francescomangascia
07 gennaio 2013 12:34
Ci pensa a come sprecare, di nuovo, il denaro del contribuente, meno male che stavolta non lo voteranno.
ennio4531
08 gennaio 2013 00:11
Un giorno sì e uno no leggiamo di pezzi di industrie italiane passate allo ... straniero : l'ultima è stata la Marazzi il principale produttore di piastrelle.
Non c'è settore dall'industria alimentare , meccanica, elettrodomistici, alla grande distribuzione in cui non vi sia una presenza massiccia di interessi esteri.
Ancora qualche anno e anche la Fiat toglierà il disturbo trasferendosi in toto negli USA.
Se anche Alitalia passerá in mani straniere, sarà giunto il momento di constatare la nostra incapacitá a gestire attivitá economiche e quindi di mettere all'asta l'intera economia e perchè no... anche la nostra sovranitá tenuto conto del livello della nostra classe politica.
Oppure l'abbiamo già fatto e io non mi sono accorto.....?
Olimpo
08 gennaio 2013 08:17
Berlusconi è il male. La sua ossessiva presenza è insopportabile. Ci vuole l'esorcista.
ennio4531
09 gennaio 2013 00:16
Se è il Male , meglio sottoporlo ad un tribunale ... dell'inquisizione...
IVAN.
09 gennaio 2013 01:01
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«Berlusconi è il male. La sua ossessiva presenza è insopportabile. Ci vuole l'esorcista.»
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Lavati la bocca col sapone prima di parlare male del Silvio, miscredente ingrato.
Berlusconi è un santo, un benefattore, il salvatore dell'Italia. Se non fosse stato per lui, a quest'ora saremmo governati da delinquenti, mafiosi, inquisiti e faccendieri che si fanno leggi su misura pensando solo ai propri interessi personali.
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IVAN.
09 gennaio 2013 01:05
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• (dal topic:) «...I contribuenti hanno già dato 3,2 miliardi per "salvare" l'Alitalia...»
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Puntualizziamo.
I contribuenti non hanno “dato” una emerita cippa; i famosi 3,2 miliardi di soldi pubblici destinati all'Alitalia sono stati stanziati (o meglio “dirottati”, per restare in tema aereo) per scelta unilaterale della classe politica (nella fattispecie, il Governo Berlusconi IV), senza che ai “contrubuenti” fosse stato chiesto né un PERMESSO né una miserabile OPINIONE. (Magari l'espressione più corretta sarebbe stata: “Dai soldi pagati dai contribuenti sono già stati arbitrariamente prelevati 3,2 miliardi per salvare l'Alitalia...”)
Tutto ciò non è detto per pignoleria fine a se stessa; nei resoconti con prestesa di obiettività bisogna essere PRECISI. Infatti ci sono molti politicazzi che giocano su queste sfumature (confondendo intenzionalmente gli EFFETTI con le loro CAUSE) per fare bassa demagogia populista, in modo da far passare un LADROCINIO di fondi pubblici per una “spontanea donazione del generoso popolo italiano”.
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ivano1723
09 gennaio 2013 08:10
Il pornonano è il tumore dell'italia ,E ci sono diversi indicatori a dirlo, e quello dell'Alitalia è appunto uno di questi, non il + evidente , ma certamente un sintomo ,una metastasi. Finch'è non sarà morto sarà la nostra malattia, ed anche quando sarà sotto un metro di terra noi continueremo a pagare il prezzo del suo passaggio
nobileguelfa
09 gennaio 2013 10:23
in Italia aleggia l'invidia creata dai giudici e dai comunisti che messi assieme sono il vero PROBLEMA e il vero INFERNO per noi tutti, comunisti compresi. Ma non è facile da comprendersi, certo.
Molto più facile dare addosso a Berlusconi come era facile farlo con Gesù o Padre Pio fino a che qualcuno non ha detto: ops, un Santo!!!
Già, facile guardare la pagliuzza nell'occhio del vicino che guardare la trave che alloggia nel nostro, vero??????Vero Vendola?
Anche Mao, Stalin, Napolitano, Castro e famiglia lo insegnano.
p.s. magari Berlusconi salvasse l'Alitalia, ma, ha già dato troppo alla sinistra attraverso De Benedetti. Fossi in lui non lo farei mai.Per chi?
Per gli irriconoscenti?Col cacchio!
IVAN.
09 gennaio 2013 14:07
Questo thread sta diventando meglio di una puntata di Zelig.
francescodeleo
09 gennaio 2013 16:32
Mica c'è tanto da ridere! Noi tutti abbiamo dato più di tre miliardi di euro, soldi che perderemo in caso di fallimento dell'alitalia. Non so voi, ma a me quei soldi non mi fanno schifo.
Cepu
10 gennaio 2013 10:51
Francesco, non ha capito bene. Quei tre miliardi sono già persi, è stato il costo sostenuto per rendere appetibile la compagnia alla cordata CAI.
Cepu
10 gennaio 2013 11:00
"Il costo diretto per lo stato della vendita a CAI ammonta a 1700 milioni per la mancata vendita ad Air France,[30] più 1200 milioni di debiti rimasti (al 2012) alla cosiddetta "bad company" statale Alitalia LAI dopo la vendita di tutte le attività, più i 300 milioni del cosiddetto "prestito-ponte", dichiarato aiuto di stato illegittimo dalla Corte di giustizia europea.[31] Il calcolo non considera i costi sociali per i licenziamenti, le società aeroportuali pubbliche come SEA e i risparmiatori."
francescodeleo
10 gennaio 2013 11:22
@Cepu
Hai scritto la stessa cosa che diciamo tutti. Io non ho detto che il prestito è di 3 miliardi, ho scritto - come del resto tutti dicono - che l'operazione alitalia ci costa più di tre miliardi, soldi che perderemo senza aver salvato nulla.
L'air france aveva altri propositi, si sarebbe accollata tutti i debiti - quindi senza costi per noi - e avrebbe garantito quasi per intero l'occupazione, più altre quisquiglie.
La questione dei tre miliardi c'è.
Cepu
11 gennaio 2013 11:33
Confermo, i tre miliardi sono stati regalati dal parlamento in carica pur di non far perfezionare la vendita ad airfrance.
Sono ormai "volatilizzati", tanto per rimanere in tema. Se bisogna mettercene altri, non è certo il momento di sequestrarli ai contribuenti con altre tasse. Si venda (o fallisca una buona volta)e pace.
Non mancano certo vettori più competitivi.
francescodeleo
11 gennaio 2013 14:49
Certamente, da allora la situazione dell'alitalia è ulteriormente peggiorata. Non molto tempo fa ho letto che air france era sì ancora intenzionata ad acquistare ciò che rimane dell'alitalia, ma ad un prezzo di molto ridotto rispetto all'offerta iniziale.
Cepu
17 gennaio 2013 11:21
Salviamo Ryanair !
http://www.ryanair.com/it/voli-italia
OPS, non è da salvare ? Collegamenti frequenti e puntuali in tutta italia ?
Ma allora alitalia che ci sta a fare, sarà mica un carrozzone statale che fa volare politici e parenti a gratis ?
Cepu
21 gennaio 2013 07:07
L’aspetto paradossale è che da questa storia, onerosissima per le casse pubbliche e per i consumatori, non emerge un’impresa particolarmente forte, al contrario. La nuova Alitalia continua a perdere denaro (per fortuna, non più denaro pubblico – ma è ben magra consolazione): la combinazione di un discutibile modello di business (non low cost, non ad ampio raggio) e di una crisi economica pesantissima è stata difficile da digerire.
Le previsioni per il 2013 sono positive, ma non è facile comprendere da dove discenda questo ottimismo, stante l’annunciato accorciamento dei tempi di percorrenza della Milano-Roma sul Frecciarossa e la perdita del monopolio sulla tratta aerea Linate-Fiumicino (tra poco, anche EasyJet comincerà a operare su questa tratta).
Cosa succederà quando gli azionisti saranno sciolti dal patto di sindacato e saranno quindi liberi di cedere le loro azioni? Difficile pensare che imprenditori di settori ben diversi, che in questa crisi hanno voglia di concentrare gli sforzi sul loro core business, continueranno a impegnare denaro prezioso in questa impresa.
Facile prevedere che Air France finirà per rafforzare il suo controllo su Alitalia. A costi minori (per loro), mentre noi continuiamo a pagare le conseguenze delle scellerate decisioni del 2008-09.
ennio4531
22 gennaio 2013 00:06
Se i soci dell'Alitalia decidessero di vendere ad Air France , un'ulteriore attività economica si trasferirebbe all'estero a dimostrazione della nostra incapacitá a gestire attivitá economiche .
Non c'è settore dall'industria alimentare , meccanica, elettrodomistici, alla grande distribuzione in cui non vi sia una presenza massiccia di interessi esteri dai quali dipendiamo .
Ci sarebbe una possibilità di rilanciare Alitalia ricapitalizzandola con svariati miliardi e distribuire ad ogni italiano una azione gratuita.
È da anni che paghiamo l'energia rinnovabile ad un prezzo almeno tre volte il prezzo di mercato con un salasso solo per il 2012 e solo per il fotovoltaico pari a circa 6,5 miliardi di euro.
Proporrei con una misura straordinaria valevole solo per il 2013 di tassare dette entrate assicurando ai produttori il prezzo di mercato .
Il ricavo delle entrate, fiscale pari ad almeno 4 miliardi di euro , utilizzarlo per sottoscrivere un aumento di capitale e comprare le azioni dei vecchi azionisti di Alitalia ed eleggere a presidente Primo Mastrantoni.
Alitalia rimarrebbe italiana e la buona gestione del nostro Mastrantoni ci riserverebbe anche un dividendo ....
Il sacrificio dei produttori di energie rinnovabili, essendo solo una tantum, sarebbe benissimo sopportabile.
Cepu
23 gennaio 2013 12:12
Si è ovvio che certi italiani non sono in grado di gestire in modo economico una compagnia aerea. Non tutti, certo, giusto gli amici di re mida pro domo sua.
Sul resto invece son tutte scemenze abbastanza buffe, attendiamo gli eventi.