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sugar magnolia 07 giugno 2011 11:25
bell'articolo.....davvero !!!
interessante, anche se il coacervo di intrecci che legano queste cose nel nostro paese e' da sempre pesantissimo....eppure andiamo avanti lo stesso !!!
cmq, a prescindere dal rislutato del voto non cambiera' nulla ....questo e' poco ma sicuro
pfui! 07 giugno 2011 14:54
"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"
trillo 08 giugno 2011 06:34
complimenti all'autore: e non solo perchè condivido queste considerazioni, ma perchè le ha espresse con estrema chiarezza, laddove questi temi politici nulla hanno di chiaro. Grazie mille, provo a condividerlo su FB.
sdaslt 08 giugno 2011 07:33
Buongiorno,
Come menzionato nell'articolo,purtroppo le privatizzazione all'ITALIANA spesso finiscono per essere a favore di lobby e aziende riconducibili a qualche spregiudicato politico o affarista impastato con i politici. L'acqua deve rimanere un bene pubblico e al giusto costo. Ciò che molti vogliono, e cioè che l'acqua sia gestita da privati per razionalizzare e migliorare, deve essere rivolto ed applicato, in caso di vincita del SI, alle amministrazioni pubbliche che gestiscono il bene pubblico. Deve essere richiesto loro maggiore efficienza e trasparenza altrimenti "commissariamento". Niente privatizzazione che comporterebbe sicuramente un rialzo eccessivo dei costi. Le amministrazioni si assumano ognuno la sua responsabilità nel fornire i servizi primari di qualità alle persone, altrimenti si licenzia chi non fà il suo lavoro. Non si butta in pasto a qualche avido, il portafoglio dei cittadini. Ciò che chiede l'Europa è valido fino ad un certo punto. In molti paesi Europei civili e dove le cose funzionano anche quando sono privati, e non come il nostro paese, esiste uno Stato vero che controlla l'operato dei privati per un servizio pubblico a favore dei cittadini. In Italia la privatizzazione è un modo legalizzato dello Stato (se cosi lo si può chiamare) di lavarsi le mani da una cosa che rimane comunque di sua reponsabilità. Della collettività lo Stato in Italia se ne frega. basta vedere questi ultimi anni!!
Spiacente per voi, ma spero che il SI prevalga. Ne riparliamo quando questo paese diventerà un modello di civiltà e onestà, senza corruzione, dove il senso civico del mutuo vivere insieme porterà questo popolo attualmente menfreghista, individualista (e mi fermo lì), a raggiungere il livello minimo di civiltà. Per non parlare poi della classe politica, che deve smettere di usare il paese per i suoi affari personali. Io voterò SI e spero che mooooolti lo faranno.
Per gli altri quesiti qualunque persona di buon senso e che vive la realtà di questo paese capirebbe l'importanza di votare SI, perché siamo tutti uguali davanti alla Legge, e anche il politico non deve sfuggire alle sue responsabilità davanti per le sue azioni illegali. Vogliamo politici puliti pagati profumatamente per servire gli interessi del popolo e della Nazione e non gli interessi malavitosi di alcuni.
Per il nucleare, ricordate Chernbyl e Fukushima!!
Il fatto che la Francia abbia reattori vicino a noi non significa che dobbiamo riempirci di scorie nucleari, perche tanto se succede qualcosa lì veniamo colpiti anche noi. Intanto rimaniamo puliti e curiamo il nostro territorio usando l'energia rinnovabile. Non permettiamo che i politici ed industriali in pasta agli affari, ci inducano a rinunciare a mantenere il nostro paese un esempio di pulizia e rispetto dell'ambiente.
alessandro1808 08 giugno 2011 08:00
Interessante, però correggetemi se sbaglio: la possibilità di ricorrere al privato esisterebbe lo stesso anche in caso di una vittoria dei SI. Ciò che verrebbe meno è l'OBBLIGO di farlo. O ho capito male?
gabdab 08 giugno 2011 08:29
Concordo in pieno con sdaslt sulla necessità di evitare logiche del capitale rivelatesi disastrose a livello mondiale.
I cittadini devono poter occuparsi dei propri interessi (acqua, energia) in prima persona .
Invece ora siamo costretti ad avere sempre il 'babbino' che cura i nostri interessi , che sia Berlusconi o Bersani non ha importanza .
antonio4555 08 giugno 2011 09:00
Anch'io apprezzo l'articolo, sia per il contenuto, anche se lo condivido solo in parte, ma soprattutto per la chiarezza. Benissimo laddove propone la variazione dello strumento referendario, che pare costruito solo per renderlo inefficace, un po' meno bene dove si parla di non ridurre lo strumento stesso a plebiscito nei confronti del governante di turno. Non è così. Nel caso specifico, è stato proprio il governante di turno a volergli dare questa valenza, prima col DL omnibus, poi col ricorso alla Consulta. E' la stessa importanza che prima ha voluta dare alle amministrative, salvo poi correggere il tiro non appena le ha perse. Credo che l'elettore, se informato correttamente, sia portate a valutare il quesito, NON il governante di turno.
roberto8757 08 giugno 2011 09:18
mha!!! essendo un dipendente di un azienda ex municipalizzata posso dire che dal momento dell' entrata del privato, ha portato SI a un miglioramento momentaneo del servizio verso l'utente finale e una riorganizzazione interna. successivamente la riorganizzazione non si e' piu' fermata, con una riduzione drastica della forza lavoro (molti contratti cococo) appaltando la maggior parte delle manutenzioni a ditte private (sfruttando le aste al ribasso) cercando di far piu' utili possibili a scapito dell'utente finale.
l'acqua e' un bene di tutti di PRIMA NECCESSITA'(come altri servizi)e il privato non deve metterci mano
antonio4555 08 giugno 2011 09:28
@roberto8757: E' proprio per queste sue considerazioni che voterò "si" anche ai due quesiti sull'acqua. Il privato e sì più organizzato, ma è anche troppo "ingordo". Occorrerebbe una drastica "riorganizzazione", questo sì, su tutto il settore con una gestione privata ma sottoposta a rigidi controlli pubblici. Ma si riuscirà in Italia?
andrea4296 08 giugno 2011 09:49
L'articolo è incompleto ed impreciso in molte parti. il primo referendum blocca l'OBBLIGO di cedere al privato il 49% dele quote entro fine anno. Questo è il quesito, le altre sono considerazioni più o meno condivisibili sulle quali ognuno trarrà le proprie conclusioni. Il secondo quesito abolisce la retribuzione minima garantita (7%) del capitale: in altre parole indipendentemente dlla capacità imprenditoriale e manageriale del privato, il capitale investito è comunque remunerato al 7%. Anche qui ognuno faccia le sue considerazioni.
Per citare Publiacqua, che ha con lungimiranza anticipato la cessione del 49% al privato, si constata curiosamente che l'amministratore delegato è espresso dalla minoranza azionaria, che peraltro ha anche la maggioranza nel consiglio (in questo caso riporto i dati di una persona di cui mi fido, potrei sbagliare in buona fede). Inoltre, una efficace campagna del comune di Firenze mirata alla sensibilizzazione sul consumo consapevole dell'acqua eliminando gli sprechi, ha portato all'obbiettivo con una riduzione dei consumi. Peccato che la remunerazione è andata sotto il 7% e Publiacqua ha battuto cassa, col risultato di un aumento della tariffa idrica (seppure con un acoordo di compromesso).
Potrei continuare a lungo, ma non è questa la sede, ognuno può documentarsi quanto vuole sui fatti.
Passando alle opinioni (a differenza dei fatti contestabili quanto si vuole) l'articolo mi sembra approcci la questione col solito criterio che siccome il pubblico non funziona o non ha i soldi, viene in soccorso il privato perché non si è in grado, per incapacità, di costruire un alternativa. Io vivo a Venezia, l'acqua (e non solo) è gestita da una società a capitale pubblico 100%, le tariffe sono basse ed il servizio buono: anch'essa con la legge attuale dovrebbe obbligatoriamente cedere al privato metà delle quote, e non si capisce il perché ( a proposito, nessuna normativa europea, come ci volevano far credere, lo impone, chi vuole vada a leggere la sentenza della corte che ha ammesso i referendum). I modelli alternativi esistono eccome, andate a leggervi cosa hanno fatto a Grenoble in Francia.
Mi impongo di chiudere qui, chiedetevi solo come mai grandi capitali europee (parigi, Berlino) siano tornate alla gestione pubblica. Inoltre ricordate che i refenrendum sono stati proposti e supportati con la raccolta di firme da comitati di cittadini, non da partiti con un risultato straordinario in termini numerici: il collante è il concetto del "bene comune", riflettete sulle due parole confrontandole con le parole "merce" e "privato". Buon voto a tutti comunque
prozaq 08 giugno 2011 09:52
La privatizzazione in Italia consiste nel creare società in cui i soci sono enti pubblici (ed i soldi anche), e sono controllati di fatto dalle forze politiche di turno, ma che essendo privati sfuggono al controllo ed al giudizio degli elettori/utenti/consumatori.
Quindi il problema non è nella gestione pubblica o privata del servizio, ma nella capacità di controllare e giudicare gli amministratori.
In ogni caso la battaglia è su due principi:
1 - la gestione del servizio si affida ai privati solo se sono bravi e se conviene, non perché obbligati dalla legge
2 - chi gestisce il servizio deve assumersi gli oneri della cattiva gestione e non può scaricare tutti i costi sui consumetori
Io voterò SI a tutti i referendum.
giuseppe4962 08 giugno 2011 10:56
Continuo a non capire questo "amore" per il privato che funziona meglio del pubblico dove? Un esempio a caso le autostrade (dove sono gli investimenti? incassano e basta). E sicuramente non nell'ambito della distribuzione dell'acqua dove molti esempi (Latina, comuni calabresi) dove è intervenuto il privato la qualità dei servizi è rimasta uguale o peggiorata e le bollette sono aumentate a dismisura. Altro punto: in questo caso non ci sarebbe concorrenza (sempre considerata, anche a sproposito, come panacea di tutti i problemi)dunque dove sarebbe l'interesse a migliorar i servizi? Infine mi fa impazzire che che si debba assicurare all'imprenditore (per modo di dire perchè ditemi dov'è il rischio: anch'io sono bravo a fare impresa così) il 7% di remunerazione del capitale?
ennio4531 08 giugno 2011 11:13
.. quanto scrive prozaq , che voterà SI, è quanto di più contraddittorio si possa leggere.
Egli scrive: 'chi gestisce il servizio deve assumersi gli oneri della cattiva gestione e non può scaricare tutti i costi sui consumetori'.
Prozaq semra ignorare che questo è sempre avvenuto e avviene quando la gestione è pubblica o di fatto tale.
Basterebbe citare i decenni di disavanzi folli delle Poste , Ferrovie, Alfa Romeo, acciaierie ecc.cecc. nei quali le perdite stratosferiche si pagavano anche come contribuienti !
I privati, se non guadagnano, prima o dopo devono chiudere i battenti perdendoci i capitali investiti.
Il pubblico dei risultati può infischiarsene ...
Sorprendente, poi , è leggere che " la gestione del servizio si affida ai privati solo se sono bravi e se conviene, non perché obbligati dalla legge ".
Chiedo a prozaq quanto segue : se fosse un politico al quale spetta la nomina dei consigli di amministrazione degli enti pubblici ( .. che sono la fonte di clientelismo, parentopoli, appalti, voti ...), pensa che si porrebbe il problema di rinunciare volontariamente a tale privilegio per dare la gestione ai privati ?
Se così fosse, facciamo prozaq 'santo subito' !
ennio4531 08 giugno 2011 11:52
Nucleare .. brutte nuove dalla Germania.
Paradossalmente i primi a soffrire per la rinuncia al nucleare ... saranno i finanziamenti per gli impianti di energie verdi.
Pochi sanno che sui guadagni delle società produttrici di energia elettrica da nucleare grava una imposta supplementare sui profitti del 30% che ha reso nel 2010 2,3 miliardi di euro da impiegare appunto nel settore eolico-solare.
Tutti questi quattrini andranno a diminuire e ad azzerarsi nel 2022 quando tutte le centrali nucleari saranno chiuse.
Tenuto conto che in Germania il nucleare copre circa il 23% dei consumi, ci si è chiesti come le fonti rinnovabili possano in dieci anni passare dall'attuale 16% al 39% per coprire il fabbisogno nazionale e quante risorse finanziarie e quanta occupazione di territorio siano necessarie.
Dal momento che l'obbiettivo sarà impossibile da raggiungere, già si prevede che si dovrà ricorrere per coprire il buco al gas russo e il carbone che è la fonte più inquinante.
Alcuni commenti.
Dieter Zetche, presidente della Daimler 'Difficilmente potremo mantenere lo stesso livello di competitività. Il nucleare non solo è una fonte energetica a prezzi sostenibili, ma consente di non dipendere dalle impennate dei mercati... Anche le energie rinnovabili non dipendono dai mercati, ma il rischio di blackout è notevole.'
Frankfurter Zeitung " ....Le rinuncie al nucleare isolate e nazionali rischiano di essere un pugno sferrato nell'aria ".
Zanna 08 giugno 2011 12:50
Sulla contradditorietà dell'articolo hanno già scritto in molti e non c'è bisogno che aggiunga altro salvo una precisazione: nessuno, se non pochi, di quelli che voteranno SI pensano con il pubblico tutto funzionerà bene, ma sono certi che con il privato tutto funionerà male e i costi saranno maggiori: vedi l'esempio di Firenze da voi citato, quelli di Latina indicato nei commenti e gli esempi esteri di Parigi e Berlino dove hanno cacciato il privato a pedate.. tra l'altro l'ex privato di Parigi (Veolia) è uno di quelli che ha già le mani in pasta in Italia (Latina) e che è maggiormente interessato a prendere anche altri pacchetti.
Infine rispondo al commento di ennio: i soldi per finanziare le rinnovabili li prenderanno dagli investimenti attuali per il nucleare.
giuseppe4962 08 giugno 2011 14:05
IL CASO. Debiti per oltre 125 milioni di euro per il gestore della rete idrica nell’Ato3 in Campania.Per ripianare il buco di bilancio decide di aumentare il costo del servizio di oltre il 50 per cento.
Ora ditemi voi se la gestione privata è auspicabile.
giuseppe4962 08 giugno 2011 14:12
Se non passa il referendum visto che:
a- l'Alitalia è stata praticamente regalata ai francesi;
b- l'acqua finirà, in gran parte, in mano ai francesi;
c- le centrali le costruiranno i francesi;
d- i francesi hanno comprato le principali aziende agroalimentari italiane (galbani, parmalat)
POSSO AVERE ANCHE AMMINISTRATORI PUBBLICI FRANCESI?
considerando che alla fine i loro servizi sono superiori ai nostri con una popolazione ed una tassazione simile?
angelo41 08 giugno 2011 20:13
L'articolo è riduttivo ed il consiglio per i 2 si non è per niente semplice.
Il tormentone del nucleare ci perseguita da oltre 20 anni ed ancora non si è capito, o non si vuol capire, che le centrali nucleari francesi
posti lungo i nostri confini, li abbiamo (e li stiamo) pagando noi.
A questo punto una domanda sorge spontanea: Siamo veramente "la vigna dei cojoni?" Riguardo la sicurezza, l'incidente in Giappone mi ha convinto ancora di più della bontà delle centrali nucleari. Nonostante il cataclisma che c'è stato, non risulta che siano scoppiati i reattori e che ci sia stata un'ecatombe.
Nessun decesso, mentre il cetriolo, zitto zitto, ha provocato una quindicina di morti.
L'unico problema è lo smaltimento delle scorie, ma l'evoluzione della tecnica, pare, che stia studiando sistemi di vanificazione di queste scorie per renderle meno letali e meglio conservabili.
Il legittimo impedimento invece era una norma già compresa negli articoli della Costituzione, quando prevedeva l'immunità dei Parlamentari (tutti). La Costituzione prevede l'autonomia dei Poteri, Legislativo e Giudiziario, intendendo il Legislatore una forma di garanzia per entrambi gli organi che non devono "disturbarsi" o meglio confliggere.
Anch'io fui d'accordo, sull'onda emotiva di tangentopoli, sull'abolizione dell'immunità parlamentare, poi ho capito l'errore.
Ora gli "onorevoli" ed il Governo sono schiavi della magistratura, la dove basta il ghiribizzo di un P.M. per mettere in crisi un sistema politico. Ci si rende conto dell'errore commesso?
Eventuali reati degli "onorevoli" e dei membri del Governo andrebbero considerati dopo il loro mandato e processati regolarmente. Come stanno facendo in Francia, essendo stato Chirac inquisito dopo aver ricoperto alte cariche pubbliche.
Il fatto è che in Italia non vogliono processare Berlusconi dopo, lo vogliono togliere dalle scatole subito.
Per l'acqua farò un altro commento.
Angelo Libranti
paride1472 09 giugno 2011 07:51
Bello, tutto bello. Ma prima di scrivere A SPROPOSITO, aggiungo io, vogliamo assicurarci che gli organismi di controllo funzionino? Con il privato avremo solo cetrioli: infilati nel deretano.
Chi abita in puglia ad esempio, che prende l'acqua dalla campania e dalla basilicata, quanto dovra' pagarla quest'acqua? E perche' dobbiamo cedere la rete gia' pagata con i NOSTRI soldi ad affaristi senza scrupoli, vedi attuale gestore di Latina e Francia (che stanno cercando di cacciare a pedate nel culo). Che vogliamo fare il caso TelecoZ Italia 2, dove fanno soldi sull'ultimo miglio essendo di fatto ancora in monopolio, con la rete pagata da sempre da NOI? Uhm... forse in aduc stanno iniziando ad ascoltare certe sirene...
paride1472 09 giugno 2011 07:57
Per il nucleare a fukusmima non e' morto nessuno? Ah beh! E tutti gli zombie che camminano? Le tv di regime, non e' che ti abbiano detto tutta la verita'. Non e' scoppiato nessun reattore? Se intendi nessun nucleo vero, peccato pero' che sia saltato il deposito del combustibile esausto del 4 reattore che era spento per manutenzione e che la causa sia stata la stessa tepco che per non danneggiare irrimediabilmente il suo impianto, non ha voluto immettere acqua di mare per raffreddate l'uranio esausto. Per capire di cosa parlo, guardate l'intervento dell'ingegner Ferrari...
http://www.youtube.com/watch?v=xG_CEie8ATk
Annapaola Laldi 09 giugno 2011 09:29
All'indirizzo che metto alla fine si può leggere una riflessione interessante proprio sui referendum sull'acqua. La soluzione proposta e argomentata è quella di votare scheda bianca o annullare la scheda, perchè la vittoria del sì o del no porterebbe in un vicolo cieco.
Per quanto mi riguarda, questa lettura ha confermato le mie perplessità in materia.
http://notizie.radicali.it/articolo/2011-04-18/editoriale/referendum-sull-acqua-la-scheda-bianca-l-unica-soluzione-ragionevole
lucillafiaccola1796 09 giugno 2011 19:30
sappiamo benissimo cosa fare... abbiamo il cervello ben funzionante...alla massa di papponi rispondiamo: tutti zitti nei...baroni!
il 12 e 13 giugno 2011
4 SI PER DIRE BASTAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!
mario g 10 giugno 2011 10:33
Credo che nessuno pensi che due SI'per l'abrogazione delle due leggi sull' ACQUA risolvano i problemi degli utenti. Certamente i due SI' denunciano che non si può affidare OBBLIGATORIAMENTE ed entro un data stabilita e ravvicinata la gestione di servizi pubblici a strutture sostanzialmente PRIVATE , assicurandone per legge il livello minimo di profitti (7%) : ma dove va a finire il rischio d'impresa? è un doppio stravolgimento di quelle leggi di mercato che dovrebbero rendere efficiente e quindi meno costosa l'erogazione del servizio. Se non sono leggi fatte in malafede, sono certamente un gran pasticcio, in perfetta sintonia con la discussione ultradilatoria della LEGGE ANTICORRUZIONE, che l'attuale maggioranza certamente non vuole e certamente non secondo le direttive della Comunità Europea. Una normativa "anticorruzione" secondo gli standard europei metterebbe concretamente il PUBBLICO sullo stesso piano del PRIVATO e forse anche in Italia registreremmo senza enfasi casi di ritorno al "pubblico" come a Parigi e a Berlino.
ennio4531 10 giugno 2011 12:49
Curiosità...
1980 La Svezia delibera, in seguito a referendum, lo stop al nucleare.
Dopo 30 anni, ha ancora 10 reattori in attività fornendo quasi la metà del fabbisogno elettrico.
1994 Olanda votò a favore dell'abbandono del nucleare e l'unico reattore doveva spegnersi nel 2003.
Risultato: il reattore è ancora attivo ed è stato proposto la costruzione di un altro da 1 GW.
1999 Belgio no al nucleare . Risultato tutti i 7 reattori sono in funzione a fornire la metà del fabbisogno elettrico.
Se così van le cose, ho l'impressione che di nucleare ne sentiremo parlare a lungo, arguendo che le classi politiche di tutto il mondo, e ciò è umanamente comprensibile, siano più attente agli umori dell'elettorato che alla bontà e realizzabilità delle idee.
Il tallone d'achille delle energie rinnovabili, che dovrebbero sostituire le centrali atomiche e che i verdi e i politici al potere cercano di bypassare, sono:
- gli ingenti investimenti da farsi per produrre la medesima quantità di energia prodotta con il nucleare ( osservate: nè la Germania nè la Svizzera hanno presentato il conto ... non vogliono impaurire l'elettorato) ;
- l'ingente territorio da occupare con specchi o pale ( .. essendo da scartarsi i pannelli fotovoltaici in quanto costosissimi e scarsamente efficienti e le biomasse di per sè limitatissime... Rubbia, delle energie alternative salva solo gli specchi solari.. );
- la continuità delle forniture elettriche, essendo l'eolico/solare dipendenti da fattori climatici ( ... antipatico sarebbe sopprimere un treno in partenza per mancanza di vento o mandare a casa gli operai di una fonderia per carenza di sole ...).
Per cui di nucleare ne sentiremo parlare a lungo ... tanto a lungo...
francesco9244 10 giugno 2011 14:13
il referendum è SOLO un'altra occasione di ladrocinio della casta, infatti gli accoliti della consociazione a delinquere pqrtitocratica (come definita dall'affiliato on. Panella) si spartiranno una ulteriore refurtiva, istituzionalizzata da una leggina ad castam, di ben 23.000.000DI €, che potrebbe aumentare se noi cogl....zzi stessimo al loro gioco di far raggiungere il quorum, in barba al precedente referendum che abrogava il finanziamento pubblico alle sanguisughe della casta!
!
questo è solo di uno dei tanti esempi, di come questi lestofanti!
tengano in considerazione la 'volontà del popolo sovrano' (BUE)
NON LEGITTIMIAMO OLTRE CON IL NOSTRO VOTO QUESTE VORACI SANGUISUGHE.-
IL NOSTRO VOTO E' TROPPO IMPORTANTE:
- NON SPRECHIAMOLO!
- NON VOTIAMOLI!!
- MANDIAMOLI A LAVORARE!!!
giuseppe4962 10 giugno 2011 20:42
La Nestlè ha lanciato pochi giorni fa in Canada la proposta di creare una "borsa mondiale dell'acqua", soggetta alle stesse regole della borsa per gli altri prodotti, che consentirebbe quindi a poche multinazionali di avere il controllo completo sull'acqua che finisce sulle nostre tavole, ma anche su quella che esce dal rubinetto, se l'acqua venisse privatizzata.
Nestlè è l'azienda numero uno per il mercato mondiale delle acque minerali, quindi la proposta non è per niente disinteressata (solo in Italia sono parte del gruppo Nestlè le seguenti marche: Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna, Pejo, Terrier, Pracastello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandali, Tione, Ulmeta, Vera.)
Se prima avevamo molti buoni motivi per andare a votare il referendum del 12 e 13 giugno per evitare la privatizzazione degli acquedotti, adesso ne abbiamo uno in più. Ovviamente i media non ne parlano.... facciamolo noi. Allego un paio di link alla notizia:
[ilcambiamento.it]
[nigrizia.it]
Paola Barba, Assistente Parlamentare, Gruppo dei Verdi
ennio4531 11 giugno 2011 12:20
..purtroppo, la faziosità o l'ignoranza, fa scrivere a giuseppe che si debba andare a votare ' per evitare la privatizzazione degli acquedotti,.... '.
Sappiamo che non è così..... e ammesso, ma non concesso, che si dovesse arrivare a quanto proposto dalla Nestlè, una cosa sarà certa: mossi dall'interesse, non una sola goccia andrà persa , a differenza di quanto avviene tuttora da parte degli affabulatori dell'acqua come Vendola il cui acquedotto pugliese perde almeno il 30% dell'acqua ... per strada.
Nemmeno i buchi sanno turare !!
angelo41 11 giugno 2011 19:44
Il problema dell'acqua è drammatico, nel senso che, comunque vada, occorrerà pagare.
La rete idrica nazionale (acquedotto pugliese incluso) si trova in pessime condizioni a causa di incuria e menefreghismo da parte di chi avrebbe dovuto provvedere. Non è un mistero che quasi la metà dell'acqua immessa nelle reti di distribuzione va persa per tubature difettose falle, frane ecc.ecc.
Per rimettere in sesto ed efficienza l'intera rete, occorrono miliardi di euro, roba che lo Stato non è in grado di sostenere. Allora si è pensato di dividere in lotti la rete e darla in gestione a privati.
E' chiaro che il privato che si assume l'onere dei lavori pretende, giustamente, di rientrare nelle spese. Così scattano gli aumenti.
Lasciare tutto com'è non risolve il problema, perchè le reti idriche andranno sempre peggio.
Come se ne esce?
lucillafiaccola1796 12 giugno 2011 20:01
FORZA GIUSEPPE!!!!!!!!!!!!!!!!
lucillafiaccola1796 12 giugno 2011 20:02
un bel muretto a secco?
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