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Cepu 04 maggio 2012 15:13
.... senza contare il mare ...
pfui! 06 maggio 2012 07:53
http://snipurl.com/23dvp78
ennio4531 06 maggio 2012 17:38
E' noto che, quando i dati mettono in discussione le nostre convinzioni, allora si inizia ad ... annacquarli arrampicandosi sugli specchi.
Così si sono comportati i ricercatori canadesi dalla pancia piena che, avendo constatato che la popolazione mondiale aumenta e il bio produce almeno il 25% in meno rispetto ai sistemi convenzionali, cosa hanno concluso in nome di una logica tutta loro ?
Che.. ' Ecco perché l'agricoltura biologica potrà dare un contributo importante anche in futuro.'.
Ma come ?
Il biologico fornisce un quarto di prodotto in meno e quindi ‘potrà dare un contributo importante anche in futuro .’ ?
Per giustificare questa contraddizione , eccoli a dirci che, in fin dei conti, le differenze in percentuale sono basse ( 13% ) per la frutta , le leguminose e i semi di soia , mentre non accennano alle differenze di prodotto in meno per i principali cereali di cui si nutre il mondo: grano, mais,riso ecc. … che ovviamente non possono che superare il 25% .
E che dire poi dei prezzi del bio sul mercato molto più cari rispetto ai prodotti convenzionali: silenzio… !
Evidentemente.. queste sono bagatelle per i ricercatori a cui il problema della quarta settimana è ignoto.
Ci sarebbero da aggiungere due parole sulle qualità salutistiche del bio sull’uomo.
Ecco cosa scrive la rivista Altroconsumo ( 9/2011 ) al riguardo.
‘… la letteratura scientifica prodotta in cinquant’anni sugli alimenti bio è giunta alla conclusione che non ci sono importanti differenza in termini nutrizionali tra cibi bio e convenzionali, né maggiori benefici per la salute per chi consuma i primi.’
pfui! 07 maggio 2012 13:08
Ennio, la conclusione degli autori dell'articolo è coerente con quanto scrivi. Quella frase sul "contributo importante" è solo, forse, per essere un po' piu' "politically correct" ed evitare gli assalti di grinpis ;-)
Nb il link che ho postato sotto rimanda a un bell'articolo di Bressanini su Le Scienze che, a sua volta, linka l'articolo di Nature.
pfui! 07 maggio 2012 13:09
(naturalmente mi riferivo agli autori di Nature, non a quelli dello Zeitung)
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