savpg8801
11 luglio 2012 12:53
In nome delle culture etniche e delle tradizioni si fanno cose che superano l'intelligenza, ma divengono animalesche, tipo i leoni che divorano i piccoli in determinate condizioni o altre bestialità etologiche che ormai l'essere umano dovrebbe aver messo da parte.
Non è che con le decisioni di tribunali o di leggi ad hoc si stabilisca cosa è giusto o no. La violenza, specie su esseri indifesi come bambini o bambine è frutto di metodiche e di tradizioni tribali o di meschinità gregarie delle comunità a cui si appartiene, pena la esclusione, fino alla soppressione.
E questo in nome di religioni o altro che non è certo pratica igienica. L'igiene c'è sia nel caso di mutilazioni che nel caso di"normalità" se si vuole.
Va da sè che la felicità o meno dell'individuo(maschio o femmina) sottoposto a tali mutilazioni in età non decisionale, sia tutta da dimostrare. A quanto pare, dopo essere trattato in questi modi nessuno avrà la sensazione di essere "normale" a meno che....accetti di buon grado la tradizione e ne sia contento.
In fondo, quando si fa tanto per esaltare la libertà individuale e i "diritti dell'uomo(e della donna, diamine bisogna dirlo altrimenti ci sono insurrezioni da discriminazione)" poi trovarsi ancora con queste realtà "castratorie" e contro ogni "logica", tra l'altro,
è veramente frustrante; sia per chi subisce che per chi vede subire.