minotauro5801
21 dicembre 2012 15:18
Dato che la legge è uguale per tutti, questo"giornalista" è stato condannato, è evaso ed è stato assolto dal reato di evasione con una sentenza che a mio giudizio pare estremamente ridicola; poi gli è stata concessa la grazia,grazia che lui dichiara di non aver chiesto...........ma l'italia è sempre e solo il paese di Pulcinella anche se Pulcinella era MOLTO, MOLTO più serio di qualsivoglia pennivendolo ed è un circo dove le leggi le aggiustano sempre a favore dei soliti noti.Per quanto mi riguarda lo potevano mettere in cella e buttare via la chiave.
ennio4531
21 dicembre 2012 18:57
A me pare che siamo in mano ad una magistratura etremamente ... ballerina nei giudizi tenuto conto che in primo grado il 26 gennaio 2009 il tribunale di Milano condanna Monticone e Sallusti rispettivamente a 5mila e 4mila euro di ammenda per poi in secondo grado essere condannato ad una pena detentiva.
Oggi su Libero c'è un dettagliatissimo esame della vicenda .. ne riporti solo alcuni spezzoni:
1- Sallusti ha pubblicato una notizia falsa e diffamatoria sul giudice Cocilovo che avrebbe costretto una ragazzina ad abortire contro la sua stessa volontà?
Falso.
E' stata la Stampa a pubblicarla il giorno 17 febbraio 2007. Il giornale diretto da Sallusti, Libero, l'ha ripresa il giorno successivo in due modi: un articolo di cronaca firmato da Andrea Monticone, in cui si dava conto della versione pubblicata su La Stampa, ma anche di versioni diverse fornite da ambienti della procura di Torino. E poi un commento certo molto forte (ma si tratta di opinioni e idee) firmato Dreyfus. In nessuno dei due articoli è nominato il giudice Cocilovo, che poi avrebbe querelato portando all'arresto di Sallusti. L'articolo di cronaca di Libero, quello dove si riportavano i fatti, è stato riconosciuto corretto dalla Cassazione, che ha annullato le precedenti sentenze di condanna nei confronti di Monticone, chiedendo di ricelebrare il processo di appello. I fatti dunque pubblicati quel giorno con Sallusti direttore non sono falsi, anzi. La cronaca è stata riconosciuta equilibrata e veritiera dagli stessi giudici che hanno condannato Sallusti. La condanna quindi riguarda esclusivamente il commento di Dreyfus, quindi delle opinioni. Un direttore responsabile è stato condannato al carcere (poi tramutato in arresti domiciliari) per non avere controllato l'opinione di suoi collaboratori. La Stampa è stata querelata? No, da nessuno. Ha rettificato la notizia? No, il giorno successivo, quello in cui sono usciti i due articoli di Libero, ha pubblicato la versione della procura solo all'interno (molto al fondo) di un nuovo articolo sul caso, titolato per altro in modo da rafforzare la la notizia della ragazzina costretta all'aborto. Tanto è che il 21 marzo, tre giorni dopo, la Stampa ha dovuto pubblicare una ulteriore rettifica questa volta inviata formalmente dal presidente del Tribunale dei minori, Mario Barbato. Con grande evidenza? No: nella rubrica delle lettere, confusa fra decine di altre.
2- Sallusti non ha mai rettificato la notizia. Questo fatto in sé è vero. Su Libero non è apparsa alcuna rettifica di una notizia che per altro non Libero aveva dato, ma La Stampa. Il giudice del tribunale dei minori ha inviato una rettifica alla Stampa, ma a Libero no. Quale rettifica doveva essere pubblicata, visto che nessuna rettifica è mai stata formalmente inviata da nessuno? Ricordo poi che l'articolo di cronaca inizialmente incriminato, è stato assolto in Cassazione, ritenuto corretto e quindi non bisognoso di rettifica...
3- Il caso Farina. Sallusti è stato condannato per non avere vigilato sulle idee di Dreyfus. Trattandosi di pseudonimo, si è detto che la firma è stata atribuita al direttore responsabile, quindi allo stesso Sallusti. Questo non è vero. Dreyfus era Renato Farina, che lo ha dichiarato pubblicamente dopo la condanna. Ma che Dreyfus fosse Farina lo sapevano anche i giudici di Cassazione, visto che gli avvocati di Sallusti lo avevano dichiarato e comprovato nel loro ricorso, quindi tutti sapevano benissimo chi aveva scritto quelle opinioni ritenute diffamatorie.
4- Il caso Taormina. Di questo non ha parlato nessuno, perchè tutti sputano giudizi e sentenze, ma è faticoso andare a leggere gli atti e informarsi. Secondo la sentenza della Cassazione e perfino secondo i giudici di secondo grado, la colpa di Sallusti non sarebbe solo quella di non avere rettificato volontariamente la prima versione dei fatti a cui faceva riferimento il commento di Dreyfus-Farina (quella de La Stampa). Ma di avere messo in piedi una campagna stampa contro il magistrato Cocilovo, anche se questo ultimo mai è stato nominato su Libero. Una campagna stampa? Sì', la Cassazione scrive che circa una settimana dopo la pubblicazione di Dreyfus – il 23 marzo- su Libero c'è stato “un prosieguo della campagna di offuscamento dei soggetti, a vario titolo intervenuti nella vicenda, attraverso la riproposizione da parte di un noto avvocato, della assenza del consenso della minorenne”. Quel noto avvocato è Carlo Taormina, che in effetti in una sua rubrica settimanale che gli aveva dato Vittorio Feltri su Libero molti giorni dopo prende per buona la vecchia versione de La Stampa e critica il comportamento di quell'anonimo magistrato. Secondo la Cassazione proprio l'articolo di Taormina dimostra l'intenzione di Sallusti di compiere una “crociata contro un giudice dello Stato italiano”.
Proprio il caso Taormina però dimostra come la decisione su Sallusti sia esclusivamente ad personam, un regolamento di conti e non un caso di giustizia. Quell'articolo è stato fondamentale nella condanna di Sallusti?
Sì, lo dice la Cassazione. Taormina è mai stato querelato dai magistrati di Torino? No, mai. Qualcuno ha inviato rettifica per contraddirlo? No, mai. Lui non interessava ai magistrati di Torino. Quella che volevano era la testa di Sallusti. E questa hanno ottenuto nel silenzio complice e interessato di chiunque dovrebbe avere a cuore l'articolo 21 della Costituzione.
francesco9244
21 dicembre 2012 22:04
21 12 2012 - ANNO II ERA MASSON-BOLSCEVICA
premesso, "che la giustizia non è di questo mondo"
è evidente, che le leggi sono sempre servite alle caste dominanti, che detengono il potere x il controllo delle classi subordinate!
in contrasto alla missione cristica del perdono e misericordia, in quanto ogni forma di potere è reale strumento diabolico contro l'uomo!
emblematica è stata la Sua condanna: dell'uomo + giusto e nobile possibile, condannato ad una morte tanto ignominiosa, dove l'accanimento del potere religioso contro l'uomo Gesù è stato ben + feroce ed implacabile del potere civile romano: era scandaloso, non poteva essere tollerato attaccare questa istituzione strumentale al potere x il predominio esteriore sull'uomo; quello religioso e/o ideologico viene esteso anche ad ogni aspetto dell'interiorità umana: ambito + sacro ed inviolabile dell'essre umano!
in un paese dove la corruzione è istituzioalizzata come l'ITAgLIA,
purtroppo ogni istituzione non può che essere conseguente: troppe volte si è avuta l'impressione che a seconda la fazione di appartenenza, si viene assolti con il teorema del "perchè non si poteva sapere" o condannati "perchè non si poteva NON sapere"
la magistratura non dovrebbe avere nessun aggettivo.
mi ricordo che nel corso del famigerato ventennio, regime ben - infame e dispotico dell'attuale di polizia fiscale masson-bolscevico, dove i giudici 'schierati' erano almeno separati nei "tribunali speciali', questo garantiva maggiore prestigio e credibilità ai sudditi!
Cepu
22 dicembre 2012 11:28
Si è questo il problema. I giudici applicano la legge. I politici creano le leggi in parlamento.
Se alcune le leggi sono demenziali, che colpa ne ha la magistratura ?
Per fortuna la Costituzione Italiana è moderna, ben costruita e difficilmente attaccabile.
francesco9244
22 dicembre 2012 13:33
22 12 2012 - ANNO II ERA MASSON-BOLSCEVICA
ed è vero i giudici non possono che applicare le leggi di questo regime partitokratiko a delinuqUere, non solo in questo caso ma in altri precedenti contro le poche voci dissidenti, come Feltri e così Belpietro x il delitto di lesa maestà al capo dello stato, residuato savoiardo, in questa insulsa kpstituzione, nello specifico di leso culto alla personalità di staliniana memoria!
solo guitti prezzolati o tromboni di regime, possono acclamare questo maramaldo scritto, come fatto ultimamente dal porcile RAI, alla mercè delle segreterie di partiti canaglia ora commissariata anche da un grembiulino delle mafie sioniste massoniche i cui sicari formano questo loro governo golpista e del boiardo vetero stalinista, con la complicità di papponi canaglie!
d'altra parte non ci si poteva aspettare altro da un vetero stalinista che dalle colonne dell'Unità ineggiava ai cingoli dei carri dei rossi, usati come trita carne contro quel popolo martire nel corso dei fatti d'Ungheria:
e così queste istituzioni e partiti kanaglia ci hanno bulgarmente gettati nell'abbraccio mortale delle suddette mortifere mafie: facendo degenerare la già lercia partitokrazia a questo tetro regime di polizia fiscale masson-bolscevico ben + infame e cruento del pur bieco fascio savoiardo, che di certo non aveva indotto tanta disperazione nelle famiglie, tanti sventurati suddii al suicidio e privando intere nuove generazioni di ogni speranza di futuro: ogni potere komunista non può che generare miseria, terrore e morte!
AFFA.... TUTTI QUESTI KRIMINALI PAPPONI, LORO PROSTITUTI CENTRO DEX...ZI E LA LORO STRUMENTALE KOSTITUZIONE DI DERIVAZIONE ROCCO-BOLSCEVICA!
francesco9244
22 dicembre 2012 13:41
....
A TANTO IMMONDO PUTRIDUME KO-ISTITUZIONAL-PARTITOKRATIKO DI PAPPONIA-LADRONIA: NON 1^ MA 10 100 1000 P.LI LORETO!
DUCE RISORGI!
CHE TI PERDONIAMO!!!
ennio4531
22 dicembre 2012 14:11
Che i magistrati si limitino ad applicare le leggi è un falso alla luce di centinaia di sentenze in cui l'elemento interpretativo ha in molti casi svuotato la portata delle legge stessa.
Se poi dovessimo elencare i processi penali che nei vari gradi hanno ribaltato totalmente i giudizi , ci sarebbe da concludere che la giustizia di questo mondo è paragonabile ad un terno al lotto.
Cepu
22 dicembre 2012 17:04
Che i politici in carica facciano buone leggi, poi .... lasciamo perdere. Contorte, interpretabili, spesso semplicemente demenziali.
Una fatica improba per la magistratura.
Cambiare, cambiare !! Rinnovare, rinnovare !!
ennio4531
23 dicembre 2012 00:02
Sì demenziali come molte sentenze che offendono i criteri più elementari di giustizia .
Basterebbe citare il caso Tortora .... per arrivare al caso minore di Sallusti condannato per un articolo non suo ....
francescodeleo
24 dicembre 2012 10:36
D'accordissimo col direttore. A tutt'oggi io non so se è stata pubblicata la rettifica della notizia FALSA!
In breve: il 18 febbraio 2007 il suo giornale pubblica una notizia secondo la quale un giudice avrebbe ordinato ad una ragazzina (minorenne) di abortire ma già il 17 febrario era nota la vera vicenda; successivamente altre testate hanno rettificato i loro primi articoli tranne quello di codesto direttore.
Condannato già da un giudice ordinario, è stato poi condannato anche dalla cassazione per "pubblicazione di notizia falsa" e non per altra motivazione.
Ma io a tutt'oggi non so questo: HA PUBBLICATO SUL SUO GIORNALE LA RETTIFICA DI QUELL' ARTICOLO? A me questo importa, null'altro.
Per quanto riguarda la grazia, secondo me il Presidente della Repubblica ha toppato. Codesto direttore ha violato una legge dello stato e la questione sul diritto alla informazione qui non c'entra nulla, a meno che non si voglia dare il consenso alla pubblicazione di tutto ciò che a uno gli passa per la mente.
Ripeto: HA PUBBLICATO SUL SUO GIORNALE LA RETTIFICA DI QUELL' ARTICOLO?
Se sì, quando? Io lo vorrei sapere, grazie.
ennio4531
24 dicembre 2012 14:53
X francescodeleo
ci vuole ... tanta pazienza per inquadrare la questione .
Libero riporta una dettagliata cronaca dei fatti ... poi ognuno tragga le proprie conclusioni tenendo presente che siamo
in mano ad una magistratura etremamente ... ballerina nei giudizi tenuto conto che in primo grado il 26 gennaio 2009 il tribunale di Milano condanna Monticone e Sallusti rispettivamente a 5mila e 4mila euro di ammenda per poi in secondo grado essere condannato ad una pena detentiva.
1- Sallusti ha pubblicato una notizia falsa e diffamatoria sul giudice Cocilovo che avrebbe costretto una ragazzina ad abortire contro la sua stessa volontà?
Falso.
E' stata la Stampa a pubblicarla il giorno 17 febbraio 2007. Il giornale diretto da Sallusti, Libero, l'ha ripresa il giorno successivo in due modi: un articolo di cronaca firmato da Andrea Monticone, in cui si dava conto della versione pubblicata su La Stampa, ma anche di versioni diverse fornite da ambienti della procura di Torino. E poi un commento certo molto forte (ma si tratta di opinioni e idee) firmato Dreyfus.
In nessuno dei due articoli è nominato il giudice Cocilovo, che poi avrebbe querelato portando all'arresto di Sallusti. L'articolo di cronaca di Libero, quello dove si riportavano i fatti, è stato riconosciuto corretto dalla Cassazione, che ha annullato le precedenti sentenze di condanna nei confronti di Monticone, chiedendo di ricelebrare il processo di appello.
I fatti dunque pubblicati quel giorno con Sallusti direttore non sono falsi, anzi. La cronaca è stata riconosciuta equilibrata e veritiera dagli stessi giudici che hanno condannato Sallusti.
La condanna quindi riguarda esclusivamente il commento di Dreyfus, quindi delle opinioni. Un direttore responsabile è stato condannato al carcere (poi tramutato in arresti domiciliari) per non avere controllato l'opinione di suoi collaboratori.
La Stampa è stata querelata? No, da nessuno. Ha rettificato la notizia? No, il giorno successivo, quello in cui sono usciti i due articoli di Libero, ha pubblicato la versione della procura solo all'interno (molto al fondo) di un nuovo articolo sul caso, titolato per altro in modo da rafforzare la la notizia della ragazzina costretta all'aborto. Tanto è che il 21 marzo, tre giorni dopo, la Stampa ha dovuto pubblicare una ulteriore rettifica questa volta inviata formalmente dal presidente del Tribunale dei minori, Mario Barbato. Con grande evidenza? No: nella rubrica delle lettere, confusa fra decine di altre.
2- Sallusti non ha mai rettificato la notizia. Questo fatto in sé è vero. Su Libero non è apparsa alcuna rettifica di una notizia che per altro non Libero aveva dato, ma La Stampa.
Il giudice del tribunale dei minori ha inviato una rettifica alla Stampa, ma a Libero no. Quale rettifica doveva essere pubblicata, visto che nessuna rettifica è mai stata formalmente inviata da nessuno? Ricordo poi che l'articolo di cronaca inizialmente incriminato, è stato assolto in Cassazione, ritenuto corretto e quindi non bisognoso di rettifica...
3- Il caso Farina. Sallusti è stato condannato per non avere vigilato sulle idee di Dreyfus. Trattandosi di pseudonimo, si è detto che la firma è stata atribuita al direttore responsabile, quindi allo stesso Sallusti. Questo non è vero. Dreyfus era Renato Farina, che lo ha dichiarato pubblicamente dopo la condanna. Ma che Dreyfus fosse Farina lo sapevano anche i giudici di Cassazione, visto che gli avvocati di Sallusti lo avevano dichiarato e comprovato nel loro ricorso, quindi tutti sapevano benissimo chi aveva scritto quelle opinioni ritenute diffamatorie.
4- Il caso Taormina. Di questo non ha parlato nessuno, perchè tutti sputano giudizi e sentenze, ma è faticoso andare a leggere gli atti e informarsi. Secondo la sentenza della Cassazione e perfino secondo i giudici di secondo grado, la colpa di Sallusti non sarebbe solo quella di non avere rettificato volontariamente la prima versione dei fatti a cui faceva riferimento il commento di Dreyfus-Farina (quella de La Stampa). Ma di avere messo in piedi una campagna stampa contro il magistrato Cocilovo, anche se questo ultimo mai è stato nominato su Libero.
Una campagna stampa?
Sì', la Cassazione scrive che circa una settimana dopo la pubblicazione di Dreyfus – il 23 marzo- su Libero c'è stato “un prosieguo della campagna di offuscamento dei soggetti, a vario titolo intervenuti nella vicenda, attraverso la riproposizione da parte di un noto avvocato, della assenza del consenso della minorenne”. Quel noto avvocato è Carlo Taormina, che in effetti in una sua rubrica settimanale che gli aveva dato Vittorio Feltri su Libero molti giorni dopo prende per buona la vecchia versione de La Stampa e critica il comportamento di quell'anonimo magistrato. Secondo la Cassazione proprio l'articolo di Taormina dimostra l'intenzione di Sallusti di compiere una “crociata contro un giudice dello Stato italiano”.
Proprio il caso Taormina però dimostra come la decisione su Sallusti sia esclusivamente ad personam, un regolamento di conti e non un caso di giustizia. Quell'articolo è stato fondamentale nella condanna di Sallusti?
Sì, lo dice la Cassazione. Taormina è mai stato querelato dai magistrati di Torino? No, mai. Qualcuno ha inviato rettifica per contraddirlo? No, mai. Lui non interessava ai magistrati di Torino. Quella che volevano era la testa di Sallusti. E questa hanno ottenuto nel silenzio complice e interessato di chiunque dovrebbe avere a cuore l'articolo 21 della Costituzione.
francescodeleo
24 dicembre 2012 16:06
per ennio4531
Confermo per filo e per segno ciò che ho scritto: quel direttore è stato condannato anche dalla cassazione perche ha pubblicato una notizia FALSA, ed è stato querelato perchè ha colpito la moralità di un'altra persona (non lo dico io, lo dice la cassazione, ufficialmente). Se poi la campagna è continuata per dei motivi che possiamo facilmente comprendere questo è un altro paio di maniche.
Faccio ancora presente che il 17 febbraio 2007 il fatto venne acquisito nella sua completezza e correttezza e che tutte le fonti giornalistiche in seguito lo hanno riportato come dovevano. Come hai scritto "la stampa" ha rettificato, anche se in maniera apatica.
Resta pertanto la domanda: essendo la notizia FALSA, HA PUBBLICATO SUL SUO GIORNALE LA RETTIFICA DI QUELL' ARTICOLO?
Carloko
26 dicembre 2012 09:08
Bravo Minotauro 5801 la legge è una presa per il cul....... guarda caso la sua compagna è la Santanchè, il suo avv. Ignazio La Russa, vogliamo acora parlarne, se era toccato a noi ci avevano fatto un cul.... come unb secchio
aldote
26 dicembre 2012 12:33
Non ci vogliono molte parole per commentare un fatto che oggettivamente parla da sé. Se il signor Sallusti è così ligio al rispetto del prossimo, meglio avrebbe fatto se avesse operato il dovuto controllo imposto dalla legge sulla pubblicazione delle notizie sul "suo" giornale ! Bel direttore che non sa pulirsi il naso ma pretende di fare il moralista in casa d'altri. Sarebbe bene se usasse la sua prosopopea pro domo sua.
monica7575
26 dicembre 2012 13:00
MA FINO A PRIMA DEL CASO SALLUSTI, GLIENE FREGAVA QUALCOSA A QUALCUNO DI MODIFICARE LA LEGGE O SI SONO MOSSI PERCHE' E' STATO TOCCATO L'ALTOPARLANTE DI BERLUSCONI? NON SONO DI SINISTRA MA ORMAI DA MOLTO TEMPO NON MI RICONOSCO PER NULLA IN QUESTO CENTRO DESTRA.
ennio4531
26 dicembre 2012 15:30
X francescodeleo.
Va bene...... nasconditi pure dietro alla Cassazione per evitare di approfondire tutte le notizie che ti potrebbero portare a conclusioni diverse...
È alla tua domanda..
' Resta pertanto la domanda: essendo la notizia FALSA, HA PUBBLICATO SUL SUO GIORNALE LA RETTIFICA DI QUELL' ARTICOLO? '...
la risposta già c'era nella dettagliata cronaca di Libero che riporto...
'Il giudice del tribunale dei minori ha inviato una rettifica alla Stampa, ma a Libero no. Quale rettifica doveva essere pubblicata, visto che nessuna rettifica è mai stata formalmente inviata da nessuno? Ricordo poi che l'articolo di cronaca inizialmente incriminato, è stato assolto in Cassazione, ritenuto corretto e quindi non bisognoso di rettifica...' .
Come spesso succede le notizie che riteniamo antipatiche vanno ...bypassate....
toto200
26 dicembre 2012 17:18
Mi sembra di capire che la magistratura italiana sia sotto processo perché ha sbagliato, almeno una volta durante tutta la sua esistenza: con Enzo Tortora.
Ammettiamo che sia così: un innocente è stato condannato.
Allora, dato che un processo può sempre condannare un innocente, che cosa facciamo in caso di lite? Chi decide chi ha torto e chi ragione?
1. Facciamo decidere al popolo? Come con Ponzio Pilato?
2. Facciamo decidere al capo della "polizia"?
3. Facciamo decidere alla jungla?
4. ...
franco1213
26 dicembre 2012 19:08
S'è subito capito che SALLUSTI faceva la MANFRINA, d'accordo col suo PADRONE, per continuare a DELEGITTIMARE la MAGISTRATURA. Ci voleva far credere di essere il moderno RICCARDO CUOR DI LEONE, o il GIOVANNI D'ARCO(RE) italiano; invece si è rivelato SALLUSTI CUOR DI CONIGLIO.
lucillafiaccola1796
26 dicembre 2012 20:03
$allustri della cia, napoli t'amo camerata di merende lo salva ovvia!!!!!
lucillafiaccola1796
26 dicembre 2012 20:05
esecutivo.....rocco
legislativo...rocco
gudziario.....rocco
rocco tocco tarocco
francescodeleo
26 dicembre 2012 20:41
x ennio4531
Io sto riportando solamente i fatti. I fatti dicono che la cassazione ha condannato quel direttore perchè ha pubblicato una notizia falsa (ripeto che è falsa, lo dice la cassazione, non io).
Tutto il resto mi sembrano chiacchiere.
Pertanto, la domanda resta: quel direttore (o comunque chi ha diretto o dirige quella testata), ha pubblicato la rettifica di quella notizia FALSA?
francescodeleo
26 dicembre 2012 20:44
Con Enzo Tortora certo che ha sbagliato la magistratura! Si è fidata ciecamente dei pentiti senza verificare a priori la loro attendibilità. Successivamente è stato scagionato, ma ormai era tardi.
ennio4531
27 dicembre 2012 11:36
x francescodeleo
Anche la Corte di Cassazione, essendo fatta di uomini con relativi condizionamenti ( a meno che non si sostenga che siano d'origine.. divina e quindi le loro pronuncie siano equiparabili a dogmi!), può cadere in contraddizioni che a me paiono evidenti.
Per quanto riguarda la smentita, per l'ultima volta riporto i fatti .. :
'2- Sallusti non ha mai rettificato la notizia. Questo fatto in sé è vero. Su Libero non è apparsa alcuna rettifica di una notizia che per altro non Libero aveva dato, ma La Stampa.
Il giudice del tribunale dei minori ha inviato una rettifica alla Stampa, ma a Libero no.
Quale rettifica doveva essere pubblicata, visto che nessuna rettifica è mai stata formalmente inviata da nessuno?
Ricordo poi che l'articolo di cronaca inizialmente incriminato, è stato assolto in Cassazione, ritenuto corretto e quindi non bisognoso di rettifica...'
Ora, caro francescodeleo, possiamo continuare a nascondersi dietro ai giudici, ma a me pare che significherebbe portare all'ammasso la propria capacità critica...
ennio4531
27 dicembre 2012 12:06
Il caso Tortora è doppiamente scandaloso in quanto i pm e i giudici di primo grado che lo condannarono hanno fatto tutti carriera all'interno e al di fuori della magistratura .
Ecco cosa scrive l'avv. Caiazza,oggi presidente della Camera Penale di Roma, uno dei legali di Tortora ..
'Anzi le loro carriere sono proseguite come se niente fosse, nemmeno una censura. Per dire dei due pm: oggi Lucio di Pietro è Procuratore Generale a Salerno e Felice di Persia, ex coordinatore della direzione distrettuale antimafia a Napoli, ora in pensione, è Presidente del Consorzio Rinascita del litorale casertano,...
'Il presidente dell’allora collegio dei giudici, Luigi Sansone è da poco andato in pensione, non senza avere raggiunto il grado di Presidente della Cassazione.'
Per memoria ricordo che, quando fu definitivamente scagionato, Tortora diede incarico a due avvocati Giandomenico Caiazza e Vincenzo Zeno Zencovichi di citare in giudizio i magistrati di cui sopra.
Così l'avvocato Caiazza descrive come andò a finire...
' Dal danno derivò però anche la beffa. Ai due giovani avvocati toccò infatti la sorte di essere denunciati. “Non appena Enzo Tortora morì, come avvocati fummo accusati di calunnia dai magistrati, poi prosciolti. Ma intanto la causa verso i magistrati fu sospesa, fino a quando la Corte Costituzionale dichiarò “incostituzionale” la legge che avevamo utilizzato per muovere la stessa azione di responsabilità”.'
Mi domando alle volte che differenza ci sia tra le prerogative del Re Sole e l'ordine giudiziario ...
francescodeleo
27 dicembre 2012 14:50
x ennio4531
Evidentemente sono punti di vista.
Per me la questione è che quel giornale ha pubblicato una notizia che sia il giudice ordinario sia la cassazione hanno stabilito essere falsa, lo dice la cassazione (e prima il giudice ordinario), non io. Il giudice ordinario prima e la cassazione poi si sono basati su fatti reali, non su chiacchiere.
Per te la questione è o il fatto che anche gli uomini possono sbagliare o è il presunto accanimento della magistratura contro chissà chi e pertanto quei signori di quel giornale possono scrivere ciò che gli pare e piace poichè sanno che comunque comandano loro.
Io mi fermo qui, anche perchè il fatto è oramai un fatto noto per chi vuole vedere.
Pertanto, la domanda resta: quel direttore (o comunque chi ha diretto o dirige quella testata), ha pubblicato la rettifica di quella notizia FALSA?
ennio4531
27 dicembre 2012 17:50
x francescodeleo
Quando in primo grado fu condannato Tortora , una buona parte della stampa colpevolista usò concettualmente le tue parole ..
i giudici si sono basati su fatti reali, non su chiacchiere...
E alla tua domanda : quel direttore (o comunque chi ha diretto o dirige quella testata), ha pubblicato la rettifica di quella notizia FALSA?..
per l'ennesmima volta si riporta che ..
' Il giudice del tribunale dei minori ha inviato una rettifica alla Stampa, ma a Libero no.
Quale rettifica doveva essere pubblicata, visto che nessuna rettifica è mai stata formalmente inviata da nessuno?
Ricordo poi che l'articolo di cronaca inizialmente incriminato, è stato assolto in Cassazione, ritenuto corretto e quindi non bisognoso di rettifica...' .
Aggiungo che Sallusti è stato condannato in quanto gli fu attribuita la paternitá del commento ritenuto diffamatorio sotto lo pseudonimo di Dreyfus scritto invece da Renato Farina.
I giudici di Cassazione erano al corrente del fatto ?
Sì ...
'Ma che Dreyfus fosse Farina lo sapevano anche i giudici di Cassazione, visto che gli avvocati di Sallusti lo avevano dichiarato e comprovato nel loro ricorso, quindi tutti sapevano benissimo chi aveva scritto quelle opinioni ritenute diffamatorie.'.
Se c'è un pò di onestá intellettuale, lasciò a te le conclusioni...
francescodeleo
27 dicembre 2012 18:55
x ennio4531
Mi ero riproposto di non rispondere più, ma comunque...
Continui a mettere di mezzo il caso Tortora che non c'entra niente.
Ricordo che Tortora venne messo in mezzo a questioni malavitose perchè alcuni neopentiti dissero che faceva parte della malavita; successivamente venne accertata la verità e Tortora venne scagionato dalle accuse. Oppure si sono sbagliati?
Qui il fatto è che il 17 febbraio 2007 venne messa in circolazione una vicenda che lo stesso giorno venne rettificata; invece il giorno successivo quel direttore pubblicò la vicenda in maniera falsa, tanto è vero che ci fu un processo per diffamazione che è giunto fino alla cassazione; qui c'è un fatto noto che è stato manipolato da un quotidiano, non si sbaglia nessuno tranne che quel giornale.
Tu continui a ripetere che l'articolo era corretto, in realtà la cassazione e tutti i diretti interessati nella vicenda dicono che era falso. Quel direttore è stato condannato per diffamazione a mezzo stampa (lo ha deciso la cassazione, ed è vero).
Se hai un po' di tempo ti invito a ricercare i fatti. Io mi fermo qui in ogni caso.
Pertanto, la domanda resta: quel direttore (o comunque chi ha diretto o dirige quella testata), ha pubblicato la rettifica di quella notizia FALSA?
ennio4531
27 dicembre 2012 23:45
Il caso Tortora sta dimostrare che anche i giudici possono sbagliare e di ... grosso in presenza di condizionamenti ..
ritenere che la Cassazione sia la Veritá è rinunciare ad ogni capacitá critica... perchè ci fa comodo..
Quando scrivi ..
..quel direttore pubblicò la vicenda in maniera falsa,...
scrivi il falso in quanto ..
.. l'articolo di cronaca inizialmente incriminato, è stato assolto in Cassazione, ritenuto corretto e quindi non bisognoso di rettifica...' .
La domanda che poni è solo ... fumogeno in quanto la risposta è sempre la medesima .. per chi vuol leggerla ..
Il giudice del tribunale dei minori ha inviato una rettifica alla Stampa, ma a Libero no.
Quale rettifica doveva essere pubblicata, visto che nessuna rettifica è mai stata formalmente inviata da nessuno?
Cepu
28 dicembre 2012 00:32
Peccato per quella multa.
Ma non c'è due senza tre, accuserà di nuovo persone senza il minimo senso e tornerà vicino alla galera. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
ennio4531
28 dicembre 2012 08:13
Criticare un magistrato , esponendo i fatti, rappresenta sempre di più un rischio altissimo ... un esempio minore viene anche dalla ... provincia ...
DIFFAMAZIONE. CONDANNATI GIORNALISTI DI VICENZAPIÙ. CRITICARONO UN MAGISTRATO
17 ottobre 2012 – Il Tribunale di Trento ha condannato per diffamazione a mezzo stampa due giornalisti, il collaboratore Marco Milioni e il direttore responsabile del quindicinale VicenzaPiù, Giovanni Coviello . E’ stata comminata una multa di 800 euro. La decisione è arrivata il 15 ottobre, al termine del procedimento originato dalla querela del magistrato vicentino Paolo Pecori, che ricopre l’incarico di sostituto procuratore ad interim.
La querela si riferisce ad un articolo pubblicato il 28 gennaio 2011 in cui Marco Milioni ha ripetuto ciò che aveva già pubblicato quattro giorni prima su ilfattoquotidiano.it. Ha avanzato dubbi sulla compatibilità ambientale del magistrato in considerazione del fatto che due suoi figli esercitano la professione di avvocato nel distretto vicentino, e uno di loro è assessore agli affari legali del Comune capoluogo.
.... Occorre rispettare e proteggere il lavoro dei magistrati. Ma questo non può avvenire a danno del diritto di cronaca e di critica dei giornalisti e del diritto dei cittadini di essere informati. Sono già troppo numerosi gli episodi di magistrati che si difendono dalle critiche querelando i giornalisti, citandoli in giudizio senza neppure chiedere una rettifica: cioè senza battere la strada migliore per ristabilire la verità”.
Appunto... a Sallusti fu chiesto di rettificare ? No ........