francescomangascia
08 novembre 2012 18:11
Per ogni termosifone spento nelle scuole 10 termosifoni sarannao spenti nelle Province. Ma chiudiamole tutte ste province, a mezzadria..
lucillafiaccola1796
08 novembre 2012 18:52
non pagamo più nessuno e finisce stò raduno de pappOnes!
ma che ci dobbiamo fare con le scuole? imparare le bugie dei renzi, salmamont mummiascon?
ma teniamoceli a casa sti' pori regazzini e facciamo noi quello che le costose caste non fanno e non sanno fare!
Cepu
08 novembre 2012 23:45
L'idea di un accorpamento in effetti è stata controproducente. Andavano tolte tutte quante, con le competenze passate alle regioni e ai comuni.
Comunque, è interessante vedere finalmente i burocrati sentire "il pepe".
Grillo54
09 novembre 2012 01:30
Personalmente vedo nella minaccia della chiusura delle scuole una minaccia alla democrazia, perchè non tagliare le auto blu o gli stipendi di questi dirigenti che generano sprechi ed hanno bilanci negativi. A me sembra che questa classe politica non abbia alcun diritto di continuare ad appropriarsi legalmente dei soldi che vengono pagati dai cittadini onesti e destinati ad un diritto pubblico come quello dell'istruzione.
Cepu
09 novembre 2012 12:23
Parole sante Moretti.
Questa è interruzione di servizio pubblico.
Quanto lavoro per la magistratura, quando anche la PA diventa DELINQUENTE.
Già non paga i conti ai fornitori, ora minaccia di chiudere le scuole, di mettere i limiti di velocità a 30 orari sulle strade, eccetera.
Dei Matti Furiosi !!!
lucillafiaccola1796
09 novembre 2012 19:19
ma mannamoli tutti H.KA' [verbo di moto a luogo, non automobile nipponica]
sono tutti inutili, anzi dannosi
sveja Bamby !!!!!!
quaglia
14 novembre 2012 08:24
Complimenti MORETTI, 10 in demagogia
guido fugazza
14 novembre 2012 09:53
Articolo 612 del Codice Penale:"chiunque minaccia ad altri un danno ingiusto è punito...".
Dunque, le malattie, che possono essere causate dal freddo nelle scuole ai nostri figli, non costituiscono un danno ingiusto, in quanto lesione della salute, che è diritto tutelato dall'art. 32 della Costituzione? E la minaccia di ledere un diritto costituzionale dei cittadini non è forse "grave", quindi perseguibile d'ufficio dal magistrato?
aldo1926
14 novembre 2012 15:41
non cesso mai di stupirmi di come chi più è incompetente più conciona e sentenzia.
Quanti di coloro che hanno scritto di chiudere tutte le provincie hanno nozione di quali sono i compiti delle provincie?
Cominciamo da lei signor Pietro Yates Moretti?
Perchè non si informa, a priori, che Saitta è stato un efficiente sindaco, è stato ed è tuttora un efficiente presidente della Provincia di Torino?
Poi perchè non si informa che in molti uffici provinciali quest'anno il riscaldamento non è stato acceso?
Lo slogan della newsletter Aduc che ricevo dice "non dare per scontata la nostra esistenza" non la do affatto, ma penso che se Aduc dovesse sparire non sarebbe poi una così gran perdita ...
Riprendo un vecchio calembour: "prima di mettere in moto la lingua controllate di aver collegato il cervello"
Cordialmente
Aldo Maggiolo
Cepu
19 novembre 2012 01:22
Il curriculum sarà anche brillante, ma che questo politico sia uscito con una scemenza è pure opinioine di anche palazzo chigi.
http://www.governo.it/Presidenza/Comunicati/dettaglio.asp?d=69721
9 Novembre 2012
Il Governo sta operando un riordino delle istituzioni sul territorio e una riorganizzazione degli uffici amministrativi per migliorare l’efficienza della macchina amministrativa e contenerne i costi.
In questa ottica il Governo ha una linea chiara e definita, un nuovo sistema di governance mirato ad ottimizzare costi e servizi nel territorio. Demonizzare questa linea, come autorevoli rappresentanti di enti locali o associazioni di categoria stanno facendo in queste ore, non serve a nessuno.
Ventilare l’idea di spegnere i riscaldamenti nelle scuole o proporre vacanze più lunghe agli studenti per ipotetici risparmi appare una proposta fuori dalla realtà.
Il Governo in tal senso ricorda che la riforma delle Province mira a ridurne il numero e snellire gli apparati che le governano eliminando le giunte e precisandone i compiti. In questo modo i servizi erogati ai cittadini dalle Province non devono essere ridotti; possono invece essere più efficaci e meglio distribuiti.
Il processo avviato dall’esecutivo intende infatti dimezzare le attuali Province, che passerebbero dalle attuali 86 delle Regioni a statuto ordinario a 41 alle quali vanno aggiunte le dieci città metropolitane, con evidenti economie di scala funzionali a una migliore gestione economica. Per effetto del riordino, infatti, saranno eliminati più di 600 assessorati.