Cepu
03 aprile 2012 15:29
Beh è ovvio che le imprese non concedono mai credito a un cliente che non le paga.
Ci dev'essere qualcos'altro che non si dice ... vero ?
Annapaola Laldi
03 aprile 2012 17:34
C'è una cosa che non capisco. Se un'impresa, come ho letto talvolta recentemente, ha un debito col fisco (non per evasione, ma perché non ce la fa a pagare in quanto creditrice di clienti che non la pagano) ed è creditrice nei confronti di un'amministrazione pubblica, perché non può "pagare" il suo debito passando al fisco il proprio credito con lo Stato?
Sarebbe una cosa così semplice!
maurizio6989
04 aprile 2012 11:36
Misteri italiani!
So per certo che in Svizzera si compila adesso la dichiarazione per le entrate del 2011, il calcolo delle imposte dovute arriva per la fine del 2012 e si può pagare a partire da marzo del 2013, con pagamenti suddivisi d'ufficio in tre rate senza interessi. Se qualcuno può permettersi di pagare tutto col primo versamento, o se paga più del dovuto, l'amministrazione corrisponde un interesse superiore (non so in che percentuale) all'interesse che pagano le banche.
E ciononostante le finanze pubbliche non é che se la passino peggio di quelle italiane...
Cepu
06 aprile 2012 09:50
Un'analisi interessante sulla voce:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002992.html
.... Sul fronte del contesto giuridico è ben nota la natura anomala e indefinita di alcuni enti locali quali le Asl e gli ospedali, che dopo le riforme dei primi anni Novanta, sono rimasti a metà strada fra aziende pubbliche ed enti regionali. L'ambiguità ha aumentato i costi della loro gestione, con la moltiplicazione dei centri di comando, senza stimolare comportamenti pienamente responsabili, visto che la disciplina di bilancio è rimasta disattesa.
....
Ancora più serio è il problema amministrativo poiché molti enti locali versano in uno stato che eufemisticamente potremmo definire di forte disordine. Molte Asl, soprattutto quelle più indebitate, non conoscono la loro vera situazione debitoria e pertanto difficilmente sarebbero in grado di produrre rapidamente una lista attendibile dei loro debiti commerciali e rispondere alle eventuali istanze dei creditori. Infatti, molti crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione risultano incerti e quindi difficilmente liquidabili o utilizzabili quali garanzie per un eventuale finanziamento. Questo è anche il risultato di una normativa che negli anni ha sempre cercato di tutelare esclusivamente la pubblica amministrazione. Ad esempio, alcuni crediti non sono cedibili; quando lo sono, possono essere ceduti una volta solo con un atto notarile; il riconoscimento del debito da parte dell’ente pubblico è sempre una opzione nelle mani dell’ente e comunque un processo lungo, complesso e soprattutto mai completamente certo.
Infatti, la legge prevede che l’amministrazione pubblica possa compensare crediti e debiti vantati nei confronti delle imprese in maniera ben superiore alla legittima tutela degli interessi pubblici. In particolare, la normativa sancisce il blocco indiscriminato di tutti i pagamenti dovuti all’impresa da parte di un qualsiasi ente pubblico, anche se gli importi in questione risultano superiori a quanto dovuto all’erario e tali crediti sono sorti in precedenza. A tutto questo va aggiunto il fatto che recentemente alcune Regioni hanno vietato ai fornitori della sanità il pignoramento dei beni di Asl e aziende ospedaliere inadempienti.
In conclusione ogni piano che preveda la definitiva risoluzione del problema dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione non deve limitarsi a una operazione di mera natura finanziaria, ma cercare di affrontare anche quelle che sono le ragioni profonde che hanno contribuito a creare e ingigantire il fenomeno.