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E.t.ar. 30 maggio 2012 10:59
Tutto questo spreco di denaro pubblico per fare una bella caccia alle streghe . Speriamo arrivi presto una buona legge sulla responsabilità civile dei PM che paghino i loro errori come tutti i cittadini che sbagliano . Queste persone distrutte da accuse così infamanti e insussistenti potrànno essere risarcite . Spesa di denaro pubblico per fare processi ,spesa per risarcire innocenti....tanto paga pantalone.
alfeo56 30 maggio 2012 12:59
Essendo (da quasi 25 anni) operatore di struttura anti abuso su minori, conosco bene le situazioni di abuso ed infatti questo caso mi era da subito apparso una enorme cantonata. Oltre ai media, é incredibile il comportamento degli inquirenti (PM e carabinieri) che hanno dato forza e credito a ipotesi fantasiose, senza il benchè minimo riscontro oggettivo: magari si utilizzasse tanto zelo per i casi seri di abuso, invece di organizzare medioevali cacce alle streghe! Intanto il risultato é stato distruggere la vita di 5 famiglie e traumatizzare inutilmente tanti minori; a questo non potrà rimediare mai nessuno. Questo é un paese in cui l'assurdo diventa realtà, purtroppo spesso tragica.
frank44 30 maggio 2012 16:04
È un forte sollievo leggere queste opinioni sui fatti di Rignano Flaminio, i non-abusi e il circo mediatico conseguente rappresentano un sintomo e una metafora potente della società italiana e occidentale. Oggi (ovvero da alcuni decenni) si è passati da politiche pedagogiche (colpevolmente) repressive ad una considerazione del bambino e/o pre-adolescente come “entità divina”, fanciullo innocente e perfettissimo e infatti negli istituti scolastici (primarie e medie) avvengono continuamente episodi (a volte anche violenti) di genitori infuriati con qualche professore che cercava di insegnare loro un minimo di educazione, e magari ha alzato un poco la voce. A questo si aggiunge (elemento esplosivo) il fatto di considerare il bambino psicologicamente e cognitivamente come persona completamente formata e dunque degna di totale attendibilità e credito. E qui non voglio entrare nei complessi processi dell’età evolutiva e degli effetti derivanti. Il quadro si completa con un’informazione equivalente a testate giornalistiche spazzatura come “Cronaca Vera” accreditate ad un livello naturale. In rapida sintesi, la paranoia sommata all’ipocrita interesse giornalistico ti genera il MOLOCH (ovvero i Mostri di Rignano Flaminio).
Ps. I giudici alla fine ne sono usciti ma anche loro (in parte) ne sono vittime.
minotauro5801 30 maggio 2012 18:30
Ancora lo devo conoscere un giudice "vittima" ma invece conosco tante VITTIME dei giudici.
raimondo5110 30 maggio 2012 21:14
fin dal primo momento è sembrato che la vicenda fosse stata montata da qualche mamma "troppo apprensiva" e una parte della verità è venuta a galla. Ora aspettiamo l'altra parte della verità. Che la mamma " apprensiva" la smetta di spingere il proprio bambino a dire falsità.
Cepu 31 maggio 2012 17:01
Spero che le mamme accusatrici paghino per le loro denunce, che hanno costretto i PM a iniziare questa inutile azione legale.
Queste persone distrutte da accuse così infamanti e insussistenti potrànno essere risarcite . Spesa di denaro pubblico per fare processi ,spesa per risarcire innocenti....tanto paga pantalone.
E.t.ar. 03 giugno 2012 11:06
Vorrei dire per chi non lo sapesse che non esiste "l'obbligatorietà dell'azione penale". Il P.M., ha istruito un processo basato sulle relazioni di psicologi e assistenti sociali........giudicate voi.
Cepu 03 giugno 2012 19:08
Santo cielo che ignoranza.
Articolo 112
Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale.
Cepu 03 giugno 2012 19:19
Il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale trova, come è noto, consacrazione nell’art.
112 Costituzione Italiana, il quale, perentoriamente, statuisce che «il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale».
E’ una formula lapidaria: una delle
disposizioni, si è scritto, più laconiche della Carta fondamentale della Repubblica
La stessa Corte costituzionale definisce il principio come «punto di convergenza di un complesso di principi basilari del sistema costituzionale»
La ratio della norma è, infatti, riconducibile a tre diversi valori di rango costituzionale: il principio di uguaglianza (art. 3), il principio di legalità (art. 25) nonché il principio dell’indipendenza esterna (o, anche detta, “indipendenza istituzionale”) del pubblico ministero.
E.t.ar. 03 giugno 2012 20:56
È via........il difensore della mala giustizia si è scatenato...e diventato un fiume in piena .
Cepu 04 giugno 2012 16:31
Beh no, non difendo certo la mala giustizia ... ma combatto chi semina scemenze.
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