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_Paolo_ 11 luglio 2012 09:28
Pur non essendo un esperto in genetica ne conoscendo con esattezza il lavoro svolto dalle (poche) aziende che producono sementi, da operatore nel settore vorrei sottolineare come non sia tanto una scelta dei produttori (mi riferisco alla spinta verso un pomodoro bello anche se non saporito) ma più in generale della grande distribuzione. E' la grande distribuzione che richiede un prodotto bello a vedersi, uniforme nella dimensione, forma e colore e che abbia anche una grande durata... il resto alla grande distribuzione interessa poco e nulla. Le aziende che ogni anno sfornano nuove varianti non sono da meno: le loro proposte sono orientate a varietà che oltre alle resistenze alle malattie abbiano le caratteristiche richieste dalla grande distribuzione e non è raro che varietà valide per il sapore spariscano in favore di quelle più belle a vedersi. Come conseguenza di ciò è naturale che l'agricoltore ma anche la grande azienda agricola si orienti (per scelta, necessità e "forzature di mercato") verso una certa direzione... queste figure non hanno la forza per opporsi alle leggi di mercato poichè le varietà non richieste dalla grande distribuzione sono assai più difficili da commercializzare, solo il consumatore può modificare questa situazione scegliendo con maggiore cura cosa acquistare e spingendo la distribuzione ad un cambio di direzione.
Un'ultimo esempio: quanto esposto dall'articolo si sta verificando in modo assai più marcato con una precisa varietà di pomodoro, il ciliegino (che molta gente chiama "pachino" credendo che il nome di un marchio indichi tutta una varietà di prodotto), negli ultimi anni noi stessi che operiamo in zone di produzione ci siamo resi conto che la spinta verso un prodotto più resistente e duraturo ha trasformato un prodotto di buon sapore in qualcosa di assai meno appetibile prima di tutto per sapore ma anche per aspetto. Fateci caso, quanto ciliegino trovate sugli scaffali che sia veramente rosso e saporito invece che giallo-arancione e poco gustoso?
Cepu 11 luglio 2012 17:59
Parole sante, Paolo.
E come consumatori, noi ci sentiamo ripetere che quanto c'è sul banco della grande distribuzione è frutto di attenta selezione per il bene di noi consumatori, che siamo quindi invitati a comprare quanto esposto e non pretendere alcunchè di diverso perchè ... "quello che lei chiede non ci arriva più" oppure "solo questo è quello che viene richiesto e venduto" "quello che lei chiede non lo fanno" e amenità varie.
Alle GDO interessa particolarmente la lunga durata, che permette di lasciare il prodotto esposto per molto tempo. Non c'e alternativa all'opporsi radicalmente, evitando l'acquisto nella GDO, per chi può.
A lei che è operatore suggerisco la lettura del documento svizzero che ha molti esempi interessanti sul settore agricolo:
http://www.blw.admin.ch/dokumentation/00018/00201/index.html?download=NHzLpZeg7t,lnp6I0NTU042l2Z6ln1ah2oZn4Z2qZpnO2Yuq2Z6gpJCEdoN,hGym162epYbg2c_JjKbNoKSn6A--&lang=it
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