linea con le aspettative di alcuni clienti.
Conviene dunque completare l'offerta francese e disporre di molte famiglie di prodotti competitivi sul mercato internazionale ' .
Avez-vous compris?
sergio2
31 marzo 2011 02:47
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Chi vuole capire può capire.
Chi vuole proseguire a prendersi in giro è libero di proseguire a farlo.
I modelli piccoli di EPR non interessano a nessuno e nessuno li ha commissionati perché i costi costruttivi sono di poco inferiore a quelli dei reattori più potenti e quindi i tempi di recupero dell'investimento sarebbero molto più lunghi.
Gli unici EPR che hanno destato qualche interesse sono quelli potenti che stanno costruendo in Francia, in Finlandia e in Cina, mentre un'altra centrale, la cui costruzione doveva già essere avviata in Francia, è stata rinviata in attesa di fare tesoro dell'esperienza dei cantieri aperti e poter ottimizzare l'EPR che sta risultando più oneroso del previsto.
Questo è quanto si può leggere nel rapporto (oltre ad altre cosette interessanti). Poi se qualcuno vuole giocare con l'illusione dei reattori più piccoli è libero di farlo ma intanto non sono questi che dovrebbero costruire in Italia e al momento rappresentano solo un'eventualità per articolare meglio l'offerta sul mercato.
Quindi, di che si discute dal momento che da un paio d'anni ci viene "rifilata" la bufala di un'ottima soluzione tecnica già disponibile per risolvere i problemi energetici del Paese?
Capisco che Ennio non riesca a comprendere il significato di un discorso articolato e debba fermarsi necessariamente a poche parole che sono "in parallelo" con un altro ragionamento che gli autori del rapporto sviluppano, ma santo cielo, prenda tempo per poco alla volta dare al suo unico neurone la possibilità di assimilare dei concetti tutto sommato semplici.
Fotovoltaico.
Ammesso che il fotovoltaico sia oneroso, ciò non costituisce un elemento a favore del nucleare che in ogni caso non ha mai dimostrato alcuna convenienza economica in nessuna parte del mondo. Diversamente come si spiega che nell'ultimo vntennio la potenza nucleare installata sia sostanzialmente stabile?
Certo, se ignoriamo i costi per la gestione delle scorie, i costi per lo smantellamento e la gestione passiva in sicurezza, i rischi di disastri, l'efficienza effettiva di gran lunga inferiore a quella propagandata (in Francia la resa delle centrali è pari all'82% della potenza installata, fonte Eurostat)... allora tutto diventa conveniente e competitivo: basta ignorare i costi! Basta ignorare altre cosette che non hanno prezzo.
In ogni caso, visto che preoccupano tanto gli incentivi al fotovoltaico e occorre mettere ordine, comprendo perché Berlusconi è sempre di buon umore: "quando al mattino si guarda allo specchio ride alla grande per il buffone che vede".
Infatti, secondo Ennio dovremmo ringraziare Dio perché il governo Berlsuconi metterà ordine a ciò che il ministro Berlusconi, non più tardi di agosto 2010, ha evidentemente incasinato e non riordinato... varando il terzo conto energia.
Ed è sempre Berlusconi con i suoi bravi ministri che due legislature fa ha varato il Primo Conto Energia.
E' smepre lui che ha assicurato le tariffe incentivate previste per il 2010 agli impianti terminati nel 2010 anche se non allacciati... determinando così la corsa a ultimare (?!) gli impianti pur di assicurarsi le tariffe più convenienti.
Possiamo avere fiducia in questi signori che sono gli artefici di questi provvedimenti legislativi che tanti disastri economici stanno provocando?
Ancora una volta non si capisce con chi se la prenda il confuso Ennio.
Sebbene in altre discussioni gli abbia fornito i riferimenti per leggere i provvedimenti di legge relativi agli incentivi alle rinnovabili, continua a scrivere fregnacce ignorando che esistono dei limiti agli incentivi per la produzione elettrica da fotovoltaico e che in bolletta paghiamo già un mucchio di soldi per incentivi a cose che con le rinnovabili non c'entrano proprio nulla.
Il sistema di compensazione per i comuni che dovessero accettare insediamenti nucleari con cosa sarà finanziato?
Ci penserà Babbo Natale o la Befana?
Quanto paghiamo in bolletta per il vecchio nucleare?
Quanto stiamo spendendo per la dismissione delle vecchie centrali nucleari?
E quanto paghiamo ai produttori di energia da "assimilate" alle rinnovabili, compresi Enel ed Edison?
A leggere Ennio sembrerebbe che in questo Paese si paghi solo per il fotovolatico...
E ha il coraggio di accusare gli altri di mistificazioni...
Semplicemente ridicolo!
ennio4531
31 marzo 2011 11:57
scrive sergio: Declino del nucleare, di questo ho scritto.
Nonostante la propaganda 'terroristica' da parte dei verdi, degli antinuclearisti e... delle anime candide, da Wikipedia apprendiamo:
Prospettive per il futuro
Nel 2010 l'AIEA ha previsto due scenari (uno "di minima", in base alla situazione attuale, e uno "di massima", che prevede una ripresa economica e normative più forti sulle emissioni di gas serra) per il futuro dell'energia nucleare nel mondo fino al 2050).
In entrambi i casi aumenterà di molto la potenza nucleare globale: gli attuali 374 GW diventeranno nello scenario minimale 453 GW nel 2020, 546 GW nel 2030 e 590 GW nel 2050 mentre nello scenario massimale le stime sono di 550 GW nel 2020, 803 GW nel 2030 e 1 415 GW nel 2050.
Analoghe le previsioni per quanto riguarda la produzione di energia elettrica: dagli attuali 2 500 TWh a 3 300 TWh nel 2020, 4 000 TWh nel 2030 e 4 300 TWh nel 2050 nello scenario minimale mentre nell'ipotesi massimale la produzione salirà a 4 000 TWh nel 2020, 6 000 TWh nel 2030 e 10 400 TWh nel 2050 (ossia oltre quattro volte la produzione attuale).
"rinascimento nucleare" (anni duemila)
Nell'ambito dell'Europa occidentale la scelta del Parlamento finlandese del 2002 di costruire un quinto reattore nucleare a Olkiluoto (seguita poi da quella dell'aprile 2010 relativa a un ulteriore ampliamento di tale sito e alla costruzione di una nuova centrale a nord del paese per un totale di 4.300 MW di potenza installata aggiuntiva) è stata vista come il primo concreto segnale di un'inversione di tendenza in quanto da più di dieci anni non veniva presa una decisione simile in detta zona geografica.
Questo atto è stato preceduto due anni prima dal referendum con il quale la Svizzera ha deciso di non rinnovare più la moratoria del 1990 (e attualmente sono già tre i nuovi reattori proposti e in attesa a breve di deliberazione finale dopo aver incassato il 13 febbraio 2011 anche il parere favorevole dei cittadini del due cantoni interessati).
Anche i Paesi Bassi nel 2005 (dopo che nel 2003 vi fu un iniziale rinvio al 2013 del decommissioning) e la Svezia all'inizio del 2009 hanno fatto marcia indietro e hanno definitivamente annullato le deliberazioni sulla propria rinuncia alla produzione elettronucleare (nel caso dei Paesi Bassi proponendo subito dopo anche la realizzazione di un nuovo reattore).
In Italia (unica nazione tra le 14 più ricche al mondo in termini di PIL a non possedere attualmente centrali nucleari attive e, come abbiamo visto, anche unica nazione al mondo ad aver abbandonato lo sfruttamento dell'energia nucloeare per scelta politica), nell'agosto 2008, è stato disposto tramite legge nazionale di ritornare a edificare impianti nucleari sul proprio territorio.
Dal febbraio 2009 è al vaglio una proposta di legge mirante al prossimo avvio dell'impianto filippino.
Il 26 novembre 2010 il parlamento tedesco ha annullato definitivamente la scelta del 2002 di chiudere gradualmente tutte le proprie centrali nucleari approvando il disegno di legge (entrato in vigore il 1 gennaio 2011) che estende l'esercizio dei 17 reattori attualmente in funzione nel paese.[5]
Identica cosa ha fatto il parlamento spagnolo il 16 febbraio 2011.
Alla fine degli anni duemila, Kazakistan e Lituania, dopo la rinuncia forzosa di cui si è parlato sopra, hanno dato il via alla progettazione (il Kazakistan in maniera autonoma, dopo il parere favorevole del 2007, mentre la Lituania insieme agli altri due Stati baltici) due nuovi reattori a fini di elettro-generazione
Cepu
31 marzo 2011 18:21
Tepco ha iniziato a contrattare con le banche giapponesi per ottenere crediti di emergenza fino a 25 miliardi di dollari. Secondo quanto riportato dai bilanci societari, l’esposizione debitoria di Tepco alla fine di dicembre 2010 era di circa 92 miliardi di dollari, dei quali 64 miliardi in obbligazioni. Quest’anno 4,8 miliardi di dollari di debito obbligazionario sono in scadenza. Altri 5,6 miliardi scadranno nel 2012. I costi per il rifinanziamento del debito, uniti ai risarcimenti per i danni della catastrofe potrebbero portare la società elettrica al collasso. Ma prima che sia troppo tardi, lo Stato potrebbe intervenire per salvare la situazione. Pagando di tasca sua una parte dei danni.
E questi sono i migliori professionisti del campo !!! Gente che ha riempito di centrali nucleari il sismico giappone, ci ha guadagnato bene indebitandosi privatamente fino alla cima dei capelli, e ora se la dà a gambe.
sergio2
01 aprile 2011 01:38
......
Qualche dato sul mitico rinascimento nucleare.
......
Il reattore di Olkiluoto: la costruzione è iniziata nel 2005, sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2009 e la spesa era stata preventivata in circa 3 miliardi di euro. A distanza di oltre 5 anni dall’apertura del cantiere le opere sono ancora in alto mare; la centrale dovrebbe essere operativa per metà 2013; i costi sono già raddoppiati rispetto alle stime iniziali, arrivando a toccare i 6 miliardi di euro, e non è finita. Siemens ha abbandonato il progetto.
Il reattore di Flamanville: la costruzione ha avuto inizio nel 2007, ha già accumulato più di 2 anni di ritardo con un primo aumento dei costi di costruzione passati dal preventivo di 3 miliardi di euro ai 5 attuali.
La fine dei lavori è prevista per il 2014.
Questa situazione ha indotto molti ripensamenti e persino a ritirare ordini di acquisto fatti in precedenza:
- nel dicembre del 2007 il Sudafrica ha annullato l’offerta di acquisto dei reattori EPR;
- nell’aprile 2008 è stata la volta della società statunitense Ameren UE che, visti i costi, ha cancellato l’ordine di un EPR da costruire in Missouri;
- nel luglio 2009 il Canada ha sospeso la gara per la realizzazione di 2 nuovi reattori nucleari, a cui aveva partecipato anche Areva con la richiesta di 23,6 miliardi di dollari per 2 EPR da 1.600 MW (senza garanzie su possibili futuri extracosti);
- stessa sorte negli Emirati Arabi Uniti dove l’offerta di costruire 2 reattori EPR è stata accantonata nel dicembre 2009;
- a ottobre 2010 la società statunitense Constellation Energy Group ha rinunciato a una mega garanzia pubblica (7,5 miliardi di dollari) per la costruzione di reattore EPR a Calvert Cliffs nel Maryland.
Moltisismi sono i reattori la cui costruzione è stata accantonata o sospesa.
Tutta la storia del nucleare è costellata da continui ripensamenti (non ultimo la moratoria votata dall’attuale maggioranza politica che evidentemente non si fa prendere dall’emotività).
In Spagna la moratoria del 1984 (prima di Chernobyl, quindi) portò alla sospensione di diverse centrali approvate e\o iniziate.
Stessa storia in USA dopo gli incidenti del 1979 e del 1986: tutti i progetti già approvati furono annullati.
Altre centrali sono tuttora sospese in Ucraina, Polonia e Bulgaria
Molte centrali furono chiuse dopo pochi anni di attività; per esempio in Francia ma anche in Italia (Garigliano dopo appena 14 anni di attività).
La centrale di Lucens (Svizzera), chiusa senza mai entrare in funzione!
Nessuna centrale è costata a consuntivo una cifra alemo paragonabile a quella preventivata: nel nucleare preventivi e consuntivi sono due mondi che non dialogano.
La Siemens, che aveva contribuito al progetto EPR insieme alla francese Areva, si è ritirata dal progetto.
Un'ultima clamorosa bocciatura del reattore EPR e dell'industria atomica francese è arrivata con il rapporto presentato il 16 giugno scorso all’Eliseo da Francois Roussely, ex presidente di EDF, incaricato dal presidente Sarkozy di fare il punto della situazione sul futuro della filiera nucleare francese.
Nel rapporto vengono citate le disastrose esperienze di Olkiluoto e di Flamanville come una seria ipoteca sulla credibilità del reattore EPR e addirittura si paventa la possibilità di abbandonare questo progetto per iniziative più piccole e meno ambiziose, ma per le quali occorre ancora trovare l'ottimizzazione e la quadratura economica, almeno per salvare la faccia.
Il rapporto suscita riflessioni sul tema sicurezza, scorie e basso coefficiente di utilizzo delle centrali osservato negli ultimi anni.
Lo scorso novembre, con un atto senza precedenti, le Autorità per la sicurezza nucleare di Francia, Finlandia e Gran Bretagna hanno diffuso una nota congiunta che evidenziava problemi del sistema di sicurezza dell’EPR, più precisamente la sua inadeguatezza e la mancata indipendenza dal sistema di controllo.
Per rendere il nucleare economicamente competitivo il progetto EPR cerca di sfruttare le economie di scala, spingendo al massimo le potenzialità della tecnologia, a cominciare dalla potenza installata che per questo reattore arriva a 1.600 MW e oltre, la più elevata mai realizzata.
Il problema è che aumentare la taglia del reattore e la densità energetica del nocciolo aumenta inevitabilmente i rischi d’incidente.
L’EPR non ha neanche risolto l’annoso problema delle scorie, che nel caso del reattore francese sono addirittura più radioattive del solito a causa di un maggior arricchimento dell’uranio fissile (aumentato dall’ordinario 3,5% al 5%).
E non affrontiamo ancora il problema del combustibile perché ciò aprirebbe un ulteriore capitolo.
ennio4531
01 aprile 2011 12:03
x cepu
Sarà il solare termodinamico a salvarci?
... alcuni dati.
Domanda : a quanto ammonterebbero gli investimenti con il solare termodinamico per fornire il 10% del fabbisogno nazionale elettrico del 2009 ?
Risposta: 66,66 miliardi di €
Domanda: quale sarebbe il costo dell'energia prodotta ?
Risposta: 5 volte circa i prezzi di mercato attuali ( riferito a impianti similari )
Domanda: quanti impianti tipo Andosol 1 sarebbero necessari ?
Risposta: 215
Domanda : quanto territorio sarebbe richiesto complessivamente ?
Risposta : 325 kmq
Domanda : quanta superficie sarebbe occupata dagli specchi ?
Risposta: 160 milioni di metri quadrati ( ..da pulire almeno una volta al mese )
Domanda: durata dell'impianto ?
Risposta: 25 anni circa.
Dettaglio ( dat Wikipedia)
Fabbisogno italiano di energia elettrica 2009:
Kwh 337.601.000.000 ; 10% = 33.760.100.000
Andesol 1 produzione annua KWh : 157.000.000
- Per cui : 33.760.100.000 : 157.000.000 : nr. 215 impianti
- Costo per impianto : € 310.000.000 x 215 = 66,66 miliardi di €
- costo energia: Attualmente il 'costo per kilowattora' dell'energia prodotta con tale tecnologia è superiore di 5 o 6 volte a quello di altre fonti come dichiarato dall'amministratore delegato dell'ENEL Conti.
- territorio occupato da Andosol 1 : 1,5 kmq ( fonte: Solar Millenium )
quindi : 1,5 x 215 = 325 kmq
Conclusione : il ‘sistema’ Italia , con un debito pubblico enorme, scarsità di capitali privati , sviluppo economico dall’inizio degli anni ’90 assai modesto, costo attuale dell’energia elettrica ( con o senza imposte) tra i più alti in Europa , sviluppo demografico negativo… , si può permettere simili oneri ?
Il confronto con il nucleare …. la prossima volta.
Non vorrei … stancarti troppo ….
Cepu
01 aprile 2011 12:22
Il sistema Italia è in questa situazione per la scelta politici. Sia quarti al mondo nel fotovoltaico, proprio per le decisioni prese a livello politico.
Quello di cui sono certo, è che il sistema italia non potrebbe tollerare i costi e i rischi della tecnologia nucleare correntemente disponibile, che stanno emergendo palesemente a fronte del disastro di Fukushima. E non c'e' due senza tre.
Ti rimando alla situazione economica attuale del gestore elettrico TEPCO.
ennio4531
01 aprile 2011 12:26
Dall ‘ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)
Si può definire "sicura" una centrale nucleare?
Certamente sì, se comparata con altre attività umane, in particolare con la produzione di energia da altre fonti.
Considerando l’intero ciclo di ogni fonte energetica (ciclo del combustibile, fabbricazione dei componenti e del sistema, esercizio, decommissioning) autorevoli studi internazionali hanno dimostrato che l’energia nucleare si posiziona tra quelle meno pericolose, anche nei confronti delle rinnovabili, sempre a parità di energia prodotta.
Sergio... non adirarti ... è noto che anche l'ENEA è un covo di ignoranti e prezzolati ....
Cepu
01 aprile 2011 14:51
ENEA si dà da fare, ma i loro rapporti si riferiscono praticamente in toto a statistiche di ante-Fukushima. Come comunica Mastrantoni, sono arte cosmetica ... furbizie.
I ripensamenti dei governi sono doverosi e stanno emergendo finalmente i costi mai considerati: la gestione del fine vita, delle scorie inquinanti a cvarico delle collettività, le assicurazioni contro incidenti, le probabilità di disastro assai più alte di quelle considerate per permettere l'economicità dell'impianto, e infine l'efficacia complessiva di queste pentole a pressione.
ennio4531
02 aprile 2011 12:33
Catastrofismo e ... realtà .
Disastro di ?ernobyl' 1986( da Wikipedia )
Il rapporto ufficiale redatto da agenzie dell'ONU (OMS, UNSCEAR, IAEA e altre) stila un bilancio di 65 morti accertati con sicurezza e altri 4.000 presunti (che non sarà possibile associare direttamente al disastro) per tumori e leucemie su un arco di 80 anni.
Il bilancio ufficiale è contestato da associazioni antinucleariste internazionali fra le quali Greenpeace che presenta una stima di fino a 6.000.000 di decessi su scala mondiale nel corso di 70 anni, contando tutti i tipi di tumori riconducibili al disastro secondo lo specifico modello adottato nell'analisi[3].
Altre associazioni ambientaliste, come il gruppo dei Verdi del parlamento europeo, prendono le distanze dal rapporto Greenpeace, che considerano una boutade con tuttavia il merito di segnalare il problema, e pur concordando sulla stima dei 65 morti accertati del rapporto ufficiale ONU, se ne differenzia e lo contesta sulle morti presunte che stima piuttosto in 30.000 ~ 60.000[4].
Negli anni successivi, studi scientifici hanno dimostrato la lontananza dalla realtà delle suddette stime, anche in relazione al potenziale effetto distruttivo delle radiazioni che si è rivelato molto minore di quanto propagandato negli anni vicini al disastro....
Negli anni successivi il rallentamento della ricerca nel campo causata dalla propaganda anti-nucleare ha portato ad un estensione dell'era del petrolio come fonte energetica.[5]
Cepu
04 aprile 2011 13:36
Sottolineo due passaggi di un'intervista a Rubbia, sicuramente di maggior importanza delle statistiche minimalistiche e cosmetiche che contrappone ennio alle stime di greenpeace.
A proposito, invito nuovamente ennio a fare un giro a Fukushima per raccogliere souvenir da mettere in casa sua e trasmettere ai suoi eventuali discendenti.
"...la Spagna ... si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell'arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l'amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L'unico dubbio ormai non è se l'energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi".
"...in Spagna stiamo sviluppando nuovi impianti solari che funzionano come i motori a reazione degli aerei: riscaldando aria compressa. I jet sono ormai macchine affidabili e semplici da costruire. Così diventeranno anche le centrali solari del futuro, se ci sarà la volontà politica di farlo"."
ennio4531
04 aprile 2011 20:18
x cepu
Vorrei ribadire che Le mie ' statistiche minimalistiche e cosmetiche ' provengono dai seguenti enti dell'ONU (OMS, UNSCEAR, IAEA e altre)... libero poi cepu di crederci o meno .
Per quanto riguarda la fiducia ceca di cepu in Rubbia, chiedo a cepu di riportare una analisi di Rubbia sui costi e capacità del solare di coprire ... diciamo il 20% del fabbisogno di elettricità di cui ha bisogno il mondo e soprattutto quei paesi poveracci che non si possono permettere un alto costo dell'energia come è appunto ad oggi quella dal solare.
Cepu non perda tempo ... non c'è .
Rubbia vuol passare alla storia non come premio Nobel, ma come 'donatore' all'umanità del sacro 'fuoco' sempiterno ed ecologico alimentato dal sole.
Peccato che a tutt'oggi non abbia messo a punto una teoria rivoluzionaria ( ... come fece Einstein a suo tempo in altro campo ) in grado di spiegare la fattibilità di un processo di trasformazione di energia solare in energia elettrica con tasso di efficienza al 100%.
Rubbia, sotto questo aspetto, da anni fa il tecnologo... non certo lo scienziato...
Cepu
05 aprile 2011 11:18
x ennio. Sei ridicolo, a metterti sullo stesso livello di un premio nobel in fisica. L'energia che manda il sole, se captata per 1/100.000, è sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico dell'umanità.
E' il sole, che fa evaporare l'acqua degli oceani e crea i temporali, i venti, che per colpa delle emissioni di CO2 innalza la temperatura terrestre causa effetto serra.
E' sufficiente investire.
ennio4531
05 aprile 2011 11:20
La partigianeria di Mastrantoni non rende un buon servizio all’ADUC in tema di completezza d’informazione , ma è l’ennesima prova che prima ci si forma una convinzione e poi si va alla ricerca disperata di tutto ciò che la comprova ignorando le notizie contrarie... cosa che fa dell'ADUC più il prolungamento di tesi politiche che una associazione per i diritti ecc. ecc.... .
Riporto alcuni passi del pensiero del prof. Zichichi , presidente della World Federation of Scientists , sul nucleare dopo Fukushima
… I catastrofisti vogliono che l'Italia rinunci al nucleare. Ma si guardano bene dal dire che questo corrisponde per noi tutti a schiavitù energetica permanente. E a restare fuori dalla competizione tecnologica mondiale che non può essere né nel solare né nell'eolico ma in quel «fuoco nucleare» che - dopo diecimila anni di civiltà - Enrico Fermi riuscì ad accendere a Chicago il 2 dicembre 1942 e che ha permesso al Giappone - nonostante la sconfitta subita nella seconda guerra mondiale - di diventare la terza potenza economico-industriale del mondo.
Nella vicina Africa e nel mondo ci sono cinque miliardi e mezzo di persone che vorrebbero avere la stessa quantità di energia pro-capite di cui gode il miliardo di privilegiati che vivono nei paesi industrializzati (noi tra questi).
Né il solare né l’eolico potranno fornire le enormi quantità di energia che questi popoli vogliono. Prima o poi potrebbero scoppiare rivolte popolari al fine di evitare l’esportazione del combustibile esistente a casa loro.
L’Italia senza energia nucleare crollerebbe in pochi anni a livello di terzo mondo.
… Forse è ciò che vogliono i catastrofisti. Le ultime notizie da Fukushima danno in pasto al grande pubblico la falla nel pozzo di calcestruzzo del reattore numero 2 come fosse un errore di ingegneria nucleare.
È un errore di ingegneria civile come quello che portò all’altezza di appena cinque metri del muro di difesa da tsunami.
Cepu
05 aprile 2011 11:34
L'appellativo di catastrofista è ben più adatto a quelli che predispongono e attuano catastrofi, ovvero i costruttori di bombe e di centrali, i fautori del nucleare, non a quelli che le denunciano.