savpg8801
16 novembre 2012 16:35
Sicuro che i saggi (quelli veri) sono come i proverbi (gli adagia) che ci pigliano sempre, limati e formatisi da decenni, o migliaia di anni, richiamando verità storiche e comportamentali da cui non si scappa.
E fino a qualche tempo fa i detti, i proverbi che noi vecchi citiamo, spesso forse troppo in relazione alla platea delle nuove generazioni che dovrebbero ascoltarli e farne tesoro, dicevo...erano ascoltati.
Ora non più, almeno apparentemente.
Il guaio è che noi vecchi abbiamo "formato" delle generazioni ormai fuori dagli schemi classici e vetusti. Sono "in the cloud" con educazioni pretenziose, piene di diritti e non di doveri, egoistiche, libertistiche, affamate di piaceri per non dire altro.
Ecco l'utopia del mito e delle massime antiche che non ha più senso.
Educare drasticamente e globalmente non è più possibile. Le redini ci sono sfuggite di mano e ricondurre una quadriga sulla pista giusta è impresa impossibile, ormai, purtroppo.
Non illudiamoci che una crisi, financo una guerra micidiale e radente al suolo ogni cosa, ci proponga nei decenni successivi altra ricostruzione e un novello rinascimento come è accaduto dopo l'ultimo conflitto mondiale.
Le teste adesso sono diverse. Ascoltate gli analisti illuminati in tali problematiche ed anche qualche vecchio bacucco che, ai tempi, c'era.
Non è più accettabile che "il poco sia meglio di niente". Un ospedale iniziato ma mai finito è molto peggio. Un paio di cartoni in meno riciclati o non inseriti nel ciclo da un supermercato sono un nulla rispetto ai problemi.
Chi ha figli, nipoti, conoscenti giovani sa bene che istruire o indurre non serve, magari con ingenui, costosi ed inutili spot pubblicitari.
Provate a dire al vostro figlio di non portare a casa una spesa con cinque buste di plastica(pagate pure) al posto di un contenitore al seguito o di uno scatolone riciclabile(si spera). Vi derideranno.
Sono nati e cresciuti con questo imprinting stampato su di loro come il colore della pelle.
Per il rispetto che ho per Einstein ed altri, anch'io non proseguo. Ma aggiungerò che certi irriducibili ottimismi di riprese, con i sistemi politici attuali, sono del tutto infondati ed ancora che se con la realtà attuale togliessimo il consumismo, e magari quello spinto, peggioreremmo vieppiù le cose. Il consumismo(non, per favore, chiamiamolo con l'inutile "compatibile o sostenibile) è alla base di ogni, anche se pallida, ripresa e ventilata crescita (parola vaga ma l'unica, sinora, credibile per dare lavoro a più gente. Purtroppo è così.