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Annapaola Laldi 03 luglio 2012 13:57
E' un buon segno e anche un doveroso aggiornamento. Il Vaticano di oggi, come è ampiamente dimostrato, non è certo il "povero" Vaticano che poteva essere (ammesso che lo sia mai stato) subito dopo il 1870. Del resto lo stesso Stato italiano, con la legge delle guarentigie approvata nel 1871, aveva offerto al papa anche una sovvenzione annua (pari a circa 1,35 milioni di euro del 2009) certo non piccola, viste le condizioni economiche e finanziarie del Regno. Ma Pio IX sdegnosamente rifiutò. E allora, perché andare a pietire a destra e a manca?
D'altra parte, la scelta di fare attenzione ai bisogni della gente del posto mi sembra un gesto serio. Il primo non piccolo vantaggio è che siamo sicuri che i soldi vadano a quelle determinate persone o situazioni, invece di essere buttati in un calderone, da cui, come purtroppo si vede ovunque, possono attingere anche coloro che bisognosi non lo sono affatto.
Spero vivamente che questo esempio sia seguito da diverse parti, anche in Italia, e dia il via a una riflessione approfondita sull'essenza del cristianesimo/cattolicesimo, che certo non è legata ai soldi, quanto meno nel messaggio di questo Gesù, a cui sempre ci si riferisce a parole e parecchio meno nei fatti.
Cepu 04 luglio 2012 12:40
Purtroppo i preti in carriera fanno a gara a rappresentare e trasmettere ai superiori le grandi ricchezze raccolte in questua.
Questo malvezzo è maturato in secoli e non sarà facile liberarsene.
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