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orlandofurioso 10 gennaio 2012 12:28
Ho cercato di interessarmi all'argomento, ma, a parte la poca conoscenza che c'è tra gli installatori di impianti di riscaldamento, mi si obietta che la pompa di calore consuma molta energia elettrica.
Qual'è la verità?
francesca7706 11 gennaio 2012 09:42
sento parlare di questa tecnologia da tempo, non è nuovissima, ma non ho mai approfondito perchè implementarla non sarebbe nelle mie possibilità. Se non ho capito male, il principio di funzionamento è quello dei climatizzatori a pompa di calore (non nel ciclo di raffreddamento bensì nel ciclo inverso di riscaldamento): cambia solo che il "pozzo termico" è il sottosuolo anzichè l'aria esterna. Per cui un consumo di energia elettrica è inevitabile: serve mettere in moto un compressore che comprima un gas in uno scambiatore dentro casa nostra, cosa che produce calore, mentre poi questo gas in pressione viene lasciato libero di espandersi in un secondo scambiatore in contatto termico col fluido che va nel sottosuolo. L'espansione del gas può avvenire solo sottraendo calore all'ambiente. In questa maniera questo gas diventa il vettore del calore dal "pozzo termico" (sottosuolo) all'ambiente domestico. Ma senza un consumo di energia per muovere un compressore (e qualcos'altro di accessorio, ovviamente) non si può realizzare. Non conosco i vantaggi in termini di rendimento energetico, ma l'idea di non gettare calore in aria come con i climatizzatori (riscaldamento globale) sembra già vantaggiosa.
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