luca2049
11 luglio 2012 16:35
Tutto molto bello. Tuttavia da cittadino italiano, nonchè europeo, mi piacerebbe che prima di andare verso la fantomatica e inesorabile unione politica, fiscale, finanziaria e bancaria d'europa, mi fosse chiesto se sono d'accordo, magari tramite un referendum. Ma ovviamente non posso sperare di avere le qualità mentali per decidere una cosa del genere, ci penseranno i geni che ci hanno ficcato in questo casino a risolverlo. Tanti auguri.
matteo.lombardo
11 luglio 2012 17:54
Opss, ed adesso che glielo dice a Joker che la colpa non è dei banchieri cattivoni e dei poteri forti???
Per curiosità, chi è che mette il WTO tra i poteri forti: è l’organizzazione più inefficace che esista al mondo, in una quindicina di rounds non sono riusciti a prendere una singola decisione importante.
Una considerazione seria: l’affermazione della Merkel è probabilmente un’esagerazione della stampa, ma gli Eurobond con “joint and several liability” sono costituzionalmente non ammessi in Germania (cosa che pochissimi hanno sottolineato in questi mesi). Cambiare la costituzione tedesca non si fa in una settimana: non è solo colpa della cocciutaggine della Merkel…
Alessandro Pedone
12 luglio 2012 09:24
@luca2049
Oltre al coinvolgimento dei cittadini nella scelta di andare verso un'unione politica dell'Europa, riterrei fondamentale che le istituzioni europee che contano fossero elette dai cittadini europei. Come cittadino italiano sarei favorevolissimo a trasferire alcune sovranità dal livello di governo nazionale a quello "federale", ciò che vorrei però è contribuire ad eleggere il livello di governo "federale".
Il problema principale, quindi, a mio avviso, è la mancanza di rapporto fra cittadini e governo a livello europeo.
Alessandro Pedone
12 luglio 2012 09:57
@matteo.lombardo
Non sono un esperto di diritto internazionale né tantomeno di costituzione tedesca. Per quello che ho letto, però, il problema è ancora più ampio. Il Grundgesetz (la loro costituzione) è una specie di trattato che non si limita, come la nostra costituzione, ad esprimere dei principi generali ed a disciplinare il funzionamento degli organi della repubblica.
In diversi punti è molto dettagliata e quindi ben poco flessibile. Ciò che non consentirebbe, da quello che ho potuto capire, è che le scelte di bilancio vengano trasferite in una sede diversa dal Bundestag.
PS lascia stare il povero Joker, avrà già molti problemi per conto suo, non mi sembra il caso né di "aizzarlo" né di "schernirlo". Spero per lui che un giorno possa trovare un po' di serenità.
matteo.lombardo
12 luglio 2012 13:34
Esatto, il Bundestag non può trasferire le decisioni di bilancio a terze parti se queste possono causare perdite incalcolabili a priori. In pratica non può approvare nessun meccanismo che potrebbe portare ad una responsabilità finanziaria per decisioni prese da altri stati. Ogni misura deve essere approvata separatamente dal Bundestag.
raffaele7165
12 luglio 2012 14:40
“Perché non si prendono le decisioni giuste?” chiede Pedone.
In effetti la domanda è pertinente.
Se la soluzione della crisi finanziaria in Europa è a portata di mano, e non da ora, perché non la si adotta rapidamente?
Condivido molte delle considerazioni di Pedone, comprese le conclusioni, e cioè che “il nodo è politico” e che l’”Europa continuerà, con estrema lentezza ed inadeguatezza, verso un’unione bancaria, economica e politica”.
Non essendo un post lo strumento adeguato per argomentare in modo puntuale, ritengo, tuttavia, che vadano rilevati due questioni fondamentali:
1)anche risolvendo miracolosamente in un paio di giorni la crisi dei debiti sovrani europei ciò non significa necessariamente uscire dalla recessione. Certo, le banche potrebbero erogare più credito alle imprese, ma se guardiamo agli Stati Uniti, dove la FED ha poteri che forse la BCE non avrà mai, la disoccupazione viaggia sul 10% e le prospettive di crescita per i prossimi anni, ammesso che sia possibile una previsione del genere, non sono esattamente esaltanti. In realtà, come tutte le crisi, anche questa nasce da un eccesso di capacità produttiva e connessa sovrapproduzione di beni; è un fatto ciclico, aggravato dalla presenza di un player industriale del peso della Cina: ci attendono lunghi e dolorosi processi di ristrutturazione.
2)la crisi finanziaria in Europa non è stata voluta dai tedeschi, ma certamente loro la stanno impugnando per raggiungere l’obiettivo politico di sempre: spingere gli europei a cedere sempre più sovranità alle istituzioni europee, nelle quali la Germania ha notoriamente un peso egemonico. Peso e ruolo che la Germania nasconde politicamente dietro l’asse franco-tedesco, ma è del tutto evidente l’asimmetria a sua favore di tale rapporto. La direttrice storica della politica estera tedesca degli ultimi cento anni è sempre stata l’unificazione europea, e per ben due volte nel ‘900 ci hanno provato militarmente, con risultati disastrosi; oggi l’UE, pur tra mille contraddizioni, rientra in quel progetto, seppure su tempi più lunghi, e al di là di chi transitoriamente comanda a Berlino. Lasciamo perdere quello che avrebbe detto la Merkel sugli Eurobond, si tratta di affermazioni ad uso e consumo del proprio elettorato, lo stesso Wolfgang Schaeuble, suo ministro delle finanze, e di pari peso politico all’interno della CDU, ritiene che gli Eurobond saranno inevitabili al termine di un processo politico che porti una più stretta integrazione tra i paesi dell’area euro. Quindi, se l’obiettivo è di questa portata, è chiaro che sei disponibile a pagare un costo, e il costo, in questo caso, è il trascinarsi di una crisi economica nell’UE che prima poi avrà effetti recessivi anche in Germania. Pertanto, imprevedibili choc a parte, i tempi della crisi finanziaria saranno dettati dalla capacità di tenuta tedesca; fino a che questa non sarà intaccata in modo significativo, state pur sicuri che i tedeschi terranno il punto, e vertice dopo vertice eroderanno pezzettini di sovranità ai recalcitranti alleati europei.
Raffaele
Padova
Alessandro Pedone
12 luglio 2012 15:15
@raffaele7165
Grazie del suo post. Un commento sulle due questioni:
1) Non c'è dubbio che risolvere l'anomalia degli spread non significa aver eliminato le crisi economiche. Fra l'altro la zona Euro ha un problema importante di squilibri interni (sebbene invece la bilancia commerciale con l'esterno sia buona).
Non condivido l'idea che le crisi economiche siano inevitabili, ma qui il discorso si farebbe molto lungo.
Certamente, se togliamo ai paesi del sud europa il fardello di tre/quattro punti in più di tasso d'interesse in più del normale, diamo una grande boccata d'ossigeno anche all'economia. Non è certo tutto risolto, ma un bel po' di piombo nelle ali è tolto.
2) L'idea che la Germania stia usando la crisi per perseguire un fine di politica estera che dura da quasi un secolo mi sembra molto affascinante intellettualmente, ma non mi convince per niente. Da un certo punto di vista... magari avessero la vista così lunga! Sono più portato a ritenere che prevalgano gli interessi di bottega di breve termine.
raffaele7165
12 luglio 2012 17:12
è vero, le crisi non sono inevitabili, ma non in una economia capitalistica, che per definizione è un universo di soggetti economici totalmente indipendenti e scoordinati, e che sarebbe velleitario tentare di orientare manipolando alcune variabili economiche, magari solo monetarie...e, tanto per essere chiari, neppure nelle economie a totale capitalismo di stato, c.d. dirigistiche, le crisi sono evitabili (vedi ex urss e satelliti)…ma il discorso, appunto, si farebbe lungo…
per quanto riguarda la Germania, ho premesso che in un post non si possono sviscerare le questioni in modo puntuale…in ogni caso, credo si stia equivocando su cosa significa perseguire “una direttrice di politica estera”…non è una questione di fascinazione intellettuale o di teorie complottarde secondo cui un gruppo di panciuti borghesotti nibelunghi ogni sera si riunisce in qualche castello sassone a spostare popoli e stati di un ipotetico scacchiere europeo…è fisiologico che uno Stato situato nel cuore dell’Europa, con 80 milioni di abitanti e un rilevante peso industriale, abbia un naturale interesse a proiettarsi sul vicino estero con modalità che la storia ha dimostrato molteplici…certo i tedeschi non sono interessati allo SriLanka o al Ghana, per il momento…che gli stati, poi, se ne hanno le possibilità, impugnino le crisi - di qualsisi tipo esse siano - per perseguire i loro fini, è regola aurea nelle relazioni internazionali, da sempre…se qualcun altro pensa che il problema centrale sia l’assetto costituzionale, o i sondaggi sui voti per la CDU nel land della Sassonia-Coburgo (vedi interesse di bottega), bè, siamo proprio fuori strada…
francescodeleo
12 luglio 2012 18:23
Io credo che la possibilità che è stata data alla bce di acquistare i debiti sovrani sia già una buona soluzione. E non capisco perchè il nostro governo, dopo essersi adoperato affinchè la nostra proposta passasse in ambito europeo, dichiari di non volerne fare uso. Spiegatemelo voi. Gli interessi sul debito sono di svariate decine di miliardi con i tassi attuali e troverei inconcepibile che la bce acquisti i nostri titoli per intascarsi gli interessi. Posso ipotizzare anche una una ristrutturazione del nostro debito a tasso zero, il che ci consentirebbe di avere a disposizione del denaro che in questo momento stiamo urgentemente ricercando. I risultati non sarebbero visibili subito, ma almeno io non ho impegni per i prossimi dieci anni.
Un'altra questione riguarda l'entità dei tassi che paghiamo. Io vedo rassegnazione: è il mercato, non ci possiamo fare niente, dicono. Un corno. I titoli pubblici sono strumenti di risparmio e non di speculazione. La speculazione è un affare tra privati e non deve toccare gli interessi dell'emittente, si arricchiscono solo alcuni. A livello di governace europeo si dovrebbe decidere di introdurre un nuovo reato, quello di attentato contro la sovranità nazionale per terrorismo finanziario (va be', non so se rendo l'idea ma è sempre meglio di niente). Tanto a che serve la speculazione? chi trae vantaggio da essa? esiste in essa una funzione sociale?
Beh, volendo si potrebbe fare... qualcosa.
raffaele7165
12 luglio 2012 18:44
francescodeleo
la BCE non può acquistare direttamente e in sede di prima emissione titoli dei debiti sovrani area euro
francescodeleo
12 luglio 2012 19:12
Sì, lo so, ma nulla gli ostacolerebbe a modificare tale norma.
JOKER
12 luglio 2012 23:05
Quando ho visto che l'articolo era di Pedone...e così lungo da farmi venire la pendulite, non l'ho nemmeno letto...
Poi però ho fatto scorrere troppo la pagine ed ho visto il matteo.lombardo con cui non mi pare di aver mai interloquito che mi ha simpaticamente citato...insieme al Pedone che ha fatto un'aggiunta di proposito per citarmi ancora...
Ma vi manco così tanto che quando non ci sono mi chiamate? :-D
p.s. Pedone, spero che i tuoi "datori di lavoro" ti paghino profumatamente per distorcere le informazioni o minimizzare crimini contro l'umanità di cui se ne sono ormai accorte tutte le persone intelligenti...a meno che tu non rientri tra queste...allora vabbè, vorrà dire che finora ti ho sopravvalutato...
Sharman*
14 luglio 2012 20:13
Non potendo trattare l'argomento estesamente mi limito a commentare puntualmente alcune delle affermazioni del bell'articolo del Pedone
Alcuni assunti
"La prosecuzione dell'esperienza dell'Euro è senza alcun dubbio conveniente per tutte le nazioni che fanno parte della moneta unica a partire dalla Germania"
E' l'affermazione apodittica su cui si è sembre basata la costruzione, o meglio l'imposizione dell'euro. Negli anni '90 eravamo in pochi ad opporci all'euro, ed eravamo in pochi a prevederne le conseguenze che si sono puntualmente verificate ( e che non sono ancora finite...). Eppure nonostante ciò ancora prevale l'ipnosi dell "tutti insieme, all together, alè battiamo le mani..."
Per esempio guardate una cosa che succede oggi. Mille euri hanno un potere di acquisto maggiore in Germania (o in Svizzera) che in Italia: le inefficienze si pagano. A Berlino gli immobili costano meno che a Milano, costa meno la benzina, gli ultimi dati sui prezzi al consumo e alla produzione in Germania sono addirittura negativi e in ogni caso l' "inflazione" è stata più bassa che in Italia.
http://it.global-rates.com/statistiche-economiche/inflazione/indice-dei-prezzi-al-consumo/cpi/germania.aspx
http://it.global-rates.com/statistiche-economiche/inflazione/indice-dei-prezzi-al-consumo/cpi/germania.aspx
Un tempo il mercato avrebbe almeno parzialmente prezzato la differenza richiedendo per esempio 1300 euri italiani per 1000 euri germanici. Oggi non lo si può più fare e la moneta, l'euro, perde una delle sue principali caratteristiche, quella di misurazione di valore.
Oggi il mercato del cambio intraeuropeo è stato rimpiazzato dallo "spread" sui bond. E' ovvio che non siano logicamente la stessa cosa, ma lo sono psicologicamente, e la psicologia è fondamentale. In pratica è come se ci fosse venuto meno un parametro che almeno inconsciamente riteniamo valido e di cui almeno inconsciamente sappiamo non potere fare a meno, quello della misurazione dell'inefficienza tra i varii stati, e quindi lo abbiamo rimpiazzato con lo "spread" sui bond. Psicologicamente è successo questo, e dovrebbe insegnarci qualcosa.
L'ipotesi di moneta unica è una ipotesi affascinante, ma è ideale. La realtà è molto differente e non può essere tralasciata, altrimenti succede sempre immancabilmente lo stesso processo: se adottiamo soluzioni troppo ideali ci pensano poi la Natura e la Storia a fare il loro corso e a riportarci con i piedi per terra. E' quello che sta succedendo.
D'altra parte l'esperienza storica del contenitore Italia dovrebbe farci riflettere, in fondo non sta capitando niente di schematicamente differente di quello che già non sia capitato unendo colpevolmente il Settentrione e il Meridione di Italia. L'Italia non ha mai potuto ben sopportare una moneta unica, la lira, e difatti è potuta andare avanti solo con enormi trasferimenti parassitosi di soldi dal Nord al Sud, e con una enorme immigrazione dal Sud verso il Nord, cosa che non ha mai fatto del bene né al Nord né al Sud.
Quindi si dovrebbero ben capire i vantaggi e gli svantaggi delle "monete uniche" applicate a zone estremamente differenti.
La moneta è una scarpa: non possiamo portare tutti lo stesso numero della stessa scarpa se non abbiamo lo stesso piede e non andiamo per la stessa strada.
"la crisi della zona Euro è stata originata dall'inadeguatezza della risposta politica data dall'Europa alla crisi della Grecia"
Non sono d'accordo, la crisi greca è solamente l'epifenomeno di un processo che si è dispiegato per più di un decennio, le condizioni economiche generali almeno nei paesi periferici europei sono peggiorate per almeno un decennio, non lo possiamo negare, poi certamente avvengono i momenti di soglia che sono quelli che attirano l'attenzione.
Chi ha decretato l'euro dall'alto sapeva e sa benissimo dove vuole andare a parare.. vi ricordate le magnifiche e progressivi sorti della moneta unica, della Fortress Europe, del vantaggio che avrebbe avuto l'Italia nel ripagare il debito è pubblico... (ahahahah, sì, sì, spacciavano proprio questo..) tutto miseramente fallito. Che invece portasse impoverimento e maggiore divisione tra le economie europee eravamo in pochi a dirlo, ed ora? .....Ah, ma senza l'euro sarebbe stato peggio... così rispondono, con retorica senza senso, buona solo per far dire uno slogan, per dare l'impressione di avere una risposta...
L'origine della crisi non è certamente nel disastro greco tant'è che avevo più volte avvertito già anni fa sul forum di quello che sarebbe successo. Avevo anche aspramente criticato i consigli Aduc di mettersi 50% in eurostoxx50 e 50% in obbligazioni indicizzate... che fine ha mai fatto quel portafoglio?
Investo in oro da metà 2004 quando ballava intorno i $400 l'oncia, mi ricordo distintamente che oltre ad interventi sparsi aprii un forum apposta nei primi giorni del 2008 per consigliare l'accquisto dell'oro come protezione dalla crisi. Avevo la sfera di cristallo, o forse delle semplici analisi? vi lascio nel dubbio....
(comunque che abbia la balla di cristallo o che faccia analisi per inciso dico che l'oro non ha davanti molto tempo per poi ripartire, adesso è un po' sotto i $1600, se andasse verso i $1400 sarei compratore istantaneo, ma forse una possibilità così non me la daranno mai.... vediamo... 1430?)
La "Crisi" è voluta ed implementata dalle elite usando a loro vantaggio delle tendenze storiche già in atto, governandole e distorcendole a loro favore, e coinvolge tutto il mondo cosiddetto occidentale, Usa e Europa, l'euro non è che uno degli strumenti.
Altri strumenti sono l'immigrazione, l'apertura indiscriminata dei mercati, cinque guerre combattute in venti anni (due iraq, serbia, afghanistan, libia) e forse una sesta in vista, come da agenda, con la Siria - tra l'altro una volta chi vinceva la guerra ci guadagnava qualcosa, adesso invece si ammazzano solo innocenti e ci si perde pure del gran denaro - il falso ecologismo, l'11 sttembre 2001...
Ah poi guardiamo per esempio che cosa è successo con l'immigrazione che ha veramente del pazzesco. Da un lato si è esportato il lavoro tramite le delocalizzazioni produttive e l'acquisto di merce extracomunitaria e dall'altro si sono fatti entrare milioni di immigrati, un palese controsenso economico.
Ma la cosa più ridicola dal lato della propaganda pro euro è stato che cercarono di far credere che l'unione europea e la moneta unica avrebbero favorito la fusione pacifica tra gli europei. Invece non si sono visti milioni di italiani, tedeschi o francesi che si mischiassero tra loro vivendo tranquillamente oltre i confini tradizionali, non ci siamo mischiati tra di noi, ci siamo mischiati con popolazioni extra europee! A chi come me già fine anni '80 diceva che avevano in programma di fare entrare milioni e milioni di immigrati per deteriorare la società si rideva dietro... risus abundat
Qualcuno vuole fose negare che la "globalizzazione" e l' "immigrazione" siano motivi fondamentali della crisi?
Ma tiriamo avanti, scusate se metto giù le cose un po' alla rinfusa e senza ponderazione di importanza, ma il meglio è appunto nemico del bene...
"Perché siamo nei problemi?"
"i debiti pubblici non sono progettati per essere ripagati, bensì per essere rinnovati. Ripagare i debiti pubblici sarebbe semplicemente impossibile."
Sono contento che siamo finalmente arrivati a capire questo, che poi è il motivo psicologico per cui scrivo queste righe, altrimenti sarebbe inutile. Forse non tutto è perduto, possiamo almeno, pochi di noi, salvare l'onore. Non era così fino a un anno fa, Alessandro, quando scrivevi il 26 luglio:
"Affermare con certezza granitica che "Tutti i debiti dei principali paesi occidentali NON saranno mai ripagati." è come dire che nel 2012 ci sarà la fine del mondo.
Che dire, la frase è talmente priva di senso che posso solo rispondere come diceva Troisi nel famoso film "Non ci resta che piangere": "vabbene, mo, me lo segno".
http://avvertenze.aduc.it/articolo/prospettive+debito+pubblico+italiano_19356.php
In realtà il debito pubblico esiste per questi motivi:
-corrompere il popolo comprandone i voti senza aumentare le tasse, rimandandone a governi e generazioni future l'onere
- permettere ai Signori di avere rendite certe pagate dalla tassazione, in pratica tramite la detenzione di titoli di debito pubblico si è traslato l’antico diritto delle aristocrazie di tassare il popolo. Vedete che è esattamente ciò che sta accadendo: si mette in discussione tutto tranne la possibilità che il debito venga cancellato: le moderne aristocrazie pretendono di essere pagate "a prescindere", sembra che sia un loro diritto intascarsi parte delle tasse pagate
- di mantenere la funzione di ricatto e condizionamento politico che queste enorme masse debitorie hanno sopra gli Stati là dove il debito pubblico sia detenuto largamente da soggetti esteri, che è esattamente ciò che sta accadendo
Ma se siamo d'accordo che i debiti pubblici non saranno mai pagati, quindi sono crediti inesigibili, perchè non cancellarli? Ne conseguirebbe per logica, no? Ma è la psico-logica che ci frega...
"Quale la soluzione?
La soluzione a questo problema è molto semplice è consiste nell'eliminare l'anomalia di una banca centrale che non può sostenere i debiti pubblici denominati nella propria moneta."
Non ho capito perchè debba essere una anomalia. Per esempio in Italia si poté monetizzare il debito pubblico fino a fine '70, inizi '80, ai tempi della grande inflazione a due cifre, si arrivò fino a più del 20% annuo! Poi tra le misure per combattere l'inflazione si vietò appunto di potere stampare denaro per finanziare lo Stato, fu una legge credo di Andreatta. Quindi per venti anni non fu considerata una anomalia, adesso dopo dieci anni di euro diventa una anomalia?.... Ma l'inflazione ve la ricordate?
Che la monetizzazione del debito pubblico non sia da demonizzare, e in qualche forma e tempo possa anche essere positiva, è cosa accettabile. Ma a questo punto una domanda sorge spontanea: perchè allora lo Stato non stampa direttamente moneta senza passare dal gioco del prestito ad interesse?
La funzione dell'interesse che lo Stato paga per emettere debito dovrebbe essere in via teorica quella di deterrenza contro l'eccessivo indebitamento. Abbiamo però visto in innumerevoli casi storici, tra cui l'attuale, che non è esattamente così.
In ogni caso se all'emissione di una moneta, un euro, non corrisponde una adeguata creazione di un bene o di un servizio questa emissione genera inflazione.
L'inflazione è una tassa occulta che paghiamo tutti noi tramite la perdita di potere di acquisto.
Quindi se lo Stato emettesse moneta potrebbe fare a meno parzialmente di riscuotere le imposte, non che queste diminuirebbero, sarebbero solo pagate parzialmente tramite l'inflazione. Ma lasciamo pure perdere questo discorso, che non è nell'agenda del potere, e restiamo in tema, che invece è nell'agenda.
Se monetizziamo il debito, e lo faremo, non ti preoccupare di tutte le scenette che fanno vedere, creiamo inflazione. Ed è quello che vogliono. (ora il discorso sarebbe troppo lungo perchè in effetti in questo momento la distruzione di valore in corso - pensiamo agli immobili, al deleveraging - è maggiore della creazione di moneta.... ma è complesso, ne parliamo in un altro momento).
Tu dici che tertium non datur tra monetizazione e mutualizzazione, e il cancellamento del debito? Perchè non viene considerato?
Cancelliamo il debito e costituzionalizziamo il divieto di farne dell'altro, non sarebbe risolutivo così come non sarebbe neanche risolutiva la monetizzazione; la crisi ha radici più profonde e strutturali e richiede soluzioni più radicali, ma sarebbe un gran passo in avanti.
La mutualizzazione del debito non farebbe altro che creare una situazione tipo "Italia 2 La Vendetta", dove cìè un Nord avanzato e produttivo e un Sud arretrato e parassitario, sarebbe la stessa cosa su un campo più ampio.
La monetizzazione e conseguente inflazione non farebbe altro che consegnare più potere economico nelle mani delle banche e soprattutto degli Stati, che sono quelli che maggiormente hanno creato la crisi, e toglierebbe potere ai singoli cittadini.
La cancellazione del debito e il divieto di emetterne dell'altro avrebbe l'effetto opposto, lascerebbe soldi nelle mani dei cittadini e dei produttori, l'Italia non ha passivi di bilancio al netto degli interessi sul debito: non pagandoli potrebbe abbassare le tasse.
Ma il Potere, come tutti i poteri, è naturale, vuole sempre una cosa: la centralizzazione.
(Adesso posto sta spataffiata sebbene vi siano molte cose che ho sulla punta delle dita, alcune relative al resto dellarticolo, magari con calma ne parliamo ancora. Sarebbe interessante perchè in settembre/ottobre assisteremo ad un altro crackettino economico, poi quello che succederà a partire da agosto 2013 ve lo lascio solo sognare di notte nei vostri peggiori incubi
Sharman*
14 luglio 2012 22:56
errata corrige:
ho postato due link identici, uno invece dovrebbe essere
http://it.global-rates.com/statistiche-economiche/inflazione/indice-dei-prezzi-al-consumo/cpi/italia.aspx
raffaele7165
15 luglio 2012 15:44
cerco di avere rispetto per le opinioni di tutti, ma certi post mi spingono verso il proibizionismo...
francescodeleo
15 luglio 2012 18:40
@Sharman*
Sono d'accordo con raffaele7165, ma ogni tanto fà bene ridere...
Comunque ciò che hai scritto lo hai scritto, e non credo che tu stessi scherzando. A parte tutte le cazzate che hai scritto (a meno che tu non ti decida di riscrivere il tutto in maniera più sensata, supponendo che si possa fare), vedo che sei pieno di retorica. Dici: "D'altra parte l'esperienza storica del contenitore Italia dovrebbe farci riflettere, in fondo non sta capitando niente di schematicamente differente di quello che già non sia capitato unendo colpevolmente il Settentrione e il Meridione di Italia. L'Italia non ha mai potuto ben sopportare una moneta unica, la lira, e difatti è potuta andare avanti solo con enormi trasferimenti parassitosi di soldi dal Nord al Sud, e con una enorme immigrazione dal Sud verso il Nord, cosa che non ha mai fatto del bene né al Nord né al Sud.". Ma che significa? Tu sei ancora un convinto asserotre delle tesi della lega (poverina, dopo tanto professare alcuni - o molti? - suoi militanti si sono fatti trovare con le mani nella marmellata. O era merda?), ovvero della diversità biologica, anzi genetica tra gli abitanti del nord e quelli del sud. Io ritengo che siano solo discorsi opportunistici, di mera propaganda politica, fatti solo per acchiappare voti per dirla in parole povere, le uniche che ci rimangono ora... non so se mi spiego. Con ciò non voglio dire che non ci sono delle zone meno virtuose di altre, ma non posso nemmeno afermare che il nord sia l'ideale, anche lì ci sono gli sprechi. E' stoira di questi ultimi due giorni che la guardia di finanza sta effettuando controlli fiscali nella città di milano, con i risultati che ti sarà facile trovare navigando un po' il web. E' noto che l'evasione è più elevata al nord, con le punte più alte nel nord-est. Riguardando la storia delle opere pubbliche, poichè i lavori per queste opere venivano effettuati da imprese del nord, è abbastanza agevole concludere che gli sprechi sono stati creati per favorire il nord - imprenditori, politici, ecc. - trasferendo ricchezza dal nord al nord via sud. Poi ti scordi che l'emigrazione ha riguardato in un passato più lonatno ma non troppo anche le regioni del nord verso altre regioni del nord e verso altri stati, senza considerare che gli stati uniti ricordano spesso che gli emigranti, anche italiani, hanno dato un grande contributo alla creazione di quella nazione così come la conosciamo oggi. E quale sarrebbe quella scarpa che non possiamo usare diciamo... entrambi? Quali sarebbero le direzioni che dovremmo prendere? Ma di cosa stai parlando? Quelli come te pensano solo a dividere. Ora si parla del nord e del sud. Poi si parlerà del nord-est e del nord-ovet. Poi ancora si parlerà dell'est del nord, del'ovest del nord, della lombardia e del sud del nord.
Mi stavo scordando un po' di storia, quella vera: al momento dell'unificazione dei vari territori italici, la ricchezza del sud venne impiegata per coprire gli ingenti debiti del nord, e la riserva aurea è ciò che ne rimane. Quindi, se ci sarà una separazione, ricordatevi che ci dovete tutta la riserva aurea e i capitali che avete sequestrato allora al sud, rivalutazione ed interessi.Il debito pubblico attuale italiano invece è tutto e soltanto vostro, del nord. Siete voi che lo avete gestito.
C'è anche l'argomento della integrazione degli stati europei. E' evidente che questo tipo di integrazione non è abbastanza, o semplicemente perchè siamo ancora troppo giovani, e i mercati ci stanno colpendo perchè siamo deboli. E non è una novità, che l'italia avesse dei problemi destiinati a scoppiare prima o poi lo si sapeva già dagli anni '90, quando venne coniato il termine PIGS (è l'ennesima volta che lo ripeto e credo che non sarà l'ultima), dalle prime lettere delle parole portogallo, italia, grecia e spagna, parola inglese che significa MAIALI, parola dispregiativa con cui ci hanno ammonito dei problemi economici e finanziari di questi stati del sud europa. Certo l'italia è un paese molto più progredito di tantissimi altri del mondo, ma non è abbastanza per cullarci di ciò.
francescodeleo
15 luglio 2012 18:46
Mi sono scordato di scrivere nell'ultima parte del discorso che i problemi italiani si sono aggravati inquesti ultimi anni.
JOKER
20 luglio 2012 22:23
Incredibile Soros "Gli stati europei hanno perso 3000 miliardi di Euro di Signoraggio"!
L'articolo originale è apparso sul Financial Times. Ho trovato la traduzione su Investire Oggi.
Soros dice:
"Le regole di bilancio dell’UE impongono agli Stati membri di ridurre il loro debito pubblico ogni anno di un ventesimo della somma che supera il 60 per cento del prodotto interno lordo. Propongo che gli Stati membri congiuntamente premino l’acquisizione di tale obbligo. Essi hanno trasferito alla BCE i propri diritti di signoraggio, per un valore che, secondo Willem Buiter di Citibank e la Huw Pill di Goldman Sachs, ammonta a circa 2000-3000 miliardi di euro."
Come come come??? Diritti di signoraggio degli Stati trasferiti alla BCE? Lo dice Soros? 2000-3000 MLD di euro secondi dati di Citibank e Goldman Sachs?
Ma come...ma allora il signoraggio esiste se gli Stati NON indebitandosi con nessuno si creava autonomamente il denaro occorrente e si tratteneva tale diritto a benefico del popolo; allora il signoraggio NON è solo l'interesse sul debito pubblico...
Oddio, Pedone si troverà in difficoltà a smontare le affermazioni di Soros, Citibank e Goldman Sachs...
francescodeleo
21 luglio 2012 10:19
Potresti postare il link? Grazie.
francescodeleo
21 luglio 2012 10:37
Io credo che bisogna verificare a quanto ammontano questi fondi, per il momento trattasi di una stima, calcolata in non si sa in che modo.
massimo1062
23 luglio 2012 15:44
la fregatura del signoraggio esiste ,e non e' certo che perche'pedone dice che non esiste che non esiste .anche lui ,come tutti qualche volta sbaglia.come quelle volte che pretendeva di dimostrare che il problema dell'italia era berlusconi,oggi 23 luglio siamo di nuovo profondamente nella merda nonostante il berlusca sia stato mandato a casa.riguardo il futuro degli italiani (perche' e' quello che mi interessa)provo a fare delle previsioni vediamo chi e' in accordo con me.
1) patrimoniale del 5% sui patrimoni personali compresi gli immobili.
2)ulteriore revisione del sistema pensionistico, in negativo naturalmente.
3)innalzamento delle imposte sulle rendite finanziarie e forse anche di quelle da locazione.
4)vendita di parti del patrimonio dello stato.
5)vendita a privati delle municipalizzate con aumenti delle tariffe
Questo alla faccia di chi ha lavorato risparmiato e creato questa ricchezza.ormai siamo in un paese che espropia i propri sudditi .non cittadini ma sudditi.questo e' un paese comunista a tutti gli effetti.chi non vuole subire l'esproprio dovra' andarsene.
francescodeleo
23 luglio 2012 19:41
Incominciamo a far pagare tutti per ciò che devono, innanzitutto.
C'è poi la possibilità di sequestrare PER SEMPRE i capitali detenuti illegalmente all'estero.
Poi vediamo che cos'altro rimane da fare.
JOKER
23 luglio 2012 21:55
@ massimo1062
Se Pedone si fosse solo sbagliato a negare il Signoraggio Bancario, ovvero il profitto che le Banche Centrali (e quindi delle banche commerciali che ne detengono la proprietà) ottengono all'atto dell'emisisone della moneta ceduta allo Stato (differenza tra costo per produrla e valore di cessione omesso in contabilità), probabilmente e con qualche volo pindarico, avrebbe trovato il modo di rettificare...
Ma visto che invece etichetta come complottisti sfasati tutti coloro (esperti giuristi ed economisti compresi) che denunciano questo ignobile crimine con tanto di argomenti solidissimi, difendendo in questo preciso frangente e a spada tratta l'intero sistema bancario, può solo significare che "egli fa parte dell'ingranaggio".
@ francescodeleo
Ma se il Governo Monti, a dispetto delle altre nazioni europee, non ha ancora accettato la convenzione Svizzera/Italia sulla tassazione dei capitali scudati, rinunciando a ben 50 MLD di euro (chissà perchè???)...dove, come e quando sequestrerà i capitali detenuti illegalmente all'estero?
francescodeleo
24 luglio 2012 09:43
@JOKER
Già, non ha firmato nessuna convenzione, anche se - se non mi ricordo male - riguarda tutti color che possiedono conti in svizzera. Chissà perchè.
Tanto i capitali detenuti illegalkmente all'estero non saranno mai sequestrati.
l7cavalieri6821
24 luglio 2012 15:30
Prima di tutto un preambolo:"Il sottoscritto dichiara solennemente di non capirci un fico secco in economia e tanto meno in macroeconomia!". D'altra ho letto sulla carta stampata e su internet diversi articoli su questa "crisi" e alla fine sono arrivato alla conclusione che ci sono due tipi di "esperti": quelli - a mio giudizio, i più bravi - che non ci capiscono nulla e che - in modo ovviamente implicito - te lo dicono e quelli che sotuttoio. Quando senti parlare questi sotuttoio ti accorgi che non ce ne è uno che dica la stessa cosa di un altro. E allora? A che gioco giochiamo? Personalmente li manderei tutti a raccogliere patate!
carlodv72
27 luglio 2012 12:26
Sarebbe gradito che si spiegasse meglio in merito alla soluzione.
NON E' CHIARO QUANTO SEGUE:
La soluzione a questo problema è molto semplice è consiste nell'eliminare l'anomalia di una banca centrale che non può sostenere i debiti pubblici denominati nella propria moneta.
Qui non stiamo parlando di una delle tante soluzioni al problema che vengono proposte su questo o quel blog da questo o quell'economista. A livello internazionale c'è un consenso pressoché totale sul fatto che questa sia LA soluzione... ma che non si può fare perché i trattati internazionali non lo consentono.
JOKER
29 luglio 2012 10:45
Leggete l'articolo e visionate l'immagine con la spiegazione, così semplice, che mi meraviglio che Pedone NON la capisca...
Ecco la prova di come la Banca d'Italia ci truffa! Leggasi: "signoraggio"...
http://www.nocensura.com/2012/07/ecco-la-prova-di-come-la-banca-ditalia.html
matteo.lombardo
31 luglio 2012 18:30
Joker, mi sa che l’articolo non lo ha capito chi lo ha scritto…
1) la proprietà della Banca d’Italia non è segreta ed i documenti non riportano omissis: per trovare l’elenco non serve Wikipedia ma è disponibile nel sito della Banca d’Italia (www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti). Ed anche l’elenco dei partecipanti al capitale della BCE è disponibile sul sito della stessa BCE.
2) Chi ha scritto l’articolo dovrebbe rifare il corso di Contabilità 1. Le banconote emesse ed in circolazione sono correttamente poste nello stato patrimoniale tra le passività: queste rappresentano infatti un “debito” della banca centrale e sono elencate con gli altri debiti (prestiti, rapporti con la BCE, …). Questo non vuol dire, come afferma l’autore dell’articolo, che produrre questa moneta è costato €146 miliardi (al 31.12.2011), e men che meno che questa cifra sia stata messa nelle spese: le spese vanno infatti nel conto economico, non nello stato patrimoniale.
3) Leggere il bilancio della Banca d’Italia non è così complicato, anzi è molto più “lineare e trasparente” del bilancio di una qualsiasi banca commerciale. Tra l’altro ha realizzato nel 2011 un significativo utile, ma se si guarda alla redditività per la Banca d’Italia è molto inferiore alle banche commerciali e d’investimento (ROE e ROA, rispettivamente 5% e 0,2% sono molto inferiori a quello che fanno anche le banche italiane). Se ne potrebbe dedurre che la Banca d’Italia non è gestita per ricavare il massimo profitto, ma queste sono opinioni e considerazioni personali.
RINNOVARSI
31 luglio 2012 21:14
Per Francesco Deleo. Anche io tante volte mi faccio queste domande e trovo delle contraddizioni che o nascono da incapacita' o da interessi che ci tengono celati. E poi spesso dicono e si contraddicono,sono inaffidabili. Voglio proprio vedere se ce 'hanno il piano b, in caso di crollo improvviso dell'euro, di cui si parla sempre piu' spesso !
JOKER
01 agosto 2012 20:15
Toh! Adesso è sparita la "prova"...
Il link citato non porta più all'articolo...
Misteriiiiiiiiiiiiiiii...