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guidog 23 agosto 2012 08:03
Come al solito in Italia, prima si fa finta di niente per anni (direi secoli in questo caso), poi si diviene in un colpo assolutisti della salute.
Si è permesso di costruire (non solo a Taranto) fino a ridosso dei cancelli degli stabilimenti per poi accorgersi che l'attività industriale qualche rischio per la salute lo porta (ancor più per chi ci sta 24 h al di - ma non poteva immaginarlo ???).
Si sono perse decine di anni per sanare la situazione ed ora la cura rischia di essere più nefasta del danno.
supermik 23 agosto 2012 11:34
Credo tu abbia centrato con precisione chirurgica il nocciolo del problema. Si tratta di un'antica arte italiana, che a Taranto ha prodotto uno dei suoi capolavori indiscussi...
Cepu 04 settembre 2012 19:50
Si è aspettato fin troppo, confidando nelle promesse dei proprietari, convinti che la loro grossezza garantisse l'impunità.
Andava fatto prima. Per fortuna abbiamo delle donne coraggiose in magistratura.
Il 26 luglio 2012 il GIP di Taranto dispone il sequestro senza facoltà d'uso dell'intera area a caldo dello stabilimento siderurgico Ilva. I sigilli sono previsti per i parchi minerali, le cokerie, l'area agglomerazione, l'area altiforni, le acciaierie e la gestione materiali ferrosi.[9]
Nell'ordinanza il GIP conclude che "Chi gestiva e gestisce l'Ilva ha CONTINUATO nell'attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza".[10]
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